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20. 2. SHIBUSEN CONTRO SNAKE ISLAND. IL VALORE DEGLI HARUDORI ALLO SPECCHIO?

Suggerimenti se fate un viaggio attraverso un portale: assolutamente, TENETE PER MANO QUALCUNO, preferibilmente il vostro partner. Altrimenti farete la fine di Manuel, che, cadde, urlando a squarciagola su due serpenti con ali da pipistrello poco raccomandabili come animali domestici... perlomeno, a Death City (troppo asimmetrici per i gusti di Kid, sarebbero morti per attentato alla simmetria!). Il tutto in un ambiente umido, squallido, decrepito, vicino a un castello che assomigliava più a un rettilario enorme (o al battello della Palude del Diavolo in Bianca e Bernie, fin dove arriva la vostra benedetta fantasia!).
I serpenti, che Maka aveva chiamato Nure-Onna, demoni minori al servizio di Medusa, dopo un attimo in cui rimasero intontiti, si presero la libertà di attaccare il maestro d'arma più folle del momento. Infatti, in preda al panico, si limitò a tagliarsi il polso con un'unghia, per colpire gli avversari con un Bloody Needle.
Sceso a terra, Lucy e le altre lo fissavano in cagnesco e fu proprio Lucy a dire: - Cos'hai da dire a tua discolpa?!-
Lui fece spallucce: - Probabilmente mi devo far prestare una lima da Liz!- concluse con un sorriso a trentadue denti. Un attimo dopo giaceva a terra, agonizzante, steso da un pugno multiplo delle ragazze.
Kim urlò: - E non ti è passato neanche un momento, per l'anticamera del cervello, di poter cadere nella Follia?! Sei cretino completo?!!!-
Anya sospirò: - L'eterna prova che il sangue nero rende soltanto la testa vuota.-
- Anya...-
Quella voce raggelante fece voltare tutti i presenti.
Un tizio davanti al portone sussurrò, il cilindro calato sugli occhi e lo specchio scintillante nella penombra: - ... detto da te è una pugnalata al cuore, questa frase. Oh, che sbadato! Il cuore me l'hai già tolto un anno fa.-
Lucy sbiancò, a quell'affermazione, voltandosi verso Anya, ancora più pallida, chiese: - Allora è vero... tu e lui...-
Manuel chiese, rialzandosi: - "Anya e lui" cosa?-
Anya terminò: - Eravamo fidanzati, sì.-

Manuel si voltò verso Tsugumi: - Non nutrivi dubbi per te... ma per LEI!-
Lei annuì: - Ma ora è troppo tardi, per ripensarci.-
Il Cappellaio Matto uscì dall'ombra e ridacchiò, folle: - Ottimo. A quanto sembra ognuno di noi deve affrontare il proprio passato. O almeno, così pensate. Infatti, dietro di me, ci sono gli uomini del C.T.T., Nure-Onna, serpenti letali vari... A seguire, due entrate, che si chiuderanno nel momento stesso in cui entrerete, che conducono alle mie signore. Ovviamente, io sarei il vostro primo ostacolo...-
Manuel impugnò Lucy, facendola roteare, mentre Kim e Anya lo imitarono prontamente mezzo secondo dopo.
Ma Jasper si fece da parte, liberando uno spazio vuoto: -... ma non credo che avrò un'altra occasione per parlare ad Anya ed è tanto tempo che vorrei parlarle da solo.-
Manuel chiese, stupito: - Vuoi dire che ci lasci andare?!-
Lui socchiuse gli occhi: - Io mi sbrigherei, fossi in te, Desper, prima che il mio ultimo momento di lucidità vada a farsi benedire.-
Manuel rivolse un gesto nervoso ad Anya e Tsugumi, dicendo: - Buona fortuna!- Poi corse verso il castello con Kim, sorpassando il Cappellaio.
Il quale ridacchiò verso Anya: - Fortuna? Ridicolo! Qui c'entra solo la spina dorsale. Dico bene, Yngling?-
Lei si mise sull'attenti, nervosa, sorridendo: - Come, Jasper? Non mi chiami più Anya?-
Lui la fissò, folle: - Non sono più quello di prima... e neanche tu lo sarai, tra un po'!-
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Tempo dieci minuti, il corridoio era pieno di anime rosse fluttuanti, Uova di Kishin fresche. Kim le stava contando.
- ...cento trentaquattro, cento trentacinque... Ottimo! Ottantacinque anime a Jacqueline e cinquanta a Lucy. E saremo entrambi a novantanove!-
Manuel la fissò dubbioso: - E posso sapere perché non potevo aiutarti a contare?-
Lei cominciò a usare Jacqueline come aspirapolvere sulle uova di Kishin: - Tu sei una schiappa in matematica.-
Lucy, che ne stava mangiando una dietro l'altra, leccandosi le labbra, commentò: - Smettetela di litigare. Dopo dove andiamo, Manuel, a destra o a sinistra?-
Jacqueline suggerì, autoritaria: - VOI a sinistra!-
Kim chiese a Manuel, ignorando il litigio tra Lucy e Jacqueline: - Non riesci a sentire le loro anime?-
Lui scosse la testa: - Purtroppo le befane usano lo Scudo dell'Anima. Sono irriconoscibili.-
Kim scosse la testa: - Pensi che... potrei farcela contro Canaris Teach...-
Lui la prese per le spalle, improvvisamente accigliato: - Kim, certe volte mi domando se non pensi sempre alle bollette invece di ascoltarmi. Ti ho scelto proprio perché tu PUOI sconfiggerla. E la sconfiggerai!-
Poi la lasciò sussurrando, più a se stesso che a lei: - Inoltre... non ti permetterei mai di avvicinarti a Medusa. Lei... è solo mia!-
Lei annuì, decisa, afferrando Jacqueline e trasformandola in lanterna. Lo stesso fece Manuel, stringendo a sé Lucy, il diamante nero dello scettro scintillante di avidità. Avidità di anime. Arrivati alla fine del corridoio, come aveva detto Jasper, trovarono le due porte, collegate a degli strani meccanismi idraulici di cui si vedevano i pezzi anche fuori.
Prima di lasciarsi, Manuel prese Kim tra le braccia, baciandola teneramente e dicendole: - Buona fortuna, tesoro.-
Poi lui prese il corridoio di sinistra, lasciandola allibita sul posto, mentre il portone si chiudeva. Jacqueline fu costretta ad afferrarla per la mano e portarla sul portone di destra, un attimo prima che si chiudesse. Un attimo dopo, Kim le diede un pugno in testa.
Jacqueline provò a protestare, ma la Meister la zittì con un cenno, dicendole: - QUESTO è per l'eventualità in cui dovessimo incontrare Medusa per colpa tua.-
Lei spalancò gli occhi: - Mia?!-
Lei gli fece il verso: - "Mia?!" Chi voleva andare a destra?!!!-
E si gettò a rotta di collo nel corridoio. Jacqueline, dopo un attimo di stupore puro e sbigottimento, la seguì furiosa borbottando: - Maschi.-
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Crash.
Un'altra volta e un altro specchio rotto. Erano all'interno del Mirror's Joke di Jasper e ne aveva abbastanza. Era una tecnica che aveva sviluppato con Marzolin dalla Falce della Morte Tezca Tlipoca. L'immagine del Cappellaio Matto era dappertutto, mentre quello vero, approfittando della confusione della maestra d'armi, scagliava a ripetizione bombette esplosive e la forza della sua anima attraverso gli specchi. Se avesse dovuto credere a qualche stupida superstizione, Anya avrebbe creduto di essersi appena guadagnata una settantina di anni di sfortuna.
Tsugumi, semplicemente non ci pensava. "Ho già troppa sfortuna ad averti cacciata in questi guai, Anya...".
Anya la interruppe ad alta voce: - Smettila di pensare a queste sciocchezze! Sai bene che Meme ed io conoscevamo i rischi di questa scelta!-
Jasper ridacchiò: - Ti distrai troppo, Anya! Mirror's Knife!-
Uno specchio si piegò su se stesso, come se un pugnale lo stesse piegando dall'interno, flettendolo. La punta dello specchio stava per raggiungere il trapezio della schiena di Anya, ma lei si scansò all'ultimo. Nel farlo, però, non riuscì a evitare di essere colpita alla spalla destra. La maestra fece cadere Tsugumi, urlando dal dolore.
L'alabarda, ritrasformatasi in umana, urlò: - Anya! Stai bene?-
Il Cappellaio Matto rise, crudele, mentre scioglieva il Mirror's Joke e si avvicinava alle ragazze: - Bene? Chi può stare bene davanti a un'egoista come te, Gatta Nera?-
Lei gli urlò addosso: - Taci! Odio quel nome! E sai meglio di me che non è vero...-
- Cosa?- la interruppe lui, - Che non sei la Gatta Nera? Che non sei una ragazza del Clan degli Immortali come Occhio del Diavolo? Che gli altri non stanno bene vicino a te? O che è colpa tua se Meme è MORTA?!-
Lei, le lacrime agli occhi, disse: - No... tu l'hai uccisa... tu...-
Jasper rise, le braccia spalancate, la testa all'indietro, con il rischio di perdere il cilindro: - Sei ridicola! Quel giorno volevo colpirti solo per cacciarvi via, ma Meme, nooooo, lei doveva proteggere la reticente in questione. Io C'ERO quel giorno, Tsugumi. Il giorno in cui l'hai condannata a morte.-

CIRCA DUE ANNI PRIMA.

Un ragazzo con il cappello a cilindro e colori sgargianti aspettava insieme al suo compagno, Marzolin, nella Death Room, davanti a Spirit e il Sommo Shinigami. Stava per tirare fuori la cipolla per vedere quando sarebbero arrivate, quando la porta si spalancò tutto a un tratto, lasciando intravedere Anya, Meme e un'affannata Tsugumi.
La quale ci mise un po' a riprendersi, prima di dire: - Scusate tanto, sono arrivata di corsa, ma il corridoio è lunghissimo...-
Spirit alzò la mano: - Per quanto possa essere personale la chiamata, il Sommo Shinigami non vi ha mai visto in faccia, quindi cominciate con il presentarvi.
Le ragazze s'inchinarono subito davanti al Sommo Shinigami, presentandosi in ordine: - Tsugumi Harudori, alabarda demoniaca...-
- ...e le sue maestre d'armi Anastasia Yngling...-
- ...e Meme Tatane.- A quest'ultima cadde il fiocchetto dai capelli, e quando Marzolin glielo indicò, lei, sorridendo, se lo rimise dall'altra parte.
Il Sommo Shinigami esclamò, con voce nasale e strana: - Piaaaceeeeereeee di conosceeerviiiii! Certo che è strano, due maestre per un'arma.- poi, piegò la testa in modo curioso di lato e fissò il tizio con il cilindro, - Jasper, ora puoi andare...-
Lui lo fissò, timido ma deciso: - Con rispetto parlando, Sommo Shinigami, preferirei ascoltare anch'io; Anya è la mia ragazza e se una cosa riguarda la sua arma, vorrei saperne anche io.-
Il Sommo Shinigami piegò la testa dall'altra parte, poi la rimise dritta: - Come preferiiisci. Ora, c'è una cosa che devi sapere, piccola Tsugumi. Oppure la sai giàààà?-
Lei si fece piccola piccola, sussurrando: - Forse... ma non è possibile... l'ha detto Kim, ma non posso essere una strega...-
Il Sommo Shinigami le diede una tenera pacca sulla testa (per quanto tenera potesse essere con una delle sue manone), ridacchiando allegramente: - Ma noooo, sciocchina! Niente di tutto questo. Hai uno Scudo dell'Anima, questo è vero, ma non perché sei una strega. Tu sei... Beh, è una storia molto lunga. Tuo padre è morto quando eri piccola, vero?- Lei sembrò sorpresa, però annuì.
Lui ripiegò la testa di lato: - Eeeeee, scommetto che non ti abbia mai detto qualcosa sulla sua famiglia, dico beeeeneeeeeee?- Altro cenno di assenso.
Anya sembrò seccata: - Insomma, cosa c'entra ques...-
Spirit la interruppe: - Non interrompere il Sommo Shin...-
Ma... - Shinigami Chop!- un secondo dopo la Falce della Morte giaceva a terra priva di sensi.
Il Sommo Shinigami fece sparire il cipiglio arrabbiato e disse, a mo' di scusa: - Dovete scusarlo, ultimamente è un po' paranoico. Mettetevi comode (pardon, comodi), è una storia mooooltooo lunga.-
In breve, il Sommo Shinigami spiegò, a grandi linee, che, dopo la battaglia con il Kishin, i mortali che si erano offerti coraggiosamente e avevano combattuto valorosamente, pur non essendo in grado di farlo da soli, la Follia e i suoi seguaci, furono premiati dal Sommo Shinigami stesso, con l'immortalità. Il Clan di quegli uomini fu denominato Clan degli Immortali, divisi in due gruppi, i Mannari e i non-Mannari, e venne guidato e sorvegliato in una zona dell'antico Kanto, onde evitare spiacevoli incidenti, da un gruppo di assassini mercenari assoldati dal Sommo Shinigami, il Clan della Stella.
A quelle ultime spiegazioni, Tsugumi scattò in piedi, colta da un pensiero: Akane! Lui aveva detto di avere il marchio della Stella, pur non facendone parte. Tuttavia tenne la cosa per sé; nemmeno lui voleva che si sapesse in giro.
Il Sommo Shinigami stava bevendo un sorso di caffè, quindi non se ne accorse, ma le amiche e Jasper le rivolsero uno sguardo dubbioso, mentre si risedeva.
Poi, osò chiedere: - E quindi?-, sebbene sapesse già in parte la risposta.
Lui le rivolse uno sguardo indecifrabile: - Quindi, dopo che il Clan della Stella impazzì misteriosamente, i loro primi pezzi sacrificali furono proprio gli Immortali.-
Jasper sollevò la testa di scatto: - Cosa? Ma... come si fa a uccidere un Immortale?-
Lui fece un cenno scherzoso: - Oh, semplice. O lo uccide un altro immortale, ooooo viene ucciso da uno del Clan della Stella.- Siccome la spiegazione li aveva lasciati più allibiti di prima, spiegò: - I membri del Clan della Stella avevano una particolarità: chiunque fissassero con il loro sguardo, ne potevano individuare il punto di morte, l'unico punto in cui un immortale è vulnerabile.-
Meme chiese: - Che vuol dire?-
Marzolin le sussurrò: - Un tallone d'Achille.-
Meme sussurrò a sua volta: - Un motivo in più per portare gli anfibi?-
Tsugumi chiese imperterrita: - Continuo a non seguire.-
Il Sommo Shinigami disse, con voce tetra: - Vedi, Tsugumi, dopo la pazzia del Clan e quello che seguì, del Clan degli immortali ora rimangono solo due persone. Una è imprigionata nel castello delle streghe. L'altra... sei tu.-
Lei si portò le mani alla bocca, lo stupore alle stelle, mentre Anya saltava in piedi: - Cosa?! Ma se lei viene dall'altro capo del Giappone...-
Shinigami la interruppe: - Suo padre, l'ultimi del Clan dei Gatti Neri, sapeva nascondere bene le sue tracce.-
Jasper chiese: - E questo porta delle complicazioni?-
Lui chinò ancora la testa di lato: - Beeeeeh, io non sarei contrario a lasciarla qui, peròòòò, dovrà agire con prudenza.-
Tsugumi era perplessa: - Prudenza? Non so neanche come si fa... in parte, forse... ma perché dovrei preoccuparmi? Akane mi ha detto che il Clan della Stella fu distrutto.-
Lui si limitò a dire, prima di un sorso di caffè: - Non esattamente. C'è ancora un ragazzo.-
Meme trattenne il fiato, imitata dagli altri, in attesa di una risposta che non tardò ad arrivare: - Il suo nome è Black*Star.-
Jasper urlò: - Cooooosaaaaa?! E lei si azzarda a tenere uno così pericoloso a Death City?!-
Lui lo fissò curioso: - Me lo chiedi sempre con rispetto parlando?-
Anya era sgomenta: - Ma allora... potrebbe aver già capito...-
Lui alzò le mani, bonario: - Sususususususu, vediamo di calmarci un attimo. Verissimo, per Tsugumi è un pericolo, ma i poteri del Clan si dimostrano sempre alla maggiore età, quindi sarà da considerare un problema per il futuro.-
Tsugumi chiese, stranamente tranquilla: - Che cosa intende per futuro?-
Lui si grattò il capo: - Mmmmmmmh... un anno o due, per essere tranquilli. Dobbiamo verificare se la Follia l'ha intaccato.-
Tsugumi si alzò in piedi, decisa: - In tal caso, non voglio rischiare. Rinuncio alla mia immortalità.-
Shinigami la fissò serio: - Ci hai riflettuto con cura?-
- Quel tanto che basta. Ho promesso a mia madre che avrei fatto di tutto per stare lontana dai guai, uno dei tanti motivi per i quali ho rifiutato la promozione all'EAT.-
Shinigami chiese: - E come la metti con Shaula Gorgon?-
Jasper sogghignò: - Se mi permette, Sommo Shinigami, in quel caso sono i guai che le danno la caccia. Come chiunque faccia parte della Shibusen.-
Tsugumi lo fissò: - E con questo che vuoi dire, Trip?-
Lui era serio, ora: - Con la tua calamita personale di guai, cacci sempre nei pasticci le tue Maestre d'armi. Dovresti riflettere sulle tue possibilità almeno per loro, se non lo vuoi fare per te.- Detto questo, si rialzò in piedi, - Non ho altro da ascoltare, Sommo Shinigami. La ringrazio per la presenza che mi ha concesso. Marzolin, andiamo. Anya, se mi cerchi, sono ad allenarmi con il Maestro Tezca Tlipoca.-
E se n'era andato.

Il Cappellaio chiese: - Hai dimenticato pure questo, "usignolo"-
Lei scosse la testa: - No, non l'ho dimenticato.-
Lui sogghignò: - E ricordi cosa successe dopo? Io andai ad aiutare maestro Tlipoca contro Medusa, lei mi usò come cavia per i suoi esperimenti et voilà! il nuovo Jasper Trip, ormai Clown artificiale Cappellaio Matto. Il seguito lo conosci anche meglio. Mi deste la caccia insieme al Maestro Mifune. Quello fu divertente, da uccidere. Quanto a te... se tu avessi svelato i tuoi poteri... ma sei sempre stata egoista! E Meme è morta! Non volevi morire? Ora muori!-
Detto questo, si avventò su di lei con un pugnale. Tsugumi, con una calma incrollabile, lo fissò duramente, poi urlò: - Scudo dell'Anima, disattivato!-
La folata di vento che si levò, fece volare all'indietro Jasper, che la fissò con un ghigno sorpreso.
Lei si rialzò in piedi, imitata da Anya, che nel frattempo si era fasciata la spalla, e disse: - Fu proprio dopo la morte di Meme che capii che il mio era un dono da sfruttare al meglio, Jasper, nonostante abbia ancora paura di Black*Star. Dopo che TU uccidesti il nostro maestro Mifune e lei. Non ti è mai importato che di te stesso e della "tua" Anya. E se te lo stai chiedendo, non sei il primo a vedermi come sono in realtà. Anche se sarai il primo ad affrontarmi come arma.-
Detto questo fissò Anya, che si limitò a stendere il braccio, dicendo: - Facciamola finita, Jasper.-
Lui era perplesso: - Ma davvero? Che fifa! Eco della Follia! Wonderful Mirror!-
Uno specchio immenso apparve in mezzo agli sfidanti e Jasper spiegò: - Una volta che sarete dentro lo specchio, lo ridurrò in mille pezzi!-
Una folata di vento si alzò minacciosa verso Anya e Tsugumi, ma quest'ultima incrociò le braccia e recitò: - Sat Cat Volo Nolo! Sat Cat Volo Nolo!- poi, alzò una mano sola e urlò: - Cut Wing!-
Lo specchio si spezzò in mille frammenti, mentre Marzolin, che Jasper teneva in mano, si ruppe. Mentre quello restava inebetito e con lo sguardo folle, Tsugumi si trasformò in arma e volò da Anya. La sua forma era diversa: ora le due punte dell'alabarda erano biforcate in quattro, facendo sembrare l'arma la zampa artigliata di un gatto.
Urlarono all'unisono: - Eco dell'Anima!- Il cerchio che si formò dal vento generato dalla potenza delle loro anime era enorme. Anya non l'aveva mai fatto e temeva si spezzasse qualcosa. Ma il legame era più forte che mai e Tsugumi vibrava di vendetta. - Cat's Storm!- Una nuvola viola di fili raggiunse il pagliaccio, che, incapace di reagire, fu bucato all'inverosimile da milioni di fili di paglia taglienti, che proseguirono fino a lasciare solo un cappello bucherellato.
Tsugumi ritornò umana e riattivò lo Scudo dell'Anima, sospirando.
Anya si avvicinò al cappello e lo strinse a sé, triste: - Oh, Jasper... perché?!-
Tsugumi le mise una mano sulla spalla sorridente. Anya le sorrise a sua volta e le disse: - Se non fosse stato per la volontà che mi hai passato, io...-
Tsugumi rise: - Oh, ma io non ho fatto nulla.-
Anya era scioccata: - Eh?!-
Tsugumi proseguì: - Non ti ho trasmesso alcuna volontà stavolta, nonostante i miei poteri. Sei stata tu a voler proseguire.-
Lei la abbracciò stretta: - Grazie lo stesso.- le sussurrò.
Tsugumi le sorrise: - E ora che si fa?-
Lei si mise seduta: - Aspettiamo che Manuel e Kim escano fuori.-
Tsugumi le fece l'occhiolino: - Cinquanta dollari che esce Manuel, per primo.-
- Ci sto.- Cercavano di sorridere, ma entrambe erano in ansia per il loro amico. Tsugumi fissò il castello e pensò: "Manuel, Lucy, state attenti."


Angolo dell'autore: Alzino le mani quanti sono rimasti a bocca aperta!
Criii-criii-criii. Ok, ho capito. Innanzitutto, mi aspetto già un mare di domande: Manuel ce l'ha fatta? Kim? Che succede?
Con calma arriverò a rispondere a tutto! Comincio con il ringraziare chi mi vota e segue e finisco chiedendo anche solo un commento.
Ci sentiamo alla prossima! Joma joma dabarasa

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