10
La serata stava procedendo alla grande.
Sin da quando Taehyung e Jungkook erano arrivati, ovviamente mano nella mano, erano stati circondati da allegria.
Minah ed i suoi amici erano davvero simpatici; le ragazze avevano sin da subito iniziato a fare apprezzamenti sui due come coppia, li trovavano perfetti insieme, ed i ragazzi non erano per niente infastiditi dalla cosa, anzi avevano fatto di tutto per farli sentire a loro agio.
Ma, in fondo, tutti al vecchio chiosco del signor Moon si sentivano a casa.
Fu proprio lui ad interrompere uno dei soliti discorsi frivoli da ragazze che stavano affrontando due delle amiche di Minah, portando con sé altri due vassoi di carne.
«Ed anche questo secondo giro lo offro io, era da troppo tempo che non vedevo il piccolo Tae, e poi vedervi tutti insieme è davvero bellissimo», sorrise dolcemente l'anziano, allontanandosi dopo aver lasciato la carne ed aver ignorato Taehyung che lo pregava di farsi pagare almeno la metà.
Tutti intorno quelli tavolo risero del comportamento dell'anziano, come anche Taehyung dopo qualche istante. Conoscevano tutti il vecchio Moon, era sempre stato parecchio testardo. Neanche sua moglie riusciva a fargli cambiare idea, figuriamoci Taehyung!
«Ah, è bello essere di nuovo qui e vedere che nulla è cambiato», sospirò sorridente Minah, dopo che le risate si furono calmate.
«Cioè, qualcosa è cambiata, ma neanche si nota», continuò lei dopo qualche istante, fissando Taehyung e Jungkook con un'espressione divertita.
«In che senso?», domandò Momo, seduta alla destra di Minah.
«Nel senso che, anche quando erano piccoli, questi due idioti stavano attaccati tutto il tempo e facevano i fidanzatini in giro», spiegò la ragazza ridendo, facendo arrossire Taehyung fino alla punta delle orecchie e schiarire la voce a Jungkook per l'imbarazzo.
«Awh! Ma che carini!», commentò uno dei ragazzi, emozionato.
«Non ci credo, oddio, ma è una cosa dolcissima!», continuò Momo sorridendo.
«Probabilmente eravate predestinati», rise un'altra.
Minah annuì a quell'ultima affermazione, buttando poi giù l'ennesimo bicchierino di soju.
«Ve l'ho detto, no? Che io e Taehyung ci siamo baciati da adolescenti?», rise la ragazza, allungandosi poi a toccare Taehyung sulla spalla, che era seduto alla sinistra di lei.
«Minah, sei un po' ubriaca, non credi? Facciamo una passeggiata?», rise nervosamente Taehyung, cercando così di tapparle la bocca.
Lei scosse la testa e continuò a ridacchiare «perché fai così? Ti imbarazza tanto far sapere al tuo ragazzo che hai baciato me soltanto perché avevi sognato di baciare lui, e volevi togliertelo dalla testa?»
Taehyung quasi non si soffocò con il suo stesso respiro nel sentire quelle parole, e sentire la mano di Jungkook stringersi con così tanta forza -e rabbia- sulla sua gamba non lo aiutava.
Tutti gli altri ragazzi, essendo più lucidi di Minah, si resero subito conto di quella strana tensione che vi era tra i due fidanzati.
Era imbarazzante per tutti loro, ma Taehyung sembrava non essere in grado di dire o fare niente per allegerire nuovamente la situazione.
Cosa in cui fu invece bravissima a fare Momo, che schiarendosi la voce si alzò in piedi sorridente, afferrando poi Minah dalle spalle.
«Adesso ci trasferiamo sulla spiaggia, vi va?», domandò con dolcezza, attirando subito l'attenzione di Minah che iniziò ad annuire prima di mettersi in piedi, aiutata dalla ragazza.
Lentamente si alzarono tutti ed iniziarono a camminare verso la spiaggia, tranne Taehyung e Jungkook.
Quest'ultimo era arrabbiato, e Taehyung l'aveva capito, ma non aveva la forza di dire niente.
Si ricordava la delusione negli occhi di Jungkook quando lo aveva trovato con le labbra su quelle di Minah, e faceva ancora troppo male.
Jungkook, stanco di aspettare qualcosa che non sarebbe mai arrivata, si alzò di scatto.
«Bene, allora io vado», disse con tono gelido.
Taehyung sentì le lacrime riempirgli gli occhi, Jungkook non gli parlava in quel modo da quel giorno.
Non poteva rivivere tutto quello, non ora che le cose sembravano andare per il verso giusto.
«A-aspetta Jungkook!», esclamò, tirandosi rapidamente in piedi.
Ma Jungkook non si era fermato, aveva continuato a camminare verso il sentiero lungo il bosco che lo avrebbe riportato al suo alloggio.
A Taehyung sfuggì una lacrima, ma l'asciugò in fretta, e poi iniziò a correre dietro Jungkook, per raggiungerlo.
«Smettila di fare così!», gli urlò dietro, spingendolo da una spalla una volta raggiunto.
Jungkook, a parte perdere il suo normale andamento per qualche istante, non fece nulla. Continuò a fissare dritto davanti a sé, come se fosse completamente assente, e a camminare.
«Jungkook!», esclamò ancora Taehyung, piazzandosi davanti a lui ed afferrandogli la giacca per scuoterlo appena.
«Lasciami, Taehyung»
«No! Devi smetterla di fare così, noi siamo amici, dobbiamo parlare di certe cose, non ignorarci!», Taehyung era disperato, con gli occhi ancora pieni di lacrime.
Jungkook si perse qualche istante a guardarlo, e poi portò una mano sotto il suo mento.
Poggiò il pollice sulle sue labbra e le accarezzò lentamente, mentre il viso di Taehyung divenne sempre più rosso.
Era buio, ma Jungkook lo conosceva abbastanza da sapere che ora Taehyung era dello stesso colore di un pomodoro maturo.
«Amici?», ridacchiò tristemente, portando poi l'altra mano tra i capelli di Taehyung, tirandoli appena, giusto per fargli portare la testa indietro abbastanza da lasciargli il collo libero.
Poi poggiò le labbra contro la sua pelle, sentendo Taehyung tremare tra le sue braccia.
Iniziò a lasciare diversi baci lungo il suo collo, fino a raggiungere il suo orecchio destro.
«Io è da anni che non ti considero un mio amico», sussurrò contro il suo orecchio, spostandosi poi il giusto per poter poggiare la fronte contro quella dell'altro.
Taehyung lo stava guardando con gli occhi sgranati e le guance rosse piene di lacrime, era bellissimo, e Jungkook adesso aveva voglia di mettere le cose in chiaro.
Voleva Taehyung, per lui soltanto, in quel momento e per sempre.
Con il pollice ancora fermo sulle sue labbra, lo costrinse ad aprire la bocca, e poi si ci fiondò sopra, dando inizio ad un bacio disordinato quanto carico di sentimenti soppressi per troppo tempo.
Taehyung strinse gli occhi lasciandosi sfuggire un gemito mentre, sorpreso, ricambiava quel bacio, stringendo le mani sulla giacca di Jungkook per avvicinarlo ulteriormente a sé.
Jungkook sorrise sulle labbra di Taehyung, e poi spostò le mani sui suoi fianchi, stringendoli con forza prima di far scivolare entrambe le mani sul suo sedere, stringendolo e spingendolo allo stesso tempo verso il proprio corpo.
Taehyung gemette ancora una volta, iniziando a camminare poi all'indietro fino a quando non si scontrò con la schiena con il tronco di un albero piuttosto spesso.
Nel frattempo Jungkook aveva lasciato scivolare le mani all'interno della felpa larga di Taehyung, perdendosi nell'accarezzare quella pelle liscia quanto morbida. Aveva voglia di mordere ogni singolo centimetro della sua pelle, ma sapeva di doversi limitare in quel momento.
Si staccarono poco dopo quel pensiero casto di Jungkook, giusto per prendere aria.
I respiri di entrambi erano irregolari, ma dopo aver scontrato i loro sguardi si ritrovarono ancora una volta con le labbra incollate.
Jungkook d'improvviso portò una gamba tra quelle di Taehyung, strappandogli un ansimo che il minore trovò decisamente eccitante.
Erano già entrambi incredibilmente duri, ma nessuno dei due sembrava intenzionato a fermarsi.
Taehyung alzò una gamba, avvolgendola intorno il bacino di Jungkook per spingerlo maggiormente contro il proprio, ed il minore questo gesto lo prese come un invito a continuare a muoversi.
Così strinse una mano sulla coscia del minore per non farlo spostare e sorreggerlo allo stesso tempo, continuando a strusciarsi contro di lui, strappando così gemiti ad entrambi.
Andarono avanti così per diversi minuti, e poi Jungkook si abbassò a mordere e baciare il collo di Taehyung mentre, con gesti frenetici, uno slacciava i pantaloni all'altro e viceversa.
Fu però Taehyung a prendere l'iniziativa, lasciando Jungkook letteralmente senza fiato quando se lo trovò inginocchiato a terra, con le mani che tiravano fuori la sua erezione dai boxer.
Taehyung non perse tempo a fare quello che più voleva da tre anni a quella parte: far gemere Jungkook.
Passò la lingua sul suo glande lentamente, lasciando colare nel frattempo della saliva prima di iniziare a frizionare la sua asta con movimenti lenti della mano.
Jungkook si ritrovò costretto ad allungare una mano per poggiarsi contro il tronco dell'albero, quella era una sensazione mai provata prima che gli strappò via un gemito basso ed appagato, un gemito che fece vibrare l'intero essere di Taehyung, rendendolo anche particolarmente impaziente.
Infatti aumentò la velocità dei movimenti della sua mano, cercando di prendere in bocca quanto il più possibile della sua lunghezza.
Jungkook strinse l'altra mano tra i capelli di Taehyung dettando così lui i movimenti, gemendo senza freni, inconsapevole di quanto piacere stesse procurando a Taehyung soltanto stringendogli i capelli.
Forse era solo l'idea di venire sottomesso da Jungkook a farlo sentire così, fatto sta che più Jungkook stringeva i suoi capelli più lui si sentiva al limite senza neanche essere stato sfiorato.
D'improvviso Jungkook gemette il nome del maggiore, spingendogli anche indietro il capo per fargli capire che doveva spostarsi, e lui obbedì, restando fermo con le labbra dischiuse mentre Jungkook veniva a fiotti sulle sue labbra, sul suo naso e su di una guancia.
Nello stesso istante Taehyung si liberò nei suoi boxer, trattenendo i gemiti.
Non appena Jungkook mise fine alla presa sui suoi capelli, Taehyung si appoggiò con la schiena al tronco dietro di sé, leccandosi le labbra ed alzando lo sguardo sul viso del minore.
E lui perse un battito nel vedere Taehyung affanato e con il viso sporco di lui.
Così eccitante ed innocente allo stesso modo.
Dopo essersi sistemato i pantaloni si inginocchiò davanti a lui, sfilandosi giacca e felpa soltanto per potersi sfilare anche la canottiera con la quale iniziò a pulire attentamente il viso di Taehyung, sorridendo ampiamente.
«Non ignorarmi mai più in quel modo», sussurrò Taehyung, stringendo una mano sul polso della mano che il minore stava usando per pulirlo.
Jungkook puntò gli occhi nei suoi, passandosi poi la lingua tra le labbra.
«Perché non me l'hai detto?»
«Cosa?», replicò confuso Taehyung.
«Che avevi sognato di baciare me, perche non me l'hai detto?»
Taehyung abbassò lo sguardo, iniziando a strappare con nervosismo i fili d'erba sotto di lui.
«Jungkook, andiamo...», gemette frustrato, passandosi poi una mano tra i capelli.
«Avevo soltanto diciassette anni, e sai che qui c'è una mentalità molto chiusa, io...mi sentivo sbagliato. Per me, tutto quello che provavo quando ero con te, era sbagliato. Quel giorno ho baciato Minah per costringermi ad essere normale dopo quel sogno che mi aveva fatto stare fin troppo bene quanto in colpa. L'ho accettato soltanto quando sono arrivato a New York, non è stato per niente facile per me», spiegò, tenendo il capo basso.
Jungkook tirò un piccolo sospiro e poi si avvicinò a lui.
Abbassò lo sguardo sul cavallo dei suoi pantaloni per chiuderli, cercando di nascondere un sorriso nel notare una macchia più scura nei suoi boxer.
Dopo aver finito di sistemarlo, si abbassò a rubargli un bacio.
Gesto che Taehyung non si aspettava e che lo lasciò spaesato per qualche istante.
«Scusami per prima, non lo farò mai più, okay?», sussurrò, tirandosi poi in piedi e porgendo entrambe le mani a Taehyung.
Lui lo guardò a metà tra il sorpreso ed il felice, stringendo poi le sue mani e facendosi tirare in piedi.
«Vuoi tornare dagli altri?», gli domandò dolcemente Jungkook, baciando poi le sue labbra in un gesto rapido quanto tenero.
«No, voglio stare da solo con te», mormorò in risposta il maggiore, mettendo anche su un piccolo broncio.
«Allora vieni con me», sorrise Jungkook, prendendo poi la sua mano prima di iniziare a camminare.
E Taehyung non poté fare altro che seguirlo, con la mano stretta alla sua ed il cuore che andava a mille.
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Eh, lo so. Non se lo aspettava nessuno. :c
(Non ho riletto, sorreh)
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