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38

L'oscurità regnava ancora all'interno della stanza quando alcuni movimenti bruschi ruppero quel silenzio tombale con un fruscio disattento delle lenzuola.
Un paio di occhietti scuri si aprirono velocemente mentre un forte giramento di testa la colpì accompagnato da un qualcosa che risalì dal suo stomaco pronto ad uscire all'aria aperta. Strizzò le palpebre, alzandosi rapidamente dal letto colpendo malamente il corpo al suo fianco che mugolò infastidito nel sonno, dopodiché si mise a correre nella stanza buia a piedi scalzi colpendo ogni spigolo possibile fino ad arrivare al bagno dove fece appena in tempo ad accendere la luce e ad inginocchiarsi davanti al water che un forte conato di vomito la travolse impetuoso.

Rimise tre volte tra un colpo di tosse e l'altro imprecando a bassa voce non appena gli era permesso.
Nel mentre dei bassi borbottii arrivarono alle sue orecchie, accompagnati da dei goffi e strascicanti passi.
<Minjee, penso che questo sia stato uno dei miei miglior risvegli...> la prese in giro un Yoongi ancora mezzo addormentato, con occhi rossi e gonfi e un cappuccio di una felpa nera a coprirgli il capo spoglio di capelli.
Si fermò sulla soglia del bagno ad osservare lei con l'intera faccia nel gabinetto, le spalle tremanti e le mani strette saldamente attorno la tavoletta del water.
Non sentendo alcuna risposta sarcastica schernirlo, sospirò avvicinandosi a lei a passi lenti accovacciandosi al suo fianco, accarezzandole la schiena non appena rimise un'altra volta quel poco che riusciva ad ingerire la sera durante il ciclo di chemio.
Lui aveva affrontato il terzo round di quel calvario la settimana prima e fu costretto a confermare le voci riguardo la terza iniezione, era la peggiore.
Ricordava perfettamente di aver passato più tempo in camera sua che fuori per il timore di vomitare all'improvviso e perché in quel periodo la sua voglia di vedere altri umani si era abbassata al 0,01%.
Sapeva cosa Minjee stesse passando e, sebbene non fosse bravo in quelle cose, provò a starle vicino come lei aveva fatto la sera precedente nonostante le sue innumerevoli urla che la "invitavano" ad andarsene.
Le diede qualche pacca di incoraggiamento sulla schiena, per poi far scivolare la mano sul suo capo coperto da una sottile stoffa bianca che accarezzò piano.

Quando la nausea sembrò essersi calmata Yoongi si sedette, poco lontano da lei, contro la parete alla sinistra della ragazza che si accasciò su un fianco guardandolo con occhi stanchi dopo essersi pulita le labbra con un pezzo di carta igienica.
Si osservarono in silenzio per qualche attimo incerti riguardo a quali parole pronunciare mentre le immagini della sera precedente saltarono alla mente di entrambi.
Minjee dopo aver sospirato decise di giocare la carta che di solito aveva sempre un buon effetto con Yoongi.
<non hai una bella cera> disse lei con derisione, vedendolo sorridere ampiamente socchiudendo gli occhi in due fessure, scuotendo poi la testa.
<disse quella che fino a pochi secondi fa aveva la testa infilata nel luogo in cui piscio> rispose lui, vedendola sorridere a sua volta passandosi distrattamente una mano sul viso.
<colpita e affondata> mugolò lei ancora un po' stordita.
Yoongi si mosse leggermente nel suo piccolo spazio portando le ginocchia al petto, tornando poi a guardare con occhi furbi e affilati Minjee che aveva appoggiato momentaneamente la fronte contro tavoletta del water.
Sapeva che appena si sarebbe ripresa avrebbe affrontato l'argomento scomodo che tanto lo aveva tormentato il giorno prima e che stava ritornando a farlo non appena il suo cervello fece mente locale della scomparsa di Taehyung.
Sapeva che non si sarebbe trattenuta nel fare qualche commento così cercò di escogitare un modo per anticiparla.
Morse con forza il suo labbro inferiore non appena calde lacrime si ripresentarono nei suoi occhi stanchi e rossi, il suo umore stava di nuovo calando a picco nei profondi meandri dell'oceano e cercò in tutti i modi di impedirlo.
<ho saputo di te e mio fratello> tentò quell'argomento per distrarre la sua mente e quella di Minjee dal lutto appena subito.
Vide le punte delle orecchie di lei farsi velocemente rosse, mentre piano piano rialzò il capo facendo così incontrare il suo sguardo imbarazzato con quello liquido di colui che aveva parlato.
<ancora mi chiedo come tu abbia fatto a saperlo, Jungkook non penso te l'abbia detto vista la sua timidezza al riguardo> disse Minjee curiosa e cupa allo stesso tempo non appena vide un imminente crollo emotivo che stava per travolgere l'uomo di fianco a lei.
Aveva compreso che l'aver accennato a quell'argomento fosse solo stata una scusa per distrarsi dal dolore che era tornato a logorarlo. Lo aveva capito e proprio per quel motivo aveva deciso di stare al suo gioco, supportando quella conversazione imbarazzante e improvvisata che, sebbene nascondesse del sincero interesse verso quella relazione appena sbocciata, era stata utilizzata da Yoongi per celare per qualche attimo il ricordo del piccolo Taehyung.
<ah quello fa il timido solo quando gli fa comodo e scommetto che tu abbia sperimentato qualcosa a riguardo - mormorò l'uomo divertito nel vedere il visino di Minjee arrossire sempre di più. La ragazza dovette ammettere che nei rapporti avuti l'uomo dai capelli corvini si era mostrato tutt'altro che timido e imbarazzato, rivelando un lato intraprendente e rude che lei non si sarebbe mai aspettata - comunque la spia l'hanno fatta i tuoi due amichetti, quella con i capelli rossi e il suo fidanzato, il raggio di sole con la bocca a cuore> confessò alla fine Yoongi, ricordando i volti dei due pettegoli ma non i loro nomi, non era mai stato un asso nel memorizzare le cose.
Una forte confusione prese possesso del bel visino di Minjee che sapeva della lingua lunga dei suoi due amici ma non che fossero conoscenti dell'uomo accanto a lei. Se non ricordava male Yoongi e Hoseok si erano parlati una sola volta in sua presenza, quando lei e il primo si erano tagliati i capelli e nulla di più.
<com'è possibile?> domandò sorpresa spalancando di poco gli occhietti neri.
<si da il caso che a volte quando loro ti venivano a trovare in clinica tu eri intenta in profonde dormite mentre io e T-TaeTae - la sua voce tremò appena come il suo sguardo - giocavamo a dama nella tua stanza, così aspettando che tu ti svegliasti abbiamo avuto modo di conoscerci e tra una cosa e l'altra ci siamo scambiati i numeri e quando sono venuti a scoprire della vostra scappatella me l'hanno comunicato. Certo che... sono due psicopatici> concluse infine ridendo al ricordo del messaggio vocale che gli avevano mandato dove avevano sclerato come due fangirl che avevano appena letto una scena smut in una fan fiction.
Minjee, dopo aver spalancato per qualche attimo la bocca, si passò nuovamente una mano sul viso che andò infine a massaggiare le tempie doloranti, sussurrando continui "non ci posso credere".

"Dovrei provare con il nastro adesivo, potrebbe funzionare con loro"

Pensò esasperata mentre i due volti furbi da volpi le saltarono alla mente provocandole fastidio e una risata bassa e appena accennata che non si seppe spiegare. Nonostante tutto la cosa la faceva sorridere.
<comunque sapevo sareste finiti a letto insieme, si vedeva lontano un miglio che foste cotti a puntino l'uno dell'altra e che non avreste resistito per ancora molto tempo> commentò Yoongi con fare annoiato, come se fosse stata una cosa scontata.
<non mi sembra che tu e Jimin siate stati da meno> bastarono quelle semplici parole a far mutare l'atmosfera da esilarante e gioiosa a cupa e tesa, Minjee aveva toccato un tasto dolente senza nemmeno accorgersene.
Yoongi e Jimin dopo la loro breve discussione causata dalla comparsa in scena di Sueji non si erano più parlati e nel momento del bisogno, alla morte di Taehyung, non si erano nemmeno fatti forza a vicenda, evitandosi come la peste.
Quando Minjee si accorse di cosa aveva appena pronunciato una mano andò subito a posizionarsi sulla sua bocca mentre l'uomo le lanciò uno sguardo indecifrabile, quasi spento.
<ho fatto un pasticcio con lui - disse il maggiore con un filo di voce - un enorme pasticcio> si passò entrambe le mani sul volto con fare esasperato, niente stava andando per il verso giusto, decisamente niente.
La minore rimase in silenzio, osservandolo con consapevolezza, sapeva a cosa si stesse riferendo e ciò non riguardava solo il litigio con Jimin ma, in particolare i sentimenti burrascosi di lui.
L'aveva notato dallo sguardo che aveva rivolto alla donna che per quattro anni aveva amato alla follia.
Non lo forzò a parlare, aveva già molte cose per la testa, Sueji sarebbe stata solo la goccia che avrebbe fatto traboccare nuovamente il vaso.
Yoongi, nonostante tutto, però decise di confidarsi con lei.
Non seppe nemmeno lui il perché, forse per il fatto che ne avesse bisogno o perché sapeva che in fondo poteva fidarsi di Minjee e del suo consiglio, se mai glielo avrebbe porto.
<quando l'ho vista in lontananza, ho creduto quasi fosse un miraggio. Con la sua camminata sicura e determinata ho quasi provato un po' di timore - una risata lasciò le sue labbra, non una di quelle divertite ma piuttosto ricca di amarezza - mi ha fatto paura perché mi ha fatto ricordare il dolore che ho provato quando mi ha abbandonato al mio destino - non a caso utilizzò quel verbo. Sueji lo aveva abbandonato proprio come si fa con un cane sul ciglio della strada, lo aveva lasciato solo davanti al suo futuro senza certezze di sopravvivenza. I suoi occhi divennero ben presto lucidi e colmi di amarezza - ho tremato come un codardo davanti a lei, non volevo rincontrare il suo sguardo perché sapevo cosa sarebbe potuto succedere e la cosa peggiore è che questo mio presentimento non si è sbagliato. Nonostante il dolore, una parte di me era felice di vederla, voleva correre ad abbracciarla e baciarla come un tempo - calde lacrime iniziarono a rigargli le guance, mentre la bocca di Minjee si fece asciutta, gli occhi sviarono quella visione drammatica non potendola sopportare. L'animo di Yoongi era talmente logorato che era incapace di trattenere le sue emozioni come al solito, la stessa cosa stava accadendo anche a Minjee. Avevano perso il loro freddo autocontrollo - volevo tornare a raccontarle i miei sogni, le piccole cose che mi accadevano giorno per giorno e i progetti che avevo in serbo per il nostro futuro, senza sapere che lei non ne avrebbe fatto parte - strinse con forza le ginocchia al petto - ho riprovato le stesse emozioni di un tempo e, di fronte alle sue parole dispiaciute e colme di imbarazzo, non sono nemmeno stato capace di reagire e di urlarle contro quanto mi aveva fatto soffrire. M-Mi ha reso per l'ennesima volta debole e incapace - aveva udito quelle stupide scuse in silenzio, incapace di qualsiasi risposta, incapace di affrontare il suo più grande amore - e la cosa che più mi distrugge è che quello che più di tutti sta soffrendo non sono io ma Jimin... Dio, non sono riuscito nemmeno a guardarlo in faccia... devo essere stato davvero pietoso - singhiozzò incredulo, passandosi confusionariamente le mani sul volto - mi ero ripromesso di proteggerlo ma, alla fine, gli ho solo fatto più male del previsto. Pensavo di aver superato Sueji, pensavo di essere convinto dei sentimenti verso quell'adorabile ragazzino - un sorriso pieno d'amore si infranse contro le sue lacrime - e invece mi sono ritrovato a dubitare facendo crollare tutte le certezze che avevo costruito tra le sue mani> appoggiò stancamente la fronte sulle sue ginocchia, esausto e demoralizzato, come inizio giornata non era dei migliori.
Minjee rimase per qualche attimo in silenzio non sapendo cosa dire per aiutarlo, non aveva buone argomentazioni, solo pensieri confusi e non molto incoraggianti.
Lo osservò piano mentre il senso di nausea scomparve del tutto facendola finalmente rilassare e concentrare.
Non era mai stata dotata di buoni consigli, sopratutto perché solitamente era lei quella nella situazione degradante bisognosa di un galleggiante per non affondare, non quelli intorno a lei.
Rifletté a lungo mentre un cupo silenzio si stagnò nell'aria.

<tu l'ami ancora?> gli chiese lei all'improvviso, quasi come se quella domanda le fosse uscita dalle labbra spontaneamente, la situazione non le era ancora chiara.
Finalmente Yoongi, dopo lunghi attimi, tornò a rivolgerle lo sguardo.
Si osservarono intensamente, lui con occhi liquidi e rossi, lei vuota e stravolta.
Esitò per qualche secondo quasi come se nemmeno lui sapesse la risposta.
<p-penso di sì ma, allo stesso tempo, amo anche Jimin> affermò lui con voce tremante che non convinse pienamente la minore che, dopo avergli rivolto uno sguardo insicuro, parlò nuovamente.
<ne sei certo?> gli domandò Minjee, voleva aiutarlo e la prima cosa che doveva fare era essere sincero con se stesso anche se avrebbe significato un certo grado di sofferenza.
<no - la risposta fu secca e drammatica ma più sincera - non sono più sicuro di nulla ormai e non so davvero che fare, una parte di me mi spinge verso Jimin e la nostra attrazione e curiosità giovanile, l'altra invece verso Sueji e le sue parole dispiaciute e rassicuranti accompagnate dai ricordi felici e pieni di certezze. Cosa dovrei fare, Minjee?> la guardò supplicante, si trovava di fronte ad un bivio incapace di scegliere, per la prima volta sia la sua testa che il suo cuore lo spingevano verso una sola direzione, Jimin. Dall'altra parte però non poteva dimenticare i forti sentimenti che si erano risvegliati quando aveva rivisto la sua vecchia fiamma con cui era stata anche amico d'infanzia e con cui aveva condiviso parte della sua vita, parte di se stesso e verso cui provava ancora amore, amore che però aveva perso la sua luminosità mantenendo allo stesso tempo una buona base di certezze.
<sinceramente, non lo so... - Minjee si fermò a pensare per qualche attimo, aveva provato sentimenti così forti per pochissime persone nella sua vita e una di loro aveva appena perso la vita. Non era un'esperta nel campo sentimentale ma su alcune cose non aveva dubbi - però credo che prima di tutto debba essere sincero con Jimin, non alimentare in lui false speranze se sai che potresti non riuscire a realizzarle. Non illuderlo e chiarisci le cose - quelle parole, seppur così ruvide e dure, furono talmente veritiere che convinsero l'animo di Yoongi per questo primo passo - inoltre, dovresti fare un po' d'ordine nella tua testa a mente lucida. Non ora certamente, ma dovresti farlo, giusto per capire che cosa vuoi veramente> sussurrò infine alzandosi poi in piedi, dirigendosi a passi lenti verso il lavandino dove, dopo essersi sciacquata la bocca almeno tre volte, osservò per qualche attimo il suo aspetto trasandato incontrando poi gli occhi di Yoongi, nel riflesso dello specchio, che la guardavano con fare indecifrabile.
Minjee si avvicinò alla soglia del bagno ma, prima di superarla, si fermò rivolgendo nuovamente lo sguardo verso il maggiore ancora seduto a terra. Voleva lasciarlo solo in modo tale da pensare su quanto si erano detti ma un pensiero in particolare iniziò a tartassarla, tanto che decise di lasciarlo fluire fuori.
<i sentimenti sono tuoi e la decisione è tua, ma ricordati che se avessi amato così tanto Sueji come dici, non avresti mai permesso a Jimin di far breccia nel tuo cuore. Calcola bene le persone che hai di fronte a te, perché una ti ha abbandonato quando più avevi bisogno di lei, ricomparendo casualmente quando ormai la tua agonia è quasi giunta al termine - differentemente da Taehyung e Minjee, Yoongi era stato più fortunato. L'organo malato era stato scoperto subito e per uccidere il cancro erano stati previsti quattro cicli di chemio senza alcun intervento. Avrebbe saputo gli esiti la settimana successiva, scoprendo se il tutto si era finalmente concluso oppure no - e l'altra, invece, ti ha accolto, aiutato e amato quando tu stesso ti eri lasciato andare e avevi perso le speranze> dopo aver soffiato quelle ultime parole, lo osservò un'ultima volta prima di afferrare la sua coperta posta sul letto del maggiore e dirigersi verso l'uscita della camera.
A fermarla però fu la voce profonda e roca di Yoongi che, dopo averla chiamata per nome, sussurrò parole timide e sentite, facendo nascere sulle labbra della minore un dolce sorriso.

<grazie, grazie per essere restata con me questa notte e non avermi lasciato solo>

~~~~~

A passo lento si aggirò per i corridoi, avvolta dal suo caldo plaid beige, mentre infermieri assonnati gli lanciavano occhiate a volte indifferenti altre curiose.
Erano appena passate le otto, ora della colazione comune, e Minjee voleva solamente andare in camera sua e isolarsi da tutto e tutti, non certo mangiare fette biscottate con della marmellata. Era stanca e ancora molto provata, sia da quello che le aveva raccontato poco prima Yoongi sia perché il dolore della perdita del piccolo Taehyung era ancora persistente nel suo cuore.
Oltre a voler riposarsi un po', Minjee aveva un altro ardente desiderio, voleva rivedere un persona in particolare di cui sembrava ormai esser divenuta dipendente.
Appena la sua immagine si presentò nella sua testa un veloce batticuore la incalzò nella sua lenta camminata facendola fermare per qualche attimo. A quanto pare Jungkook aveva sempre quell'effetto su di lei.
Minjee credeva che con il tempo quelle sensazioni scombussolanti sarebbero cessate o almeno si sarebbero regolate ed invece erano aumentate d'intensità non lasciandole nemmeno il tempo di respirare.
Così sostava per un lungo corridoio, rossa in viso, con lo sguardo perso e sognante, le mani strette intorno al caldo e morbido plaid, le gambe tremanti e il petto dolorante a causa del cuore che batteva ad un ritmo incontrollato, causandole per qualche attimo un po' di vertigini.
Era davvero fin troppo scombussolante e lei non poteva far niente se non continuare a desiderare di rivederlo, di sentire nuovamente la sua dolce risata, di sentire le sue carezze e i suoi baci lambire la sua pelle. Le sarebbe bastato anche solo un suo abbraccio in quel momento, uno solo per sentire nuovamente il suo umore risollevarsi almeno un po'.
Un fremito al petto la fece ripartire nella sua lenta camminata con un sorriso sulle labbra che prima non aveva.
Jungkook era ormai la cura al suo malessere, ne era certa.

Passo dopo passo fu inevitabile per lei ricordare tutti i bei momenti passati assieme, quando iniziava a pensare a lui difficilmente riusciva a distogliere nuovamente la sua attenzione su altro.
Sospirò, non le era mai capitato di desiderare così ardentemente una persona e si chiese quale tipo di sortilegio il corvino le avesse scagliato contro per farla innamorare così perdutamente, già perché Minjee era ormai certa dei suoi sentimenti sopratutto perché non sapeva spiegarsi che cos'altro potessero essere tutte quelle emozioni e sensazioni mescolate insieme.
Non era un'esperta ma amava pensare che fosse proprio quello il motivo di quel subbuglio.

Minjee pensò a lungo a tutto quello che era accaduto in quei pochi giorni e, se da una parte voleva rincontrare Jungkook, dall'altra iniziò a desiderare l'opposto. Anche lui aveva sofferto per la morte del piccolo TaeTae e la ragazza immaginava che il fatto di continuare a tornare in quella clinica e vedere sia lei che il fratello in condizioni pietose e con un futuro instabile che avrebbe potuto imbattersi nella stessa disgrazia del bimbo, certamente, non lo faceva stare bene.
Per lui la situazione era molto più pesante e forse staccarsi un po' da quell'ambiente gli avrebbe fatto bene, perciò Minjee sarebbe stata ben disposta a rinunciare alle sue carezze e attenzioni se avrebbe significato per lui un giovamento.
Fu quasi tentata di scrivergli di non presentarsi quel giorno in clinica e che avrebbe badato lei a Yoongi.
Ci pensò a lungo e alla fine si convinse di ciò, doveva pensare al suo bene.
Non fece però nemmeno in tempo ad arrivare in camera sua che, non appena alzò lo sguardo, fino a quel momento puntato al suolo, scorse in lontananza sulla soglia della sua stanza la slanciata figura di lui.
Con le mani infilate nelle tasche dei jeans neri guardava, assorto nei suoi pensieri, l'interno della spoglia camera di lei mentre un'elegante camicia blu gli fasciava perfettamente il busto.
Le mani di Minjee tremarono nel vedere la sua figura, mentre la bocca si aprì pronta per parlare ma da cui però non uscì nemmeno un suono, quasi fosse stata incapace di emetterli. Il cuore tornò a martellare frenetico il suo povero petto, era passato solo un giorno ma le era sembrato un'eternità, le era mancato fin troppo.
Quasi come se avesse percepito la sua presenza, Jungkook voltò lentamente il capo verso la sua direzione guardandola in un primo momento con occhi vuoti che pian piano però si accesero e presero vita non appena si resero conto effettivamente della sua presenza.
Un piccolo sorriso nacque sulle labbra di lui che, senza distogliere un attimo lo sguardo dalla consumata figura di lei, prese a camminare nella sua direzione, aveva desiderato rivederla più di ogni altra cosa al mondo.

Era ormai palese per entrambi, non potevano più fare a meno l'uno dell'altra.

Nel vederlo avanzare sicuro e con gli occhi colmi delle sue stesse emozioni, la bocca di Minjee si incurvò verso il basso, gli occhi si fecero lucidi mentre le mani tremanti lasciarono scivolare la coperta al suolo allungandosi in avanti come a voler richiamare la sua attenzione.
Proprio come farebbe un bimbo che, dopo essere caduto dalla bicicletta, cercherebbe il conforto nell'abbraccio di una persona cara e amata. Proprio come quel bambino Minjee si abbandonò alla sua debolezza sapendo che Jungkook avrebbe potuto portare un po' di pace nel suo animo.
Trascinò i piedi verso di lui e non appena furono a pochi passi l'uno dall'altra, Minjee si buttò letteralmente tra le sue braccia che l'accolsero e la strinsero come mai avevano fatto prima di quel momento. Inspirò a pieni polmoni quel pungente profumo che tanto adorava infossando il viso nel suo petto, constatando con timida felicità che il suo cuore stava battendo forte tanto quanto il suo.
Sentì le sue grandi e caldi mani accarezzare e tastare la sua schiena, facendo aderire i loro corpi sempre di più.
Sembravano non averne abbastanza.
Le lasciò un piccolo bacio sul capo coperto da un leggero strato di stoffa bianco che, come al solito, nascondeva la sua testa rasata a cui ormai entrambi vi avevano fatto l'abitudine.
Timidi e dolci sorrisi nacquero sulle labbra di entrambi portando pace e tranquillità nei loro animi.
<vedendo la tua camera vuota e il tuo letto stranamente intatto ho quasi creduto ti avessero rapito gli alieni> la prese in giro lui, ricordando come tutte le volte che era venuto a trovarla il mattino l'aveva trovata quasi sempre ancora dormiente sotto le coperte del letto che, dopo il suo risveglio, sembrava esser stato rivoltato come un calzino.
A quelle parole una piccola risata sfuggì alle labbra di Minjee che scosse la testa divertita, decidendo poi di stare al suo stesso gioco.
<nah, è stato un gatto scorbutico di nome Yoongi ad intrattenermi questa notte - disse lei maliziosa alzando lo sguardo verso di lui che perse momentaneamente il sorriso, facendola scoppiare in una fragorosa risata - suvvia non è successo nulla, sei proprio un credulone - lo tranquillizzò lei picchiettandogli un dito sulla punta del naso vedendolo così rilassarsi e tirare un sospiro di sollievo - comunque non è stata una nottata semplice> sussurrò infine con tono basso e drammatico che fu subito compreso dal maggiore che prese ad accarezzarle una guancia dolcemente.
<posso solo immaginare, ieri quando me ne sono andato non era nelle sue condizioni migliori... te invece? Come stai?> le domandò fievolmente vedendola distogliere per qualche attimo lo sguardo.
<diciamo che ho avuto giorni decisamente migliori - mormorò lei stancamente cercando di rassicurarlo in un qualche modo non appena vide il suo sguardo farsi sempre più mogio. Dopo qualche attimo le tornarono in mente i pensieri di poco prima, aggravati dalle leggere occhiaie di lui, che la fecero riscuotere - comunque, vai a casa e riposati un po', sono stati giorni pesanti questi e credo tu debba stare lontano per un po' di tempo dalla clinica, a tuo fratello ci penso io> disse lei, allontanandosi di poco dal corvino in modo da poterlo guardare negli occhi nel miglior modo possibile, azione che si dimostrò non molto utile per la posizione che voleva mantenere nei suoi confronti.
Non sapeva resistere al suo sguardo penetrante, né era capace di mentirgli.
<e a te chi ci pensa?> le chiese lui con fermezza, facendola sussultare per l'impatto che ebbe su di lei quella semplice quanto incisiva domanda.
Minjee si riscosse subito, scuotendo la testa con decisione.
<Jungkook, non preoccuparti, so badare a me stessa e poi tu hai bisogno di riposarti. Ho tutto sotto controllo non preoccuparti> disse cercando di essere il più convincente possibile, non era vero ciò che stava dicendo, era chiaro, chiaro quanto il tormento che alleggiava in lei e che la stava risucchiando talmente velocemente che non le stava dando nemmeno il tempo per rendersene conto.
Mentire non era stato mai difficile per Minjee ma stranamente con Jungkook tutto cambiava, riusciva a leggere la menzogna sul suo volto senza neanche tanto sforzo e non riusciva a comprendere come fosse possibile.
Il corvino la guardò attentamente, scrutandola particolare per particolare non accennando a muoversi.
Era felice che Minjee si fosse preoccupata per lui a tal punto, ma non avrebbe permesso che fosse rimasta da sola in un momento così delicato.
<J-Jungkook davvero, ho tutto sotto c-controllo> balbettò la minore, abbassando lo sguardo.
Quasi non si riconosceva più, quella debolezza non le era mai appartenuta.
La verità però era che aveva sempre fatto parte di lei e il cancro era riuscito ad esternarla completamente riducendola ad un piccolo agglomerato di frammenti e fragilità, tanto che Minjee quasi ne ebbe paura.

Jungkook, dopo aver sospirato leggermente a causa della testardaggine di Minjee, oramai chiodo fisso della sua persona, allungò una mano verso di lei invitandola ad afferrarla, mentre un sorriso gentile si posò sulle sue labbra.
A parlare fu il suo cuore, parole sincere e timide furono accompagnate da uno sguardo imbarazzato e un leggero rossore che andarono a sottolineare la purezza e genuinità che stava dietro al loro rapporto e ai loro sentimenti reciproci.
<non hai tutto sotto controllo e nemmeno io, quindi non fingere e fidati di me - la mano tremante di Minjee afferrò lentamente quella del maggiore, coronate entrambe dai bracciali d'ulivo sempre presenti - e credimi, il miglior modo che ho per rilassarmi è starti accanto e vederti sorridere>

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Ciao a tutti!
Che dire... sono in super ritardo e con un capitolo orrendo 🙂, mi dispiace di avervi fatto aspettare così tanto e che il risultato di tutto ciò sia piuttosto misero. Purtroppo è un capitolo di passaggio, o circa, e non capisco perché ma non mi soddisfano mai so spero davvero che il prossimo venga fuori meglio!
Con questo capitolo chiudiamo "per qualche attimo" la fase sad della storia infatti il prossimo capitolo sarà piuttosto cute e incentrato sui nostri due piccioncini (so già verrà fuori una cosa super diabetica quindi mi raccomando non mangiate dolci per il prossimo aggiornamento!).
Colgo l'occasione per ringraziarvi infinitamente, siamo arrivati a 30k letture e ne sono davvero commossa!💜🎉
Ringrazio tantissimo tutti voi, in particolar modo quelli che ogni tanto si fanno sentire nei commenti, grazie mille ragazzi il vostro supporto è importantissimo, mi fate sempre commuovere💜😭
Sono stra elettrizzata per il comeback, inoltre ci sarà anche Halsey quindi sarà una bomba e niente, sto morendo dentro🙂
Detto questo, se il capitolo vi è piaciuto lasciate una stellina e se volete anche un commento!
Alla prossima
nanaa02

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