17
<< Draco, qualcosa non va? Non hai ancora toccato cibo. >> mi domandò Blaise appoggiandomi una mano sulla spalla e risvegliandomi dai miei pensieri. Potter mi fissava per quasi tutta la durata della colazione, probabilmente era preoccupato anche lui.
<< sto bene. >> risposi solamente accarezzando i capelli corvini del bambino e rivolgendo un piccolo sorriso al mio migliore amico. Ma in realtà ero abbastanza preoccupato per ciò che mi aveva confidato la preside riguardo i suoi sospetti e, forse, aveva ragione a sospettare di quella persona. Mentre mi portavo il calice alla bocca, riconobbi la figura di Pansy che veniva verso la nostra direzione, così afferrai Harry da sotto le braccia e lo misi sulle mie ginocchia per proteggerlo da quell'arpia
<< Draco. >> mi chiamò lei, le braccia conserte e lo sguardo freddo << dobbiamo parlare. >>
<< non vedi che stiamo mangiando? >> risposi portandomi un po' di cibo alle labbra e l'espressione della ragazza cambiò. Successe tutto in un secondo, la mano stretta intorno alla bacchetta che si alzava in alto, verso Harry, e un urlo straziante che rimbombò nelle mie orecchie. Non riuscì nemmeno a capire che cosa stava succedendo che mi ritrovai tra le braccia il corpo immobile e senza vita del bambino. Non riuscivo a muovermi, le mani che ancora stringevano le posate e gli occhi spalancati
<< Harry... >> sussurrai accarezzandogli la guancia ormai fredda, e delle lacrime iniziarono a scorrere sul mio viso << svegliati sfregiato... >> sussurrai ancora afferrandolo per le spalle e iniziando a scuoterlo bruscamente. Gli occhi verdi, aperti fino a qualche secondo prima, ora erano chiusi. Guardai verso Pansy, il volto soddisfatto mentre parlava << lo avevo avvisato che lo avrei fatto fuori. E ora, sei tutto mio. >>. Guardai ancora Harry, lo strinsi forte e tutto divenne buio.
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Mi svegliai urlando, la mano stretta intorno alla camicia di seta e il sudore che cadeva dalla fronte sulle lenzuola verdi.
Potter era morto, Pansy lo aveva ucciso.
Afferrai la bacchetta sul comodino e tirai le cortine bruscamente, dirigendomi a passo svelto verso la Sala Comune. Non appena varcai la porta, Blaise mi guardò incuriosito e lo stesso fecero i restanti studenti che mi avevano notato.
<< dov'è la Parkinson?! >> urlai furioso sbattendo il pugno sul tavolino
<< Pansy? >> chiese confuso il mulatto << credo sia con la preside ora, dopo quello che è successo con Mordred... >> sospirò passandosi la mano dietro al collo nervosamente, quasi a non volermi dire qualcosa che già sapevo in realtà. Non aspettai di sentire altro che mi precipitai fuori dai sotterranei e corsi verso l'ufficio della preside. Se Voldemort non l'aveva uccisa in battaglia, lo avrei fatto io.
Scaraventai la maggior parte dei ragazzi che mi si paravano davanti per terra, nessuno doveva intralciare il mio cammino. Arrivai in poco tempo davanti alla porta della McGranitt e senza nemmeno bussare varcai la soglia. Seduta su una sedia c'era Pansy, la preside con qualche altro professore le girava intorno. Probabilmente era sotto interrogatorio.
<< Parkinson. >> ringhiai acido, la mano stretta intorno alla bacchetta e la mascella serrata
La tentazione di ferirla era forte, ma davanti ai professori non era possibile, solo lievi minacce... per sua fortuna
<< Draco! >> strascicò lei, lo sguardo da finta innocente che mi mandò in bestia in pochi istanti
<< cos'hai fatto a Mordred? >> domandai tentando di mantenermi il più lucido possibile
<< non sono stata io, era già lì quando l'ho trovato! E poi non toccherei mai un bambino. >> si giustificò la mora creandomi una leggera confusione
<< di cosa stai parlando? Ti ho vista. L'hai ucciso davanti a me! >> dissi e lei aggrottò la fronte
<< uccidere? >>
<< signor Malfoy, il signorino Mordred non è morto. >> mi rassicurò la McGranitt e ciò mi fece capire che, probabilmente, era stato solo un brutto sogno
<< quindi voi siete qui per... ? >>
<< credevo che Blaise te lo avesse detto, Draco... >> sussurrò la Serpeverde allarmandomi nuovamente
<< dirmi cosa? >> chiesi piano, scandendo bene parola per parola
<< Mordred è stato ferito mentre tornava verso i sotterranei... ferite superficiali, ma pur sempre ferite. >> mi spiegò tamburellando l'indice sul ginocchio << sono stata io a trovarlo. >>.
Mi lasciai cadere sulla sedia alle mie spalle: Harry era vivo, ma era stato ferito.
<< sta bene? >> chiesi rivolgendomi alla direttrice, la quale mi strinse la spalla affettuosamente
<< sta bene. >> annuì lei << Madama Chips lo sta visitando, ma la questione è grave se sono arrivati al bambino così velocemente. >>
<< secondo lei cosa dovremmo fare signora preside? >>
<< per il momento porteremo il piccolo al San Mungo per quel piccolo problema. >> sussurrò al mio fianco la donna, evitando di essere sentita dal restante dei presenti
<< e poi? >> la guardai
<< e poi... e poi dovrete andare via. >> disse la McGranitt lasciandomi letteralmente spiazzato.
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