- Chapter 25 -
Se leggeste l'angolo autrice, mi fareste un favore(?).
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- Ciao - sorrisi appena quando sentii la sua voce sussurrare un 'pronto' distrattamente - spero di non disturbarti –
- Oh, Avery - riprese con tono felice, riconoscendo la mia voce attraverso l'apparecchio - non disturbi affatto, anzi. Inoltre, sono in pausa pranzo al momento e ho tutto il tempo che vuoi - ridacchiò appena - già ti manco? - scherzò infine, lasciandomi modo di riprendere la conversazione.
- Volevo ringraziarti per tutto ciò che hai fatto per me nell'ultima settimana - ridacchiai per ciò che aveva detto, tornando poi seria - e per farlo avevo pensato di offrirti qualcosa da bere...- lasciai la frase in sospeso, in attesa di una risposta.
- Come un appuntamento? –
- Hey hey, frena - ridacchiai ancora, cambiando la posizione in cui ero sdraiata sul mio letto - non cerco relazioni, voglio solamente ringraziarti per la tua disponibilità –
- Ho fatto solo il mio dovere... Okay piccola, accetto volentieri. Quando ci vediamo? –
Sussultai e mi feci seria a sentirmi chiamare piccola. Quel nomignolo pronunciato con la sua voce non aveva niente a che fare con quando lo diceva Toby. Nemmeno il mio nome, detto da lui, aveva lo stesso suono.
Era come se Toby rendesse il mio nome migliore in qualche modo, soltanto pronunciandolo.
- Potresti non chiamarmi così? - chiesi con un filo di tristezza, che probabilmente aveva percepito dato che mi rispose imbarazzato.
- Comunque, potremmo vederci domani sera. La settimana prossima mi trasferirò e vorrei sdebitarmi il prima possibile –
- Certo, domani va benissimo. Così mi racconti anche dove vai di bello - riuscii a percepire il sorriso dall'inclinazione della sua voce prima che ci salutassimo e interrompessimo la telefonata.
Sospirai appoggiando il cellulare sul letto accanto al mio corpo, per poi portarmi l'avambraccio sano sugli occhi, coprendoli. Cercai di rilassarmi e non pensare a nulla, ma non ci riuscii.
Decisi, allora, si effettuare una seconda telefonata; stavolta al motivo del mio malessere, a colui che tartassava i miei pensieri senza farmi riuscire nemmeno a dormire.
Dopo diversi squilli, rispose una voce roca. Sembrava avesse appena pianto, o forse si era appena svegliato per colpa del telefono, dopo una nottata di 'lavoro'.
Ma chi poteva dirlo? Non ero più lì con lui e certamente non potevo vederlo tramite il cellulare.
- Toby...-
- Av... Sei tu? Non è un'altra allucinazione...? - chiese titubante, con un barlume di speranza che traspariva dalla voce flebile.
- Si, sono io - sospirai in modo quasi impercettibile.
- C-come... come stai? Sei ancora in ospedale...? –
- No, sono a casa. Non ancora per molto, ma sono qui. Ho trovato il braccialetto...-
- Cosa intendi dire con 'non ancora per molto'? –
Presi un profondo respiro prima di continuare la conversazione.
Faceva male sentire la sua voce.
Avevo sofferto più in quel momento ascoltando quella voce che prima rappresentava la mia musica preferita, piuttosto che quando il suo possessore aveva inferto diversi colpi d'accetta sul mio corpo.
Quei tagli profondi non bruciavano più del mio cuore in quel momento, che si era stretto in una morsa.
- Mi trasferisco. Lunedì mattina ho il volo per il Nebranska. Lascio tutto –
Forse come l'avevo detto sembrava volessi scappare dai miei problemi, ma non era così.
Volevo vivere, volevo stare bene. Volevo ricominciare e l'unica cosa che mi veniva in mente era lasciare tutto e andarmene.
Seguì un tempo indeterminabile di silenzio, dopo quella frase.
Era ansiogeno quel silenzio, mi faceva battere il cuore all'impazzata per l'attesa della risposta.
- Forse... è meglio così –
Diceva sul serio? Mi avrebbe veramente lasciata andare così?
- Ti amo, Avery. Se questo ti renderà felice, devi farlo. Voglio che tu sia felice –
- Toby... - mi lasciai scappare un singhiozzo, per poi coprirmi la bocca.
- Non piangere, piccola. Sapevo che una relazione non sarebbe stata possibile. Sono un mostro, non una persona. Non disperare: troverai di sicuro qualcuno migliore di me –
Si era arreso per amore. Si era arreso, aveva mollato tutto.
Ma come potevo biasimarlo? Stavo facendo esattamente lo stesso.
- Non sarà facile dimenticarti, amore mio. I-io nemmeno lo voglio, questo – risi nervosamente – non so se è la cosa giusta da fare, non credo che lo sia e so già che me ne pentirò, ma devo andare avanti giusto? Devo provare a fare una vita normale anche senza l'amore della mia vita, giusto? Devo... provarci... -
- Ascoltami bene piccola, io sono un assassino. Sapevamo entrambi che sarebbe stato difficile, se non impossibile la cosa. Ci abbiamo voluto provare ed è andata male, ma tu in particolar modo non hai alcuna colpa. Smettila di farti paranoie. Vai avanti, innamorati di nuovo, dimenticami. Fallo per il tuo bene, ti assicuro che non chiedo altro che sapere che tu stia bene. Se non vuoi farlo per te, fallo per me Avery. Ti... ti prego...-
Annuii, anche se non poteva vedermi.
- Tu non starai bene con questa decisione, io lo so. Ne sei sicuro? –
- Si... -
- Okay, allora – sospirai – lunedì mattina, alle 10, ho l'aereo. Poi sarà finita... -
- Mi dispiace –
Dopo qualche minuto di silenzio, la chiamata si chiuse da parte sua.
Cercai di calmarmi e andai a farmi una doccia, non volevo piangere ancora e l'acqua mi rilassava.
Il calore delle goccioline e lo scrosciare dell'acqua sul mio corpo, mi fecero rinsavire.
Passai la cena e cercai di tornare a dormire, ma ero perseguitata dagli incubi.
Speravo che Toby entrasse da quella porta ogni volta che mi svegliavo ansimando; come Peeta con Katniss.
Anche lei aveva ucciso delle persone, ma era stata più fortunata di me, seppur solo in questo campo.
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L'indomani sera, Nate mi venne a prendere e mi portò in un locale di sua conoscenza, poco lontano da casa mia. Ordinammo un aperitivo ciascuno e intrattenemmo una breve conversazione.
Mi sentivo molto a disagio e non vedevo l'ora che quella serata finisse. Mi dispiaceva per lui, era un bravo ragazzo e non meritava di essere trattato così, ma non riuscivo a rimanere concentrata su di noi.
- E' tutto okay? – sospirò – lo so che non vuoi relazioni, ma potresti almeno fingere di gradire la mia presenza – accennò un sorriso.
- Scusami, Nate. Non è colpa tua, sono solo stanca -
- Stanca? Potevamo rimandare –
- Non è così semplice, non credo che gli incubi cesseranno da un giorno all'altro – sospirai appoggiando i gomiti sul tavolino – riprendiamo il discorso... Come ti trovi in ospedale? –
- Molto bene, anche tu fai medicina giusto? –
- Si, ma credo che lascerò. Dovrei rifare l'anno innanzitutto e non credo nemmeno che sia la strada giusta per me. Appena arrivata, mi troverò un lavoro e fine – risi appena.
- E' un vero peccato... Toglimi una curiosità: come mai hai deciso di trasferirti in un altro Stato? Non potevi semplicemente lasciare il campus o trovare un altro appartamento? – mi guardò con fare curioso.
- E' più complicato di così... Sento che devo ricominciare tutto dall'inizio e un altro Stato è ciò che mi serve –
- Ricordati del tuo infermiere quando te ne andrai, però – mi fece l'occhiolino sorridendomi, mentre sentii il viso andare a fuoco.
- Certo – sorrisi – e tu ricordati di quella con la paralisi facciale che ha sorriso una volta sola in tutta la settimana –
- Oh, per questo non c'è alcun problema! Mi sarà difficile dimenticarti –mi sorrise, per poi chiedere il conto – ti riaccompagno a casa, si è fatto tardi e domani il mio turno comincia presto –
- Certo – gli sorrisi.
Tornammo a casa e parcheggiò di fronte al portone.
Le luci erano ancora accese, quindi molto probabilmente i miei stavano aspettando che tornassi. Ormai ero un'adulta, ma dopo gli eventi recenti mi trattavano nuovamente come se avessi cinque anni.
- Grazie per la serata e grazie per avermi invitato –
- Grazie a te per tutto ciò che hai fatto –
Mi sorrise e si avvicinò, lasciandomi un lieve bacio sulle labbra.
- Nate...- lo guardai dispiaciuta.
- Scusami, ma dovevo farlo. Buonanotte Avery – mi sorrise guardandomi scendere dalla macchina dopo la mia risposta; per poi seguirmi con lo sguardo fino a quando arrivai porta d'ingresso, prima di andarsene.
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La settimana finì in fretta. Passai la domenica a finire di impacchettare le mie cose e a preparare le valigie.
Ero mentalmente distrutta, il giorno dopo avrei lasciato quel posto per sempre, avrei lasciato per sempre lui.
Sospirai prima di coricarmi, pensando a tutto ciò che avevo passato. Tutto sommato, era stato un bel periodo ma si sa, le cose belle non durano mai.
C'è sempre qualcosa che deve portarti via il motivo della tua felicità, lasciandoti distrutto sul freddo pavimento della realtà.
Quando mi svegliai, i miei genitori sembravano troppo felici.
Mi davano quasi sui nervi, tutto mi dava fastidio in quel momento. Persino l'azzurro limpido del cielo primaverile mi urtata il sistema nervoso.
Non volevo andarmene, quello era sicuro.
Avrei voluto correre da Toby e sprofondare tra le sue braccia, almeno un'ultima volta.
Poi, se proprio dovevo, me ne sarei anche andata.
Arrivammo in aeroporto un po' in anticipo, così dopo il check-in mi immersi nella lettura del libro che avevo acquistato poco prima in un negozio dell'aeroscalo.
I miei genitori mi lasciarono in pace. La depressione post incidente serviva a qualcosa, allora.
Ogni tanto buttavo un occhio nella direzione opposta che avremmo dovuto prendere per imbarcarci, sperando che qualcuno, o meglio che Toby, arrivasse e mi chiedesse di rimanere con lui.
Ma chi stavo prendendo in giro? Avevamo deciso che sarei partita, e sarebbe andata così.
Erano quasi le dieci e la voce metallica di una donna stava annunciando l'ultima chiamata per il nostro volo.
Mi alzai e guardai nuovamente indietro, per poi sospirare. Mio padre ci guidò,mentre mia madre mi mise un braccio intorno alle spalle.
-Vedrai che d'ora in poi starai bene, Av – mi sorrise per rassicurarmi.
Ci incamminammo, ma una voce attirò la nostra attenzione.
Lo sapevo che sarebbe arrivato.
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Hello, it's me.
Mi dispiace tantissimo per l'assenza ma, nel caso non aveste letto il mio post in bacheca, mi si è formattato il pc facendomi perdere tutto ciò che conteneva e ho dovuto recuperare tutto. Questo, purtroppo, mi ha portato via molto tempo.
Spero che il capitolo vi piaccia e che basti per farmi perdonare :).
Un'ultima cosa: ho partecipato ad un concorso di scrittura recentemente e l'ho vinto (stento ancora a crederci, solitamente la sfiga mi perseguita haha) e questa è la storia se volete leggerla:
https://www.wattpad.com/212441862-creepypasta-l%27uomo-dei-sogni
Ci tengo a precisare, dato che ho letto diversi commenti in cui menzionavano la somiglianza con un film, che NON ho visto quel film.
Sul serio, non mi piacciono i film horror e non sapevo nemmeno della sua esistenza, seppure è molto celebre, hahahah.
E niente, ci sentiamo al prossimo capitolo.
Buona serata!
- Michela xx
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