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28

<è daffero buoniffima>

Disse Minjee con voce impastata, mentre la sua bocca era colma di torta al cioccolata, gli occhietti neri erano ridotti a due fissure e le guance si erano fatte di un forte rosato.
<stupida, non parlare con la bocca piena> la rimproverò Chaerin, Jungkook, che si trovava al fianco della minore, notò quanto dietro quelle parole ci fosse dolcezza e leggero divertimento, non scherno e altezzosità, particolari che si sarebbe aspettato dai membri della famiglia di Minjee.
A quanto pareva questa zia era diversa.
<Jungkook, tu non mangi la tua fetta?> gli chiese l'oggetto dei suoi pensieri.
<oh, si, subito>

Sedevano ad un tavolino in legno, all'ombra di un vecchio e maestoso pesco che regalava loro ombra rinfrescante e la bellissima visione dei suoi petali rosa.
Poco distante si trovava il chiosco di dolciumi appartenente alla donna dai capelli platino che sedeva di fronte ai due giovani, ospiti di quel piccolo angolo di pura tranquillità.

Jungkook, dopo aver osservato un'altra volta la faccina felice e ghiotta di Minjee, si decise ad assaggiare la sua fetta di torta che già dall'aspetto gli pareva molto invitante.
Appena le sue papille gustative entrarono in contatto con quella golosità, gli occhi si sgranarono e del calore si propagò nel suo petto, era davvero buonissima.
<è eccezionale!> esclamò lui dopo il primo boccone, ottenendo un risolino da parte di Chaerin ed una gomitata e un te l'avevo detto da parte di Minjee che continuava ad ingozzarsi quasi come se fosse a digiuno da giorni.
<lo ammetto, sono davvero brava in queste cose - un sorriso furbo lasciò le labbra della donna e la minore sperò vivamente che non avrebbe messo in scena le sue disagianti allusioni, ma, purtroppo per lei, le abitudini non si perdono - ma queste mie mani sono abili in molti ambiti, anche in quelli che non ti aspetti> concluse Chaerin con tono seducente, lanciando un occhiolino a Jungkook che la guardava rosso in viso e con un'espressione indecifrabile.
Minjee alzò gli occhi al cielo.
<sei davvero imbarazzante> disse poi, ottenendo uno sbuffo da parte della zia.
<no, sei tu quella imbarazzante, esci con un bel giovanotto come questo e ti vesti come se dovessi andare a giocare a bocce con i vecchietti del quartiere> la riprese la più anziana indicando in malo modo l'outfit della nipote, composto da una felpa blu grande e calda, il cui cappuccio era diligentemente riposto sopra il capo, le gambe invece erano fasciate da dei semplici jeans neri.
Era vestita come al solito, comoda e semplice.
<non è vero> borbottò Minjee offesa.
<e invece si, non hai nemmeno un po' di trucco!> un sospiro lasciò le labbra laccate di un forte rossetto rosso della donna, fin da molti anni addietro aveva cercato, le rare volte che si vedevano, di trasmettere un po' di amore per la moda alla sua nipotina ricevendo sempre risposte negative, linguacce e smorfie esasperate.
<senti, perché non ti fai un po' i fatti tuoi?!> le domandò, allora, Minjee addentando un altro cucchiaio ricolmo di torta al cioccolato che fin dall'infanzia le aveva sempre fatto girare la testa.
<gne gne> Chaerin imitò la nipote facendo ridere sotto i baffi il corvino che stava assistendo a quella disputa con un po' di imbarazzo, a causa delle continue allusioni e complimenti della donna nei suoi confronti, ma anche con molta allegria perché, nonostante fosse un piccolo bisticcio, aveva compreso quanto fossero poco serie le due e quanto si volessero bene.

Ma una domanda sorse in lui, perché Minjee non gli aveva mai più di tanto parlato di lei?
Di solito gli raccontava di Namjoon o Wendy come sue uniche figure positive nella sua tormentata infanzia, ma della zia un po' pazza non gliene aveva mai accennato.
Eppure sembravano molto legate.
Di una cosa era certo, se gli si fosse presentata l'occasione di porre quella domanda, sicuramente, non l'avrebbe sprecata.

<comunque - Jungkook attirò l'attenzione delle due su di sé - è strano trovare pasticcerie in Corea e se ci sono, di solito, sono gestite da stranieri o appartengono a marche famose americane. Eppure, se non sbaglio, sei tu la titolare> disse il ragazzo notando un particolare che fece sorridere ampiamente Chaerin.
<uh, speravo me l'avresti chiesto, amo raccontare questa storia - ammise la donna mettendosi comoda sulla sedia, mentre un sospiro annoiato di sottofondo le arrivò alle orecchie, facendola leggermente alterare - zitta e mangia la tua fetta> senza nemmeno voltarsi capì che era stata Minjee e senza troppi se e ma bloccò le sue lamentele sul nascere.
Chaerin portò una ciocca di capelli dietro l'orecchio e, dopo essersi schiarita la gola, iniziò a parlare.
<tanti anni fa mi trovavo in un mercatino dell'usato, non ero in cerca di un qualcosa di preciso, in realtà mi ero ritrovata lì senza saperlo, quasi fosse stata opera del destino - raccontò la vicenda in modo quasi mistico, attirando uno sguardo curioso da parte di Jungkook, il quale aveva sempre amato le storie contenenti del mistero. Minjee sorrise nel vedere tutto quell'interesse ricordando come da piccola amasse le storie di sua zia. Il corvino a volte le sembrava un bimbo carino e curioso, semplicemente adorabile - mi aggirai annoiata per le varie bancarelle fino a che non mi imbattei in una che attirò particolarmente la mia attenzione, metteva in esposizione una pluralità di vecchi libri e manuali riguardanti diversi ambiti. Uno in particolare attirò la mia attenzione, era rivestito da una spessa e rigida copertina in pelle marrone. Lo aprii e nelle prime pagine trovai una serie di ricette scritte in una lingua a me sconosciuta, chiesi alla titolare cosa fosse e lei mi raccontò che era un vecchio ricettario italiano che aveva trovato sulle sponde di Busan trent'anni prima - gli occhi del ragazzo si illuminarono, quella storia era sempre più avvincente - Nonostante non sapessi l'italiano ne rimasi affascinata e decisi di comprarlo, una volta tornata a casa accade la magia> il modo in cui lo raccontava rendeva il tutto talmente avvincente e coinvolgente che Minjee, sebbene sapesse quale fosse la verità, ne rimase per l'ennesima volta affascinata.
<quale magia?> Jungkook si sporse un po' dalla sua postazione.
<riaprì il ricettario e inaspettatamente trovai il tutto scritto nella nostra lingua accompagnato da una vecchia foto in bianco e nero ritraente la famiglia a cui era appartenuto il manuale. Spaventata ed incuriosita da ciò tornai alla bancarella per chiedere spiegazioni e-> non fece in tempo a finire di parlare che fu preceduta da qualcun altro.
<e si scoprì che le ricette, a metà libro, erano state riscritte in hangul in modo tale da esser capite dalla gente del posto, la tizia della bancarella l'aveva tradotto> Minjee in pochi secondi spense la magia negli occhi di Jungkook facendo infuriare Chaerin.
<yah! così mi togli tutto il divertimento, non rovinarmi sempre tutto!> esclamò la donna ottenendo un'alzata di spalle da parte della perfida nipote, accompagnata da una linguaccia.
<piccola disgraziata> borbottò a quel punto Chaerin pronta a togliere da sotto il naso di Minjee la torta che lei aveva preparato, come a volerla punire, ma le imminenti parole di Jungkook la bloccarono e confortarono.
<non si preoccupi, la storia è ugualmente molto avvincente - la rassicurò il giovane salvando l'amica dalla furia della zia - la prego, mi dica altro a riguardo> continuò infine beccandosi un'occhiataccia da parte di Minjee.
<oh caro, sei davvero un pasticcino - gli strizzò una guanciotta sorridendo. Stava per ricominciare a parlare quando si accorse che la torta era finita - vado a prenderne qualche altra fetta, torno subito> avvisò i due prima di dileguarsi.

Rimasti soli, Minjee non riuscì a trattenere qualche commento.
<lecchino> lo accusò lei ottenendo uno sbuffo da parte dell'interessato che appoggiò il gomito sinistro al tavolo in legno, adagiando poi la testa sulla mano, volgendo la testa in direzione della minore riponendo così la sua più totale attenzione su di lei.
<intanto ti ho salvato dalle grinfie di tua zia> osservò lui vedendola finire con un ultimo cucchiaino, colmo ed improponibile, la fetta enorme che le era stata data.
<che farà mai> disse con la bocca piena Minjee, storpiando qualche lettera, facendo così ridere il corvino di gusto.
<sei davvero una maialina> sussurrò lui pizzicandole una guanciotta, ottenendo dalla minore un verso simile a quello di un maiale che lo fece inevitabilmente ridere più forte.

<eccomi qui- disse Chaerin risedendosi al tavolo con altri due piattini di torta e un sorriso smagliante ad illuminarle il viso - dove eravamo rimasti? Ah si, decisi di tenere il manuale e nel tempo libero provai a mettere in pratica qualche ricetta> raccontò la donna appoggiando il mento sul dorso di entrambe le mani che si erano intrecciate sotto il suo viso.
<mi usò come cavia> aggiunse Minjee ottenendo un risolino da parte di Jungkook.
<non penso ti sia dispiaciuto> disse questo ovvio.
<affatto> ammise la minore, ricordando come a quei tempi fosse un pozzo senza fondo e qualunque cosa sua zia le mettesse davanti la mangiasse.
<già, quelli erano bei tempi, penso che se Danbi non avesse tagliato i rapporti così bruscamente ti avrei fatto diventare una grossa e adorabile polpettina> disse Chaerin sorridendo, ma non come le altre volte.
Il suo sorriso si fece più spento e amarognolo, cercava di non mostrarlo, ma era evidente che stesse male per un qualcosa che era accaduto in passato.
<Danbi?> domandò confuso Jungkook, non capiva a chi la donna si stesse riferendo ma, non appena vide il volto di Minjee scurirsi, comprese forse a chi si stesse riferendo.
<mia madre - un'espressione infastidita crebbe sul volto della minore, mentre le supposizioni del corvino vennero confermate - prima mia zia lavorava al suo fianco nell'azienda di famiglia, ma quando volle aprire la sua pasticceria, considerandolo un lavoro insignificante, poco redditizio e per i ranghi "inferiori" rispetto al suo, mia madre decise di prendere le distanze e tutti fummo costretti a farlo. Dal che la vedevo sette giorni su sette, iniziai a trascorrere con lei solo le feste> strinse un pugno lungo il fianco cercando di placare la rabbia che stava crescendo in lei e che lentamente la stava divorando.
Tutto era accaduto un anno dopo la separazione dei suoi genitori, aveva iniziato a vedere la sua amata zia così di rado che la sua immagine aveva iniziato a sfumare nella sua mente ogni volta sempre di più, tutto per colpa di una semplice pasticceria che non era considerata luogo di lavoro adatto a persone ricche.
La stessa identica cosa era accaduta anche a Minjee con il suo negozio di fiori, quando sua madre lo aveva saputo aveva preteso che lei tornasse a Ilsan, non voleva che si sapesse che la sua primo genita facesse una fioraia.
Ma, naturalmente, la ragazza non gliela avrebbe mai data vinta, fino a che avesse avuto fiato in corpo non avrebbe ceduto alle sue costrizioni, mai più.

Jungkook, vedendola osservare un punto indefinito nello spazio con fare assente, si allarmò.
Ora comprendeva perché non avesse mai accennato più di tanto a Chaerin, sebbene avessero avuto un forte legame, qualcuno aveva fatto in modo di sgretolarlo nel tempo riducendolo ad semplice filo che le legava come parenti.
Come sempre c'era lo zampino di sua madre.

<suvvia, non ricordiamo certe cose! - Chaerin riprese in mano la situazione, si era resa conto che essa stava fin troppo degenerando - questo dev'essere un giorno di festa e, per tanto, penseremo solo a cose belle. Seguitemi, facciamo un giro tutti assieme> propose infine la donna afferrando e stringendo la mano destra della nipote, come a volerla scuotere e rassicurare.
Certi ricordi fanno male a tutti ma, certe volte, bisogna avere il coraggio di guardarli in faccia senza paura di essere feriti nuovamente. Solo così si avrà la speranza di superarli e vivere in pace.
Chaerin aveva iniziato ad alzarsi la mattina con questa consapevolezza e, tutte le volte che si ritrovava faccia a faccia con sua sorella Danbi, il passato le creava solo un leggero fastidio e la cosa, con il passare del tempo, iniziava a non toccarla più di tanto perché era felice, nonostante tutto era felice.
Di sicuro quest'insegnamento l'avrebbe trasmesso prima o poi anche a Minjee, lei era quella che più di tutti ne necessitava, ma aveva la sensazione che forse non era ancora il momento.
Non aveva ancora trovato il suo equilibrio e la sua felicità, non era ancora pronta a capire il significato di quelle parole, ma Chaerin, vedendola accanto a Jungkook, era certa che non mancasse molto.

~~~~~

Il cielo iniziava a farsi di tonalità più scure e il tramonto era ormai prossimo, ciò nonostante ancora molta gente si trovava al festival rendendo l'atmosfera gioiosa e spensierata.
Chaerin e Minjee camminavano l'una accanto all'altra mentre Jungkook si trovava qualche passo più avanti, aveva compreso che dovessero stare per qualche attimo da sole. Avevano molto da dirsi.
Chaerin era già da qualche minuto che stava fissando con la coda dell'occhio la nipote.
Durante la loro passata conversazione erano cresciuti in lei numerosi sospetti riguardo la salute di questa, ma non aveva mai voluto chiedere nulla avendo timore di aver ragione.
Il problema era che lo sguardo stanco di Minjee iniziava a preoccuparla, aveva notato come velocemente il suo corpo si fosse affaticato e il bisogno di chiedere si era fatto insaziabile.
Le afferrò un polso bloccando la sua camminata, la voltò verso di sé e, senza neanche lasciarle il tempo per capire cosa stesse accadendo, infilò una mano sotto il cappuccio della felpa andando così a toccare la testa spoglia della ragazza coperta solamente da un leggero strato di stoffa. Una piccola bandana colorata che volta per volta Lisa le stava regalando.
Lo sguardo di Minjee da sorpreso passò a spaventato fino a diventare imbarazzato, abbassò il capo vergognandosi della sua situazione, ma Chaerin si apprestò subito ad alzarle il mento con due dita, non c'era nulla per cui lei dovesse provare vergogna.
<il fegato? Come la nonna?> le chiese fievolmente, ricordando come sua madre si fosse ammalata di cancro al fegato e come prima di lei la sua bisnonna.
Minjee si limitò semplicemente ad annuire, facendo sospirare sua zia che le donò una piccola carezza sulla guancia risistemandole il meglio possibile il cappuccio sulla testa.
<tua madre lo sa? - domandò con incertezza beccandosi un'occhiataccia che le fece alzare le mani in segno di resa - ok, ok, domanda sbagliata. Wendy?> chiese poi ottenendo una smorfia da Minjee.
<no, nemmeno lei, lo sa solamente Jungkook, i miei due colleghi, Namjoon, con cui mi sono riunita nemmeno due settimane fa, e tu> spiegò la minore.
<mh capisco, hai bisogno di soldi?> non sapeva esattamente che dire e né che fare.
<no, per il momento riesco a cavarmela e poi tanto lo sai che non te li avrei mai chiesti> disse Minjee con stanchezza.
Si guardarono per qualche attimo e, dove le parole non poterono agire, lo fecero gli atti.
Chaerin accolse in un sentito e amorevole abbraccio il fragile corpo della sua amata nipotina.
<so di non esserci stata quando più ne avevi bisogno, ma ti prego - quella supplica fu così straziante che il cuore di Minjee tremò per qualche attimo - permettimi di esserci ora> sussurrò a fior di pelle.
La minore non rispose, non ne ebbe la forza, strinse solamente con più vigore le braccia intorno alla vita della donna inspirando il suo dolce profumo di biscotti che la riportò indietro negli anni.

~~~~~

<è stata proprio una bella giornata> disse Jungkook una volta che furono arrivati sul loro pianerottolo.
Dopo una mezz'oretta in metropolitana, dove stranamente non avevano trovato molta gente, erano tornati a casa.
<concordo> sorrise Minjee serena più che mai, era riuscita finalmente a rilassarsi dopo un incessante settimana in clinica dove era stata sommersa da mille problematiche.
Per qualche attimo calò un leggero silenzio tra di loro, entrambi si trovavano in una situazione di puro impaccio, volevano parlare e fare ciò che il loro cuore palpitante gli stava urlando di fare ma, come al solito, si trovarono paralizzati sul posto e affascinati dalla bellezza dell'altro.
A spezzare il silenzio fu Jungkook che, dopo aver tirato fuori qualcosa dalla tasca destra della sua giacca in pelle nera, glielo aveva mostrato.
<e-ecco io - le goti si fecero velocemente rosso porpora - mentre tu e tua zia stavate parlando ho trovato questi e-e - l'impaccio sembrava stare avendo la meglio su di lui, mentre la minore iniziò ad avanzare nella sua direzione - e l'idea mi era sembrata carina e così li ho comprati> concluse lui e, non appena Minjee vide i due bracciali in legno d'ulivo rifinito in piccole sfere, arrossì anch'essa vistosamente.
Su entrambi i bracciali erano stilizzate l'immagine di due fiori diversi.
<sei stato molto gentile, sono davvero molto belli> sorrise timidamente la minore prendendo delicatamente uno dei due, nel farlo le sue dita fredde andarono a sfiorare il palmo bollente di lui facendo sussultare entrambi che, dopo essersi scambiati un'occhiata, distolsero subito lo sguardo.
Rimasero immobili come prima, imbarazzati, accaldati e storditi da quell'atmosfera che giocava a sfavore del loro autocontrollo e della loro sanità mentale.
<beh a-allora buona serata> balbettò lei più in difficoltà che mai vedendolo risvegliarsi sul posto.
<oh si, anche a te> bofonchiò lui in risposta.

Velocemente si diedero le spalle camminando in direzione dei loro appartamenti, inserirono le chiavi nella toppa e sbloccarono la serratura.
Il corvino stava per abbassare la maniglia con l'animo pesante e triste, per un motivo a lui sconosciuto, quando la voce di Minjee lo bloccò sul posto facendolo girare di scatto.
<Jungkook> lo chiamò lei con voce più tremante di quanto avesse voluto.
Mosse un passo, poi un altro e poi un altro ancora finché non si ritrovò nuovamente di fronte a lui, appoggiò delicatamente entrambe le mani sulle sue spalle, si alzò sulle punte dei piedi e, senza pensarci un minuto di più, gli lasciò un piccolo e dolce bacio sulla guancia.
Fu un attimo, veloce e indimenticabile, tenero e silenzioso.

Senza dire o fare nient'altro, con la faccia che sembrava un pomodoro, Minjee si rifugiò velocemente nel suo appartamento, chiudendosi la porta alle spalle ed appoggiandosi a quest'ultima.
Il cuore batteva freneticamente nel suo petto, le emozioni che stava provando erano molto più amplificate rispetto al normale e sentiva che le sue gambe sarebbero cedute da un momento all'altro.
Inspirò profondamente prima di aprire la mano contenente il braccialetto, osservò quest'ultimo attentamente in particolare il fiore inciso nel legno.
Ci passò sopra delicatamente il polpastrello del pollice destro e, non appena lo riconobbe, strinse al petto il braccialetto socchiudendo gli occhi.
<è una gardenia> sussurrò.
Rimembrò il significato che stava dietro ad esso, Hoseok l'aveva obbligata ad impararli con la scusa che un buon fioraio deve sempre sapere cosa vende al proprio cliente.
Un sospiro tremante lasciò le sue labbra.

"Amore segreto"

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Ciao a tutti!
Ecco qui un nuovo capitolo che spero vi sia piaciuto e non vi abbia annoiato.
Già da quando mi era sorta l'idea di questa storia Chaerin ne faceva parte, la zia un po' pazza che tutti vorremmo e niente, spero che questo personaggio bizzarro vi abbia intrigato almeno un po'.
Se il capitolo vi è piaciuto lasciate una stellina e se volete anche un commento, mi farebbe molto piacere sapere una vostra opinione!❤️
Alla prossima (che spero sarà prima di quanto è accaduto con le altre)
nanaa02

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