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<uscirà un nuovo film con scene di nudo di Matthew McConaughey... dobbiamo assolutamente andare al cinema a vederlo>
Ad annunciarlo fu Lisa, interrompendo così il forte silenzio che era calato tra lei e Minjee, sedute entrambe nella sala d'aspetto della clinica dove risiedeva l'ufficio del dottor Seokjin e di altri due medici.
Quel venerdì mattina Minjee avrebbe ricevuto gli esiti dei suoi esami, sapendo così cosa aveva in serbo per lei il suo futuro che, giorno dopo giorno, le pareva sempre più incerto. Jungkook, purtroppo, non era riuscito ad accompagnarla a causa di un impegno all'ultimo minuto, così la giovane e strampalata amica dai capelli rossi aveva preso il suo posto.
Era passata a prenderla con la macchina di Hoseok e, insieme, si erano dirette verso la clinica dalle pareti bianche e dall'aria pregna di dramma. Per l'intero viaggio si erano scambiate si e no qualche parola, la tensione era stata palpabile fin dal principio e Lisa, comprendendolo, aveva deciso di rispettare gli spazi e il silenzio di Minjee che si era man mano fatto sempre più pesante.
Su quell'aspetto Lisa era certa che mai la maggiore sarebbe cambiata, mai avrebbe perso quel mutismo e quell'espressione vuota in momenti di pressione, preoccupazione o paura, sebbene lei continuasse a sostenere di non averne.
Così si erano ritrovate sulle seggiole bianche in plastica in quell'ampia saletta, circondate da visi pallidi, teste rasate, sguardi rassegnati e occhiaie profonde che non fecero che chiudere in se stessa sempre di più Minjee, ormai tremante come una foglia e nervosa fino al midollo.
Entrambe sapevano che per lei ci sarebbero state solo tre possibili risultati. Il primo, quello che la maggiore trovava più improbabile a causa del suo innato pessimismo, era il fatto che ci fosse un donatore disponibile per il trapianto e che il suo cancro fosse cresciuto di poco grazie alle pesanti e terribili cure di chemio.
Ma, come già detto, Minjee non ci sperava, sapeva che la vita le avrebbe riservato altro male e dolore. Ne era certa sopratutto a causa di un evento che continuava a tormentarla da un'intera settimana, ovvero quando quel lunedì si era ritrovata con abbondanti flotti di sangue uscenti dal naso e dalla bocca. Evento certamente non molto rassicurante.
La seconda possibilità prevedeva, invece, l'assenza di un donatore disponibile per il trapianto, portando così al rinnovo di un nuovo ciclo di chemio, che avrebbe cercato di mantenere stabile quella situazione che sin dall'inizio si era dimostrata grave. Quella seconda possibilità, seppur conduttrice in un possibile lieto fine, la distruggeva mentalmente e fisicamente, facendola collassare in un mare di stanchezza e insostenibile pesantezza.
Non era pronta ad affrontare nuovamente quella cura, era troppo terribile e devastante da doverla sopportare una quarta volta ma, nonostante il suo ribrezzo, l'avrebbe rinnovata se fosse stato necessario, non per se stessa bensì per le persone che aveva intorno e che credevano in lei. L'avrebbe fatto solo per loro.
Per Jungkook, Lisa, Hoseok, Yoongi, Jimin, Seokjin, Wheein, Namjoon, Wendy, Chaerin... Taehyung, l'avrebbe fatto anche per lui che non aveva avuto nemmeno l'opportunità di tentare oltre. Il suo piccolo e dolce TaeTae che la notte la teneva ogni tanto sveglia con il suo dolce ricordo che aveva un retrogusto fin troppo amaro e doloroso.
Un contrasto che ancora faceva fatica a digerire.
Ora che ci rifletteva, in effetti, c'erano delle persone per cui lei poteva sopravvivere e vivere, per cui poteva tentare ma sapeva anche che la percentuale di fallimento era alta e il colpo per loro sarebbe stato devastante quindi... valeva la pena nutrirli di speranze che forse si sarebbero rivelate nulle?
Valeva la pena continuare ad amarli sapendo che quello stesso amore li avrebbe uccisi insieme a lei?
Queste domande la tenevano impegnata da ormai molte settimane, in particolar modo quando guardava o pensava a Jungkook, quando trascorreva il tempo con lui e quando lui le riservava delicate carezze.
Jungkook era diventato la sua priorità, la persona che più fra tutte avrebbe voluto proteggere e recare meno dolore possibile, non che agli altri volesse il contrario ma per quell'affascinante e incredibile uomo aveva iniziato a nutrire una certa premura e un certo sentimento che la portava a credere che il suo bene fosse più importante del suo, come del resto anche la sua salute e la sua felicità.
Quindi quelle domande sorgevano facilmente nella sua mente quando essa vagava su argomenti denominati cancro. Aveva ormai riconosciuto da qualche tempo il sentimento che provava per lui, anche se con un po' di difficoltà, e lo stesso la portava molto spesso a rivalutare la loro neonata relazione, il loro rapporto.
Era davvero disposta a farlo morire insieme a lei?
Ed infine c'era la terza possibilità, la più devastante fra tutte... la morte.
Il non ritorno più assoluto sarebbe potuto alleggiare su di lei se quegli esami avessero solo mostrato un irreparabile ingrandimento del cancro, aggravato dalla non disponibilità di un trapianto immediato. Quella sarebbe stata la sua fine e Minjee, che in passato aveva tentato di raggiungere quella meta, non poteva che provare della leggerezza a quel pensiero e, allo stesso tempo, esserne paralizzata come del resto tutti quelli che tenevano a lei e che non facevano altro che sperare e pregare in un destino migliore, in un fato più clemente.
Lisa era una di quelli e sapeva che la sua amica, la sua migliore amica, non stesse facendo altro che dannarsi l'anima e che non stesse facendo altro che pensare a quei tre possibili risultati, a Jungkook, al suo futuro e al suo fragile desiderio.
Sapeva bene che fosse sull'orlo della pazzia, nonostante il suo viso celasse con bravura le sue emozioni turbolente, e sapeva altrettanto bene che l'unico modo per tenere la sua mente sana era quella di distrarla e quale modo migliore poteva che non essere il pettegolezzo, attori mascolini e ancora molto affascinanti e film con possibili scene rosse?
<davvero?> Come risvegliatasi da uno stato di trance, Minjee si voltò verso l'amica dai luminosi capelli rossi mostrando grande stupore mescolato a interesse e curiosità. Lisa annuì a quella domanda, sorridendo appena nel vedere i tratti della maggiore divenire sempre più rilassati.
<già, ne parla l'articolo - mormorò la minore, scuotendo leggermente la rivista tra le sue mani che aveva trovato in una cesta poco distante da loro, dedicata ad un piccolo intrattenimento per coloro che stavano aspettando di essere chiamati dai rispettivi medici - Ah dev'essere proprio un bel film!> esclamò infine entusiasta, facendo scuotere la testa a Minjee con esasperazione.
<sei fidanzata, ti ricordo> mormorò Minjee fingendosi disinteressata per cercare di lanciare qualche occhiata alle foto in anteprima del film in cui era ritratto il bell'attore senza dare troppo nell'occhio, fallendo, però, miseramente.
<anche tu> disse Lisa a sua volta tirandole una gomitata non appena la colse in flagrante mentre cercava di sbirciare. La reazione che però ottenne fu qualcosa che non avrebbe mai immaginato.
Il volto di Minjee si fece pieno di sorpresa.
<fidanzata?> domandò questa in un sussurro, ricevendo dall'amica uno sguardo confuso.
<si, tu e Jungkook state insieme, no? - chiese Lisa vedendo le goti della giovane al suo fianco diventare sempre più rosse, mentre lo sguardo si fece più timido andando a finire sulle sue converse rosse - non ne avete ancora parlato, vero?> domandò la rossa allora con dolcezza e tenerezza, in effetti stavano insieme da appena tre settimane ed era normale, in fondo, che non avessero ancora toccato l'argomento.
Immaginò che forse non si erano neppure ancora dichiarati l'uno all'altra, ma sperò naturalmente l'opposto.
<vero, penso che forse ci stiamo solo godendo il momento> Minjee pensò ad alta voce, passandosi distrattamente e con un filo d'imbarazzo una mano sul capo coperto da una bandana rosa carne.
<fate bene> mormorò in risposta Lisa, guardando l'amica con un dolce sorriso, era davvero molto felice della loro relazione e sperava vivamente che si facesse sempre più seria giorno dopo giorno, mese dopo mese e anno dopo anno.
Lo sperava con tutta se stessa perché da quando aveva conosciuto Jungkook, Minjee non le era mai parsa più felice di così e, da buona amica qual era, le augurava che quella gioia non smettesse mai di rallegrare le sue giornate.
<non mi piace dare titoli> aggiunse infine la maggiore dopo qualche attimo di silenzio, strappando una leggera risata a Lisa per l'espressione buffa e imbarazzata che aveva assunto.
<lo so, lo so>
<tra poco dovrebbe essere il nostro turno> disse Minjee per distogliere l'attenzione dall'argomento appena aperto e dal batticuore frenetico che risuonava persino nelle sue orecchie. Osservò distrattamente l'ora sullo schermo del suo telefono e, notando che mancassero poco meno di qualche minuto all'orario prestabilito per il suo appuntamento con Seokjin, l'ansia tornò a pervaderla e soffocarla come diversi attimi prima con l'unica differenza che questa volta non fu brava a nascondere le sue emozioni turbolente.
I tremori che presero a scuotere le sue sottili e lunghe dita furono come una piccola sbavatura su una grande opera d'arte. Qualcosa di minuscolo, all'apparenza quasi invisibile, che se veniva notato, però, andava a stonare con l'intera pittura e l'intera immagine a meno che il pittore non fosse talmente bravo a nasconderla.
Minjee però, in quegli ultimi mesi, aveva perso quel suo talento di pittrice ed ora quel tremore stonava e smascherava l'espressione apatica sul suo volto che voleva celare la sua paura e per Lisa, che di tempo ne aveva passato davvero tanto insieme a lei, non fu difficile capirlo.
Ciò nonostante non le disse nulla, sapeva che proferendo parola l'avrebbe allontanata o avrebbe causato addirittura una reazione scontrosa, perciò si limitò ad osservarla silenziosamente con la coda dell'occhio, mentre una sua mano andò, lentamente, a stringere quella tremante dell'amica che, dopo qualche attimo di incertezza, ricambiò la stretta con forza e riconoscenza.
Rimasero in quella posizione in silenzio fino a che, preciso quanto un orologio svizzero, la porta dello studio del dottor Seokjin si aprì facendovi fuoriuscire un ragazzo non molto più grande di loro accompagnato dai genitori.
Lui camminava con occhi spenti, mentre la madre al suo fianco piangeva silenziosamente e il padre sussurrava parole di cui le due ragazze non comprendevano il significato.
Distolsero subito lo sguardo da quelle espressioni distrutte e logorate, che avevano attirato l'attenzione anche di altri lì presenti, non ne avrebbero sopportato il peso a lungo.
Non appena se ne andarono, le due amiche, ancora mano nella mano, rialzarono gli sguardi in direzione dell'ufficio di Seokjin dove, sulla soglia della porta, Minjee riconobbe la stessa donna che tre mesi prima l'aveva "accolta" alla sua prima visita. Ricordava ancora lo sguardo annoiato e spazientito che le aveva rivolto.
<Kim Minjee> gracchiò l'anziana donna con la stessa impassibilità di tre mesi prima, con lo stesso fastidio nonostante avesse appena visto una famiglia essere lacerata dal dolore.
Minjee quasi volle ridere di fronte a quel menefreghismo che aveva vissuto sulla sua pelle per vent'anni, di fronte a quella donna che le ricordava sua madre, forse leggermente più grassa e vecchia, ma non lo fece, il suo animo era troppo spaventato quella volta anche solo per ridere o piangere, arrabbiarsi o disperarsi.
Appena udì il suo nome puntò a terra i talloni, quasi come se non si volesse più muovere, quasi come se non volesse più sapere cose le riservava il suo futuro incerto. Si impuntò come avrebbe fatto una giumenta di fronte ad uno ostacolo troppo alto da saltare, nonostante il fantino sulla sua groppa continuasse ad incitarla.
Si imputò, volendo solamente tornare a casa e stare con Jungkook, voleva solo lui in quel momento ma purtroppo non poteva opporsi al cancro né a quella visita, sebbene lo desiderasse con tutta se stessa. Non poteva opporsi perché c'erano delle persone che non poteva deludere e se si fosse rifiutata, certamente, l'avrebbe fatto.
Minjee, tremante quanto un pulcino bagnato, ringraziò il cielo di aver di fianco a sé, in quel momento, un giovane angelo dai capelli rossi che, sebbene fosse impaurito tanto quanto lei, riuscì a donarle un po' di coraggio con un suo dolce sorriso e una piccola incitazione tirando il braccio la cui mano era stretta nella sua. Lisa, in quel momento di totale panico, era la sua sola ancora di salvataggio e Minjee vi si aggrappò con talmente tanta disperazione che quasi ebbe paura che l'amica sarebbe colata a picco insieme a lei.
Si alzarono e camminarono, come se fossero state su un patibolo, fino all'ufficio di Seokjin dove, dopo qualche occhiataccia spazientita dell'anziana segretaria e qualche attimo di incertezza, vi fecero il loro ingresso, chiudendo la porta alle loro spalle.
Come un dejavù, Minjee si ritrovò in quell'ordinato ufficio, luminoso, pulito, con scaffali ricolmi di documenti e cartellette, un lettino intatto e uno sgabello girevole alla sua destra, mentre alla sua sinistra una grande finestra che dava sul giardino. Di fronte a lei vi era la solita scrivania con raccoglitori rosa, un porta penne e una ciotolina ricolma di caramelle colorate.
Le sembrava di essere tornata alla prima volta che aveva messo piede in quello studio, con l'unica differenza che erano presenti altre due persone, Lisa al suo fianco e Jimin, con sguardo afflitto, appoggiato allo scaffale centrale dietro la schiena di Seokjin che la osservava con fare indecifrabile mentre torturava le pellicine delle sue dita con le sue unghie, arrivando addirittura a farvi uscire del sangue.
L'atmosfera all'interno della stanza era cupa, la tensione era terribilmente palpabile, e ciò non fece che peggiorare non appena la porta dell'ufficio fu aperta senza preavviso facendo entrare altre due figure familiari, Namjoon, pallido quanto un cadavere, e Wheein, con sguardo basso e mani giunte sul ventre.
I due nuovi arrivati, senza proferire parola, si misero accanto alla scrivania, a pochi centimetri dal lettino.
Minjee, confusa dalla loro presenza lì, ebbe un fremito al cuore non appena una brutta sensazione iniziò ad insinuarsi in lei, risalendo lungo le gambe, colpendole lo stomaco e il petto, per poi finire con un atroce mal di testa che le fece perdere l'equilibrio impercettibilmente, mandandole una scarica che la stordì.
Il respiro iniziò a farsi irregolare, pesante, quasi spezzato, un vuoto al petto le fece contrarre i muscoli mentre gli occhi iniziarono a pizzicare nel guardare Namjoon che osservava assente il pavimento con la vista appannata dalle lacrime e dalla disperazione. Lui sapeva che lei lo stesse guardando ma non osò fare altrettanto, era troppo sconvolto e provato per farlo.
<Minjee - a rompere quell'agghiacciante silenzio fu Seokjin che, dopo aver inghiottito il groppo che aveva iniziato a soffocarlo, parlò, facendo susseguire un lungo e pesante sospiro che accompagnò il nome della ragazza una seconda volta e lì, Minjee capì che non ci sarebbero state buone notizie per lei - Minjee, purtroppo, a discapito delle nostre aspettative, la chemio ha rallentato la crescita del cancro solo del 10% - Lisa sussultò sul posto, le sue gambe iniziarono a tremare visibilmente mentre le sopracciglia si incresparono con dramma. Anche lei aveva intuito che di lì a poco ciò che avrebbe udito sarebbe stato solo qualcosa di straziante e le espressioni dei presenti non poterono che confermarlo - questo significa che esso è cresciuto notevolmente rispetto tre mesi fa e purtroppo non abbiamo ancora un donatore per il trapianto...> disse successivamente Seokjin tutto d'un fiato, lasciando però la frase in sospeso, quasi come se non riuscisse a trovare le parole adatte.
Ad aggravare quel suo strano ed innaturale stato di incapacità fu l'espressione vuota ed impassibile di Minjee che aveva ancora lo sguardo rivolto verso Namjoon afflitto e con il volto cupo. Lo fissava con occhi spalancati e le mani strette in due pugni che tremavano ogni secondo di più.
<questo cosa significa?! Cosa possiamo fare?!> chiese Lisa cercando di mantenere la calma e di reprimere la tempesta di emozioni che aveva iniziato a tormentare il mare del suo animo. Appoggiò entrambe le mani sullo schienale di una delle due sedie davanti alla scrivania di Seokjin, dedicate ai pazienti, utilizzandolo come sostegno, la disperazione che la stava avvolgendo stava rendendo le sue gambe più fragili ogni secondo di più.
Il dottore dai capelli castani boccheggiò di fronte a quella ragazza che stringeva tra le sue sottili dita ancora qualche debole speranza, che sembrava stesse facendo finta di non aver compreso la gravità della situazione. Quella visione atroce e drammatica l'aveva vista innumerevoli volte e, con il passare del tempo, aveva trovato un modo per sopprimere quell'emotività innata che lo aveva sempre caratterizzato ma, in quel momento, qualcosa non andò per il verso giusto, di fronte a quella ragazza dai fluenti capelli rossi non seppe mantenere i nervi saldi, non seppe trattenere una lacrima non appena voltò il viso nuovamente verso Minjee, persa nel suo dolore e nella sua paura, la paziente a cui non era riuscito a non voler bene.
La gola si seccò e gli occhi si serrarono, mentre una sua mano ossuta e spigolosa si posizionò sul viso provato e mancante di professionalità. Fortunatamente, al suo fianco, aveva un bravo aiutante che sembrava esser l'unico ad avere ancora un po' di autocontrollo e no, non era Namjoon.
<Lisa... p-purtroppo la chemio non ha rallentato la crescita del cancro né l'ha fatto diminuire, quindi pensare di rinnovare un nuovo ciclo di terapia sarebbe solo una perdita di tempo e soldi e-e rischieremmo di aggravare la situazione più di quanto lo è già, rischieremmo di indebolire ancor di più il corpo di Minjee facilitando il compito al tumore> a prendere parola fu Jimin che, con voce tremante e rauca, cercò di andare in soccorso del superiore e di spiegare al meglio come stava la situazione pugnalando con parole atroci Lisa e se stesso.
La rossa al suono di quanto appena detto ebbe un mancamento che la fece accasciare ancora di più sulla sedia su cui aveva posto le mani, mentre piccole lacrime iniziarono pian piano a rigarle il viso. Un vuoto al petto la fece contrarre su se stessa, mentre un senso di nausea le risalì fino in gola facendole strizzare gli occhi rossi e increduli.
Dopo qualche secondo di tremori, si tirò ritta e iniziò a vagare per la stanza, scuotendo la testa con forza e cominciando a passare entrambe le mani nei suoi capelli rossi che prese a tirare con furia e disperazione, come se quell'azione avrebbe risolto la tragica realtà che le si era presentata in un battito di ciglia.
<ci dev'essere un modo - mugugnò tra un sospiro pesante e l'altro - un qualsiasi altro modo! Maledizione! - la camminata si fece più frenetica e disperata, mentre un leggero singhiozzio iniziò ad intervallare il respiro che si fece spezzato - no... n-no... ti prego n-no...> finì col dire tra le lacrime che iniziarono a sgorgare con sempre più impetuosità sulle sue guance.
<l'unico modo è il trapianto m-ma è sempre molto difficile trovare donatori...> sussurrò Jimin con occhi lucidi, nascondendo le mani tremanti dietro la schiena mentre con fatica tentò di inghiottire il groppo che aveva iniziato ad opprimere anche la sua gola.
A quelle parole, che forse erano state fin troppo dirette, Lisa rispose con rabbia e dolore. Avrebbe preferito parole ben più confrontanti anche se false.
<e allora cosa dovremmo fare... dovremmo guardarla morire?!> gridò con rabbia e voce spezzata facendo sussultare tutti i presenti tranne Minjee che, sconvolta com'era, sembrava incapace di reagire agli stimoli esterni e addirittura di percepire se stessa.
Lisa sentendo un opprimente silenzio rispondere al suo dolore, si lasciò scivolare su una delle due sedie, riservate ai pazienti, per poi piegarsi su se stessa e iniziare a piangere senza ritegno né filtri, facendo fuoriuscire tutte le emozioni che aveva trattenuto e che non riusciva più a nascondere. Lasciò che la sua disperazione facesse il suo corso, piegandola, lacerandola, consumandola, divorandola.
Stordita e offuscata dalle lacrime provò a pensare ma l'unica cosa che riuscì ad elaborare fu che Minjee stava morendo e lei non avrebbe potuto fare niente per aiutarla.
Sentendo quei strazianti singhiozzi, respiri e gridolini anche gli altri presenti non riuscirono a trattenere le emozioni che fuoriuscirono dai loro corpi con, però, più discrezione. Tutti ebbero una reazione tranne Minjee.
Alla ragazza pareva di essere in apnea, sentiva inspiegabilmente i polmoni bruciare insieme alla sua gola e al resto del suo corpo, mentre un senso di soffocamento la strinse con sempre più forza e decisione portandola a spalancare appena le labbra per dare modo all'aria di entrare in quel suo corpo bruciante e straziato da sensazioni terribili.
Di nuovo quel guizzo la scombussolò partendo dalle gambe che parvero molli e pronte al collasso, per poi arrivare allo stomaco e al petto che si contrassero in loro stessi a causa del dirompente vuoto percepito, per arrivare infine alla testa che iniziò a farle sentire le vertigini.
Quello che più temeva da tempo si era rivelato realtà, lei stava per morire e ciò si sarebbe verificato al 95% delle possibilità in quanto sapeva bene che l'attesa per la donazione degli organi era lunga e poteva oltrepassare anche un anno. Dun tratto la felicità dei giorni prima, passati con gli amici e con Jungkook, scomparve, quei ricordi diventerarono grigi, tanto quanto il cielo di Seoul che aveva iniziato a scurirsi e borbottare. Le uniche immagini che iniziò ad avere in mente furono solo le sue mani insanguinate, prima a causa del povero Taehyung poi a causa di se stessa. Se ci faceva caso, anche in quel momento, poteva risentire il sapore metallico del sangue nella sua bocca, lo stesso che aveva vomitato ed espulso dal naso quattro giorni prima.
Volle gridare, disperarsi e piangere ma l'unica cosa che fece fu restare in silenzio ed osservare il volto cupo di Namjoon con occhi vacui, mentre un sensazione di familiarità si fece spazio in lei nel vederlo in quello stato.
Non era la prima volta che lo distruggeva con tal violenza e non sarebbe stata l'ultima.
In tutto quello, il corpo di Minjee non poté che essere incapace di reagire, restando immobile e teso quanto una corda di violino nonostante un forte dolore lo stesse lacerando dall'interno.
La stanza cadde quindi in un'atmosfera pregna di agonia, ricca di silenzio intervallato da singhiozzi e versi legati al pianto, fino a che a prendere parola fu la persona causa di quel dolore bruciante, colpevole senza volontà, che tutti credevano non avrebbe esalato un sol suono.
<quanto tempo mi resta?> domandò Minjee con voce fievole, attirando su di sé tutti gli sguardi, tranne quello di Namjoon, che si fecero sorpresi e ancor più disperati al suono di quelle parole. Osservarono quel suo viso scavato dalla malattia e dalla stanchezza, dalla consapevolezza che la sua lista dei desideri sarebbe stata effettivamente l'ultima e che non avrebbe potuto amare Jungkook più di quanto avrebbe voluto.
Pareva un fantasma rassegnato alla sua non vita, rassegnato ad un futuro che la vedeva trasparente ed incapace di vivere, ma in fondo... aveva mai vissuto?
L'amarezza dilagava sul suo viso sfatto, mentre ancora si chiedeva che senso avesse avuto condurre una vita piena di dolore, indifferenza, sbagli e depressione come la sua. Che senso aveva avuto farle vivere una vita da cane, averle poi fatto conoscere per qualche attimo la felicità per poi togliergliela in un battito di ciglia?!
Forse la vita era molto più sadica di sua madre e in ciò non vi era molto per cui rallegrarsi.
Sentendo il silenzio risponderle, Minjee rifece la domanda continuando a guardare Namjoon, l'unico nella stanza che avesse degnato di uno sguardo e l'unico da cui stesse ancora attendendo una reazione.
<Minjee, t-ti prego...> Wheein quasi la supplicò di non insistere, come se non fosse stato un suo diritto saperlo, erano tutti troppo provati per trattare quel punto dolente, ma a Minjee non importava e riformulò nuovamente la domanda, riferendosi più direttamente ad una persona.
<Namjoon, quanto tempo mi resta? - domandò con voce vuota e flebile continuando a guardarlo, mentre lui non osò fare lo stesso, facendola sospirare. Non sarebbe mai stato un cuor di leone - Nam, dimmelo> disse infine utilizzando un nomignolo che lo convinse ad alzare il capo e a puntare i suoi occhi in quelli colmi di rassegnazione di Minjee che lo riportarono a diversi anni prima, nella loro adolescenza fatta di problemi e insicurezze.
Si guardarono a lungo fino a che lui non aprì bocca facendo incurvare ancor di più le spalle di Seokjin, facendo piangere più rumorosamente Lisa e stringere in loro stessi Wheein e Jimin, mentre le labbra di Minjee tremarono.
<tre mesi>
/////////
Ciao a tutti!
Come state? Spero bene, scusate per la lunga assenza ma, come già detto, avevo bisogno di un po' di tempo per me stessa, per rilassare i nervi e per far ristabilire la mia salute.
È da tempo che mi figuravo questo capitolo immaginando cosa avrei dovuto scrivere, cosa dire e cosa no e altre cose ma non avevo immaginato lontanamente che mi avrebbe coinvolto così tanto emotivamente e che sarebbe stato così complicato concluderlo... già, perché è stata una lotta emotivamente difficile e spero davvero che ne sia valsa la pena, che vi sia piaciuto, che vi abbia suscitato forti emozioni e che vi abbia coinvolto al punto giusto.
È dal capitolo della morte di Taehyung che non sentivo un dolore così pesante schiacciarmi il petto... aiuto!
Detto questo, vi consiglio di preparare tanti pacchetti di fazzoletti se siete persone molto emotive come me perché vi serviranno e niente, se il capitolo vi è piaciuto lasciate una stellina e se volete anche un commento, mi farebbe molto piacere sapere una vostra opinione riguardo quanto successo e riguardo a cosa potrebbe accadere da qui in avanti!
Prima di salutarvi ci terrei a dire due paroline in più.
Vorrei ringraziare enormemente tutti coloro che fin qui mi hanno sostenuto non solo votando la storia ma anche lasciando qualche commento a volte divertente, altre incoraggiante e altre volte ancora rassicurante, sia a fine capitolo, sia in bacheca che in privato! Grazie davvero, il vostro supporto è molto importante e prezioso!💜
Spero davvero di riuscire a restituire tutto questo amore!💜
Alla prossima
nanaa02
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