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23. FINE DI UNA BATTAGLIA.

IL RE DEL MALE SI DIVERTE A SEMINARE ZIZZANIA E DUE EX-RAGAZZE DEL NOT RIMPIANGONO UN'AMICA MISTERIOSA?

Death Room. Il Sommo Shinigami con la faccia sorpresa era una cosa che Manuel vedeva spesso, ultimamente; nonostante ciò, lo stupore era così grande nel dio della Morte, che Manuel dovette trattenersi dal ridere.
Shinigami disse: - Allora allora alloooooraaaa, vediamo di capirci. Ora abbiamo quattro nuove Falci della Morte a pluri-modalitààààà?-
Kid, Manuel e Kim dissero all'unisono: - Esatto!-
Sid si grattò la testa, poi chiese a Blair: - E tu, perché non ci hai detto di essere una Somma Fiera?-
Lei, seduta sulla zucca, con le braccia fasciate, si limitò a sorridergli sorniona, imitando un gesto di graffio: - Nyah! A nessun gatto piace stare sotto i riflettori.-
Manuel chiese a Lucy: - Somma Fiera?-
Lei era a bocca aperta, ma disse: - Erano... i capostipiti delle razze animali. La loro cerchia era ristrettissima tra le specie comuni. Ne esistono sì e no un centinaio in tutto il mondo.-
Lui inarcò la testa grattandosi la nuca: - E che differenza fa?-
Kid rispose seccamente per Lucy: - Che un gatto magico normale non diventa un felino alto come un grattacielo con un copricapo faraonico in testa.-
Shinigami tagliò il discorso con un gesto della mano: - Suvviaaa, ora è inutile star qui a disperderci. Ci siamo chiariti, Medusa è morta, così come il C.T.T. e possiamo festeggiare...-
- Un momento!- A parlare all'unisono per tutti erano stati Maka e Black*Star. La prima si ritrasse indietro quasi a voler coprire Tsugumi, ma l'assassino la spinse indietro, avvicinandosi a un palmo dal naso di Tsugumi.
Poi sussurrò: - Un immortale. Tu. Da una vita. E ti mostri solo ora.-
Lei si rannicchiò su se stessa, mentre Kid gli diceva: - Black*Star, non mi sembra il momento...- Black*Star lo fulminò con lo sguardo, poi tornò a fissare Tsugumi.
Le chiese: - Da quanto ti faccio paura?-
Lei si rimise sull'attenti, triste: - Da quando ho saputo che la tua famiglia ha distrutto la mia.-
- Cioè?!-
Lei cominciò a fare cerchi con la punta del piede destro: - Due anni fa circa.-
Lui si avvicinò ulteriormente, facendola sobbalzare: - E avevi paura che ti uccidessi?!-
Lei chinò il capo, mentre lui si girava, le nocche dei pugni bianche da quanto la presa s'induriva: - E se ti dicessi che sapevo che eri così da quando ti ho vista la prima volta?- Lei rialzò il capo, mentre gli altri assumevano un espressione sorpresa in volto.
Black*Star disse ad alta voce: - Io sono un dio! Non mi sfugge niente! Sentivo chiaramente che non avrei saputo ucciderti, se non avessi conosciuto il tuo punto debole! Mi prendi per scemo, Tsugumi?!-
Si rigirò verso di lei: - Non sono come quei fessi condizionati dalla Follia della mia famiglia! Ho combattuto il Kishin, uccido quelli che Shinigami mi dice di uccidere, mi sono allenato con te. Ti do forse l'impressione di un assassino assetato di sangue?!-
Lei era senza parole, mentre Tsubaki tentava di fermare inutilmente il suo Meister, che ribadì: - Un dio non uccide senza motivo. L'unico motivo che avrei in mente per farti fuori ora, sarebbe che hai osato paragonarmi alla mia "famiglia".- Marcò quelle ultime parole con chiaro disprezzo.
Poi si voltò e si allontanò, dicendo: - Mi hai deluso fortemente, Harudori. Credevo che avresti imparato, dopo due anni alla Shibusen, a riconoscere gli amici dai nemici.-
Aggiunse tra sé, sottovoce: - Non solo quelli che vedi.-
La porta della Death Room si richiuse alle sue spalle, mentre Tsubaki lo richiamava inutilmente indietro.
Tsugumi era un contrasto di emozioni diverse, ma Manuel la rassicurò dicendo: - Tranquilla, ci parlo io dopo; è solo un tantino seccato, tutto qui.-
Shinigami richiamò di nuovo l'attenzione di tutti: - Beeeeneeee! Me l'aspettavo! Comunque, non possiamo non festeggiare tutti insieme i nostri recenti successi...-
Soul osò alzare la voce: - A un passo da un'altra guerra?!-
Kim disse: - Dobbiamo riposarci, Soul. Troppe cose in poche settimane.-
Shinigami, spazientito, proseguì, allargando le mani verso Kid: - ... con una festa, per domani sera, tutta per voi, ragazzi!-
Esultarono tutti tranne Soul, che mugugnò: - Uao! Molto poco figo!-
Kid si rivolse a Maka: - Ti occupi tu di preparare il tutto?-
Lei gli fece l'occhiolino, mentre Manuel annunciava, stiracchiandosi: - Bene! In tal caso, vado a ficcarmi sotto le coperte.-
Stein gli sussurrò, alle spalle: - Sicuro di aver detto tutto?- Lui non si girò a guardarlo, gli sembrava di essere sul tavolo di vivisezione solo ad avvicinarglisi.
Solo, sussurrò di rimando: - Quello che serviva. Il resto può attendere.-
Lui girò enigmatico la sua vite, allontanandosi verso Marie: - Basta che ti sbrighi a parlarne prima che sia troppo tardi.-
Dopo aver augurato la buona notte a tutti, si trascinò stancamente a casa sua. Lucy sarebbe arrivata dopo, era ancora a confabulare con Liz e Patty. Arrivato a casa, le fitte alla testa ripresero più forti di prima e dovette appoggiarsi alla scalinata che portava al piano superiore, per non cadere.
Sentì quattro paia di occhi trapiantarsi su di lui, prima di sentire due voci flautanti chiedergli all'unisono: - Avevi detto che non riuscivi a sentirlo.-
Sospirò, mentre fissava lo sguardo su Fire e Thunder, che lo fissavano seri e tristi. Ma come poteva aver accettato un simile incarico.

FLASHBACK

Terminati gli accordi con Shaula, di ritorno a casa, trovò una sorpresa con Lucy. Pot of Fire e Pot of Thunder, le armi di Kirikou, giocavano allegramente con Lucy sul piazzale, mentre Manuel raccoglieva il biglietto che si trovava davanti alla porta.
"Caro Desper,
per volontà del Sommo Shinigami e per il fatto che la tua anima è compatibile con loro, ti lasciamo i Vasi di Rung. Nel caso ti servisse un approccio più diretto.
Prof. Franken Stein."
Oh, se lo odiava! Ma aveva accettato.

- Di cosa state parlando?- chiese, ignorando il mal di testa lancinante.
Fire (o Thunder, non aveva mai capito la differenza) gli si avvicinò, accarezzandogli la testa e sussurrando: - Siamo anche noi degli sciamani. La natura scorre nel nostro sangue e riusciamo a sopportarla. Ma tu... la tua è una maledizione.-
Lui abbassò il capo, colpevole e stravolto dalla verità.
Chiese, più a se stesso che ai gemelli: - Che cosa dovrei fare?-
L'altro gemello chiese: - La strega... ti ha dato un tempo limite alla maledizione?-
Lui annuì, ridendo amaro: - Sì. Finché il tempo non girerà all'indietro.-
I gemelli dissero all'unisono: - Allora non ci resta che aspettare!-
Manuel sembrava cadere dalle nuvole: - Che? Ragazzi, ma è impossibile che...-
Uno dei gemelli disse autoritario: - Se la strega ha detto che devi aspettare che il tempo scorra all'indietro...-
L'altro concluse: - ...allora avverrà che il tempo si metterà a scorrere all'indietro.-
All'unisono annunciarono: - Perché ogni maledizione ha un punto limite.-
Lui si premette la testa in preda agli spasmi di dolore. I gemelli gli si avvicinarono, abbracciandolo, annullando il dolore.
Lui sentì una sensazione di calore avvolgente e i gemelli spiegarono: - Accade quando oltre al dolore, senti il canto della natura in tutte le sue sfaccettature.-
Lui si mise a piangere, un attimo prima che il dolore ricominciasse e lui svenisse.
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Lucy e Tsugumi erano arrivate trafelate, quando avevano sentito gridare Maka verso di loro di raggiungerla, nel piazzale vicino alla sala Magna della Scuola, dove stava preparando la festa per domani (che diamine, non si stancava mai, quella ragazza?!).
Arrivate, Maka disse loro: - Guardate!- Il cielo era buio pesto, tranne un puntino luminoso nel cielo, che splendeva più della luna, il cui lato luminoso era ormai perennemente oscurato dal sangue nero di Crona.
Sebben Lucy avesse il fiatone, non poté fare a meno di domandare: - Ma... che stella è quella?-
Tsugumi sorrise: - Non è una stella, Lucy, è Lucifero.-
Lei sbarrò gli occhi, mentre Maka spiegava, accorata: - Un vecchio termine per definire Venere. Solo... non l'ho mai vista splendere così.-
Una voce impastata dietro di loro mugugnò: - Vi conviene godervela, finché dura.-
Si voltarono tutte e tre. Era un ragazzo moro e pallido, che si stava mangiando appoggiato alla balaustra le patatine della mensa. Ai lati della cintura pendevano due enormi spade, con i contorni violacei.
Maka gli disse, mentre le altre indietreggiavano: - Ehi! Sono della mensa!-
Lui ammiccò nella sua direzione: - Appunto. Oltre a mangiare fuori orario e a rovinarmi la salute con queste schifezze, sto anche rubando. Mi sento... all'inferno! Uh uh!-
Maka disse, arrabbiata: - Smettila, o mi costringi...-
- ... a mietermi l'anima? Uno, io non ho anima. Due, dov'è il tuo fidanzato invidioso della situazione?-
Lei sbarrò gli occhi. Ma come si permetteva...
Il ragazzo ingoiò le ultime patatine dal sacchetto, si pulì la bocca con un fazzoletto, poi la fissò triste ed esclamò: - Devo proprio spiegarvi tutto, eh? D'accordo.- Si concentrò un attimo, poi sulla sua fronte comparve un terzo occhio posto in verticale.
Maka fece un salto indietro, urlando dallo spavento: - Tu... tu sei Karkadoom!-
Lui inspirò profondamente: - Che delizia, la vostra paura! Mi fa sentire vivo e potente. Ora capisco perché Ashura si era lasciato andare alla mia Follia. Ti senti un dio. Mi ci devo riabituare, vero, ma già solo questo... è come una lussuria, per me.-
Lucy si riprese, ghignando nervosa: - Fai tanto lo spiritoso, ma non ci uccidi.-
Lui ridacchiò: - Era perspicacia, non sarcasmo, piccola Crow. E comunque, perché rovinare tutto il divertimento... adesso?-
Le labbra delle ragazze erano contratte dalla rabbia, mentre il signore del male si avvicinava lentamente a loro: - E dire che ero venuto per fare due chiacchere con voi... non capita spesso di incontrare tre angeli in un colpo solo.-
Maka disse tra i denti: - Come?!-
Lui si fermò, perplesso e curioso: - Come cosa, angioletto di mamma?-
Lei strinse i pugni fino a farsi sanguinare i palmi con le unghie: - Come ha fatto a nascere un mostro come te?!!!-
Lui rise tranquillo, prima di riprendere a parlare: - Oh, Maka Albarn non sa qualcosa. Tsugumi te lo saprebbe spiegare meglio di me... ma la domanda l'hai fatta a me e ti rispondo. Mi hai creato tu!-
Lei sobbalzò rabbiosa, mentre lui indicava Lucy e Tsugumi e allargava le braccia a Death City, dicendo: - Così come lei, come lei e il mondo intero! Tutti voi umani mi avete creato, mettendo in squilibrio l'armonia del mondo e trapiantandoci l'armonia dell'uomo, questa creatura affascinante perché facilmente manipolabile. Non sarei nato senza di voi e non sarei tornato senza di voi. Uova di Kishin... sono solo una parte del male del mondo. Le guerre mondiali, la distruzione di civiltà, non l'ho fatto io tutto questo, no! Voi, l'avete fatto.-
Poi guardò con tristezza Lucy, mormorando: - Oh, Lucy, quanto mi dispiace per il tuo Meister. E quanto mi dispiace per la vostra cara vecchia amica che abbandonaste al suo destino per colpa di Armida Gorgon.-
Maka chiese a Tsugumi e Lucy: - Armida Gorgon? Di che parla?-
Lucy non rispose, si limitò a stringere i denti, snocciolando insulti che Maka non immaginava potessero uscire da una ragazza di tredici anni: - Tu, lurido, schifoso, pezzente, odioso, figlio di...-
Karkadoom la interruppe con benevolenza, ridendo: - Calma, calma. Si vede che sei Grigori da poco, angioletto.-
Poi si rivolse a Maka: - Oh, mi odi per quello che ho fatto a Crona, vero?-
Lei non disse niente.
Il re dei demoni passò a Tsugumi, dicendole: - E tu, Gatta Nera, dopo tutto questo tempo non vuoi rivolgermi la parola?-
Tsugumi disse solo: - Stai mentendo. Tu ci odi. Ci vuoi morti. Tutti. Perché come esiste un male come te, a maggior ragione esiste ancora più bene!-
Detto questo continuò a fissarlo furiosa.
Lui inclinò la testa di lato, squadrandola: - Non eri così sofista quando ero nella tua testa fino a qualche giorno fa, vero?-
Tsugumi si morse le labbra per non urlargli addosso, mentre lui proseguiva, imperterrito: - Come ci sente a essere orribili, gattina, mh? Ti capisco, sai. Se solo ti fossi rivelata due anni fa, Meme non sarebbe morta invano, giusto?-
Maka gli urlò, vedendo gli occhi di Tsugumi pieni di lacrime di odio e disperazione: - Basta, vattene!-
Lui rise macabro, prima di sparire: - Andarmene? Cara Maka, devi farci l'abitudine a sentirmi spesso. Tra un po', mi sentirai per sempre.-
Sparito che fu in una nuvola di fumo nero, Lucy disse arrabbiata a Maka: - Torno a casa, 'notte!-
Tsugumi pure: - 'Notte!-
Maka non fece in tempo ad augurare loro la buona notte, che si erano già dileguate.
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Arrivata a casa, piena di ricordi rabbiosi del passato, Lucy non si trattenne dal tirare un pugno alla porta. Fatto questo, andò spedita nella sua camera.
Prima di buttarsi sul letto, gettò un ultimo sguardo alla finestra della camera, guardando Venere splendere nel cielo buio.
Sussurrò: - Perché... perché l'hai fatto?-
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La stessa cosa la stava pensando in parallelo Tsugumi, mentre pure lei fissava Venere, con quadro e una foto dentro. C'era raffigurata una ragazza che le assomigliava molto, con la chioma celeste divisa in due trecce e due occhi con lo stesso colore dei capelli.

Dietro c'era una poesia che aveva imparato a memoria: la poesia l'aveva scritta la sua amica per Tsugumi e le altre prima che...
Il pianto prese il sopravvento, mentre lei stringeva la foto al suo petto, singhiozzando: - Teony... perché a te?-
In un angolo della mente della Gatta Nera, Karkadoom si sfregò le mani con malvagità, pensando: "Dubito che ora vorranno festeggiare qualcosa di effimero."

Angolo dell'autore: *silenzio di tomba*. Uhm, immagino di aver colto nel segno. Oppure di aver deluso le aspettative di molti lettori.
Allora, mi rendo conto di aver fatto un capitolo molto breve, ma:
1. Ho sempre meno tempo.
2. Mi serviva un capitolo soft e questo soltanto penso renda l'idea.
3. Prometto di alzare il tiro al prossimo capitolo.
Le vicende sono poco chiare, lo so, ma vi suggerisco di leggere insieme a questa ff quella da poco pubblicata, Polichrome, per avere le idee più chiare.
Ringrazio ancora quelli che in silenzio continuano a votarmi. A tutti Joma joma dabarasa.

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