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Un piacevole silenzio alleggiava all'interno dell'appartamento di Jungkook quel Giovedì mattina, tutto sembrava scorrere con calma e tranquillità. Un odore amarognolo di caffè era diffuso nell'aria, mentre un dolce sapore di biscotti al cioccolato impastava ancora le bocche dei due amanti in quel momento divisi.
Jungkook, infatti, si trovava seduto al tavolo della sala intento a lavorare su alcune trattative con il suo computer mentre Minjee, prima impegnata nel leggere un libro di Kundera sul divano, sembrava essere svanita in bagno da ormai diversi minuti.
Sebbene fosse stata molto silenziosa, il corvino si era accorto facilmente della sua assenza visto che con la coda dell'occhio non riusciva più ad individuare un corpo stravaccato sul suo sofà, con le gambe all'aria appoggiate sullo schienale.
Non gli diede più di tanto peso, pensando che non ci fosse nulla di sospetto, e anche quando il tempo iniziò a passare lui non si mosse dalla sua posizione, continuando a lavorare, lanciando solo qualche volta un'occhiata in direzione del corridoio che dava sul bagno.
Così il giovane uomo si ritrovò a battere i suoi polpastrelli sulla tastiera del computer diffondendo nell'aria un lieve rumore che, accompagnato da alcuni sospiri e borbottii, andò ad offuscare per qualche attimo quell'atmosfera di pace che si era venuta a creare dopo la colazione tra i due amanti che si era rivelata dolce e sopratutto divertente perché Minjee la mattina non era un granché attiva, non che lo fosse durante la quotidianità ma appena sveglia lo era meno del solito, e Jungkook non aveva fatto altro che ridere intenerito di fronte al suo broncio mezzo addormentato e ai suoi che faticavano a restare aperti se non grazie agli stuzzicadenti come nel film di Mr Been.
Si era addirittura appisolata in piedi accasciata a lui mentre questo versava latte e caffè nelle tazze di entrambi.

Dopo altri diversi minuti, Jungkook finì l'ultimo ordine che gli era stato inviato dal suo capo mettendo in pausa il suo lavoro che, sicuramente, avrebbe ripreso quel pomeriggio.
Si appoggiò con un lungo sospiro allo schienale della sedia su cui era seduto, sciogliendo le spalle e il collo da una leggera tensione che si era accumulata su essi. Tolse gli occhiali tondi che usava per lavorare da sopra il suo naso, appoggiandoli così sul tavolo in legno di noce, di fianco al computer che chiuse momentaneamente.
Passò una mano tra i suoi capelli neri che scompigliò appena, mentre il suo sguardo si alzò sulla parete di fronte dove erano appesi due grandi quadri di Silvano Gamba, un pittore italiano, che gli erano stati regalati da un suo cliente che, dopo essere stato in Europa, glieli aveva voluto donare in segno di riconoscenza per un progetto che avevano portato a termine insieme nella caratteristica città di Ulsan.
Erano due quadri molto particolari che lo avevano stregato per la loro semplice perfezione.
Il primo rappresentava un agglomerato di quattro case immerse in un bosco imbiancato di neve, il tutto ambientato sul pomeriggio tardi, quasi sera. Il secondo, invece, presentava in primo piano tre ombrelli, uno viola e azzurro, uno rosso, quello al centro e l'ultimo blu, quello più a destra vicino alla cassetta della posta.
Si soffermò a guardarli a lungo con una convinzione sempre maggiore, nella semplicità risiede la vera bellezza. Sebbene potesse sembrare che, apparentemente, non avessero nulla di prezioso, in realtà era l'esatto opposto ma ciò dipendeva solo dall'occhio che possedeva la capacità di scrutare con attenzione e calma, l'occhio che sapeva scorgere la vera bellezza.
Jungkook non era un esperto d'arte, eppure non era riuscito a fare a meno di innamorarsi di quei tratti di pittura piuttosto di quelli più arzigogolati e complessi di ben altri autori molto più famosi.
Quei due quadri erano molto diversi dagli altri che possedeva, sia per cultura che per valore, infatti erano stati i primi che lui aveva deciso di portare con sé a Seoul perché sapeva che non ne avrebbe potuto fare a meno, perché sapeva che quella semplice bellezza era difficile da trovare e che sicuramente non l'avrebbe incontrata in quel momentaneo pernottamento in una città che poche volte aveva visitato, ma aveva fatto male i calcoli.

<sono davvero molto belli> una voce alle sue spalle attirò la sua attenzione facendolo sussultare leggermente sul posto per l'improvviso suono che ruppe quel calmo silenzio.
Voltò appena lo sguardo alla sua destra incontrando così la figura di Minjee intenta anch'essa nello scrutare i due quadri con occhi attenti. Indossava ancora il pigiama composto da dei pantaloncini rossi a righe bianche e una maglietta bianca con delle patatine fritte dipinte sopra. Sul capo portava un fazzoletto rosso con fiori rosa.
La semplicità in persona avrebbe osato dire lui.
Una semplicità bellissima.
<sai, non amo molto i dipinti, ne riconosco certo la bravura, ma non ne vado matta. Eppure questi sono così belli...> sussurrò infine con leggerezza, quasi fosse stato un soffio delicato. Anche lei non poteva fare a meno di rimanerne incantata.
Nemmeno i suoi occhi, come quelli di Jungkook, erano guasti, riuscivano a vedere la vera bellezza, riuscivano a scorgerla con meraviglia e stupore nelle semplici cose come quei quadri.
Il corvino a quelle parole rimase sorpreso, quei dipinti le avevano fatto il suo stesso effetto.
Non disse nulla, non aggiunse altro a quella frase la cui fine condivideva appieno, si soffermò solamente a guardarla, ad ammirarla con i suoi occhi scuri e innamorati.
Sentì come una sensazione in più rispetto alle solite e travolgenti emozioni che provava e che lo facevano ardere quanto erba secca nel fuoco, sentì come se una nuova consapevolezza si fosse fatta spazio in lui.
Minjee a prima vista non aveva nulla di particolare, era bella? Si, certo, ma non di quelle bellezze che saltano subito all'occhio o che appaiono con maestosità. Non era un tipo appariscente, non che amasse esserlo infatti, non indossava vestiti particolarmente colorati o stravaganti, neppure firmati nonostante se lo potesse permettere visto il benestare della sua famiglia. Il trucco sul suo viso si trovava rare volte, forse perché non ne aveva bisogno? Vero, in parte. Era troppo pigra per applicarlo? Vero anche questo ma la realtà era che non le importava più di tanto di come gli altri la vedessero. Una forte indifferenza aveva iniziato a colmarla riguardo quell'aspetto nel corso degli anni.
Ciò le permetteva così di passare inosservata e confondersi tra la gente, ciò le permetteva di essere come quei quadri, all'apparenza nulla di che e uguali a molti altri, cosa che aveva sempre desiderato sin da piccola, un po' di normalità.
Jungkook da tempo si chiedeva cosa l'avesse incuriosito così tanto in Minjee la prima volta che si erano visti e adesso finalmente aveva compreso la risposta, la semplicità che passava inosservata e che racchiudeva un'immensa bellezza, la vera bellezza.

Lui continuò a scrutarla mentre l'incanto nei suoi occhi sembrava non spegnersi, né diminuire. Osservò il suo profilo dai tratti spigolosi e duri, le goti erano tinte di un leggero rossore, le palpebre erano leggermente abbassate sui suoi occhi con grazia, rendendo il suo sguardo ammaliante, mentre le labbra erano tirate in un piccolo e dolce sorriso che lo fecero arrossire con timidezza per la bellezza che fece risplendere su di lei.
Fu una visione talmente meravigliosa che Jungkook non resistette. Si alzò dalla comoda sedia su cui era seduto, fece un passo in direzione di Minjee che, sentendolo muoversi al suo fianco, si voltò verso di lui, appoggiò le sue calde mani sulle sue guance rosate facendo infine unire le loro labbra in un lungo e sentito bacio che scombussolò i corpi di entrambi, provocando intense emozioni che li travolsero con impetuosità.

Quando si staccarono, non di molto, Minjee fece scontrare appena i loro nasi per poi iniziare ad osservare con curiosità il maggiore, che prese a giocare delicatamente con le sue guance un po' smagrite.
<è successo qualcosa?> domandò la più piccola un po' confusa, sperava non fosse accaduto nulla di male.
<deve essere successo qualcosa perché io ti baci?> le chiese lui a sua volta con un soffio divertito che le fece inarcare un sopracciglio in un primo momento per poi farla sospirare con dolcezza.
<ah Jungkook, sospettavo che quei biscotti al cioccolato contenessero un po' troppo zucchero> sussurrò lei appoggiando le sue mani sopra quelle del maggiore, iniziando ad accarezzarle delicatamente, mentre uno sbuffo divertito lasciò le labbra di colui che era stato nominato.
<ah davvero?! Con l'espressione poco sveglia che avevi questa mattina non credevo ti fossi resa conto di cosa avessimo mangiato> la prese in giro lui ricordando quanto quella mattina fosse stata a rischio collasso a causa del troppo sonno. Se da una parte ne era molto divertito dall'altra ne era felice, dopo lunghi periodi passati con una terribile insonnia causata dal malessere che l'attanagliava, finalmente, Minjee era tornata a dormire un po' la notte.
<scemo> borbottò lei esasperata, arretrando poi di qualche passo così da potersi sedere sul divano, azione che fu seguita dal giovane uomo che si sedette sul lato opposto prendendo tra le mani il libro che poco prima lei stava leggendo, L'insostenibile leggerezza dell'essere di Kundera, rilegato da una copertina blu.
<me l'ha consigliato Jimin questo lunedì, quando abbiamo pranzato tutti assieme> affermò lei non appena lo vide intento a leggere la trama sul retro del libro.
<com'è?> domandò il corvino con curiosità, mentre i suoi occhi mangiavano famelici le parole scritte in hangul. Ne aveva sempre sentito parlare, sia bene che male, ma non aveva mai avuto l'occasione di leggerlo.
<interessante e complicato, per certi versi> mormorò Minjee osservando la copertina rigida blu, mentre un fugace pensiero attraversò la mente del maggiore.

"Come te"

<a volte ti fa un po' arrabbiare per come si comportano il protagonista e la sua amante preferita, ti verrebbe voglia di entrare nel libro e tirare una testata ad entrambi> disse la minore massaggiandosi le tempie con una mano mentre scuotendo la testa esasperata, trovava davvero incredibili quei due personaggi, quasi detestabili a volte, eppure non poteva fare a meno di sentirli vicini in parte, quasi avessero condiviso una parte della loro vita.
Jungkook sorrise a quelle parole e a quell'espressione di sconcerto, era felice che fosse così presa dal libro, sicuramente anche lui gli avrebbe dato un'occhiata, solo per pura curiosità.
<so che ne saresti capace> sussurrò il corvino, certo delle sue parole.
<mi fa piacere che non dubiti delle mie capacità> Minjee rise leggermente a sua volta, voltandosi poi verso di lui quasi completamente, appoggiò la spalla destra contro lo schienale del divano, così anche la testa, incrociò le braccia al petto e piegò entrambe le ginocchia sul materasso, lasciando che i piedi penzolassero un poco.
Dopo un'ultima veloce lettura della trama, Jungkook appoggiò il libro sul tavolino di fronte a loro per poi rivolgerle un lungo sguardo serio che a tratti parve dispiaciuto, particolare che la fece un po' allarmare.
<va tutto bene?> chiese lei fievolmente increspando appena le sopracciglia, azione che era solita fare quando era preoccupata per qualcosa o per qualcuno. Jungkook sorrise, quei piccoli e un po' buffi particolari ormai non erano più un segreto per lui.
<non lo so> ammise con una sincerità che disarmò per qualche attimo Minjee che inclinò di poco la testa verso sinistra, come se lo stesse studiando, come se stesse cercando di capire cosa non andasse.
<come non lo sai?! Non dirmi che Lisa ti ha contagiato con la sua lunaticità!> domandò con scherzoso spavento, facendo riferimento al giorno prima, quando il corvino era venuto a trovarla in negozio e si era fermato a parlare con Hoseok e Lisa, la seconda, in particolare, quel giorno era sembrata di umore piuttosto variabile, passando dall'estrema gioia ad uno stato di tristezza infinita con uno schiocco di dita.
Entrambi risero a quel ricordo, era stata una dinamica davvero comica.
Minjee, continuando a scherzare, si sporse verso di lui e gli appoggiò una mano sulla fronte, quasi a volersi assicurare che non fosse malato. Fu però presa alla sprovvista quando lui gli afferrò delicatamente quella stessa mano stringendola, senza farle male. Sul suo viso il divertimento sembrava essere scemato, lasciando così spazio nuovamente ad una forte e dirompente serietà.
La minore, capendo la tensione, smise di ridere, si sedette sulle sue ginocchia che toccavano appena le gambe di lui e lo guardò con lo stesso sguardo preoccupato di poco prima, incitandolo poi a parlare.
<settimana prossima devo tornare a Busan, ci saranno una serie di riunioni a cui non potrò assistere via computer in quanto dovrò presentare la mia candidatura alla nuova sede di Seoul> disse Jungkook tutto d'un fiato, stringendole con più forza la mano di lei mentre i denti affondarono nel labbro inferiore, sotto lo sguardo sorpreso di Minjee che boccheggiò per qualche attimo.
<la tua azienda si sta ampliando?> domandò lei sorpresa, vedendolo poco dopo annuire.
<si, aprirà due nuove sedi, una a Seoul e una Jeonju e il mio capo mi ha proposto di candidarmi per Seoul. Se vengo preso diventerò uno dei dirigenti della nuova sede - spiegò il corvino, prendendole poi anche l'altra mano, stringendola e intrecciandola con la sua come già aveva fatto con l'altra - ecco, io stavo pensando che magari, sempre se vuoi, - parve un po' incerto e imbarazzato, le goti avevano iniziato già a farsi sempre più rosate - potevi venire anche tu> Quell'invito sorprese la minore ancor di più, portandola a sgranare gli occhi e a sbattere le palpebre con incredulità.
Un fremito le attraversò il petto, mentre sentì il suo viso scaldarsi.
Immaginava già di aver assunto lo stesso colorito dell'uomo di fronte a lei.
Si susseguirono alcuni lunghi attimi di silenzio in cui i due ebbero quasi paura che l'altro potesse sentire il battito del loro cuore. Quell'invito, agli occhi di molti, sarebbe potuto sembrare piccolo e insignificante ma ai loro no, per Jungkook sarebbe stato come mostrargli un ulteriore parte di sé, il luogo in cui era nato e cresciuto, il luogo che chiamava casa e di cui le aveva sempre raccontato attraverso parole dolci e malinconiche, inoltre era anche una scusa per restare assieme e fare come una piccola vacanza solo loro due. Per Minjee, invece, quell'invito significava molto perché sentiva come se qualcuno, per la prima volta nella sua vita, la desiderasse e non la nascondesse come invece avevano fatto molti altri. Per la prima volta la persona che aveva di fronte non la fece sentire inadeguata ma importante ed essenziale, anche per un semplice viaggio di una settimana.
Per la prima volta non era stata messa da parte.

<io-> Minjee, con il volto in fiamme e l'anima in subbuglio, provò a parlare ma lui la stoppò frettolosamente.
<so che domani hai gli esiti degli esami e potresti dover rinnovare il ciclo di chemio, ma ho già pensato a tutto, Seokjin mi ha spiegato una possibile soluzione> disse lui velocemente e con grande impaccio, la paura che lei gli dicesse di no era troppa. A Minjee parve quasi che stesse trattenendo il respiro.
<io in realtà-> la ragazza provò nuovamente a parlare con l'intenzione di volergli spiegare che aveva già preso una decisione, ma lui, nuovamente, non le diede il tempo per la troppa agitazione.
<per il negozio invece credo non ci siano problemi, Lisa e Hoseok sarebbero ben felici se ti prendessi una settimana di riposo, loro se la caverebbero lo stesso> disse ancora, con la stessa frenesia di poco prima, iniziando a scuotere le loro mani, ancora unite tra loro, in movimento confusi che volevano enfatizzare il suo desiderio di vederla partire con lei.
<Jungkook, io vol-> Minjee tentò nuovamente di parlare, ma fu zittita per l'ennesima volta, al che iniziò ad innervosirsi. Liberò entrambe le sue mani e si alzò sulle ginocchia.
<non ci sarà alcun problema, te lo prometto, ho già pens-> le parole che uscivano a raffica dalle dolci labbra di Jungkook furono bloccate dalle mani della minore che andarono a tappare la sua bocca in un movimento inaspettatamente brusco.
<Jungkook taci! - disse spazientita, guardandolo dall'alto con uno sguardo che fece ammutolire anche i più piccoli mugolii del giovane - Dio mio, diventerò pazza... - borbottò successivamente con esasperazione, mentre il suo sguardo pian piano si addolcì alla vista del viso dell'uomo ancora rosso e nel pieno del suo impaccio -  posso parlare? - domandò poi con tono più calmo, vedendolo annuire poco dopo  - bene, ti volevo dire già dall'inizio che accetto> sussurrò infine con un sorriso, togliendo le mani da davanti la bocca di Jungkook che, appena udì quelle parole, sgranò gli occhi meravigliato.
<cosa?> chiese incredulo, sbattendo più e più volte le palpebre.
<accetto di venire con te, mi fa molto piacere> Minjee ripeté quanto detto prima e lo stupore sembrò non scemare dal viso del maggiore che continuava a guardarla come se non credesse a quanto aveva appena udito.
<davvero?!> domandò ancora Jungkook con incredulità, facendola sbuffare e assumere un'espressione confusa.
<perché ne sembri così sorpreso?!> chiese lei incrociando le braccia al petto e inclinando leggermente la testa di lato.
<pensavo che avresti detto di no e avrei dovuto insistere fino allo sfinimento> ammise il corvino grattandosi il capo con imbarazzo, mentre Minjee alzò le sopracciglia in un'espressione sorpresa.
<beh, se lo desideri posso dirti di no> mormorò allora lei di conseguenza con un'alzata di spalle vedendolo subito scuotere le mani di fronte a sé in segno di negazione.
<nono va benissimo così, ne sono davvero molto felice> disse Jungkook sospirando con leggerezza, sembrava aver ripreso a respirare normalmente e forse con anche più serenità di prima. Si lasciò poi andare in un luminoso e sincero sorriso che contagiò Minjee al punto da portarla a riprodurre la stessa azione.

Si osservarono con contentezza e tenerezza e pensarono in quel momento, in quella semplice quotidianità che non sembrava aver nulla di speciale, che non erano mai stati più leggeri e felici di così.
Parve ai due che il loro incontro avesse migliorato la vita di entrambi, l'avesse resa più ricca e meno insipida, più avventurosa e dolce, più confortante. Credettero che non avrebbero potuto desiderare di meglio.
Jungkook si voltò completamente verso di lei, incrociando le gambe sul divano e portandola a sedersi su di esse. Poggiò le mani sui suoi fianchi che prese ad accarezzare e toccare con adulazione, mentre Minjee lo baciò con passione e desiderio sfiorando il suo viso con delicatezza, contrasto che non parve mai più dolce di quel momento.
Quando si staccarono con un leggero affanno e gli occhi ancora socchiusi, un sorriso si distese spontaneo sulle labbra di Minjee che si lasciò andare tra le braccia del maggiore, avvolgendo i suoi arti intorno al suo collo e infossandovi il capo nell'incavo di questo. Appena Jungkook la sentì compiere quell'azione, fece risalire una mano sul capo di lei che accarezzò piano, mentre l'altra la posizionò attorno alla sua vita che strinse con fare rassicurante, tanto che la più piccola vi si abbandonò senza alcun ripensamento.
Passarono così alcuni minuti, l'uno nelle braccia dell'altro, cullati da un piacevole silenzio.

<venendo a Busan potrò anche conoscere le tue colleghe e far vedere loro i miei tatuaggi> sussurrò lei inspirando a pieni polmoni il profumo di Jungkook che aveva iniziato ad amare, interrompendo così la tranquillità che si era venuta a creare
<mh già - mugolò lui in accordo, accorgendosi effettivamente del significato delle sue parole solo qualche secondo più tardi - aspetta... quali tatuaggi?!> domandò sorpreso e confuso tirandosi improvvisamente ritto, facendo sussultare Minjee che poco dopo copiò la sua azione, allontanandosi dal busto dell'amato in modo tale da poterlo guardare negli occhi.
<quelli che ho fatti poco fa mentre ero in bagno, ho completato un altro punto della lista> spiegò lei annuendo alle sue stesse parole, svelando a Jungkook qual era il motivo per cui era stata in bagno per così tanto tempo.
<il numero quattro se non sbaglio> mormorò lui con fare pensoso, cercando di ricordare la lista dell'amata.
<bravo, la tua memoria da pesciolino rosso si sta evolvendo in gattopardo> lo prese in giro lei accarezzandogli il capo con fare scherzoso, trattandolo quasi fosse stato un bambino, particolare che non piacque molto al corvino che sbuffò esasperato.
<che antipatica che sei> borbottò, pizzicandole un fianco causando così in lei una risata.
<gne gne> rispose Minjee con tono infantile facendogli alzare gli occhi al cielo.
<comunque quali hai fatto e dove?> domandò Jungkook poco dopo con sincera curiosità. Sapeva che non poteva fare quelli veri, in quanto era ancora nel pieno delle cure, e non smetteva di chiedersi allora cosa avesse fatto sulla sua candida pelle.
<ah come siamo impazienti di spogliarmi, eh Jungkookie~? - mugolò quel nomignolo che di solito usava quando lo prendeva in giro o quando lo voleva far arrossire e, anche quella volta, ci riuscì a pieni risultati - comunque ho fatto i pinguini dei polaretti> annunciò infine con aria fiera, posizionando le mani sui fianchi in una posizione trionfante.
Ci fu qualche attimo di silenzio dopodiché una grassa risata sostituì il rossore sul viso del maggiore.
<quei trasferelli inquietanti?!> domandò Jungkook ridendo, ricevendo un pugno sul braccio da Minjee che lo guardò offesa.
<non chiamarli trasferelli, li fai sembrare delle schifezzine da quattro soldi quando in realtà sono arte> borbottò la ragazza difendendo i pinguini cicciotti leader dell'estate e dei ghiaccioli.
<certo, come vuoi tu> mormorò lui in risposta cercando di trattenere un'altra forte risata tra le sue fauci.
<ne ho fatti tre, uno qui - alzò la piccola manica del suo pigiama mostrando un pinguino muscoloso, vestito di una calzamaglia arancione con una P incisa sul petto, era il supereroe dei polaretti - l'altro qui - spostò leggermente il tessuto dei suoi pantaloncini mostrando un pinguino con un papillon rosso e le ali alzate sul suo gluteo destro, su cui Jungkook vi passò sopra una mano e che poi strinse con la stessa - e l'ultimo...> sussurrò infine con fare seducente, lasciando la frase in sospeso.
<l'ultimo?> domandò il corvino curioso di sapere dove si trovasse l'ultimo pinguino, non aspettandosi però un luogo così insolito come quello che gli mostrò Minjee.
La minore infatti, dopo aver afferrato l'estremità della sua maglietta del pigiama, alzò il tessuto mostrando il suo torso nudo dalla pelle candida. I seni scoperti sobbalzarono giovani e graziosi di fronte al viso di Jungkook che divenne nuovamente rosso pomodoro mentre lo sguardo fintamente innocente che lei gli rivolse smosse dell'eccitazione nel suo corpo.
<qui> indicò un massiccio pinguino con una casacca verde su una tavola da surf dipinto nel solco tra i suoi seni che percorse con l'indice sinistro, lo stesso che aveva utilizzato per mostrargli il piccolo tattoo.
Il maggiore a quella visione deglutì con imbarazzo mentre velocemente posizionò le sue mani su quei due boccioli rosei non troppo grandi, quasi a volerli nascondere alla vista di altri, quasi come se ne fosse geloso.
<sei proprio senza pudore> mormorò lui con impaccio e visibilmente accaldato.
Un sorrisetto compiaciuto si fece spazio sulle labbra di Minjee che prese ad accarezzargli con la punta delle dita il collo lungo e forte, parte che aveva capito fosse molto sensibile, mentre lui mosse appena le sue mani sui seni giovani e attraenti di lei.
<beh, in realtà sei tu quello che mi sta palpeggiando - si difese lei con finta innocenza - allora ti piacciono?> chiese infine riferendosi ai trasferelli anche se Jungkook comprese bene che stesse alludendo a ben altro.
<sei peggio di un diavolo tentatore> sussurrò lui prima di spingerla leggermente facendole così appoggiare la schiena sul divano mentre una risata divertita riecheggiò nelle sue orecchie.

Abbassò lo sguardo su Minjee che lo guardava con occhi furbi e ammalianti, un lieve sorriso a dipingerle le labbra e del rossore sulle goti. Il viso un po' scavato accoglieva il tutto con stanchezza che non rendeva brutta quella visione ma semplicemente più caratteristica del normale, pensò che forse ai suoi occhi lei non sarebbe mai parsa meno bella, sebbene Minjee stentava a crederci e lo accusava di illudersi di bugie.
Eppure, Jungkook non poteva fare a meno di guardarla con lo stesso sguardo di sempre che mancava di una malizia volgare che Minjee aveva sempre scorto negli occhi dei suoi amanti, perfino in quelli di Namjoon. Il suo era uno sguardo che racchiudeva si desiderio, ma anche molto di più, sentimenti che andavano ben oltre la semplice carnalità e la minore questo lo aveva notato e provato, non riuscendo ogni volta a non ricambiare quello stesso sguardo, sostituendolo a quello che lo voleva provocare.
Quegli stessi occhi furbi e ammalianti si erano quindi accesi di passione, dolcezza e amore, facendosi timidi tanto quanto quelli di Jungkook che mai avevano smesso di scrutarla in quel modo, che mai avevano smesso di cogliere la semplice bellezza di Minjee.
E mentre faceva l'amore con lei, mentre la stringeva e la baciava, si ricordò dei pensieri avuti poco prima riguardo i suoi quadri e, nel guardarla, non poté che confermare i suoi pensieri.

Minjee era la semplice bellezza che aveva sempre cercato.

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Ciao a tutti!
Come state? Spero bene e spero che abbiate trovato una soluzione al caldo torrido di questi ultimi giorni, io all'incirca si... mi sono armata di ghiaccioli, purtroppo non i polaretti, e ventilatore.
Scusate il ritardo ma sono un po' fusa a causa del caldo e della stanchezza, spero possiate capire..
In queste ultime settimane sto leggendo molti libri filosofici, tra cui quello di Kundera (che vi consiglio caldamente), e mi sento molto riflessiva, quindi il discorso sui quadri, è frutto di ciò. Spero vivamente che non vi abbia annoiato come del resto anche l'intero capitolo, ho cercato di renderlo il più divertente e piacevole possibile visto che i prossimi che non brilleranno di gioia🌚🌝.
Come già preannunciato in precedenza, siamo vicini a delle svolte, quindi preparatevi!
Detto questo, se il capitolo vi è piaciuto lasciate una stellina e se volete anche un commento!
Alla prossima
nanaa02

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