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18

Era passato qualche giorno da quella strana mattinata che aveva coinvolto i due ragazzi, vicini di casa, che avevano finito per pranzare assieme e raccontarsi cose private, non molto frequentemente affrontate. Tutto sembrava esser tornato alla normalità, sopratutto la salute di Minjee.
La ragazza, infatti, dopo due giorni d'inferno tra nausea, giramenti di testa e continui mancamenti, aveva vissuto tre giorni consecutivi senza alcun malessere, se non un'insolita frenesia al petto ogni volta che pensava a Jungkook, a cosa era riuscita a raccontargli e dell'innocuo bacio che le aveva lasciato sulla fronte.
Non faceva a meno di pensarci ed un buon umore sorgeva in lei, come una piccola magia.
Naturalmente, però, fingeva di provare fastidio in tutto ciò, nel fatto che il suo stato d'animo dipendesse da un giovane uomo affascinante, timido a volte e simpatico per di più.
Ma questa era solo una semplice facciata, perché, sebbene volesse dimostrare il contrario, lei stava diventando bisognosa di quelle piccole attenzioni.

Era già iniziata una nuova settimana e, quel martedì mattina, Minjee si ritrovò nella clinica dal bianco nauseante che, fin troppe volte, aveva scatenato in lei un senso di inquietudine ed ansia.
Camminò per i corridoi a passo sicuro sapendo già, in base all'orario, dove si trovasse la sua destinazione.
Quel giorno non era lì per le sue cure o per una visita dal dottor Kim Seokjin, ma, semplicemente, era venuta a trovare due persone ben distinte.
Arrivò davanti al grande salone, dove aveva passato intere giornate tra partite a carte ed a scacchi.
Sospirò profondamente prima di immergersi nella grande stanza dove, come al solito, trovò nell'abituale angolino un gruppo di infermieri animati da una gran chiacchierata, scorse sulle poltrone alcuni pazienti intenti a leggere o a parlare con i parenti che erano venuti loro fare visita, intravide diversi bambini intenti a giocare qua e là e, come sempre, tavolini occupati da pazienti impegnanti in complicati giochi di società che Minjee mai aveva capito e tantomeno lo avrebbe fatto.
Si fermò in mezzo alla sala continuando a far vagare il suo sguardo da una parte all'altra, finché il suo esso non incontrò un accenno di un'appariscente testa azzurra che la fece sorridere internamente.
Si avviò nella sua direzione sistemandosi più e più volte il cappellino da baseball che portava sulla testa, in modo tale che gran parte del capo fosse coperto e non si vedesse.

Una volta raggiunta la persona di suo interesse si meravigliò di ciò che vide.
Yoongi, seduto ad un tavolo rotondo, era impegnato in un'ardua partita a poker con i tre giocatori più forti di quella clinica: Eunji, un arzillo vecchietto di settant'anni con un tumore maligno al pancreas, di cui non perdeva mai l'occasione di scherzarci sopra; l'infermiere Han di circa quarant'anni, di cui tutte le pazienti donne cercavano di attirare l'attenzione per via del suo fascino fenomenale; ed, infine, Yuky, una vecchietta di sessantasette anni originaria del Giappone che aveva l'hobby del cucito. Purtroppo la leucemia la stava consumando ogni giorno di più.
Li vide tutti e quattro molto concentrati, mentre i premi in ballo sembravano essere tre barrette al caramello della marca snickers, Minjee sapeva benissimo quanto Yoongi le amasse.
Quest'ultimo, accortosi della sua presenza, le lanciò una veloce occhiata lasciandosi scappare un sorriso.
<non mi aspettavo che saresti passata a salutarmi> ammise l'azzurro che indossava un grande felpone nero, il cui cappuccio gli copriva il capo quasi a volerlo nascondere.
Quella singola frase attirò anche l'attenzione degli altri tre che la salutarono chi con un sorriso, chi con un occhiolino e chi invece con un pizzicotto alla guancia.
<mi credevi così insensibile? E pensare che Jungkook mi aveva svelato che ti mancavo da morire> rise lei dicendo una piccola bugia che fu accolta dal giovane uomo con un sopracciglio inarcato ed una smorfia derisoria.
<già mi mancava proprio avere di fianco una scaricatrice di porto più scorbutica di un pellicano affamato> sussurrò lui fingendo malinconia e facendo così ridere tutto il gruppo.
<wow, certo che tu ti superi ogni volta, vecchio gatto isterico> lo prese in giro lei a sua volta.
<vero? - rise lui mostrando di poco il suo tenero sorriso gengivale - comunque, fa silenzio, non voglio perdere le mie deliziose barrette, avrai modo di rompermi le scatole dopo la mia schiacciante vittoria> affermò lui ottenendo uno sbuffo da parte della bionda, sentendo poi ridere di gusto Eunji che scosse la testa esasperato.
<giovanotto non credi di starci sottovalutando un po' troppo?> domandò il vecchio ottenendo un cenno d'accordo da parte degli altri due, di cui era risaputa la fama da esperti giocatori di carte.
Tutti e tre iniziarono ad elogiare le proprie capacità, affermando così di essere imbattibili, senza sapere, però, che Yoongi nascondeva la sua piccola speranza di vittoria nella manica destra della felpa.
Osservò prima le sue carte, sogghignò, inclinò leggermente la testa ed infine, con un rapido movimento che neppure Minjee, a pochi centimetri da lui, captò, tirò fuori dalla manica la carta nascosta sostituendola con una che si trovava nelle sue mani.
Dopodiché tutti e quattro i giocatori mostrarono le loro carte.
Gli occhi di Eunji, Han e Yuky si sgranarono diventando grandi quanto palline da Ping pong quando videro la scala reale massima compiuta da Yoongi.
<n-non è possibile> balbettò Han osservando le cinque carte rosse che si prendevano beffe di lui e degli altri due che sembravano senza parole.
Anche Minjee sembrava stranita da quel fatto, era consapevole che l'azzurro non fosse un maestro dei giochi di carte, a malapena vinceva qualche volta a Uno. La situazione iniziava a puzzargli.
<da quando in qua sei diventato così bravo a poker?> chiese lei con dubbiosa curiosità, ottenendo una leggera alzata di spalle da parte dell'interessato che non riuscì a trattenere un sorriso.
<fortuna> disse lui semplicemente prima di alzarsi, raccattare le tre barrette al caramello, mentre i tre continuavano a guardarlo sconcertati.
Han afferrò le carte utilizzate iniziando ad osservarle una ad una, mentre Yoongi, che si fece più vicino a Minjee, le afferrò un polso iniziando a tirarla con forza verso l'uscita della stanza.
<ma che... - sussurrò l'infermiere notando che ci fosse un asso in più nel mazzo, strinse i pugni capendo l'imbroglio, mentre una rabbia funesta era pronta ad imbattersi contro il ventottenne che stava letteralmente trascinando la più giovane fuori dal salone - Yoongi! Maledetto, torna subito qui!> gridò a quel punto Han, facendo scattare l'azzurro che fece scivolare la sua mano attorno a quella di Minjee che strinse saldamente, iniziando poi, insieme a lei, una pazza corsa verso il cortile interno, dove, una volta arrivati, si stravaccarono entrambi su una panchina ansimanti e sudati, quasi avessero compiuto una maratona.

Si guardarono un attimo in silenzio prima di scoppiare in una sonora risata.

~~~~~

<sei davvero incorreggibile> sussurrò lei vedendolo addentare con soddisfazione la sua amata barretta al caramello, mentre gli occhietti affilati quasi si trasformarono in cuoricini.
<no, cara mia, si chiama ingegno - mugugnò lui tra un boccone e l'altro, facendole scappare un sorriso - sapevo benissimo di non poter vincere contro quei tre diavoli, quindi mi son dovuto arrangiare> spiegò l'azzurro con convinzione facendole scuotere il capo con divertimento.
Passò qualche attimo di silenzio in cui, Yoongi, si accorse del pacchetto regalo che la bionda si era portata con sé. Dai colori e disegni vivaci e quasi bambineschi, l'uomo intuì che quello era destinato ad un bambino.
<immagino che quello sia per TaeTae>  tentò lui vedendola annuire con un leggero ed impercettibile sorriso.
<gliel'ho comprato l'altro giorno, spero gli piaccia - sussurrò la bionda osservando il pacco regalo che relegava un morbido peluche che aveva acquistato in un negozio per bimbi - comunque, pensavo fosse con te, siete praticamente inseparabili> ammise lei vedendo il viso di Yoongi contorcersi in una smorfia piena di fastidio e preoccupazione, emozione che si leggeva sul suo volto rarissime volte.
<questa notte non è stato molto bene - sussurrò con tono grave guardando il suolo insistentemente, Minjee aveva notato quanto i due si fossero affezionati l'uno all'altro, le era bastata una settimana per constatarlo - mi ero già programmato di passare il giorno con lui nella sua stanza, ma l'infermiera antipatica che parla come una foca asmatica, mi ha praticamente cacciato affermando che dovesse riposare e che gli avrei dato solo fastidio> sputò acido lui facendole ben intendere quanto avesse odiato quella situazione di "impotenza".
<ah, mi dispiace, vorrà dire che magari passeremo a trovarlo dopo, insieme> propose lei con tono lieve che fece annuire subito Yoongi che quasi si meravigliò di quella sua quiete.
Aveva notato fosse dimagrita leggermente e che le profonde e scure occhiaie, che cerchiavano gli occhi, erano coperte in modo poco diligente da un filo di trucco, che non sembrava aver migliorato di molto il suo stanco viso.
Era diversa dalla prima volta che l'aveva vista, più consumata ed esausta
Stava cambiando, come del resto anche lui.

<ho saputo da Jungkook che anche tu non sei stata benissimo in questi giorni, a mala pena riuscivi a stare in piedi - ricordò l'azzurro le parole che il fratello gli aveva confidato due giorni prima. La vide sussurrare un triste "già" , mentre le sue mani finirono nuovamente sul cappellino da baseball che sistemò per l'ennesima volta in quella mattinata. Quell'azione fece ben intuire cosa le stesse accadendo - hai incominciato a perderli, vero?> domandò lui con estrema delicatezza indicando i capelli biondi di lei.
Minjee abbassò lo sguardo al suolo, mentre una forte vergogna si propagò in lei.
Si vergognava di ciò che le stava capitando, ne era davvero fin troppo imbarazzata.
<diciamo che non è un bel vedere> sussurrò lei paonazza in viso, mentre le mani iniziarono a torturarsi tra di loro.
Yoongi la osservò silenziosamente per qualche minuto, notando poi quanto fosse fragile in quel momento, quanto fosse facile da sgretolare e spazzare via.
Era la stessa identica cosa che stava accadendo a lui.
Le stesse emozioni che stava provando anche lui.
Portò la mano sul suo capo, coperto dal cappuccio della felpa, tastando piano la zona che ormai non possedeva nemmeno più un capello.
Quella malattia li stava distruggendo in tutti i modi possibili e la chemio, a parer loro, sembrava solo aggravare la cosa.
<se non sbaglio, tra qualche giorno dovresti tornare in clinica - ricordò lui vedendola annuire debolmente - beh, all'incirca avevo deciso rasarmi i capelli proprio in quei giorni lì...vuoi unirti a me?> le domandò lui fievolmente notando la sorpresa dipinta negli occhi di lei, era stranita da quello strano tono gentile e premuroso.
Però, per quanto avesse apprezzato quel suo sforzo, le cose si stavano facendo fin troppo inusuali e drammatiche e ciò non andava bene, così tentò un approccio diverso.
<così potrai prendere in giro la mia testa pelata quanto vorrai?> chiese lei colma di ironia, strappando un largo sorriso all'azzurro che sospirò con fare teatrale.
<esattamente, immagino sarà uguale ad una palla da bowling> Yoongi stette al gioco lasciandole poi una carezza sul capo, come a volerla rassicurare.

Dopo quella piccola sezione abbastanza deprimente, i due, si spostarono continuamente su argomenti più felici e divertenti, dove non persero occasione per lanciarsi insulti e commentino sarcastici.
Il tutto continuò finché l'attenzione non si spostò su Jungkook, il quale, ignaro di tutto, stava lavorando ad un progetto nel calore della sua incantevole e confortante dimora.
<come va con Jungkook?> le chiese dopo un po' l'azzurro vedendola inarcare un sopracciglio e fingere indifferenza, nonostante, dentro di sé, si fosse scatenato un turbine di emozioni che aveva spinto i suoi pensieri sull'affascinante giovane uomo che l'aveva fin troppo scombussolata negli ultimi tempi.
<che vuoi dire? Come dovrebbe andare?> Minjee tentò un approccio staccato e freddo che il maggiore riconobbe benissimo come un'esplicita barriera delimitante le emozioni dalla volontà.
<non fingere, so benissimo che c'è del tenero tra di voi!> affermò lui convinto delle sue parole vedendola tentennare sul posto, le goti colorarsi di un leggero rosso ciliegia e gli occhi farsi per qualche attimo timidi, dopodiché sembrò riprendere il controllo di sé ammutolendo la gran confusione che alleggiava in lei.
<dovresti andare a farti controllare da un analista, vedi cose che non esistono> disse lei schiarendosi poi semplicemente la gola come se nulla fosse, cercando inoltre di calmare il battito del suo cuore che era impazzito al solo pensiero del corvino.
<certo, certo, e tu dovresti imparare a mentire> rise lui ottenendo però, da parte della ragazza, solamente un'occhiataccia ed uno sbuffo.
Tra di loro calò, per qualche attimo, un piacevole silenzio che fece riflettere entrambi sulla stessa persona. Yoongi sospirò nel ricordare come il suo fratellino fosse cresciuto e come il tempo fosse passato fin troppo in fretta, portandoli su strade completamente diverse, ma comunque collegate dall'amore fraterno che si era solo consolidato negli anni. Era grato per aver avuto un fratello così premuroso ed accorto, che si prendeva cura di lui anche quando non lo meritava.
Minjee, invece, si perse nel ricordo di quegli ammalianti occhi neri che trasmettevano gentilezza e tranquillità, rilassandola e calmandola nei momenti in cui più ne necessitava.
Sentiva che stava cambiando qualcosa, ma si ostinava a rimanere cieca al riguardo.
Sapeva che cosa si stava venendo a creare e da un lato ne era meravigliata e desiderosa, entusiasta e felice come mai prima d'ora, ma dall'altra invece ne aveva paura, tremendamente paura.
Non sapeva cosa aspettarsi, né come comportarsi, ma, sopratutto, come si sarebbe evoluta la sua malattia, perché in effetti non era certa di come sarebbe andata a finire la cosa.
Voleva provare qualcosa di profondo per lui, ma, allo stesso tempo, non voleva recargli alcun grande dolore.
Era confusa e spaventata.
Che cosa avrebbe dovuto fare?

Nel continuare a pensare a Jungkook ed al tema dell'amore e del dolore, sorse in lei una domanda legata ad un racconto che lui le aveva accennato alcuni giorni prima, durante la loro strana condivisione.
Era una cosa che l'aveva turbata molto, sopratutto per il modo in cui lui gliene aveva parlato, facendo fuoriuscire dalla sua voce fastidio, delusione e tristezza.
La bionda corrucciò le sopracciglia guardando poi Yoongi che, accortosi del suo sguardo, lo ricambiò, attendendo poi le sue parole.
Minjee pensò che forse lui ne sapeva qualcosa e che in fondo, magari, gli avrebbe potuto dare le risposte alle domande che il suo cervello aveva iniziato a porsi.
<Yoongi - lo vide sbattere più e più volte le palpebre in attesa - che cosa è successo tra Jungkook e la sua prima ragazza?> chiese lei infine, vedendolo sbigottirsi in un primo momento.
La guardò a lungo cercando di capire le sue intenzioni, mentre un senso di repulsione si fece spazio in lui nel ricordare la ragazzina oggetto di quella brutta vicenda, perché lui sapeva benissimo a cosa lei si stesse riferendo.
<è strano che tu mi faccia questa domanda, mi verrebbe quasi da chiederti come mai me l'hai posta> ammise lui vedendola tentennare per qualche attimo.
<ecco...diciamo che lui mi ha accennato qualcosa, ma poi ha sviato subito l'argomento. Sono solo un po' preoccupata, tutto qui> raccontò lei mostrando sia nei gesti che nelle parole che non avesse alcun tipo di cattiva intenzione, ma pura e semplice curiosità mista a preoccupazione.
<mh capisco, visto che so già a chi tu ti stia riferendo posso benissimo dirti, come prima cosa, che era una grandissima zoccola - iniziò lui a dire facendole ben intendere quanto anche lui l'avesse odiata - se non sbaglio si chiamava Sooyeon e aveva la mia stessa età, solo che aveva iniziato la scuola un anno dopo, era bella, molto bella, e Jungkook ne era innamorato perso. Lui era sempre stato piuttosto timido e riservato, sopratutto con le ragazze. Non veniva calcolato molto, se non durante le ore di educazione fisica dove eccelleva particolarmente - Minjee si immaginò il corvino sotto forma di un timido ed atletico liceale, diventare un pomodoro non appena una persona del sesso opposto gli rivolgeva la parola. La bionda sorrise, semplicemente adorabile - quando lui mi raccontò che Sooyeon aveva cercato più di una volta di approcciarlo mi parve alquanto strano, lei cercava sempre i ragazzi più grandi, rudi e maleducati e non quelli come Jungkook. Conoscevo la sua fama da troietta e lo avvisai, ma lui non mi ascoltò affermando che fossero solo voci di corridoio, che lui l'amava e altre stronzate del genere. Iniziarono a frequentarsi per qualche settimana, poi si misero assieme e beh...scoparono> disse lui infine senza tanti peli sulla lingua, mentre un'espressione infastidita continuò a crescere sul suo volto.
<tu non sai cos'è la delicatezza, vero?!> pronunciò lei tra il divertimento e l'inquietudine, nonostante Yoongi cercasse di rendere il tutto non troppo pesante, Minjee, immaginò che quella ragazza avesse fatto davvero molto male a Jungkook. Ed infatti il pezzo che dopo si susseguì lo confermò.
<non che tu sia migliore di me - si giustificò lui, riprendendo poi a raccontare - comunque, il tempo passò e sembravano un'effettiva coppia, lui era il fidanzato che tutte desideravano, molte avevano iniziato a notarlo, e lei, invece, continuava ad essere la solita bella ragazza che riusciva a renderlo un cagnolino pronto a tutto pur di renderla felice. Venni a conoscenza del fatto che l'aiutasse in scienze, materia in cui lei era sempre stata molto carente, le faceva i compiti e la preparava per le verifiche. La cosa mi insospettì, ma non dissi nulla, anche perché sapevo che lui non mi avrebbe ascoltato - la bionda ebbe un brutto presentimento, sospettò un brutto finale che sperò non si fosse avverato - Rimasero insieme giusto il tempo di finire l'anno, lei passò l'esame con buoni voti e riuscì a finire il liceo, dopodiché lo lasciò nel modo più brutto possibile. Gli raccontò che in realtà si era messa con lui solo per superare l'esame di scienze e per il fatto che avesse un bel faccino, gli rise in faccia quando lui le sussurrò che l'amava. Gli vomitò addosso tutta la verità schiacciando i suoi sentimenti come se fossero stati inutili scarafaggi. Lui ne uscì molto distrutto> concluse Yoongi con tono arrabbiato e allo stesso tempo dispiaciuto, voleva davvero un gran bene a suo fratello, nonostante facesse fatica a dimostrarlo, ed il fatto che qualcuno si fosse approfittato di lui giocando con le sue emozioni lo mandava in bestia.
Nel ricordare il suo faccino triste e pieno di lacrime strinse le mani in due pugni.
<si era presa beffe di lui sin dall'inizio...ma come ha potuto?!> disse a denti stretti Minjee più furiosa che mai, non poteva credere che qualcuno avesse potuto trattare in quel modo un animo gentile e generoso come quello di Jungkook.
Immaginò come si fosse dovuto sentire umiliato e stupido.
Lui che le aveva donato tutto se stesso, più amore di quanto potesse quell'essere meritare, aveva solo ottenuto una gran delusione, un cuore a pezzi ed uno schiaffo in faccia.

"Come può la gente arrivare a tanto?!"

<ti prego dimmi che gliel'hai fatta pagare> sussurrò lei sperando in una risposta positiva e, appena vide un largo sorriso farsi spazio sulle labbra del maggiore, ringraziò il cielo che ci fosse stato Yoongi affianco al giovane ragazzo innamorato disposto a tutto pur di far felice qualcuno che non lo meritava.
<ci puoi scommettere, nei mesi successivi la rottura con Kook le ho reso la vita un inferno - affermò con tono e sguardo maligno che fece solamente sorridere internamente la ragazza - le ho rigato l'intera carrozzeria della sua adorata macchina rossa con la chiave di casa, mi sono nascosto dietro un cespuglio e, insieme a Yugyeom, le ho tirato addosso due pacchi da sei uova ciascuno davanti a metà paese. Stranamente quel ragazzetto appiccicoso aveva avuto una buona idea - disse con tono sorpreso e quasi meravigliato - Poi ho fatto tante altre cose, solo che molte me le sono dimenticate> ammise infine facendo scaturire nella bionda una forte risata che lo contagiò a sua volta.
<sarei stata volentieri tua complice>
<ne sono certo - le sorrise lui dolcemente - comunque, nonostante la cosa lo abbia fatto soffrire molto, da una parte, sono "lieto" che sia accaduto. Questo avvenimento lo ha cambiato in meglio, lo ha reso più sveglio e meno sucube degli altri, lo ha reso l'uomo che è oggi ed io sono molto fiero di lui, nonostante debba ancora lavorare un po' sulle sua timidezza> ammise l'azzurro annuendo alle sue parole con vigore, come se volesse accentuare quella sua fierezza.
Minjee sorrise intenerita, era davvero un buon fratello.
<penso che gli farebbe molto piacere sentirselo dire da te> affermò la bionda basandosi sulla sua esperienza. Se sua madre glielo avesse detto almeno una volta, molte cose non sarebbero successe.
<nah, penserebbe che è uno scherzo, non è da me dire certe cose - disse Yoongi osservando l'erba sotto i suoi piedi con leggerezza e consapevolezza, mentre un dolce sorriso continuò ad illuminare le sue labbra - ora vai da Taehyung, sono sicuro che sarà molto felice di vederti> le consigliò spostando l'attenzione sul piccolo ed adorabile bambino dal sorriso rettangolare.
<e tu non vieni con me?> gli chiese lei confusa notando quanto lo sguardo di lui si fosse fatto malinconico.
<vi raggiungo più tardi, ora va> disse nuovamente, facendole ben intendere che in quel momento volesse rimanere da solo a rimuginare su vecchi ricordi e cose mai detti.
Minjee rispettò la sua scelta, si alzò dalla panchina iniziando ad avviarsi verso l'entrata della struttura, ma ad un certo punto lui la richiamò.

<Minjee - si voltò e lo vide ritto sulle gambe, gli lanciò una barretta al caramello che lei prese al volo con entrambe le mani. Lo guardò confusa, non era da Yoongi condividere le cose - sii più sincera con te stessa>

/////
Ciao a tutti!
Spero che il capitolo vi sia piaciuto e che non vi abbia annoiato, ho cercato di renderlo il meno pesante possibile, spero che il mio tentativo sia andato a buon fine!
Perdonate il mio ritardo, ma sono stata sommersa da mille impegni e l'umore non è stato dei migliori, diciamo che non mi consentiva di scrivere capitoli decenti, complice la stanchezza.
Per la questione del passato di Jungkook non pensate sia la solita storiella, mi sono "ispirata" all'incirca a quello che è successo ad una mia amica che è stata troppo cieca per capire che la situazione stava divenendo tossica.
L'ho voluto aggiungere sopratutto perché, negli ultimi tempi, è frequente trovare persone pronte a sfruttarti per i loro scopi e io ne so qualcosa, quindi fate attenzione!
(sembro una vecchietta che parla alle nuove generazioni ahahahha, ok evaporo)
Dopo la mia solita paternale, volevo avvisarvi che nel prossimo capitolo si scoprirà qualcosa di più anche sul piccolo Taetae e nulla, spero vi possa piacere!
Detto questo, se il capitolo vi è piaciuto lasciate una stellina e se volete anche un commento, mi farebbe molto piacere sapere una vostra opinione riguardo alla storia.
Alla prossima
nanaa02

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