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<ma secondo te sta bene?>

Domandò Lisa dubbiosa al fidanzato, rintanato anche lui dietro al bancone con il volto sorpreso, le sopracciglia corrugate e gli occhi scuri concentrati sulla figura in lontananza, centro della loro attenzione, intenta a mettere a posto semi di tulipani sullo scaffale tre, narcisi sul quattro.
Hoseok aveva scorso sul suo viso una dolcezza mai vista in lei, quasi inusuale e sconvolgente.
<ha sorriso a tre clienti di seguito e ha addirittura osato una battuta con uno di loro> continuò la rossa, quasi spaventata da tutta quella cordialità che non era mai appartenuta a Minjee che, ignara di tutto, continuava a dare loro le spalle.
La coppia si scambiò una lunga occhiata non capendo cosa stesse succedendo e il loro scalpore non poté che aumentare quando iniziarono a sentirla canticchiare una canzone che l'aveva sempre irritata e che, in quel momento, stavano dando in radio.
<non è che ha battuto la testa?> domandò Hoseok timoroso passandosi distrattamente una mano tra i capelli.
<provo ad andare a parlarle... magari scopro qualcosa> propose Lisa, ottenendo subito un cenno del capo da parte del fidanzato che seguì con lo sguardo la sua camminata.

Minjee continuò indisturbata il suo lavoro, non accorgendosi effettivamente dei due che quasi sembravano stessero tramando alle sue spalle, vista la posizione in cui si erano accucciati.
Se fosse stato un giorno qualunque sicuramente li avrebbe scoperti e scherniti con sano e pungente sarcasmo, ma quella mattina la sua testa era come se fosse su un'altra dimensione, completamente isolata dalla realtà.
Su un grande e soffice tappeto di nuvole che la facevano sentire leggera e spensierata.
Non era da lei, ne era consapevole e quasi si meravigliava di quella situazione, ma non poteva farne a meno.
I suoi pensieri tornavano continuamente a quattro ore prima quando, sul divano di casa sua, si era concessa attimi di dolcezza e debolezza con Jungkook, dopo la nottata infuocata che li aveva coinvolti e che aveva fatto commettere loro quel peccato così invitante quanto travolgente.
Ricordava ancora i suoi baci leggeri e delicati e la soffice pelle di lui sotto i polpastrelli.
Ricordava le carezze sulle sue curve, le mani che si muovevano piano e prive di malizia tra i suoi seni e i piccoli morsi che le lasciò sulle spalle quando l'idea di doversi alzare, allontanarsi da lei e cominciare la giornata lo faceva lamentare come un bimbo.
Certo, anche lei sarebbe rimasta più che volentieri in quel groviglio di gambe ed emozioni per un altro po', ma era certa che poi non sarebbe più riuscita a separasene in quanto, dopo che assaggi la mela del peccato non puoi più farne a meno.
Ricordava limpida quella mattina, dove sorrisi non mancarono mai sulle labbra di entrambi e la voglia di sfiorarsi prese il sopravvento su di loro più di quanto avessero immaginato.
Avevano fatto l'amore una seconda volta, non avevano avuto la pazienza di aspettare un minuto di più.
Era stato più forte di loro, quasi incontrollabile.
Minjee, nel vederlo di schiena, in tutta la sua affascinante mascolinità non era riuscita a contenere un commento che lo aveva fatto prima arrossire e poi scattare nell'afferrarla e farla sua.
E nuovamente erano caduti in quelle emozioni a fior di pelle, respiri spezzati e occhi che si cercavano timidi e bisognosi gli uni degli altri.
Ah, la minore non era mai stata più felice.
Negli ultimi tempi le era parso che bastasse un suo sguardo o un suo sorriso a farle salire il buon umore oppure semplicemente la sua presenza, che fosse stata più o meno silenziosa.
Ed ora, ora che finalmente i suoi desideri più profondi erano stati esauditi non poteva che andare in giro con il sorriso stampato sulle labbra, il cuore leggero e colmo d'amore, un rossore a dipingerle teneramente le guance di ciliegia e gli occhietti timidi che guardavano tutto e tutti con una strana dolcezza luccicante nei più profondi meandri delle sue pupille scure, mentre aspettava ardentemente di tornare a casa e baciare nuovamente quelle rosee labbra che la stavano facendo impazzire.

"Aish Minjee, da quando in qua ti emozioni così tanto per un uomo?!
Non illuderti troppo, non sei destinata ad essere felice e presto anche lui si stancherà di te lasciandoti sola come hanno fatto gli altri oppure, semplicemente, lo ucciderai dal dolore non appena il tuo tempo scadrà"

Quella voce, seppur contenesse parole pesanti ed incidenti, fu udita come un leggero sussurro da Minjee, la quale per l'euforia del momento non ne comprese a fondo il significato, non le diede molta importanza, azione che avrebbe fatto però, differentemente, poco tempo più avanti, quando le speranze avrebbero lentamente lasciato il suo corpo.
Se Minjee aveva imparato una cosa dalla vita era che gioire troppo per una buona cosa avrebbe reso solamente più doloroso il trauma e le delusioni successive, ed infatti aveva cominciato a rimanere neutra a tutto ciò che le si parava di fonte, bello o brutto che fosse stato.
Con Jungkook però tutto sembrava cambiare e anche quella malsana abitudine cessò, per ogni piccola azione e attenzione che le riservava, il suo cuore accelerava e il suo animo veniva sopraffatto involontariamente da miriade di emozioni.
Era inevitabile, Jungkook lo era e con il tempo aveva iniziato ad assecondare il tutto sentendo quel benessere pervadere ogni fibra del suo corpo.

Jungkook sarebbe stato la sua più grande gioia, il suo più forte amore e il suo più devastante dolore.
La paura di perderlo e lasciarlo l'avrebbe consumata come un piccolo e debole fiammifero, la cui fiamma si sarebbe spenta nei più freddi degli inverni.

~~~~~

<allora...> a richiamare la sua attenzione fu la sua cara amica dai luminosi capelli rossi e gli occhi felini neri che iniziarono scrutarla attenti e curiosi.
Si appoggiò delicatamente allo scaffale incrociando le braccia al petto facendo scaturire in Minjee un espressione sospettosa, sapeva che quei movimenti e quell'approccio significava qualcosa di non buono oppure che da lì a poco si sarebbe venuto a creare tra di loro un discorso demenziale.
<allora... - ripeté con impaccio - com'è andata ieri sera?> domandò infine cercando di contenere l'ansia che la stava divorando. Minjee sapeva benissimo dove volesse andare a parare e, per stuzzicarla un po', decise, in un primo momento, di rimanere sul vago.
<bene> disse semplicemente, degnandola solo di una rapida occhiata prima di tornare al suo piccolo lavoro di sistemazione, mentre un lieve sorriso si fece spazio sulle sue labbra.
<solo? Non mi dici nient'altro?> chiese allora Lisa, trattenendo la sua voglia di arrivare dritta al punto e di porle così una domanda maliziosa, che avrebbe sicuramente attirato l'attenzione di alcuni clienti facendo calare su di loro una brutta reputazione.
<mh no, nient'altro, abbiamo solo mangiato, visto il cielo riempirsi di lanterne, ci siamo baciati e siamo finiti a letto insieme, nient'altro> disse Minjee furbamente con nonchalance, ottenendo qualche sguardo stupito da una vecchietta poco lontana da loro sue.
<ah ok...> Lisa, che in un primo momento non aveva afferrato per bene tutte le informazioni, annuì delusa, non capendo allora da dove arrivasse quella strana felicità, ma non appena passò qualche secondo le ultime parole dette dall'amica iniziarono a ripetersi nella sua testa.
In particolare "baciati" e "letto".
E solo dopo un minuto abbondante afferrò il tutto con consapevolezza.
La sua bocca si schiuse in una O, gli occhi diventarono grandi come palline da Ping pong e iniziarono a brillare, proprio come quelli di un bambino.
Saltellò sul posto entusiasta per poi afferrare le spalle di Minjee scuotendola con vigore, mentre quest'ultima non riuscì a trattenere una risata.
<oh mio Dio, non mi stai prendendo in giro vero?!> domandò la rossa elettrizzata, con un velo di preoccupazione a celarle lo sguardo, che scomparve non appena la maggiore negò con un gesto del capo.
<abbiamo fatto buon uso del tuo regalino, anche se è stato piuttosto imbarazzante> ammise alla fine Minjee, ricordando di come, arrivati al dunque, lei gli avesse indicato la sua borsa poco distante dal divano su erano sdraiati affannati e accaldati e, non appena Jungkook l'aprì, il suo viso divenne bordò il doppio nel vedere più di sei contraccettivi sparsi nella sua borsa. Lanciò un'occhiata alla più piccola che lo liquidò pronunciando semplicemente il nome della sua pazza amica dai capelli rossi.
<penso sia stato il momento più imbarazzante della mia vita, avrà pensato che sono una maniaca> disse Minjee passandosi una mano sul volto esasperata mentre una risatina lasciò le sue labbra, sebbene provasse leggera vergogna non poteva che trovare il tutto fin troppo esilarante.
<beh un po' lo sei> sottolineò Lisa arricciando le labbra in un sorrisetto.
<mh almeno vorrei che lui non lo scoprisse subito> concluse la maggiore spostandosi verso un altro scaffale.

Lisa, prima di seguirla per approfondire il discorso, rilasciò un altro urletto entusiasta dopodiché si voltò verso il fidanzato per avvisarlo della grande notizia e del perché quella mattina l'amica fosse così di buon umore.
<Hobi!> bisbigliò con forza facendogli gesto dell'indice che entrava nel cerchio creato con il pollice e l'indice dell'altra mano. Un segno a dir poco volgare ma che sarebbe stato l'unico a fargli capire cosa era accaduto.
Il sorriso che accompagnò il tutto, però, svanì lentamente non appena i suoi occhietti incontrarono non solo quelli del fidanzato, sbigottito e scandalizzato, ma anche quelli di una donna e di un bambino che non avrà avuto più di sette anni.
La madre, subito, posizionò una mano sopra gli occhi del figlio che confuso la chiamò chiedendo il perché di quell'azione, mentre gli occhi della donna sembrarono voler incenerire la povera Lisa che, se avesse potuto, sarebbe volentieri scappata in Messico senza mai più farsi rivedere.
Il tutto accompagnato dalla risata derisoria di Minjee, che aveva assistito al tutto, e dall'espressione di Hoseok che si fece sempre più mortificata e sconvolta, mentre cercò di riparare la situazione riportando l'attenzione su un bellissimo bonsai che pochi secondi prima si era proposto di mostrare alla donna.

Minjee giurò che quello, sicuramente, le sarebbe mancato, quel lavoro, quell'atmosfera, i suoi amici.
Se le sarebbe mancato fin troppo.

~~~~~

Passò qualche oretta, tempo in cui domande riguardo la sera precedente non mancarono da nessuno dei suoi due amici, Hoseok non si risparmiò nel suo essere pettegola. Lisa ormai lo aveva convertito all'arte del gossip e non ci sarebbe più stato modo di riportarlo alla normalità.
Arrivò l'orario per Minjee di congedarsi, come stabilito le era concesso lavorare solo mezza giornata, così si mosse nel concludere le ultime ordinazioni e nel finire di organizzare gli abbinamenti per un matrimonio di cui la sposa pretendeva che tutto fosse perfetto, arrivando quasi a dubitare dell'efficienza di Minjee.
Fortunatamente l'innaturale buon umore permise alla ragazza di trattenersi dallo schernire quella donna acida, spigolosa e saccente che le ricordava molto sua madre.
<mi stupisco ancora del fatto che tu sia riuscita a mantenere la calma con una donna così odiosa> ammise Hoseok storcendo il naso, appena aveva compreso il carattere della donna aveva cercato in tutti i modi di starle il più lontano possibile, neanche avesse avuto la peste nera.
<ormai ci ho fatto l'abitudine - gli rispose la minore semplicemente, non accennando nulla al nucleo familiare, loro non erano a conoscenza del passato di Minjee e questa avrebbe preferito che le cose rimanessero così - comunque... - si schiarì la gola - a quanto vedo non sono l'unica ad essermi data alla pazza gioia la scorsa notte> osservò lei, ottenendo un'occhiata d'intesa con la rossa che si trovava al suo fianco, mentre Hoseok si allacciò frettolosamente i bottoni della sua camicia azzurra che metteva ben in mostra macchie violacee sulle sue clavicole e sul suo collo, decorazione che non mancava nemmeno su Lisa.
<ci puoi scommettere, comunque sei tu quella che devi approfondire il racconto, non noi visto che te ne ho già parlato abbastanza> disse spiccia la rossa ottenendo uno sguardo perplesso dal fidanzato che iniziò a borbottare confuso.
<aspetta... questo vuol dire che tu... oddio!> appena si accorse della frase velata arrossì vistosamente, possibile che la sua amata andasse a raccontare cose del genere alla sua collega nonché cara amica?!
Ne era davvero scioccato.
<Hobi caro, tra amiche non ci sono segreti> ripetè Lisa come una cantilena, non era la prima volta che glielo diceva e il tutto parve quasi un dejavù, sopratutto quando qualcun altro pochi attimi dopo fece il suo ingresso.
<ho sempre più la certezza che voi due abbiate dei seri problemi, povero me> borbottò il maggiore spaventato, allontanandosi con la sedia girevole dietro al bancone di qualche centimetro dalle altre due.
<certo certo, tornado a noi... qualche particolare piccante?> domandò Lisa ansiosa.
<da me non saprai nulla> negò Minjee, se fosse stata una delle solite avventure di una notte, avuta con un qualcuno di interessante ma non importante quanto Jungkook, sicuramente, non avrebbe atteso più di tanto nel raccontarglielo.
Ma era diverso, era stato tutto completamente diverso.
Magico, travolgente, delicato e fin troppo scombussolante.
Proprio per questo se lo sarebbe tenuto per sé, almeno per un po', come un piccolo tesoro che solo lei poteva costudire.
<beh, vista la sua riluttanza, potrai chiedere tra non meno di cinque secondi ad un'altra persona> annunciò Hoseok non appena il campanello d'entrata tintinnò avvisando i proprietari dell'arrivo di un cliente che, in questo caso, tutti conoscevano ben a fondo.
Jungkook fece il suo ingresso nel luminoso e verde negozio in tutta la sua bellezza, con una giacchetta nera di pelle a coprirgli il busto aperta sul davanti lasciando in bella mostra la maglia bianca, dei jeans neri a fasciargli le gambe e le solite ed immancabili scarpe bianche calzavano ai suoi piedi.
Quella mattina sembrava quasi più radioso del solito.
Indirizzò subito un saluto ad Hoseok e Lisa per poi spostare la sua completa attenzione su Minjee, alla quale riservò un lungo e profondo sguardo che la fece arrossire non poco.
Si avvicinò a loro a passo spedito.
<oh, capiti proprio a fagiolo, stavamo giusto parlando di q-> Lisa non fece in tempo a finire di parlare che il fidanzato le pestò il piede, trascinandola poi via dal bancone sotto lo sguardo curioso del nuovo arrivato che trovava sempre più comica e buffa quella coppia.
Hoseok aveva capito dagli sguardi dei due che forse era meglio lasciare loro lo spazio necessario e naturalmente sapeva che Lisa sarebbe stata d'intralcio, come del resto anche lui, così semplicemente si allontanò portandola via con sé, ma non troppo, voleva comunque vedere cosa sarebbe successo tra i due.

Jungkook e Minjee, ora l'uno davanti all'altra, senza nessuno che disturbava la loro silenziosa comunicazione, si regalarono a vicenda un luminoso e sincero sorriso.
Si osservarono per qualche attimo, facendo scorrere i loro occhi sulla completa figura dell'altro, quasi come se ne fossero nuovamente ammaliati, quasi come se quello fosse il loro primo incontro, quasi come se si stessero invaghendo nuovamente l'uno dell'altra.
A differenza di quello che avevano temuto, dopo essere finiti a letto insieme le emozioni non avevano fatto altro che amplificarsi, la voglia di conoscersi piano piano cresceva come d'altronde la voglia di passare sempre più tempo assieme.
Avevano avuto paura riguardo ad un decadimento di interesse una volta oltrepassato il dunque, ma il sentimento che ardeva in loro stava diventando sempre più grande, tanto che arrivò a suggerire ai due che quello che provavano fosse molto sincero e che sicuramente non sarebbe svanito facilmente.
Minjee si alzò dalla sedia nera girevole su cui era seduta, appoggiando le mani sul bancone, stessa cosa fece anche lui, mentre una luccichio nacque nei loro occhi portandoli a giocare proprio come avrebbero fatto due adolescenti al loro primo incontro.
<buongiorno e benvenuto da Red Flowers, cosa posso fare per lei?> domandò lei vedendolo ampliare il suo sorriso, arricciare il naso e decidere di stare al gioco.
<sono venuto qui per comprare dei fiori, mi piacerebbe regalarli ad un persona speciale> raccontò lui teatralmente, spostando impercettibilmente la sua mano destra verso quella di Minjee che ridacchiò per la sua cattiva recitazione, non era un bravo attore.
<oh, capisco, e in che rapporti sareste con questa presunta persona?> chiese lei con voce lieve e pacata, guardandolo intensamente mentre anche il suo arto si mosse quasi inconsapevolmente.
<uhm mi piacerebbe definirla un amante e una strampalata compagna d'avventure, sa è un po' burbera a volte e terribilmente sarcastica ma sa essere dolce e gentile talvolta> disse il corvino, vedendo le guance di lei tingersi lievemente di rosso, mentre questa cercava di trattenere un sorriso spontaneo che minacciava di illuminarle le labbra.
<mh dev'essere senz'altro una persona eccezionale> osservò Minjee tentando di riportare la discussione sul ridicolo, annettendo in un po' di ironia, riscuotendo però l'effetto contrario.
<lo è, infatti> quelle parole la presero talmente tanto alla sprovvista che il suo cuore sussultò causandole un piccolo trambustò nel petto, mentre un forte calore si espanse in lei.
Lo aveva detto con una tale serenità che l'aveva lasciata senza parole.
Ad accentuare notevolmente il tutto furono le loro mani che andarono a sfiorarsi con ricercatezza e desiderio.
Distolse lo sguardo imbarazzata, cercando poi di riprendere il controllo di sé.
Si schiarì la voce sotto lo sguardo intenerito di lui.
<quindi che fiori ha intenzione di prenderle? Rose?> le domandò lei.
<non lo so, ha qualche consiglio da darmi? - prese ad accarezzarle delicatamente il dorso della mano - a te quali fiori piacerebbe che ti fossero regalati?> le domandò infine, distruggendo quel flirt che avevano instaurato, rivolgendosi direttamente a lei con sincera curiosità. Non glielo aveva mai chiesto.
<gigli bianchi> sussurrò lievemente.
<i gigli bianchi sono i miei preferiti> ripeté lei nuovamente, facendo intrecciare di sua iniziativa le loro mani bollenti quanto lava. Sorrise piano, rivolgendogli lo sguardo.
<e gigli bianchi siano allora> sorrise lui a sua volta.

E pareva un momento perfetto, quasi quello delle favole se solo non fosse stato per un urletto acuto che qualche spiona si lasciò scappare rovinando l'atmosfera, facendo allontanare i due che si erano avvicinati pronti per lasciarsi un piccolo segno del loro amore.
Sia Jungkook che Minjee si voltarono verso la fonte di quel verso stridulo e gioioso, scorgendo così dietro la porta che collegava l'entrata ad un'altra stanza Lisa e Hoseok intenti a spiarli, ora rossi in viso e con l'imbarazzo fino alla punta dei capelli.
La rossa tentò un pollice alzato mentre il castano un sorriso, ma ottennero solo uno sguardo omicida da parte di Minjee, che sembrò pronta nello scuoiarli vivi mentre il corvino, semplicemente, si imbarazzò a sua volta nell'immaginare di essere stato visto in un momento di tale tenerezza.
Si fece subito timido.
Prevedendo la funesta arrabbiatura di Minjee, i due guardoni si dileguarono immediatamente.
<un giorno li ucciderò... ne sono certa> borbottò la minore massaggiandosi le tempie.
<dal tuo sguardo non riesco a dubitare di questa cosa> ammise il corvino, rilasciando poi una piccola che risata che riuscì a contagiare anche la più piccola che sospirò.
<torniamo a casa?> le domandò lui fievolmente ottenendo un leggero cenno del capo.
<direi proprio di sì> gli rispose Minjee, togliendosi velocemente il lungo grembiule verde seguendolo poi fuori dal negozio, non prima di aver preso con sé tre gigli bianchi.

~~~~~

In non molto tempo tornarono alla loro palazzina, presero come d'abitudine le scale dove, repentinamente, Minjee si bloccò ogni due per tre, ansante e stanca, ma, nonostante tutto, non si arrese, stringendo al petto, con sempre più vigore, i tre gigli bianchi che Jungkook aveva scelto per lei.
Per alleggerirle la salita, il corvino tentò diversi argomenti che era sicuro la mettessero di buon umore e la risposta che ottenne fu per l'appunto più che positiva. Si fermava di più a sostare, ma almeno la vedeva ridere allegramente quasi dimenticando tutta quella fatica.
Minjee non poteva aver trovato miglior persona.

<dev'essere stato davvero esilarante, avrei voluto esserci> disse Minjee non appena arrivarono sul loro pianerottolo e Jungkook finì di raccontare alcune vecchie vicissitudini riguardo la sua infanzia, in particolare quando erano andati in una spiaggia a nord dell'isola di Jeju, famosa per il suo incantevole mare, e il corvino aveva seppellito suo fratello, Yoongi, sotto la sabbia, lasciandogli fuori solo la testa.
Il tutto mentre il secondo dormiva tranquillo sotto l'ombrellone dopo una sfiancante partita a bocce sulla spiaggia in compagnia di alcuni vecchietti del posto.
<Yoongi all'epoca era già vecchio dentro. Vi assomigliate molto> la prese in giro Jungkook non riuscendo a trattenere una risata. In effetti i due, come il corvino aveva potuto constatare, avevano molto in comune e, seppure fossero sempre impegnati nello schernirsi a vicenda, aveva notato la silenziosa amicizia che si era instaurata tra di loro.
Aveva saputo delle visite che Minjee faceva a Yoongi e a Taehyung, nonostante il posto in cui si trovavano non fosse dei migliori e le mettesse una certa inquietudine.
<yah cosa vorresti dire con questo!> esclamò Minjee tirandogli un pugnetto scherzoso sul braccio, era vero, era pigra ma mai quanto Yoongi.
La minore stava per prenderlo in giro a sua volta quando si accorse che non erano soli sul pianerottolo, una giovane ragazza dava loro le spalle, mentre era intenta a suonare il campanello e a bussare alla porta dell'appartamento appartamento di Minjee.
Entrambi si soffermarono un attimo ad osservarla e alla più piccola la sua figura parve molto familiare, fin troppo.
Quando la sconosciuta bussò nuovamente senza ottenere risposta sbuffò, borbottando qualcosa a bassa voce dopodiché si voltò per andarsene quando si imbatté in Minjee e Jungkook.
Non appena vide la prima spalancò gli occhietti scuri, mentre i capelli castani ondeggiarono leggermente sulle magre spalle. Minjee a sua volta non poté credere a chi avesse di fronte.
Era ormai passato molto tempo dall'ultima volta che l'aveva vista, quasi un anno, ed era cresciuta più di quanto avesse immaginato. Le gambe tremarono per qualche attimo, mentre il respiro si spezzò.
Immediatamente vecchi ricordi tornarono alla sua mente facendole compiere un passo indietro.
Jungkook nell'osservare la scena immersa in un asfissiante e teso silenzio, ricco di sguardi malinconici e sorpresi, iniziò a notare una certa somiglianza tra le due, in un primo momento pensò fosse solo un caso, ma attimo dopo attimo divenne sempre più chiaro che ci fosse una sorta di legame sanguigno tra le due.

<Wendy? Che ci fai qui?>

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Ciao a tutti!
Ce l'ho fatta! Sono veramente dispiaciuta, sono passati più di dieci giorni dall'ultima volta che ho pubblicato e sono molto mortificata per questo. Pensavo che vista la situazione avrei fatto più in fretta ma in realtà è risultato l'opposto, aggiungendo anche il fatto che mi hanno sommersa di interrogazioni ma ok.
Sto seriamente facendo il conto alla rovescia, non ce la faccio più ad avere il piede ingessato, sopratutto adesso che sta nevicando e ci saranno sicuramente i miei compagni di classe che staranno giocando a palle di neve.
Dio mio non potete immaginare i loro sguardi carichi di compassione e i loro "oh poverina"!
Odio questa situazione!
Scusate lo sfogo ma sto seriamente impazzendo.
Tralasciano il tutto spero che questo capitolo vi sia piaciuto, ho fatto passare un'eternità e quello che è uscito è solo un capitolo di passaggio... ho cercato di rendere il tutto abbastanza comico, spero di essere riuscita nell'intento❤️
È comparsa Wendy, la sorellina di Minjee, a quanto pare qualcuno è andato a rivelargli qualcosa... chi sarà mai? Lo scoprirete solo nel prossimo capitolo🙂 (sto morendo dentro XD).
Detto questo se il capitolo vi è piaciuto lasciate una stellina e se volete anche un commento!
Alla prossima
nanaa02

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