★cooking bic
raga non mi sparate dopo il lunghissimo periodo di assenza che mi sono presa, spero vi piacerà il capitolo! volevo troppo mettere quel titolo, bella
La prima cosa che fai appena apri gli occhi è portare la tua mano al posto accanto al tuo, confermando la tua paura, ciò che ti aveva spinto ad esitare la sera prima: Nicolas non è vicino a te.
Eri sicura che sarebbe successo, sapevi benissimo che, dopo aver ottenuto ciò che voleva, se ne sarebbe andato senza una parola, un biglietto, niente. Inutile aspettare un suo messaggio, sai che non arriverà mai. Allora perché lo hai fatto? Perché ti sei fidata, invitandolo a casa tua per bere qualcosa, la sera prima? Infondo vi frequentavate solo da una settimana, lui ti piaceva, certo, ma non era niente di serio. Perché, allora, senti un peso sullo stomaco ed hai un'incredibile voglia di piangere?
Ti guardi intorno, nella speranza di vedere un pezzo di carta che attesti, se non il suo interesse per te, almeno un suo sforzo di cortesia nel mollarti così, da sola, dopo aver fatto sesso la notte prima. "Non era neanche un granché" cerchi di convincerti, mentre, con gli occhi ancora mezzi chiusi e un'amarezza che ti serra le labbra, ti avvii verso il bagno per fare una doccia e lavare via ciò che resta del suo odore sulla tua pelle, anche se sai che per eliminare il pensiero di lui dalla tua testa ci vorrà molto più che una doccia. E questo è perché tu sai che non è vero che non è stato un granché, purtroppo. Forse, se fosse stato una completa frana nel sesso, la sua fuga sarebbe stata più consolante.
Ti balena in testa un pensiero, mentre ti insaponi i capelli: "Che sia andato via perché la completa frana nel sesso sono io?". In questo caso, pensi, l'assenza di un bigliettino è quasi gradita. Insomma, critica costruttiva o no, farsi dire (o meglio, scrivere) di essere stata abbandonata nel proprio letto da sola perché considerata insoddisfacente nell'amplesso non è mai una gran bella esperienza, e tu non tieni a provarla.
Però non era mica la tua prima volta, avevi già avuto dei ragazzi e non era andata per niente male, alcuni si erano addirittura complimentati con te per le tue prestazioni. Che fossero stati complimenti di cortesia?
In effetti, le tue storie non erano mai durate molto e la maggior parte delle volte non era stata colpa tua. O meglio, lo era stata, ma non eri stata tu a lasciare. "Sono davvero così terribile nel sesso?". Scoraggiata, esci dalla doccia, asciugandoti e mettendoti una maglietta bianca che trovi sulla sedia, non facendo caso al perché sia lì e non nell'armadio. Se è per questo, non fai caso nemmeno al fatto che ti è larga sulle spalle ed è più lunga di quello che dovrebbe essere. Sei troppo occupata a preoccuparti di ciò che hai appena capito.
E così ti ritrovi a ripercorrere tutta la tua vita sentimentale e sessuale, dai primi anni di liceo ad adesso, a Nicolas. Ti convinci sempre di più che il tuo sia un problema serio, trovando piccoli dettagli inesistenti in ogni storia che hai avuto che possano supportare la tua tesi.
Di umore nero, entri in cucina con l'intenzione di bere solo un bicchiere d'acqua, dato che lo stomaco non ne vuole proprio sapere di assimilare cibo, e rimani di sasso.
Nicolas è lì, che mangia dei cereali trovati nella credenza, immersi nel latte. Alza lo sguardo e ti sorride ed improvvisamente tutte le tue preoccupazioni svaniscono, facendo spazio ad un sorriso. -Hai la mia maglia.- nota, alzando un angolo delle labbra e guardandoti con dolcezza. Come hai fatto a non notare l'odore che quella maglietta emanava, così improvvisamente familiare e buono? Inoltre, lui indossa solo i suoi pantaloncini, il petto è scoperto.
-Già.- sorridi in continuazione, non puoi farne a meno. Lui è lì, davanti a te, mangia il tuo cibo seduto al tuo tavolo!
Nicolas si alza e prende una tazza anche per te, versandoci dentro del latte. Mentre è rivolto verso la credenza, l'istinto ti spinge ad alzarti ed andare da lui. Lo stringi a te mentre è ancora girato verso il mobile, le tue mani si allacciano intorno alla sua vita; lo percepisci sorridere mentre gli lasci un paio di leggeri baci sulla spalla, poi uno sulla guancia. -Mi hai fatto prendere un colpo. Credevo te ne fossi andato.- ammetti, appoggiando la testa sulla sua nuca.
Lui si gira verso di te e porta una mano sulla tua guancia ed una sul tuo fianco. -Sono qua.- ti dice, poi ti bacia dolcemente. E tu hai il presentimento che forse, a dispetto di tutti i filmini mentali che ti sei fatta quella mattina, questa volta andrà meglio delle altre.
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