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E, come il ripetersi delle stagioni, anche il suo nuovo ciclo di chemio ricominciò.
Per esattezza si trattava della terza settimana, la peggiore a parere di tutti, e Minjee ne ebbe la conferma non appena vide la boccetta, solitamente riempita di un liquido trasparente, colma di una sostanza scura che alla vista non ispirava molta fiducia.
Quella volta si trovava in compagnia di altri tre pazienti, mai visti prima, in una stanza di cui non sapeva nemmeno l'esistenza, nonostante credesse di aver ormai esplorato l'intero istituto in compagnia di Yoongi e il piccolo Taehyung.
Non era nulla di speciale, erano presenti quattro lettini, un grande finestrone che dava sul colorato giardino, c'era un piccolo bagno qualora qualcuno si fosse sentito male, cosa molto probabile, e infine ad "abbellire" il tutto c'era il nauseante intonaco bianco che faceva venire le vertigini a Minjee che sentiva la voglia di fuggire crescere in lei a dismisura.
Le iniezioni erano quello che più di tutto odiava, l'aveva trovato forse più terribile di tagliarsi i suoi amati capelli biondi.
Il fatto di sentirsi impotente di fronte ad un piccolo ago per almeno un'ora, seduta, a non fare nulla e con l'unica possibilità di parlare per passare il tempo la mandava letteralmente fuori di testa, sopratutto perché l'ultima azione non le veniva spontanea in situazioni di estrema agitazione e con persone che lei stessa riteneva altamente insopportabili.

Sentiva già la nausea bloccarle le vie respiratore mentre guardava assente la sedia a lei destinata, quella volta non ci sarebbe nemmeno stato qualcuno che lei riteneva intimo. Lisa e Hoseok erano al lavoro sommersi di impegni, Wendy era tornata a Ilsan e mai le avrebbe chiesto di assistere a quella scena a dir poco deprimente, Namjoon era impegnato con un lungo intervento, Yoongi, Jimin e Taehyung erano dispersi chissà dove, mentre Jungkook, seppure avesse tentato di tutto, non era riuscito ad esserci a causa di un cliente che era venuto fino a Seoul pur di parlare con lui riguardo una casa a cui stava lavorando.
E così si era ritrovata sola, seduta su una fredda sedia, con un'aspirante infermiera intenta a cercare di beccare la sua vena con scarsi risultati, bucandole fin troppe volte il braccio, mentre gli unici suoi alleati contro quella situazione asfissiante sembravano essere solo la pallina anti stress, soprannominata Bob, chiusa prepotentemente nella sua mano destra, il dottor Seokjin che tentava un sorriso in sua direzione e Wheein che sperava che la sua allieva riuscisse a centrare la vena prima che Minjee la strangolasse.

Un respiro

Due respiri

Tre respiri

Al quarto respiro profondo, Minjee, con i nervi a fior di pelle per il liquido nero che le sarebbe stato iniettato a breve e che non la convinceva affatto dall'aspetto, strappò l'ago dalle mani della giovane, ormai nel panico più totale e con miriade di goccioline di sudore sulla fronte, infilandoselo da sola nel braccio, attaccandoci il tubicino apposito che ormai sapeva perfettamente dove andasse agganciato.
La giovane infermiera, dopo essersi scusata impacciatamente, fu assegnata ad un altro paziente da Wheein, mentre Minjee non la degnò nemmeno di uno sguardo, talmente era nervosa e furiosa e con un braccio dolorante.
In tutto questo Seokjin guardò la scenetta in un doveroso silenzio, deglutendo faticosamente quando si rese conto che da lì in avanti, per circa un'ora, Minjee avrebbe si e no spiccicato due sillabe o forse anche meno visto che non era presente nemmeno uno dei suoi pochi amici.
Sospirò, era davvero una dei suoi pazienti più difficili e complicati da capire.
Era sempre molto tagliente e sarcastica ma, quando arrivava il momento di rinnovare il ciclo di terapia, quasi sfumava di personalità chiudendosi come un riccio in se stessa, perdendo la sua fastidiosa voglia di irritare gli altri con battutine acide.
L'unica volta che l'aveva vista diversa era stato quando al suo fianco si era seduto Jungkook che con pazienza era riuscito ad instaurare una piccola conversazione, tirandogli fuori a forza monosillabi ed impercettibili parole qua e là a circa metà iniezione.
Quella era stata l'unica volta e Seokjin quasi non aveva potuto credere a suoi occhi.
Inoltre notava quanto fosse diversa in compagnia del giovane uomo, mentre passeggiavano per il giardino della clinica o chiccheravano all'ombra di qualche albero, vedeva quanto diventasse più amabile, docile e stranamente dolce e gentile.
Un miracolo oserebbe dire o forse, semplicemente, una buona cura al malessere che risiedeva in Minjee da ormai fin troppo tempo.
Fatto sta che il medico pensava di vederlo al suo fianco quella mattina, sopratutto dopo che aveva saputo, prima da Yoongi poi da Namjoon, della loro scappatella di qualche giorno prima e del fatto che ormai sembrassero pane e burro. Pensava di vederli amoreggiare davanti a sé ed invece le si era presentata sola, tremante, con occhi pieni di paura e una facciata che voleva farla passare da dura ma che esplicitava quanto fosse instabile e provasse timore nei confronti di quella cura che la stava consumando più velocemente di quanto tutti avrebbero creduto.
Inoltre quella volta non c'era nemmeno Jimin a rallegrarle l'animo con il suo sorriso angelico, che le strappava uno sbuffo scherzoso ogni volta, sembrava esser svanito con la scusa di dover controllare un gatto.
Già, un gatto che fino a poco tempo prima aveva i capelli azzurri e uno sfacciato sorriso sulle labbra.

"Ah, quel ragazzino è cotto e pensare che crede di ingannarmi con stupide scuse... è quasi più goffo di Namjoon"

Pensò tra sé il medico, guardando con drammaticità Minjee che ricambiò lo sguardo con scherno e fastidio, movenza che quasi gli risultò scherzosa e buffa.
Dopo aver sospirato, chiuso gli occhi per qualche secondo e dopo essersi massaggiato le tempie si alzò dalla sua postazione, al centro della stanza, e, trascinando una sedia, si appostò di fianco a Minjee che seguì le sue movenze con la coda dell'occhio.
Dopo aver rimuginato per qualche attimo, il giovane dottore iniziò a parlare.
<sai cosa succede ad un Nokia quando cade?> Seokjin propose una squallida freddura alla minore la quale, irrigiditasi nell'aver visto il liquido scuro iniziare a scorrere all'interno del suo corpo, si morse con forza il labbro per non dire brutte parole di fronte agli altri pazienti che, differentemente da lei, erano in compagnia di altri familiari.
<non ci provare...> sibilò tra i denti vedendo l'espressione di lui farsi sempre più ignorante.
<si sbuccia le gi-Nokia> dopo aver detto quelle ultime parole scoppiò in una forte risata che ricordò a Minjee più un lava vetri che altro.
La voglia di tirargli un pugno sui denti la pervase ma l'occhio attento di Wheein la contenne dal compiere un omicidio, così si limitò solamente a schernirlo con lo sguardo, facendolo ridere solo più forte.
Non appena però Seokjin si accorse della poca ilarità della minore, si calmò mettendosi più composto sulla sedia e cercando di riappropriarsi della poca serietà che possedeva.
<di solito ti fanno sorridere queste battute...> mormorò l'affascinante medico dalle labbra a canotto, facendo scaturire in Minjee un piccolo ripensamento dispiaciuto alla vista dell'espressione da cane bastonato del maggiore.
Tentò allora in sua direzione un impercettibile sorriso che parve più una smorfia che intenerì solamente Seokjin che le lasciò uno scherzoso pizzicotto sulla guancia, sorridendo poi con esasperazione.
<come va?> chiese il dottore, rendendosi conto subito dopo della domanda forse troppo inopportuna in quel momento dove, se la minore avesse potuto, sarebbe fuggita a gambe levate.
Sebbene rimase molto sconcertata da essa, Minjee si contenne dal dire parole poco carine, compiendo così solamente un disinvolto movimento di spalle che liquidò silenziosamente il giovane medico.
Capendo l'errore Seokjin tacque per qualche attimo, decidendo successivamente di provare un altro approccio ma non appena si mosse per aprire bocca notò lo sguardo di Minjee non più puntato su di sé, ma su una scena a dir poco straziante che non fu una novità per il maggiore che si lasciò andare semplicemente in un lungo e drammatico sospiro.
Una paziente di circa trent'anni teneva in braccio il figlio di appena due anni a cui era intenta regalare miriade di baci sulla testa e carezze sul pancino, mentre questo rideva contento ignaro del posto in cui si trovava e della malattia della madre.
Se non fosse stato per la magrezza della donna, per le sue enormi e scure occhiaie e per i suoi capelli mancanti, sicuramente sarebbe sembrata una scena normalissima di affetto tra madre e figlio, anche se il luccichio nei suoi occhi e il tremore delle sue labbra tradivano l'espressione serena che forzatamente aveva posto sul suo viso.
L'unico che sembrava non riuscire a fingere ne a trattenere le proprie emozioni, era il marito che, non riuscendo a trattenere le lacrime, ormai troppe nei suoi occhi, si congedò per qualche minuto dalla stanza, straziato dal dolore che gravava sul suo petto. La donna semplicemente non disse nulla, trattenne a fatica lo sfogo nel suo corpo tremante, forzando un largo sorriso non appena il bimbo si accorse dell'assenza del padre e dell'imminente ricaduta della madre.
Minjee rimase strabiliata dalla forza di quella donna che ormai sembrava essere sul lastrico della sua vita.

Nel vedere tutta quella disperazione e tutto quell'amore un pensiero iniziò a tartassare la sua testa, girando attorno a tematiche a lei non molto care e che anzi le recavano piuttosto dolore.
Si chiese come avrebbe reagito sua madre saputa la notizia, cosa mai le avrebbe detto una volta essere venuta a conoscenza del cancro?
Si chiese se si sarebbe preoccupata, se si sarebbe presa cura di lei e se le avrebbe donato quel pò d'amore di cui più necessitava in quel momento. Si chiese se, venuta a conoscenza di tutto, si sarebbe comportata da vera madre almeno una volta nella sua vita.
Ci pensò, ci pensò a lungo mentre vedeva quella donna distrutta dal dolore e dalla malattia riempire d'amore il suo più grande tesoro che forse avrebbe perso di lì a pochi giorni.
Ci pensò intensamente e, non appena vecchi ricordi tornarono alla mente, si disse che forse sarebbe stato meglio non saperlo e smettere di chiederselo perché sicuramente ne sarebbe rimasta delusa e ferita, più di quanto già non lo fosse.
Non glielo avrebbe voluto dire, ma quell'anno avrebbe tanto voluto andare alla festa di compleanno di Wendy, d'altronde sarebbe potuta essere la sua ultima e non se la sarebbe voluta perdere.
Questo significava solo una cosa... che l'avrebbe rivista e lo scontro sarebbe stato inevitabile.
Sbuffò sonoramente, i problemi continuavano a fiorire come funghi nel suo giardino e non sembravano mai volerle dare un attimo di pace, sempre pronti ad intossicarla.

Seokjin, che l'aveva osservata in silenzio fino a quel momento, scorse indecisione e timore nei suoi occhi, intuendo quasi lo stato d'animo della minore e a cosa stesse vagamente pensando.
A furia di stare con i pazienti era riuscito a sviluppare una sorta di empatia che lo aiutava a capirli ma che, allo stesso tempo, lo distruggeva e consumava al loro fianco. Sentiva il dolore di Minjee dentro di sé, anche se lei non aveva accennato ad aprire bocca e non aveva mostrato interesse nel raccontargli vecchie vicissitudini, nonostante tutto riusciva a percepire quanto la ragazza stesse soffrendo nell'osservare quella piccola famiglia che si stava sbriciolando e che l'unica cosa che li teneva ancora uniti sembrava essere il forte amore che provavano gli uni nei confronti degli altri.
La vide immersa in un mare di emozioni ma non osò chiedere, aveva intuito fosse qualcosa di non molto piacevole da raccontare, né sentire, così semplicemente si limitò a stare seduto al suo fianco, intrattenendola con altre battutine squallide e freddure oscene che riuscirono, con fatica, a farla ridere sempre più rumorosamente e sinceramente.
Non aveva bisogno di parlare e questo Seokjin lo sapeva bene.
Aveva solo bisogno di distrarsi da tutti i suoi asfissianti problemi, dall'ago nel suo braccio, dalla chemio, dalla malattia, dalla sua vita troppo incasinata, ...
Aveva solo bisogno di un amico in quel momento e Seokjin non si sarebbe certamente tirato indietro difronte alla paziente più scorbutica e problematica che avesse mai avuto, quella a cui più si stava affezionando.

"Minjee non guardare quello che hai perso, ne soffriresti troppo, ammira piuttosto quello che hai ora, le persone che sono ora al tuo fianco e che ti amano più di quanto tu non faccia con te stessa. Vivi nel presente, non nel passato o rischieresti di fare troppi passi indietro e troppe scelte sbagliate a cui non c'è rimedio"

~~~~~~

Dopo una lunga ora attaccata a quella boccetta, contenente un liquido troppo scuro per rassicurare un animo malato, Minjee fu finalmente libera, sentì quasi di poter ritornare a respirare normalmente se non che debolezza e stanchezza iniziarono piano piano a gravare sulle sue spalle.
Ma era solo all'inizio, all'inizio di quella tormentata settimana che si sarebbe trasformata in un incubo.
Gli effetti di quell'iniezione si sarebbero poi fatti sentire sempre più intensamente e dolorosamente, ricordava vagamente del povero piccolo Taehyung che quando aveva rinnovato il terzo ciclo di chemio era stato molto male, fin troppo a parere dei medici che erano rimasti molto sorpresi e preoccupati da ciò non approfondendo però il tutto.
E a farne le spese, naturalmente, sarebbe stato solo il bimbo dal grazioso sorriso quadrato e nessuno avrebbe potuto niente per aiutarlo.

Fu proprio quando il pensiero di Minjee ricadde sul bimbo che questa entrò nella grande sala comune dove scorse la piccola peste in questione intenta a disegnare ad un tavolino isolato con in grembo Tata, il cuscino regalatogli da lei.
La ragazza sorrise istintivamente avviandosi nella sua direzione ma, passo dopo passo, quella contentezza che le aveva pervaso l'animo, andò via a via a scemare non appena scorse l'aspetto trasandato e consumato del bimbo che, non appena la vide, la salutò con una mano in un gesto che le parve stanco e debole.
Teneva aperti gli occhi a fatica e le scure occhiaie sotto ai suoi occhi non poterono che alimentare il sospetto di Minjee riguardo al suo scarso e mancato riposo.
Stava peggiorando a vista d'occhio, nemmeno una settimana prima era arzillo quanto un grillo, mentre ora si trascinava per i corridoi a fatica, pallido quanto un cadavere, spento quanto una stella morente.
Taehyung stava morendo.
Stava appassendo come tutti in quella stanza, come Minjee.
Con l'unica differenza che i loro destini forse avrebbero preso strade diverse... ma la partita della loro vita era ancora tutta da giocare e nessuno sembrava ancora dell'idea di perdere a tavolino, nessuno o quasi.

Si piegò su di lui lasciandogli un dolce e delicato bacio sulla guancia sentendolo mugolare piano in accordo e spostarsi sempre di più verso il calore che emanava il corpo di lei che il piccolo riconobbe come una base sicura in cui poter affondare per non riemergere più.
Appoggiò debolmente la fronte sul petto di lei che prese ad accarezzargli dolcemente il capo, mentre premura e difficoltà crebbero nell'animo di Minjee che, se per un attimo si era rallegrata, ora sembrava essere ritornata al solito stato di tristezza che possedeva ogni qualvolta si ritrovava in quella clinica.
<mi sei mancata molto - soffiò lui debolmente, sfregando la fronte contro la stoffa bianca della camicia da notte di lei che, dopo averlo afferrato saldamente, lo sollevò dalla sedia su cui sedeva - anche a Yoongi hyung, non aveva nessuno con cui bisticciare> rise il bimbo per poi abbandonarsi completamente alle cure della maggiore, infossando il viso nell'incavo del collo di lei mentre le braccia lo circondarono debolmente.
Minjee sorrise triste, stringendo vigorosamente il bimbo tra le sue braccia sentendo i suoi muscoli, tesi come corde di violino, rilassarsi ad ogni carezza sulla schiena o sulla testa.
<anche voi mi siete mancati, stranamente anche le lamentele del vecchio gatto maleducato> scherzò lei sentendolo ridere goffamente contro il suo collo, sopratutto al sentire del nomignolo additato al maggiore che in quel momento non si trovava con loro.

La ragazza iniziò a dondolare dolcemente sui suoi talloni come a voler cullare maggiormente Taehyung che si era aggrappato a lei quasi fosse stata la sua ultima ancora di salvezza, quasi fosse stata il suo ultimo appiglio prima dell'oscurità degli abissi.
Non parlarono molto preferendo godere di quell'attimo di estrema dolcezza che non si erano mai concessi.
Il tutto durò calmo e tranquillo fino a che il bimbo non se ne uscì con un'affermazione che lasciò la maggiore piuttosto confusa.
<ho sentito che tu e Jungkook avete tolto la polvere in eccesso> disse il bimbo, appiattendo una guancia contro la spalla sinistra di Minjee che, non capendo a cosa si stesse riferendo, rallentò il suo dondolare pensando di non aver capito bene.
<che vuoi dire?> domandò confusa, lasciando andare un lungo ed ampio sbadiglio, se sua madre l'avesse vista, sicuramente, l'avrebbe rimproverata per il suo gesto rozzo.
<beh ecco, Yoongi hyung ha detto tutto entusiasta che finalmente tu e lo hyung avete scopato - Minjee si bloccò improvvisamente sul posto non credendo a ciò che aveva appena sentito. Sgranò gli occhi e la sua bocca si schiuse incapace però di emettere suoni mente il più piccolo continuò a parlare - tenere un ambiente pulito è importante, Suor Rosaline me lo ripeteva sempre> a quelle parole Minjee ringraziò il cielo per l'innocenza di Taehyung, ancora forte e presente in lui, che non gli aveva permesso di comprendere il reale significato che stava dietro quelle parole.
La sua purezza da bimbo di cinque anni fortunatamente era ancora intatta e questa fu solo una fortuna per Yoongi, nel caso in cui Minjee lo avesse acchiappato, infatti, non lo avrebbe ucciso ma gli avrebbe fatto solo tanto male.

"Va bene che è un uomo senza filtri ma almeno di fronte ad un bambino potrebbe contenersi!"

Pensò Minjee stizzita, iniziando già a programmare una possibile vendetta contro Yoongi mentre una rabbia funesta si alimentò in lei contro la vena pettegola dell'uomo.
<dov'è lui ora?> chiese la ragazza a Taehyung che, senza voltarsi, percepì con confusione lo stato d'animo furioso di lei.
Rabbrividì nell'udire la sua voce fin troppo calma e gelida.
<è fuori, in giardino, con una donna> indicò la direzione timoroso, stringendo tra le mani la stoffa bianca del pigiama di lei, continuando a non capire il suo stato d'animo stizzito ai suoi occhi insensato, che cosa aveva detto di male?
Minjee iniziò a camminare velocemente nella direzione appena indicatagli, notando solo a soli pochi passi della porta finestre un Jimin tutto scompigliato intento a spiare l'esterno con fare sospetto.
<Jimin che fai lì? Ti potrebbero scambiare per un guardone> parlò lei, vedendolo sobbalzare spaventato e voltarsi con una nota colpevole sul volto, quasi avesse commesso un reato.
Aveva gli occhi spalancati e le goti rosso fuoco, sembrava quasi stesse provando vergogna per essere stato scoperto in flagrante.
Aprì bocca per parlare ma qualcuno lo anticipò.
<che cos'è un guardone?> domandò Taehyung curioso, non aveva mai sentito quella parola.
<un porco> rispose secca Minjee, osservando attentamente i movimenti imbarazzati e impacciati dell'arancione che continuava a passarsi una mano tra i capelli e a spostare il peso da un piede all'altro.
<un tipo di maiale?> chiese il bimbo ancora indubbio, mettendo in leggera difficoltà la ragazza.
<no, ecco...  capirai quando sarai più grande> non sapendo esattamente come spiegarglielo lo liquidò velocemente, riponendo nuovamente la sua attenzione sul giovane stagista sempre più agitato.
Si guardarono a lungo negli occhi e Minjee scorse in lui quasi timore, non nei suoi confronti ma rispetto a qualcos'altro.
Dopo essersi guardato intorno frettolosamente fece segno alla ragazza di avvicinarsi dopodiché, senza fiatare, indicò un punto preciso nel giardino. Una panchina su cui era seduto un uomo, che Minjee riconobbe poco dopo come Yoongi, una donna si trovava in piedi dinanzi ad esso.
Era la prima volta che la vedeva e le parve davvero molto bella, per quanto riusciva a scorgere da quella postazione.
Aveva lunghi capelli neri ad incorniciarle il viso dai tratti delicati, mentre un abito floreale le fasciava morbidamente il corpo magro e slanciato, lasciando libere le gambe lunghe e affascinanti. Le sue movenze erano molto aggraziate ma una leggera insicurezza le colmava, non sembrava a suo agio e pareva piuttosto dispiaciuta.
Yoongi, d'altro canto, la fissava immobile e in silenzio, quasi incapace di reagire.
<chi è?> chiese in sussurrò Minjee, sentendo Taehyung abbandonarsi completamente sulle sue spalle, si era appena addormentato. Jimin a quella domanda si fece mogio mogio, iniziando a scrutare i due con sofferenza.
<Sueji, la sua ex fidanzata> mormorò abbattuto, non si sarebbe mai aspettato di rivederla comparire dal nulla.
Yoongi gli aveva accennato qualcosa a riguardo, ma aveva sempre preferito non approfondire più di tanto, ritenendola non troppo importante.
Minjee, dopo qualche attimo, riconobbe quel nome nella sua mente associandolo al racconto del maggiore, quella donna era la stessa che non appena aveva saputo della malattia del poveretto, in meno di una settimana, si era dileguata lasciandogli un misero bigliettino bianco che esprimeva la sua incapacità di stargli accanto.
Mentre rabbia e disgusto crebbero nei confronti di quella donna, una domanda sorse in lei.
<perché è qui?> domandò fievolmente, notando gli occhi di Jimin farsi vacui e spenti, mentre le labbra si inarcarono verso il basso.
Non rispose, ma l'incertezza e la tristezza dipinte sul suo volto fecero ben intuire a Minjee quale fosse la risposta.
Forse era tornata per aggiustare tutto.

Non passò molto tempo prima che la donna in questione, Sueji, lasciò Yoongi solo sulla panchina.
Non passò molto tempo prima che lui si passasse una mano sul volto con fare distrutto e drammatico, appoggiando poi la schiena allo schienale della panchina rilassando i muscoli tesi.
Minjee aveva visto in quel breve lasso di tempo una certa sintonia tra i due, sebbene l'atmosfera non fosse stata delle migliori, e seppure avesse voluto incoraggiare e rincuorare Jimin, era certa che ci fosse ancora qualcosa che li legava, le era bastato la piccola carezza sulla guancia che gli aveva lasciato lei prima di dileguarsi.
Guardò con la coda dell'occhio l'uomo dai capelli arancioni, vuoto e accasciato allo stipite della porta finestre in balia di emozioni forti e contrastanti. Da quanto aveva potuto constatare Jimin si era invaghito perdutamente di Yoongi, ma non aveva messo in conto il fatto che quest'ultimo era ancora parzialmente innamorato di Sueji, sebbene non lo desse mai a vedere.
Minjee dispiaciuta per l'arancione tentò delle parole di conforto e si ammutolì non appena vide arrivare l'uomo oggetto dell'attenzione di entrambi fino a qualche tempo prima.
Yoongi si trascinò debolmente fin davanti a loro, guardando costantemente il suolo sopra cui camminava.
Non riusciva a sostenere il contatto visivo con Jimin, sapeva avesse visto tutto, aveva sentito il suo sguardo penetrante bruciargli costantemente sulla pelle ed era stato fin troppo struggente.
Nonostante avesse voluto dirgli qualcosa, si limitò solamente a sospirare rivolgendo la sua attenzione sulla nuova arrivata, cercando di distrarre gli animi di tutti dalla donna che aveva appena lasciato l'edificio.
<e così sei di nuovo qui, terzo ciclo?> chiese lui, guardandola supplicante.
La supplicava di reggere la conversazione, non avrebbe sopportato il confronto con il ragazzo che aveva iniziato ad amare, il cui cuore si stava frantumando tra le sue mani.
<già, purtroppo... ho saputo che ti sono mancata moltissimo> disse lei, reggendogli il gioco.
Sapeva bene cosa significava trovarsi in difficoltà con la persona amata e non poteva fare altro che aiutarlo, tenendosi però fuori dalla questione, non voleva certo essere coinvolta in tutto ciò.
<nah, non più di tanto> ridacchiò il maggiore nervoso.
<si potrebbe dire il contrario con un'altra persona però> a parlare questa volta fu Jimin, che stringendo i pugni lungo i fianchi, iniziò a punzecchiarlo riferendosi a Sueji.
<non so di cosa tu stia parlando> borbottò Yoongi, guardando distrattamente il pavimento mentre con forza si morse l'interno guancia.
Tra i due cominciò un bisticcio che, con il passare dello scambio di battute, divenne sempre più acido e velenoso tanto che fece persino sorprendere Minjee che non credette alle sue orecchie, troppo abituata a vederli amoreggiare in ogni circostanza.
Ad attirare però l'attenzione di questa più di tutto fu il piccolo Taehyung che, goffamente, iniziò a muoversi tra le sue braccia, mormorando parole confuse nel sonno, sentendolo poi iniziare a tossire contro la sua spalla.
All'inizio Minjee non si preoccupò più di tanto pensando fosse solo qualche innocuo colpo di tosse ma, non appena sentì uno strano liquido caldo iniziare a colargli sulla camicia da notte, si allarmò visibilmente allontanandolo di poco da sé per vedere se stesse bene notando con paura il contrario.
Sbiancò visibilmente non appena vide fiotti di sangue uscire dal nasino del piccolo che la osservava stancamente attraverso le due fessure degli occhi, che faticavano a rimanere aperti. Il bimbo, pallido quanto un cadavere, iniziò a tremare visibilmente quasi quanto Minjee che, scossa, faticava a collegare esattamente cosa stesse succedendo.
Il panico aveva preso il sopravvento su di lei portandola ad uno stato incapace di reagire.
Lo guardava con occhi sgranati ed impauriti, la sua bocca incapace di emettere suoni si serrò mentre una sua mano si allungò istintivamente verso Jimin afferrandolo per il colletto e facendolo voltare violentemente verso di sé.
Quella fu l'unica azione che la parte ancora razionale della sua mente riuscì a compiere.
<Minjee ma che- Taehyung!> disse lui in un primo momento infastidito, esclamando successivamente il nome del bambino non appena si rese conto di cosa stava accadendo.
Si agitò subito sul posto facendo fare lo stesso a Yoongi che, non appena vide il bimbo tossire innumerevoli quantità di sangue contro la camicia da notte di Minjee, immobile e tramante, lo prese in braccio di riflesso iniziando a gridare aiuto, correndo in direzione degli infermieri che appena notarono la situazione si affrettarono ad intervenire.

Jimin lo seguì velocemente scosso e bianco in volto, aveva una mezza di idea di cosa stava accadendo a Taehyung e sperò vivamente di starsi sbagliando.
Un forte bisbiglio si alzò nella stanza, alcuni pazienti, agitati, tornarono nelle loro camere, altri si strinsero in loro stessi e altri ancora osservarono con grande dispiacere la figura di Minjee che dava loro le spalle.
L'infermiere Han, che aveva assistito alla scena e che era, in un qualche modo, in confidenza con la ragazza, si avvicinò piano a lei che, immobile, fissava con sguardo vacuo le sue mani tremanti e sporche di sangue.
Le gambe, molli quanto gelatina, cedettero facendola crollare sul pavimento in ginocchio, le braccia andarono a stringersi attorno al suo busto mentre le orecchie sembravano incapaci di percepire il rumore intorno a sé.
Troppo scossa per reagire, si rannicchiò su se stessa mentre le immagini appena viste si ripeterono nella sua mente, facendo crollare la poca stabilità mentale acquisita negli anni.
Tremò sotto le carezze di Han che cercava di richiamare la sua attenzione e di risvegliarla da quello stato di incapacità.
Minjee, pensando fosse qualcun altro lo lasciò fare, mentre un presentimento disarmante e struggente si fece spazio in lei.

Un presentimento che si sarebbe mostrata terribilmente veritiero.

/////
Ciao a tutti!
Ecco qui un nuovo capitolo di Spring day!
Purtroppo avevo già premesso che i capitoli sad sarebbero arrivati come coriandoli ma naturalmente non date già tutto per scontato o almeno in parte.
Vi chiedo scusa per il ritardo, anche questa volta ho tardato nella pubblicazione e ne sono molto dispiaciuta, la verità è che sono stata piuttosto impegnata in queste due settimane sopratutto perché ho tolto il gesso e sto tornando a camminare e devo fare un sacco di riabilitazione e movimenti che mi creano molto dolore e mi abbattono moralmente, sopratutto perché il mio ritorno a pallavolo si sta ritardando sempre di più... #mainagioia
Detto questo, spero che il capitolo vi sia piaciuto, nonostante la tristezza e lo shock!
Se volete lasciate una stellina e anche un commento se vi fa piacere.
Alla prossima
nanaa02

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