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Erano passati due giorni dall'inizio di quella tormentata terapia che l'avrebbe portata allo sfinimento ed in uno stato pietoso, e la stanchezza iniziava già a farsi sentire sempre di più.
Sapeva quale sarebbe stata la sua fine, lo vedeva sui volti dei pazienti che risiedevano lì da molto più tempo e la cosa la spaventava molto.
Lo vedeva in tutti loro mentre sedeva su una panchina nel giardino interno della clinica, pieno di ciliegi e peschi che iniziavano ad essere in fiore. Sarebbe stata una visione quasi paradisiaca se non fosse stato per tutti quei malati dai visi pesti, stanchi e dalla testa rasata.
Sebbene non fosse nel luogo più felice della terra, si poteva ritenere fortunata per la piccola compagnia che aveva trovato.
Certo, Yoongi, che si trovava alla sua sinistra, non era di certo la persona più gentile e garbata del pianeta ma in fondo, a modo suo, sapeva esser un buon interlocutore.
Per non parlare poi del piccolo Taehyung che le aveva fatto conoscere poco tempo prima e che si era rivelato un bimbo molto energico, divertente e di una tenerezza infinita, di quelle che riuscirebbero a scalfire anche la persona più fredda e menefreghista mai esistita.
Aveva passato quei due giorni, che le erano sembrati lunghissimi, tra i bronci di Yoongi e la risata contagiosa di Taehyung. Hoseok e Lisa, come promesso, erano venuti a trovarla o al mattino o al pomeriggio e avevano trascorso con lei delle orette a parlare come se fosse stato un giorno qualunque, in un posto qualunque, più accogliente e familiare.
L'unico che non aveva ancora visto era Jungkook e, per quanto lo avrebbe voluto negare, la voglia di rivederlo si faceva sempre più viva ogni attimo che passava, sentiva come se mancasse qualcosa.
Aveva saputo che era andato a trovare Yoongi entrambi i giorni nella sua stanza ed aveva immaginato, negli angoli più remoti e oscuri della sua mente e del suo cuore, che forse sarebbe passata a salutarla, ma così non era accaduto.
"Non che lo volessi"
Continuava a ripetersi la ragazza ogni volta che il suo pensiero tornava sul giovane ed affascinante uomo dai capelli corvini e dalla piccola cicatrice sullo zigomo sinistro, non voleva sentirsi più debole e fragile di quanto lo fosse già.
Era rattristata da quel fatto, ma non lo voleva ammettere a sé stessa.
In fondo Jungkook era solo un conoscente, no?
Eppure sentiva il bisogno di rivederlo anche solo per scambiare qualche parola.
Si sentiva così strana ed arrabbiata con se stessa, era come se il suo umore dipendesse da lui, come se in quel momento lei dipendesse solo da un suo sguardo o parola e, per lei, che era sempre stata abituata a non dipendere da nessuno se non da se stessa considerava tutto quello come un segno di debolezza e cedimento.
"Sarà colpa delle cure che mi rendono così instabile e fragile"
Pensò la bionda sospirando pesantemente, chiudendo per qualche attimo i suoi occhi neri come la pece.
<Minjee, va tutto bene?> una vocina preoccupata richiamò la sua attenzione come anche quella dell'azzurro che si era perso nell'osservare un punto indefinito nel cielo, dove un luminoso sole splendeva imperterrito mentre qua e là piccole nuvole bianche, come lo zucchero filato, dipingevano quella distesa azzurra.
Le palpebre della giovane si rialzarono mentre il suo capo si inclinò verso il basso incontrando il viso preoccupato di Taehyung raggomitolato sul suo grembo con una sua lunga ciocca bionda tra le dita piccole e cicciotte di lui.
<tutto nella norma, sono solo un po' pensierosa> ammise Minjee accarezzandogli delicatamente la testa con una mano, potendo così sentire i suoi capelli rasati pizzicargli il palmo.
Il bimbo sembrò, per qualche attimo, corrucciassi in un'espressione buffa e pensosa fino a che non iniziò ad annuire saggiamente, un piccolo sorriso scappò alla bionda che rimaneva sempre intenerita dalle sue goffe movenze.
<una volta, una delle signore vestite di nero, mi ha detto che quando ci sono dei pensieri che ci preoccupano bisogna raccontarli a qualcuno, in modo tale da sentirsi più leggeri e trovare una soluzione ad eventuali problemi> raccontò il piccolo facendo comparire un punto di domanda in Minjee che lo guardò con un sopracciglio alzato mentre sentì Yoongi, al suo fianco, irrigidirsi.
Chi erano le signore vestite di nero? Questa domanda aveva iniziato a tartassare la mente della ragazza che stava per chiedere spiegazioni quando sentì lo sguardo severo dell'azzurro bruciarle sulla pelle.
Sì scambiò un'occhiata con l'uomo al suo fianco mentre Taehyung li guardava curiosi.
<penso che... - iniziò Minjee, decidendo di non chiedere nulla al piccolo perché aveva intuito fosse un argomento tabù, ma sopratutto perché lo sguardo di Yoongi si stava facendo sempre più spaventoso ed inquietante. Iniziava a fargli un pizzico di paura - penso che quella donna sia una persona molto saggia anche se, alcune volte, io credo che sia meglio non dire nulla per non infierire maggiormente su noi stessi> ammise la bionda sorridendo leggermente al bimbo che la guardò per qualche attimo non capendo, forse quel ragionamento era troppo complicato per una persona della sua età.
<comunque, non sono pensieri di cui bisogna preoccuparsi, o almeno spero> sussurrò le ultime, aveva come il presentimento che presto avrebbe scoperto il contrario.
~~~~~
Passò un'oretta e Taehyung si addormentò.
Yoongi e Minjee rimasero, per qualche attimo, in silenzio osservando il piccolo dormiente sul grembo di lei.
Aveva la testa appoggiata sul suo seno, la bocca leggermente aperta, una mano stringeva la sua camicia da notte mentre l'altra teneva stretta in un pugno la ciocca bionda di lei con cui, già da prima, stava giocando, il suo petto si alzava e si abbassava ad un ritmo lento e regolare.
Era decisamente nel modo dei sogni.
Minjee sorrise leggermente alzando poi lo sguardo verso Yoongi che sembrava esser tornato ad osservare un punto indefinito, questa volta non nel cielo, ma bensì nella parete opposta a lui dall'altra parte del cortile.
La bionda stava per parlare quando lui la precedette.
<non fare domande riguardo a quello> l'ammonì lui riferendosi alla questione delle donne vestite di nero, facendola così sbuffare sonoramente.
<in realtà, ti stavo per chiedere un'altra cosa> mentì Minjee, la curiosità la stava divorando, ma, purtroppo, sapeva che Yoongi sarebbe stato irremovibile.
Vide l'azzurro ridacchiare, particolare che le fece intuire che l'avesse scoperta.
<certo - la prese in giro - avanti, chiedi> la invitò lui con un ghigno divertito sul volto che fu ricambiato da un'espressione indecisa della minore che dovette inventarsi una richiesta sul momento.
<mh...ecco...perché ti sei tinto i capelli di azzurro?> gli chiese lei vedendolo inarcare un sopracciglio sconcertato.
<sei seria? Mi aspettavo di meglio, non sei una brava bugiarda> le rispose lui passandosi una mano sulla faccia.
<oh senti! Non è facile inventare al momento! - sbuffò nuovamente lei vedendolo non riuscire a trattenere una risata, cosa che fece sorridere anche la bionda, era raro vederlo ridere così tanto - e poi, in realtà, è una cosa che mi sono chiesta più di una volta. È insolito vedere una tinta del genere> ammise lei infine, in effetti era vero, era la prima domanda che l'era saltata in mente la prima volta che lo aveva visto.
Si scambiarono uno sguardo divertito e curioso.
<mh va bene - sospirò lui infine - sono sempre stato un amante delle tinte per capelli, infatti ne ho fatte molte. Era da tempo che volevo farli di questo colore - raccontò l'uomo passandosi una mano tra i luminosi capelli azzurri - ma non ero sicuro che mi sarebbero stati bene. Poi, quando ho scoperto di essere malato e che avrei dovuto fare la chemio mi sono detto...ora o mai più, così ho tentato e devo dire che non sono mai stato più figo di così> ammise lui fieramente facendo alzare gli occhi al cielo a Minjee che sbuffò.
<wow quanta sicurezza> lo prese in giro lei vedendolo sorridere a sua volta.
Minjee accarezzò il capo rasato del piccolo Taehyung non appena lo sentì borbottare nel sonno, mentre la sua guancia sinistra continuava ad essere schiacciata contro il suo seno.
Un piacevole silenzio era calato tra lei e Yoongi, uno di quelli che non creano fastidio o imbarazzo ma bensì tranquillità.
La bionda pensava che il tutto sarebbe durato fino al loro rientro nella struttura, ma l'azzurro sconvolse i suoi piani.
<mamma mia che cosce!> esclamò il giovane uomo al suo fianco mentre fissava una persona precisa tra il gruppo di medici ed infermieri che si trovavano nel punto opposto da dove si trovavano loro.
<di chi stai parlando?> chiese lei curiosa.
<della persona che si distingue subito dagli altri>
Minjee guardò nuovamente verso quella direzione con un punto di domanda dipinto sul viso, fino a che non notò degli appariscenti capelli arancioni comparire tra il gruppo.
Vide Jimin contornato dai suoi colleghi che parlava allegramente e rideva a battute che lei non riusciva ad udire.
Per qualche minuto non credette che si stesse riferendo a lui, ma, quando vide i suoi jeans grigi che fasciavano perfettamente le sue muscolose e giovani cosce, capì tutto.
<non pensavo preferissi gli uomini> ammise Minjee guardandolo sorpresa.
<infatti non li preferisco, ma, in questo caso, potrei fare un'eccezione> disse lui leccandosi le labbra mentre osservava il giovane uomo dai tratti dolci e dalle guance piene che, in effetti, avrebbe fatto sbavare chiunque per la sua bellezza.
Una domanda sorse nella mente della bionda, in fondo Yoongi, sebbene fosse un po' scorbutico, era un bell'uomo che dava l'aria del cattivo ragazzo, qualità che di solito attirava molto.
<non c'è nessuno che ti aspetta a casa?> gli chiese lei curiosa pentendosene subito dopo non appena lo vide incupirsi.
La mascella gli si serrò, gli occhi si scurirono più di quanto non lo fossero già mentre le mani, appoggiate sulle sue cosce, strinsero la stoffa dei suoi pantaloni.
<prima si, ora non più - disse lui dopo lunghi attimi di silenzio, silenzio che si era caricato di una grande tensione - ero fidanzato con una ragazza da quattro anni, si chiamava Sueji, era divertente, bellissima ed intelligente. Tutto quello che si può desiderare da una donna. Ero davvero innamorato - raccontò lui con una malinconia ed amarezza che spezzarono il cuore di Minjee che si maledì per quella sua invadente domanda - e pensavo che lo fosse anche lei, ma mi sbagliavo. Quando mi hanno diagnosticato il cancro al polmone la nostra relazione è precipitata, lei ha iniziato a prendere le distanze e una mattina di una settimana dopo, quando mi sono svegliato, lei non c'era più. Se n'era andata via lasciandomi un semplice foglietto bianco con al centro scritto un "mi dispiace"> concluse l'azzurro buttando fuori in un lungo respiro tutta l'aria che aveva accumulato e trattenuto durante il suo racconto.
Yoongi omise il fatto che avesse iniziato a bere, particolare che Jungkook le aveva raccontato, non voleva dimostrarle che in realtà fosse più fragile di quanto non lo desse a vedere.
Minjee non gli disse che le dispiaceva per quello che gli era accaduto, nonostante era il sentimento che stesse provando, sapeva che in quel momento lui non avesse bisogno della sua compassione.
Si schiarì semplicemente la gola riportando la sua attenzione sul giovane Jimin che stava allegramente parlando con Wheein, la sua infermiera di riferimento che si era rivelata una buona compagnia che sapeva rispettare il suo silenzio.
<secondo me saresti il passivo della coppia> ammise la bionda vedendolo con la coda dell'occhio in un primo momento sorprendersi, poi rilassarsi ed infine ridere leggermente.
<non credo proprio, Yoongi non si sottomette a nessuno> annunciò fiero l'azzurro, ringraziandola mentalmente per non avere detto nulla riguardo alla sua confessione nel momento di debolezza che aveva avuto poco prima.
<certo, certo> rise lei vedendolo poi fare la stessa cosa.
<sai, - iniziò a dire lui tornando a guardare davanti a sé - in fondo non sei così male> ammise Yoongi facendola sorprendere a quelle parole, non si sarebbe mai aspettata un commento così carino da parte sua.
Sorrise incredula scuotendo poi il capo con fare divertito mentre un leggero rossore popolò le goti dell'azzurro.
<nemmeno tu>
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Ciao a tutti!
Ecco qui un nuovo capitolo di Spring Day che spero vi sia piaciuto e che non vi abbia annoiato.
Questo è stato un capitolo un po' triste e divertente allo stesso tempo, naturalmente spero di essere riuscita a scaturire in voi questi due emozioni, comunque preparatevi che il prossimo sarà abbastanza teneroso.
Spero che la storia continuerà a piacervi senza mai deludervi.
Detto questo, se il capitolo vi è piaciuto lasciate una stellina e se volete anche un commento, mi farebbe molto piacere sapere cosa ne pensate.
Alla prossima
nanaa02
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