Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

a g o s t o

A inizio agosto, Hitoshi cominciò a rendersi conto che luglio era passato molto velocemente. 

Forse perché, dopo il bacio di Denki, entrambi si erano dichiarati. O forse perché, dopo la giornata dedicata al giro delle congratulazioni da parte degli amici per averci messo mesi quando sarebbe bastata una settimana, si erano ufficialmente messi insieme.
Comunque, anche se la routine dei due non era cambiata molto da quel giorno, (visto che già prima facevano tutte quelle cosa da fidanzati) quelle quattro settimane erano letteralmente volate, rispetto a quelle precedenti.
Il motivo principale, probabilmente, era che non avevano mai affrontato l'argomento che Hitoshi non avrebbe mai pensato di voler evitare, e cioè: "come facciamo con le nostre rispettive anime gemelle?"

Dopotutto, anche se Denki ricambia, ha comunque un'altra persona a cui è destinato. Magari ora -quell'altra persona- ha il suo nome sul polso, in inchiostro blu. E se fosse  Jirou, quella persona? Sero mi ha assicurato che non è lei, ma se per qualche motivo avesse mentito?
Insomma , Hitoshi non aveva smesso un attimo di pensarci, e ne aveva anche parlato con la sua vicina di casa.

Il consiglio che gli diede Kodai fu: "che cazzo te ne frega, in fondo ora state insieme" e Hitoshi, per una volta, aveva deciso di darle ascolto. Anche secondo lui era meglio vivere nel presente.

🌙🌙🌙🌙🌙

Si conoscevano da almeno otto mesi, ma questa era la prima volta che Denki gli proponeva di andare al Centro commerciale con tutto il gruppo. Hitoshi non era troppo impaziente (anche se aveva partecipato a diverse feste con Denki, passare del tempo con più di due persone insieme non gli riusciva ancora molto semplice) ma quando lo disse ad alta voce Denki aveva già iniziato a scrivere sul gruppo per confermare la propria assenza, e a Hitoshi non andava giù: non era giusto che smettesse di uscire con gli amici per stare con lui. Non aveva quindi avuto altra scelta che accettare la proposta, e sperare di sopravvivere.

Si era aspettato una giornata a seguire Ashido che girava da sola per i negozi felice come una pasqua, ma Hitoshi si sbagliava: alla fine erano lui, Sero e Bakugo a seguire i tre rimanenti, a turni, cercando di calmarli e far abbassare loro la voce. Ashido, Kirishima e Denki erano delle sirene urlanti che morivano dalla voglia di provarsi ogni capo gli fosse capitato a tiro. Appena i tre poveri cristiani furono riusciti a sedersi un attimo, Sero si sentì obbligato a scusarsi con Hitoshi per non essere riuscito a salvarlo da quell'incubo.

-Mi sembrava maleducato consigliarti di non venire, ma ora mi rendo conto che sarebbe stato meglio risultare scortese che farti sopportare tutto questo.-

Gli disse ad un certo punto, mentre lui, Hitoshi e Bakugo erano davanti ai camerini ad aspettare che gli altri tre uscissero con i completi abbinati. Hitoshi alzò le spalle, sorrise a fatica: anche se da qualche tempo la loro compagnia aveva smesso di causargli attacchi d'ansia, girare per negozi in così tanti era comunque difficile da sopportare. Certo, aveva sopportato tante feste da quando conosceva Denki, ma era comunque difficile. Forse Sero aveva ragione.

-Almeno sta volta abbiamo un ulteriore suppor-

Iniziò Bakugo, ma venne interrotto dall'aprirsi dei tre camerini in contemporanea, dalla quale uscirono Kirishima, Ashido e Denki (in quest'ordine) rispettivamente in un completo rosso, rosa e giallo: giacca con i brillantini, maglietta fluo e pantaloni\gonna con le pallettes.

-Inguardabile.-

Commentò Bakugo.

-Confermo.-

Acconsentì Sero.

-Ma come! Dai, stiamo benissimo!-

Esclamò Ashido, abbracciando i due amici abbinati, mentre Kirishima e Denki ridevano, d'accordo. Malgrado il vestito inguardabile, Denki era comunque bellissimo, Hitoshi doveva ammetterlo. Certo, forse era un po' di parte visto che stavano insieme, ma era sicuro che chiunque sarebbe stato d'accordo.

-Allora come sto?-

Domandò poi, Denki, avvicinandosi a Hitoshi e facendo una piroetta. Hitoshi rise:

-Lascia che te lo dica sinceramente: se compri questa roba, sarò costretto a tagliare i ponti con te.-

-Ma, 'Toshi!-

Finito il giro per i negozi di vestiti, toccò ai negozi di scarpe. Lui Bakugo e Sero si fermarono all'entrata e si sedettero in una panchina: anche se sembrava che fossero abituati all'energia degli altri tre, era comunque stressante girare per quel luogo immenso senza accusare almeno un po' di stanchezza. Neanche Denki li convinse a seguirli dentro, quindi le tre sirene si arresero ed entrarono da sole. Così, Hitoshi si ritrovò per la prima volta a parlare con Bakugo e Sero da soli senza avere attacchi d'ansia e quasi tranquillo: era una sensazione strana, ma almeno respirava ancora bene.
Non si sa come, si arrivò a parlare di qualcosa a cui Hitoshi non aveva mai seriamente pensato.
L'argomento "sessualità" non lo aveva mai sfiorato (nonostante fosse in una relazione omosessuale) forse perché aveva sempre pensato che non esistesse questa gran differenza tra gli esseri umani, visto  anche che erano capitate più volte anime gemelle dello stesso sesso. Ma quando Sero e Bakugo presero a parlare di questo si rese conto di essere ignorate in materia.

-Nonostante il mondo si sia civilizzato, la mentalità umana rimane limitatissima, purtroppo.-

Disse Sero, con voce ferma ma rassegnata.

-E dire che non c'è un cazzo da capire: potrò pur fottere chi mi pare, no?-

Bakugo, che parlava in quanto gay, non ci aveva messo molto ad accettare sé stesso (o almeno è questo che Hitoshi intuì al sentire "potrò pur fottermi chi mi pare"). Sero fece un mezzo sorriso a quella esclamazione.

Né lui né Bakugou obbligarono Hitoshi ad entrare attivamente nella conversazione, probabilmente pensando che se avesse avuto da ridire si sarebbe fatto avanti, ma lui preferì ascoltare: c'erano tante sessualità, tanti generi di cui non aveva mai sentito parlare, ma che esistevano e vivevano nel terrore. Persone odiate dalla propria famiglia solo per chi erano, o solo per chi amavano. Lui era stato fortunato ad avere dei genitori dalla mentalità aperta, ma a quanto pare molta gente non aveva questa fortuna.

-Ma alla fine ci sono solo persone pro LGBT e persone stupide.-

Concluse Bakugo ad un certo punto e Sero annuì, sorridendo. Poi si voltò a guardare Hitoshi, mentre il sorriso si affievoliva:

-Però temo che questo mondo stia cercando di cambiare sotto il modello deciso dagli adulti, e non da quello scelto dalle nuove generazioni.-

Continuò, e Hitoshi iniziò a vederlo un po' abbattuto.

-È bello vedere persone che hanno a cuore questo argomento anche se non sono presi in causa.-

Provò a dire, rendendosi conto che chissà come l'atmosfera si era fatta tesa. Bakugo e Sero si scambiarono un'occhiata, e Hitoshi iniziò a capire che probabilmente gli stavamo nascondendo qualcosa.

-Già, ma per fortuna moriranno presto i pochi stronzi che vanno contro a tutto questo.-

Esclamò Bakugo, e Sero strinse i pugni.

-Bakugo, ne abbiamo già parlato...-

Hitoshi non capiva cosa stesse succedendo: come mai tutta quella tensione tra loro due? Ma non poté chiedere, perché in quel momento Kirishima fece la sua comparsa, con alle spalle Ashido e Denki che ridevano per chissà cosa:

-Abbiamo finito!-

Sero riprese a sorridere, Bakugo si alzò sbuffando e Hitoshi rimase seduto ancora un po', cercando di capire cosa fosse successo. Rimasero qualche minuto a chiacchierare, prima che Kirishima, Ashido, Sero e Bakugo decidessero che era ora di andare.

-Accompagno Mina a casa che deve uscire con i suoi... Ci sentiamo stasera?-

-Okay, bro. Allora vado anche io, mi da un passaggio in moto Bakugo.-

-Mh, andiamo.-

Denki salutò energicamente tutti e quattro, e anche Hitoshi fece un cenno a ciascuno di loro, mentre questi si avviavano per tornare a casa. Alla fine, comunque, solo Mina aveva comprato qualcosa.
Quando se ne furono andati, Denki tornò a guardare Hitoshi, dedicando tutta la sua attenzione a lui, e incatenando a sé il suo sguardo con un sorriso:

-Allora 'Toshi, ti sei divertito oggi?-

Hitoshi non disse nulla, pensando a quale fosse il modo migliore per dire "no" senza spezzargli il cuore. Ma alla fine decise di non rispondere, e fare una domanda a sua volta: per una volta nella vita, la curiosità fu più forte del silenzio.

-Che problema hanno Bakugo e Sero?-

Denki inclinò la testa di lato, ma poi spalancò gli occhi quando capì. Era più che evidente che non fosse piacevole parlare di quello, e Hitoshi si affrettò a scuotere la testa, rendendosi conto che Denki non voleva parlarne:

-No, scusa, non sono affari miei, non volevo-

-No, no, non è questo, Toshi, è che... non so come spiegartelo.-

Denki guardava in basso, gli tremavano le labbra e gli occhi puntavano dovunque non fosse il viso di Hitoshi: ma qualcosa gli fece capire che il problema vero non era ciò che Denki non riusciva a spiegare, ma qualcosa di più. Ma Hitoshi non avrebbe saputo dire cosa, quindi fece del suo meglio per tranquillizzarlo rispetto al "problema" attuale.

-Denki, non devi dirmelo per forza.-

Denki annuì:

-Lo so.-

Denki prese un bel respiro, sbattendo le palpebre un paio di volte, poi guardò Hitoshi:

-Ma vedi, il fatto è che... il partner di Sero è Non-Binary.-

Non-Binary: Sero e Bakugo ne stavano parlando prima, insieme ad altri generi che al momento non ricordava, e Hitoshi iniziò a rendersi conto del perché la conversazione con loro fosse tanto tesa. E si rese conto anche che nessuno di loro (neanche Kirishima o Mina) citando Matsuoka si erano mai riferiti a "lei" o "lui". Avevano sempre evitato i pronomi, non avevano mai specificato il suo genere anche se Hitoshi aveva dato subito per scontato che fosse una ragazza. Non-Binary, merda: Hitoshi già sapeva di avere scazzato almeno un paio di volte. Iniziò a farsi prendere dal panico, quindi prese a pensare a ritroso a tutte le volte che aveva parlato con Sero: perché non glielo aveva detto? Non erano certo migliori amici, ma nelle serate di gruppo finivano sempre a parlare, avrebbe potuto correggerlo.

-Toshi? Tutto okay?-

-Sì, certo, solo... Oddio io mi sono sempre riferito a-

Si fermò un attimo: stava per dire "lei", e che cazzo.

-a Matsuoka come una lei. Perché Sero non me lo ha detto? Mi sarei corretto, avrei-

-Aspetta, è questa la tua preoccupazione?-

Denki sorrise sollevato: probabilmente aveva pensato che Hitoshi sarebbe rimasto confuso dalla rivelazione, e (non fosse stato per la conversazione con Sero e Bakugo) purtroppo sarebbe andata così.

-Sero e Bakugo mi hanno spiegato cosa significa e tutto... Ma questo non spiega cosa sia successo tra loro due.-

Hitoshi si morse la lingua: non erano affari suoi. Stanne fuori, Hitoshi. smettila di essere così ficcanaso.
Cercò di dirsi Hitoshi, aprendo la bocca per rimangiarsi l'osservazione. Ma Denki sembrava felice della curiosità di Hitoshi, e cercò di spiegargli il fatto con più delicatezza possibile:

-Vedi, il fatto che Matsuoka sia Non-Binary rende Sero, beh, pansessuale.-

-Okay.-

Provò a dire Hitoshi, sforzandosi di capire.

-Credi che Sero se la prenderà nel sapere che, beh, lo so?-

-Mh? No, affatto. Anzi, penso credesse che lo sapessi.-

In effetti poteva essere che Sero la credesse una cosa tanto evidente da non doverla specificare.

Ma questo non significava che Hitoshi potesse ficcare il naso negli affari altrui  anche se era più forte di lui: in fondo non si era mai interessato molto al mondo LGBT perché convinto che la sua anima gemella fosse femmina, ma ora che stava con un ragazzo, sai com'è...

-I suoi genitori sono omofobi, quindi non ha ancora fatto esattamente coming out con loro, però è molto tranquillo con tutti gli altri...-

Hitoshi iniziò a mettere insieme i pezzi: Bakugo non ce l'aveva con Sero, ma con i suoi genitori. Ecco perché Sero era così triste quando ne parlavano e Bakugo così arrabbiato. Ecco il motivo del "ma per fortuna moriranno presto i pochi stronzi che vanno contro a tutto questo", del biondo. Non era riferito a Sero, ma alla sua famiglia.

A Hitoshi scoppiava la testa, tornò a sedersi sulla panchina, davanti al negozio di scarpe: non riusciva più a ragionare, stava accumulando informazioni troppo in fretta. E soprattutto le stava accumulando senza che il diretto interessato ne fosse al corrente.
Denki si sistemò al suo fianco, preoccupato:

-Tutto bene?-

-Sì, certo, solo... Non avevo mai pensato a queste cose, prima... Dev'essere difficile, per Sero.-

Hitoshi si era portato le mani al viso, respirava con un po' di fatica ma questa volta non era l'ansia sociale: sapere che Sero doveva vivere circondato da persone che non "condividevano" il suo modo di essere... Come se loro avessero il diritto di "non essere d'accordo" riguardo alla sessualità di qualcun altro. Ancora, si rese conto di quanto era stato fortunato, a nascere con dei genitori come i suoi, e ad innamorarsi di un ragazzo come Denki, che aveva avuto la stessa fortuna. E si ritrovò a pensare che, se a Denki fosse successa una cosa simile, Hitoshi si sarebbe sentito ancora più in colpa di come già si sentiva. Ormai si era rassegnato al fatto che Sero era un suo amico e che quindi era naturale si preoccupasse per lui, ma se fosse successo a Denki...

-Sero starà bene. Lui e Matsuoka sono una cosa sola, credo che sappia che, beh, ne vale la pena...-

Sussurrò Denki, forse per tranquillizzarlo, ma più probabilmente per tranquillizzare sè stesso. Hitoshi si voltò a guardarlo, ma Denki girò velocemente la testa dall'altro lato. Hitoshi sapeva che faceva così solo quando piangeva: non l'aveva visto molte volte piangere, e quasi sempre era perché guardavano film che gli consigliava Mina partendo con il presupposto che "sembravano divertenti". Ma perché anche adesso: aveva detto qualcosa di male? Gli era successo qualcosa e non glielo aveva detto?

-Denki? Ho detto qualcosa che-

-No, certo che no.-

Denki si asciugò gli occhi, cercando di calmarsi. Hitoshi non riusciva a vederlo così. Anche se un po' impacciato e in imbarazzo, gli abbracciò una spalla, facendo aderire la sua schiena al proprio petto. Non gli piaceva abbracciarlo in pubblico (la gente li guardava male e si sentiva a disagio), ma sapeva che Denki ne aveva bisogno. Probabilmente aveva bisogno di sapere che come Sero c'era per Matsuoka, anche Hitoshi ci sarebbe stato per lui. Forse l'argomento lo toccava più di quanto Hitoshi credesse.
Magari il motivo era legato al fatto che Sero era il suo migliore amico, o forse no, non lo sapeva. Ma sinceramente neanche gli importava: non era quello il punto.

-Denki?-

Denki tirò su con il naso, si asciugò nuovamente gli occhi, ma non smise di piangere:

-Mh?-

Hitoshi gli fece alzare un po' la testa, così riuscì a fissare i suoi occhi, cerchiati dalle lacrime e rossi di pianto, nei propri. Se Denki stava male, Hitoshi sarebbe stato lì per lui, sempre. Aveva bisogno che Denki lo sapesse.

-Ti amo.-








siete confusi? lo capisco, lo sarei anche io.
"perché hai buttato a caso un*
Non-Binary nella storia se non sai un cazzo su di loro e se ne parli per tre righe a malapena?" perchè sì. come uomini e donne, così anche i genderfluid o i non-binary, o gli ageder o i pangender sono la normalità. quindi perchè non avrei dovuto? perchè è strano che in un gruppo di amici ci siano un pansessuale, un omosessuale, un bisessuale e un eterocurioso (lascio indovinare a voi la mia headcanon a chi si riferisce)? perché dovrebbe essere strano? anche questa è normalità, ci tenevo a sottoscrivere questa mia opinione su di loro.
poi questo capitolo può piacere e non piacere eh, ma ci tenevo a dedicare qualche riga a Best Boy Sero e Matsuoka perché sono bellissimi.

poi è vero, lo ammetto, non conosco persone non-binary, agender, pangender o genderfluid e sinceramente non so come farei io a riferirmi a loro, quindi ciò che ho scritto è molto "ipoteticamente", perché sulla mia pelle non è sperimentato. spero però di aver reso bene, di non aver offeso nessuno o altro, nel caso vi sarei grata se me lo faceste sapere, grazie. non voglio mancare di rispetto a nessuno.

-Myka

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro