14. VITTORIA E SCONFITTA. CHI E' IL VERO NEMICO?
Black*Star si era risvegliato in fretta e furia e, mettendo Tsubaki in modalità Lama Incantata, si era messo a tagliare quegli esseri strani che, dopo ogni colpo, facevano spuntare delle protuberanze appuntite con cui contrattaccare. La lotta andava avanti da una decina di minuti e uomini con delle armi piene di Follia si facevano largo. Ormai era allo stremo... quando sentì un suono... di chitarra e pianoforte! E lo sentì anche Tsubaki. Stein e Spirit, Anya e Tsugumi, Kid e le sorelle Thompson, Holmes e Watson, Hiro ed Excalibur, persino Kim e Jacqueline che erano a sorvegliare le streghe... la melodia arrivò a tutti e, per un attimo, il tempo parve fermarsi.
Lucy urlò nel microfono: - RISONANZA A CATENA!!!-
La musica mise una grande energia nei corpi degli amici. Manuel e Maka sorrisero, poi partirono all'attacco.
Ora la battaglia svolgeva a favore della Shibusen. Manuel eseguiva le sue tecniche concatenate al Mamba Nero, che, combinato allo Speed Star di Black*Star, disorientava gli avversari con facilità.
Kid, veloce e rapido, riusciva a bloccare ogni via di fuga al Cappellaio Matto, sparando sugli specchi più vicini o cercando il corpo a corpo, che seccava molto il Clown, il quale cercava le distanze per i suoi lanci di cappelli esplosivi o i Glass Transfert.
Stein e Spirit si muovevano con armonia, disarmando e colpendo gli avversari con impressionante abilità, mentre Stein usava la Cucitura dell'Anima per legarli una volta svenuti.
Anya e Tsugumi non erano da meno: dove Stein era troppo impegnato, loro andavano a colpire di sorpresa dall'alto gli avversari, spaventandoli e buttandoli nella sua zona d'influenza. E non mancavano certo delle vittime ai loro piedi.
Gopher era allibito! Nonostante ora riuscisse a moltiplicare Mosquito e a scagliarlo come un frisbee varie centinaia di volte su Hiro... se prima era spaventato, ora era tranquillamente indifferente! Scansava tutto e respingeva anche all'avversario. Inoltre, i suoi fendenti squarciavano l'aria con tanta foga da tagliargli il vestito. Sembrava un aquila, tanto era elegante nel volo. Non tirava più colpi a caso e, positivo per tutti, perlomeno EXCALIBUR STAVA ZITTO!
Holmes ora riusciva a scansare i colpi di ghigliottina del dottor Nim con precisione e riusciva a rimpicciolire ogni scheggia di Follia che il dottore gli scagliava addosso come un proiettile.
Kim, accortasi che il Cappellaio, all'insaputa di Kid, disseminava cilindri esplosivi pronti ad esplodere, eseguì con Jacqueline, suggestionata dalla musica di Soul e Lucy una nuova tecnica: - Lantern Pinball!-
Una sfera infuocata rimbalzò come una pallina del Pinball sui cilindri, sciogliendoli e assorbendone la capacità distruttiva, che andò a scagliarsi con la sfera sul Cappellaio, scagliandolo contro una vetrina.
Ma la più incredibile era Maka, a dir poco fantastica. Non stava combattendo: stava letteralmente danzando in mezzo ai nemici, affettandone decine in un colpo solo, Blackson compresi. Inoltre, grazie alle ali di Soul, riusciva a cogliere di sorpresa gli avversari. Senza contare che, qualunque colpo le arrivasse addosso, il sangue nero usciva abilmente a pararlo.
Mancava poco alla fine.
Tocco di pianoforte. - Black*Star!-
L'assassino eseguì l'Eco dell'Anima. - Black*Star: Corde di Attrazione!-
In un istante, metà dell'esercito di Free giaceva a terra.
Pizzico di chitarra. - Death the Kid!-
Il figlio di Shinigami mollò un calcio sotto il mento del Clown, spedendolo a zampe all'aria.
Subito dopo: - Eco dell'Anima! Death Cannon: Prima Striscia!-
Il colpo, partito dai cannoni, ricoperti di una patina dorata, di Kid, spedì il Cappellaio a testa giù in un tombino, dall'altra parte della città.
Tocco di pianoforte. - Hiro!-
Il giovane Shimono eseguì un affondo verso Gopher: - Lama del Sole!-, ma il giovane stregone evitò il colpo luminoso all'ultimo istante. O almeno, credeva.
Pizzico di chitarra. - Holmes!-
Lui rivolse la lente luminosa verso l'alto: - Lumos Lens!- Il colpo di Hiro passò oltre la lente, potenziandolo e mandandolo a schiantarsi su Nim, che parò con tutta l'energia che aveva il colpo infuocato. Poi, una rana esplosiva gigante di Elka Frog gli rese il colpo di grazia, mentre il colpo di Hiro e Holmes si andava a schiantare su Gopher, che piombò a terra con le ali spente.
Tocco di pianoforte. - Anya.-
Alle spalle delle ragazze era spuntato dal tombino, ancora infreddolito, Free, deciso a rifarsi con un po' di sangue caldo.
- Eco dell'Anima! Halberd Wing!-
La folata di vento causata dalle ali di Tsugumi rispedì il Mannaro nel tombino, dove svenne cadendo di testa.
Pizzico di chitarra e tocco di pianoforte. - Maka.- - Stein.-
Entrambi vicini, misero accanto le Falci della Morte, facendole girare velocemente.
- Eco dell'Anima: Majogari!-
Il colpo concatenato distrusse tutti gli scagnozzi rimanenti, lasciando vivi solo i Black Son.
Accordo di chitarra.- Manuel!-
Era pronto. Saltò in alto ed eseguì il suo primo Eco dell'Anima con l'Onda Anti-Demone. Il colpo sferrato sarebbe stato pari al Majingari: qualcosa in grado di spazzare via il male. Lo Scettro Nero divenne intarsiato di motivi a spirali, mentre la punta diventava blu zaffiro.
- Eco dell'Anima! SHADOW EXPLOSION!-
Il colpo, diviso in vari fulmini bluastri, raggiunse ogni Blackson sul territorio di Death City. Ed esplosero tutti, senza poter opporre resistenza.
La battaglia era finita. Manuel cadde a terra, malfermo sulle gambe, mentre Lucy e Soul, stanchi, si ritrasformavano.
Uscirono dalla Black Room.
Passando accanto alla Punk, quella sussurrò a Lucy: - Suoni bene... per essere una tappetta!-
Lei la fissò seria, poi rise: - Ma ti sei vista? Non sai tenere il tempo!- E uscì.
Maka si avvicinò a Manuel e gli mollò delicatamente un Maka Chop in testa; era troppo stanca anche per arrabbiarsi.
Lui finse di lamentarsi: - Che ho fatto stavolta?-
Lucy gli mise una mano sulla spalla: - Ci hai fatto prendere un brutto spavento, testa!-
Lui fece una smorfia stanca: - Credevo ci aveste fatto l'abitudine!-
Black*Star non dava a vedere certo di essere stanco: - YU-UUUUUUH! VISTO? VISTO? SONO IL MIGLIORE! Sììììììììì! Un vero dio! Inchinatevi comuni...-
Anya gli tirò un calcio nel sedere, facendolo crollare a terra: - Ehi, dio degli imbecilli, dov'è Harvar?-
Lui farfugliò qualcosa, la bocca piantata per terra. Tsubaki era di nuovo preoccupata.
Manuel aveva già capito: - È scappato. Dopo aver aperto le casse del magazzino pieni di questi... cosi.- disse, indicando con il piede una di quelle poltiglie rimaste dei Blackson.
- Ma non è andato molto lontano.-
Si voltarono tutti verso il nuovo arrivato. Ox! Con Harvar svenuto?!
Maka balbettò: - Co-come...?-
Lui lo lasciò cadere, gonfio di botte. Anche lui era pieno di lividi, ma stava in piedi.
Lui ghignò: - Si era dimenticato che io sopporto meglio le scariche elettriche. Così come voi vi siete dimenticati di avvertirmi.-
Soul disse: - Non è quello. Ma dopo quella scenata fatta alla Death Room...-
Lui abbassò la testa: - Ero arrabbiato, sì. Con tutti. Ma Holmes ha avuto l'accortezza di dirmi dove si trovava Harvar, casomai avessi voluto darvi una mano.-
Manuel gli mise una mano sulla spalla: - Grazie di tutto, allora.-
Ox si strinse le spalle, evidentemente imbarazzato. Prima ancora, però, che Manuel potesse chiedere a Holmes che diamine avesse in mente di fare, sentì un urlo dal tetto: BLAIR!
Arrivati su, trovarono Blair in un lago di sangue, un Vector Arrow piantato nella pancia, mentre Kim tentava invano di curarla, in lacrime.
Manuel le si inginocchiò accanto, preoccupato: - Che succede? Che le è successo?!-
Lei indicò con la testa una ghignante e ancora intrappolata nella sua ombra Medusa, spiegando: - Le... le è uscito dalla bocca! Non riesco a toglierglielo!-
Soul disse, facendo spallucce: - Beh, è una gatta, no? Ha ancora cinque vite...-
- Maka Chop!!!- Maka mise a nanna Soul e il suo indifferentismo con un libro da tremila pagine.
Manuel si voltò rabbioso verso Medusa: - E allora, cosa volevi fare?!-
Lei ghignò, serpentina: - Semplice, quel colpo che le ho dato le ha trafitto corpo e anima. Non vivrà un'altra volta, morirà definitivamente insieme a quella sua animaccia animale! Indifferentemente da quante vite abbia ancora!- Detto questo rise perfida.
Manuel, conscio della verità, guardò fisso Blair e la sua anima. Stein non ce l'avrebbe fatta in tempo: mancavano sì e no due minuti e... Blair... Sentì per l'ennesima volta la rabbia in corpo, quel giorno, salirgli fino alla punta dei capelli. Afferrò un pezzo di calcinaccio lì vicino. Gli altri erano troppo sconvolti per accorgersi che era coperto di fumo nero: l'Oscurità stava avendo il sopravvento sulle Tenebre. Medusa stava riuscendo nel suo compito: non appena l'Oscurità l'avesse invaso, avrebbe perso il sentiero dell'umanità, trasformando la sua anima in Uovo di Kishin. E avrebbe vinto lei! Manuel sapeva che Medusa l'aveva fatto solo per farlo arrabbiare... e questo lo rese più spietato.
- Dannata! Se devo diventare un Kishin, la mia prima anima sarà la TUA!!!- urlò lanciandosi su di lei.
Medusa questo non l'aveva previsto, accidenti! Maka e gli altri se ne accorsero troppo tardi. Mancava un secondo alla morte di Medusa e, per un attimo, tutti sperarono, per la prima ed ultima volta, che Manuel sbagliasse a colpire.
Poi...
…
…
… una figura con il cappuccio verde si apparve in mezzo, segnando una stella luminosa con le dita e spedendo Manuel contro il muro, ancora fumante di rabbia.
Poi sussurrò, rabbiosa: - Umpf. Per una gatta magica vuoi diventare Kishin? Dopo Ashura stiamo sfiorando il demenziale. La tua mente è ancora debole. Sorella, a te.-
Una voce gelida, metallica, che graffiava e mise a tacere sia la rabbia di Manuel sia la risata di Medusa.
Maka e gli altri erano a bocca aperta. In Manuel, ormai, la rabbia era spenta, mentre grosse lacrime gli scendevano sulle guance sporche di fuliggine e polvere, rigandogliele tutte. Fu allora che sentì un gorgoglio. Triste, malinconico, ma allo stesso tempo pieno di dolcezza. Vide come delle gocce di rugiada cadere sul pavimento e consolidarsi, avvicinarsi a Blair. Poi, diedero alla figura una forma più umana, che allungò il braccio e toccò la freccia di Medusa. Nel giro di un minuto, la freccia sparì, lasciando sulla pelle una ferita disgustosa al vedersi.
Kim avrebbe voluto intervenire (senza la freccia il sangue sarebbe uscito di più e Blair era già pallida come un cencio), ma la figura, ormai compatta e distinguibile come una signora con un cappuccio azzurro cielo, la fermò con una mano: - Troppo stanca. Lascia.-
La sua voce era melodiosa, tranquillante e simile al rombo del mare sulla spiaggia, gentile. A Manuel sembrava... NO! La figura mise una mano sul petto della gatta e dell'acqua uscì fuori dalle dita, chiudendo il buco e lasciando la pelle liscia come prima. Blair socchiuse gli occhi, guardando la figura sopra di lei.
Sorrise debolmente: - Lei... ma come...-
Lei le mise una mano sulla testa, confortante: - Ssh! Sei stanca, gattina mia. Riposa.-
Lei richiuse gli occhi, trasformandosi in gattina, acciambellata per dormire.
Maka, come gli altri, stralunata, provò a chiedere: - Ma... voi chi... siete?-
Manuel, ancora nella presa a stella, le urlò: - Maka, tieni la guardia alzata, sono comunque delle streghe!-
La donna con il cappuccio azzurro rise tranquilla verso Manuel: - Desper... sai, da così vicino mi ricordi molto tua madre.-
- Già!- fece l'altra; - Peccato non abbia molto sale in zucca per essere suo figlio.-
Improvvisamente, il terreno di Death City cominciò a tremare e Stein, spense la sigaretta dicendo: - Ah. Allora è di questo che si tratta. Il conto alla rovescia è già partito.-
Elka tremava visibilmente.
Tsugumi chiese, spaventata: - Il co-conto alla rovescia per cosa?-
Lui si accese un'altra sigaretta: - La fine del mondo!-
Il pavimento s'incrinò, poi, uno sbuffo di fumo grigio salì dal terreno, raggiunse il davanzale dell'Ospedale e si solidificò, lasciando intravedere un'altra donna, con il cappuccio rosso fuoco. Era una gara tra chi si stupiva di più, evidentemente. Finché, in quel momento, il Sommo Shinigami non atterrò con malagrazia anche lui sulla terrazza, esattamente sulla testa di Canaris Teach.
La donna con il cappuccio rosso ridacchiò: - Shinigami... Quanto tempo. Non sei cambiato di niente... a parte la maschera.- La sua voce era terrificante: bollente, bruciante, piena di una rabbia profonda.
Excalibur si limitò a commentare: - Cretine!-
La donna con il cappuccio azzurro rise divertita: - Nanetto! Mi mancavi molto, sai?-
Shinigami si schiarì la voce: - Insomma, sono cambiate comunque molte cose dall'ultima volta, “signore”.-
La donna verde commentò: - Oh, ma davvero? Penso solo la voce. Dì la verità, cosa facevi durante la battaglia?-
Il dio della morte sembrò avvampare, mentre Kid si metteva la mano sulla fronte: - Padre... non dirmi che eri ancora a dormire.- A tutti vennero i goccioloni sulla fronte.
La rossa fissò Kid: - Padre? Ah, tu devi essere il suo secondo figlio, giusto? L'altro... beh, attraversa una fase “lunatica”, immagino.-
Black*Star, stufo, cominciò a sbraitare: - INSOMMA, CHE VUOL DIRE TUTTO QUESTO?! IO SONO BLACK*STAR, SUPERERÒ GLI DEI, È INUTILE CHE STIATE A GUARDARE QUESTE COMUNE MORTALI!!!-
La verde lo fissò a lungo, poi sussurrò: - Tale e quale al padre. Withe Star... che nostalgia. Ih ih ih!-
A quelle parole, Black*Star parve irrigidirsi, come se avesse ricordato (miracolo!) qualcosa. La sua espressione passò dallo stupore alla rabbia e dalla rabbia alla voglia di uccidere.
Si lanciò sulla donna urlando: - TU! COME OSI FAR RIVEDERE LA TUA FACCIA A UN DIOOOO?!!!-
Lei lo afferrò per la gamba e lo mandò contro il muro, facendogliene crollare buona parte in testa. Subito Tsubaki si inginocchiò accanto al Meister, bello che svenuto. Manuel era allibito! Sentiva il loro potere, decisamente superiore a quello di Medusa e Canaris, ma allo stesso tempo tenuto a freno dallo Scudo dell'Anima. Era spaventato come mai si era sentito in vita sua. E quelle voci... La donna azzurra aveva la voce simile a quella della madre. Quella rossa aveva la stessa voce che aveva sentito quando non sapeva come fare a sbloccare lo Scudo dell'Anima. Cosa stava succedendo?
Maka chiese spazientita: - Insomma, cosa vuol dire tutto questo? Voi chi siete?!-
Shinigami cominciò a spiegare: - Vi presento le tre streghe più potenti del mondo: le Sorelle Stigie.- Elka Frog era una maschera di spavento. Ox e Stein si limitarono ad aggiustarsi gli occhiali, tesi come corde di violino.
Manuel sussurrò: - Le Sorelle Stigie?-
La donna verde si tolse il cappuccio, rivelando una cascata di capelli neri: - Esattamente. Io sono Medea!-
Black*Star le urlò addosso: - VIPERA! TI UCCIDERÒ! NESSUNO TRATTA COSÌ UN DIO!!!-
Lei sogghignò, falsamente stupita: - Tu dici?-
Detto questo, rapida, atterrò con un calcio Shinigami, buttandolo proprio sopra Black*Star; lo spostamento d'aria causato dal calcio sconcertò lo stesso Stein.
Poi disse loro: - Allora tenetevi compagnia, coppia di falliti.-
La rossa batté le mani una volta, richiamando l'ordine: - Contegno, sorella. Ti smascheri troppo facilmente.-
Calipso rise leggermente, togliendosi lei pure il cappuccio e rivelando una così bella chioma bionda da far venire il rosso invidia sulla faccia di Anya: - Piacere di conoscervi. Il mio nome è Calipso.-
Spirit le fece gli occhi da pesce e un attimo dopo, un Maka Chop lo spedì nel mondo dei sogni.
Manuel non si trattenne, era così gentile: - G-grazie per Blair...-
Medea rise, acida: - Se non l'avesse fatto, saresti diventato un uovo di Kishin. La tua mente è debole. Buona a nulla.-
La rossa richiamò di nuovo l'ordine con un occhiataccia infuocata, poi, anche lei si tolse il cappuccio, rivelando dei capelli a boccoli ancora più rossi del vestito, quasi incandescente.
- Io sono Circe. E voi... siete pronti per la fine?-
Manuel fissò interrogativo Shinigami, che disse a Calipso, con un cipiglio arrabbiato che non tirava fuori nemmeno con Spirit: - Potresti spiegare tu? Mi sembra che tu avessi un talento naturale per raccontare.-
Lei si sedette, le gambe incrociate, raccontando mentre faceva dei disegni con le dita sul pavimento di marmo; immediatamente, dopo ogni frase del racconto, apparivano come degli ologrammi, che narravano quello che accadeva.
Iniziò, quindi: - All'inizio c'era solo la luce. Una luce bellissima, che irradiava buoni sentimenti e che portava solo bontà. Ma poi decise che era troppo sola e creò qualcuno a cui illuminare: gli uomini. Che, dopo un primo entusiasmo, cominciarono a cambiare. Poiché la libertà, che era stata messa in corpo agli uomini, cominciava a fare il tarlo. La noia cominciò a vagire, appena nata. Dopo la noia, nacque la volontà di fare qualcosa di diverso. Improvvisare. Fu allora che apparve lui.-
Black*Star chiese, curioso: - Lui chi?-
Lei sogghignò, apparendo per un attimo malefica come le sorelle: - Karkadoom!-
La temperatura esterna sembrò abbassarsi di una decina di gradi, a sentire quel nome, mentre Manuel sentì che qualcosa si muoveva inquieto dentro di lui.
Medusa rise, nervosa: - È soltanto una leggenda!-
Circe le rivolse un sorriso bonario: - Ti riferisci al tuo cervello, “nipote”?- Altro momento di stupore per tutti.
Calipso proseguì, mentre le immagini mostravano una figura nera e verde, avvolta da una tempesta di fulmini; anche se era solo un immagine, diede i brividi a tutti i presenti.
- Era l'incarnazione dell'Oscurità, l'unica cosa in grado di contrastare la luce. Nell'Oscurità giaceva la Follia, con la quale furono intessute le Tenebre. Dalle Tenebre alle Ombre. L'odio, l'invidia, la volontà di dominio sugli altri... Gli uomini iniziarono a uccidersi. E apparvero allora gli Shinigami. Gli otto grandi guerrieri. Perché la Morte e la Paura erano le sole cose che potevano portare l'Ordine. Ma, inevitabilmente, dissipatosi Karkadoom, la luce si era ridotta a un pallido sole. Fu allora che apparimmo noi. Eravamo le più potenti streghe, essendo tra le prime, nate dalle Tenebre allo scopo di combattere gli Shinigami. Avevamo un piano. Semplice. Riportare Karkadoom al suo massimo splendore e utilizzare la sua immensa potenza per invadere il mondo e conquistarlo. La battaglia contro Shinigami, però, che non era intenzionato a lasciarcelo fare, fu molto più dura di quanto ci aspettassimo. Soccombemmo, fummo nascoste. E per millenni rimanemmo imprigionate, in attesa che la Follia ci risvegliasse. E, caso volle che, molti anni or sono, uno Shinigami diventasse il primo Kishin, prendendo su di sé la più grande fonte di Follia esistente, risvegliandoci.- concluse fissando Kid.
Shinigami commentò: - E come mai non abbiamo avvertito il vostro risveglio?-
Calipso rise di gusto: - Ci avevi seppellito sulla mia isola, babbeo. Lì nessuno poteva trovarci. Nemmeno tu.-
Tutti si girarono a fissare con odio il dio della Morte, improvvisamente imbarazzato.
Circe disse: - Risvegliateci, ci servivano comunque secoli per riprendere i nostri poteri primitivi. Abbiamo aspettato. A lungo. Finché, non abbiamo avuto l'opportunità di rientrare nella mente degli uomini per portarli a diventare dei Kishin. E adesso, eccoci ancora qui, grazie alla nostra “nipote”, che ha risvegliato nientemeno che il Kishin!- concluse fissando di sottecchi Medusa, che avvampò dalla rabbia.
Maka chiese: - E adesso... volete risvegliare quel mostro? A che pro?-
Medea fece una falsa faccia ingenua: - Mmmh. Non lo so. Dominare il mondo potrebbe essere un inizio, secondo te?-
Black*Star urlò: - Scordatevelo! Nessun dio scapestrato claustrofobico dei miei stivali mi ruberà la scena! Io sarò un dio superiore a lui! Se lo risveglierete, sarà solo perché possa inchinarsi davanti a ME!-
Circe sbuffò: - Farò finta di non aver sentito. Quando Karkadoom tornerà indietro, ogni genere di malvagità tornerà da lui, insieme alle tenebre. Il mondo diventerà fiacco, debole e insicuro. Incapace di farsi del male. Accetterà qualunque cosa. Persino Karkadoom come padrone.-
Manuel urlò: - Sbagli! C'è una bella differenza tra malvagità e desiderio di libertà! Finché avremo fiato in corpo, combatteremo per non essere schiavi di quel folle!-
Calipso concluse, mite: - E Karkadoom vi sconfiggerà. Siamo come da capo: vinciamo sempre noi.-
Tsugumi fissò rabbiosa Shinigami: - Lei non PUÒ permettere una cosa simile!-
Circe scosse la testa: - Coraggiosa, ragazzina. Forse sei l'ultima possibilità per i tuoi compagni. Ma non credo che Shinigami possa cavarsela da solo, stavolta.-
Shinigami abbassò il capo, serio: - Hanno ragione, Tsugumi. Al momento, il vantaggio ce l'hanno loro. Siamo riusciti a sconfiggerle a fatica noi otto quando eravamo al completo. Ora siamo solo io, Excalibur, [-Cretino!-] ed Eibon.-
Manuel era sempre più confuso: - Non capisco! Io che c'entro con questa storia?-
Circe gli si avvicinò, sfiorandogli la testa con le dita: - Vedi, tu avevi dentro le Tenebre, l'ultimo frammento di Follia che ci serviva per risvegliare l'essenza del Re dell'Oscurità. Dovevamo solo darti una... spintarella!-
Lui sbarrò gli occhi: - La barriera di Matemagia... Ox e Kirikou ubriachi... siete state voi, dunque?-
Lei schioccò la lingua: - Modestia a parte... comunque ci servi vivo e non Kishin. Da Kishin potresti essere un contrasto per Karkadoom. Da morto, sparirebbe la sua essenza.-
Fu allora che Manuel assunse un sorriso triste: - In questo caso...-
Poi, la stella che lo teneva al muro si spezzò sotto le sue braccia, sotto lo sguardo stupito di Medea.
Poi, si prese la testa nelle mani: -... non mi resta che dire “Riposi in pace”!- E ruppe il collo.
Perlomeno, ci provò. Un attimo prima che l'osso si rompesse, udì un dolore lancinante alla testa, tanto che dovette mollare la presa, urlando. Maka provò a intervenire, spaventata, ma Calipso la bloccò. Si avvicinò a Manuel e gli mise una mano sulla testa. In un attimo, Manuel smise di urlare.
La strega sussurrò: - Tutto inutile. Abbiamo già pensato a tutto, tesoro. Quando tua madre ti generò, Mabaa le aveva espressamente detto di ucciderti per una sola ragione: finché le Tenebre in te sono sveglie, loro non ti permetteranno mai di morire di tua mano. E adesso che hai il sangue nero in corpo, non possono ucciderti nemmeno i tuoi amici.-
Canaris Teach, che aveva ascoltato fino ad allora, sbottò: - Nim! Dopo lo ammazzo, quello scriteriato!-
La risata del dottore, in cima al tetto con Harvar e Law, entrambi malconci, non si fece attendere.
Medusa gli disse, gelida: - Dunque... mi ha sempre mentito.-
Lui alzò le mani: - Spiacente, ma cherì, ma mi avevano fatto un'offerta più grossa e da molto più tempo di te. Anche a loro serviva Crona ed era inutile, a parer mio, usare un altro Kishin per i propri esperimenti. Le dico da esperto, che il suo esperimento, con tutti i requisiti per procedere, se ha fallito la prima volta, fallirà tutte le altre.-
Stein sogghignò: - Quindi tu sei un fallito completo, Arthur.-
Nim sorrise, lanciandogli un occhio rosso: - A proposito di fallimento, vecchio pazzo: questo è il rimanente del povero Free. Scemo che non era altro. Voglio vedere se riesci a ritrapiantarlo in Mabaa-
Anya si ritrasse, disgustata. Ma Manuel era ancora allibito da quello che aveva detto Nim.
Si rialzò in piedi debolmente: - Cosa c'entra mio fratello?!-
Medea gli rispose, ripresasi dopo aver visto il fallimento del suo incantesimo: - Vedi, manca una cosa sola per il completamento dell'incantesimo: uno che abbia il sangue nero in corpo. E considerato che tu e Soul siete troppo... impuri, come esempi, perché troppo recenti, l'anima di tuo fratello è l'unica a nostra disposizione.-
Crona si ritrasse spaventato, mentre Lucy, Anya e Kid si ponevano di fronte a lui. Manuel non aveva mai visto Lucy così arrabbiata in vita sua.
Lucy disse digrignando i denti: - Se lo volete... passerete sul nostro cadavere!-
Medea scrocchiò le dita delle mani, preparandosi allo scontro, ma Calipso la fermò: - Sorella, optiamo prima per la diplomazia, vuoi?-
Lei sbuffò, irritata; a Manuel sembrava Black*Star quando era stufo di starsene con le mani in mano. In effetti, quel colpo di stella... no, impossibile. Il Clan della Stella non era così antico.
Calipso disse a Crona: - A te la scelta: lasciare che i tuoi amici combattano, muoiano e poi tu divenga un mostro, o lasciarti catturare per sperare poi di essere liberato a data destinarsi.-
Crona era combattuto tra la rabbia, l'incredulità, lo spavento e la tristezza. Volse lo sguardo verso Manuel: - Fratellone... io non posso permetterlo...-
- Crona, NO!- Manuel corse verso di lui facendosi spazio tra Anya e Kid e lo abbracciò stretto.
- Crona... non permetterò che una strega ti metta di nuovo le mani addosso. Non stavolta. No! Non lo potrei sopportare. Ti prego.-
Crona sospirò, stringendolo tra le sue braccia: - Ti prometto che ci rivedremo, fratello. E non sarò un mostro. Ora lasciami andare.-
Manuel si paralizzò. La stessa frase che gli aveva detto sua madre quando era partita per Santo Domingo due anni prima, che non voleva lasciarla andare perché pensava fosse troppo pericoloso.
“ Piccolo, tornerò presto, vedrai. Ora lasciami andare.”
L'ultima frase che sentì da lei. Era inevitabile, si disse; sempre solo morte, accanto a lui. E poi, sì, era inutile combattere, sapendo che, comunque, erano troppo stanchi. Si spostò, piangendo forte, come tutti gli altri d'altronde. Solo Kid era statuario, nel suo pianto. Maka, Lucy e tutti gli altri lo abbracciarono forte, sicuri che non avrebbero potuto rivederlo più.
Calipso toccò la spalla di Manuel, in gesto conciliante: - Visto che mi stai simpatico, ho un indizio per te. Solo una Gorgon può sapere dove stiamo, ora.-
Detto questo afferrò Crona e si dileguò in una pozza d'acqua che evaporò. Medea si limitò a sparire rapida salutando rapidamente Black*Star, mentre Circe svaniva un pezzo dopo l'altro in una nuvola di vapore, sorridendo alla volta di Manuel: il quale giurò a se stesso che, se avesse avuto occasione di rivederla, le avrebbe cancellato quel sorriso dalla faccia. Nim schiacciò un bottone della giacca e, dopo aver afferrato Harvar e Law, divenne come un ologramma e sparì anche lui. Poi, Stein si girò verso i prigionieri e imprecò ad alta voce, rischiando di schiacciare l'occhio di Mabaa dalla rabbia. Anche Manuel trattenne un imprecazione: erano sparite!
Maka si guardò intorno, con gli occhi ancora umidi per il pianto: - Non... non sento l'anima del Cappellaio. E di Gopher. Devono essere scappati con lui. E Free è morto.-
Elka si accorse di un biglietto per terra. Lo raccolse e lo lesse. Disgustata, lo passò a Manuel.
Che lesse ad alta voce: - Sapete dove ci troviamo. Se volete salvare Crona, ve lo dirò a patto che lui ritorni da me. M.- Manuel accartocciò il foglietto.
Poi prese Lucy per un braccio: - Lucy... Andiamo a dormire.-
Il giorno dopo, a casa di Lucy si erano radunati tutti gli amici di Manuel. Cercavano di convincerli a... non andare in bocca al lupo.
- NON ANDARE! Sei ancora inesperto e hai visto tu stesso ieri fino a che punto potete arrivare tu e Lucy!- disse Soul afferrando la valigia di Manuel e allontanandola.
Manuel la riafferrò: - Hai altre possibilità? Non sappiamo quando avverrà l'incantesimo e non abbiamo tempo da perdere. Andrò a Snake Island.-
Maka, intenta a cercare di convincere Lucy, si rivolse al fratello: - Ah, sì? E vuoi arrenderti alle sue condizioni? O cercare di costringerla? Perché in ognuno dei due casi, ti fermerò io!-
Manuel non l'ascoltava e continuava a preparare le valigie. Maka tirò un calcio al suo trolley, interrompendolo. Lui tirò seccato un pugno al pavimento, incrinandolo, e si mise a piangere.
Maka lo tirò su stringendolo tra le braccia: - Anche a me dispiace per Crona, ma sono sicura che lo salveremo. Lo so che ormai c'è solo Medusa a cui chiedere, ma troveremo una soluzione, vedrai. Insieme.-
Manuel annuì debolmente, mentre anche la sua partner si fermava. Lei seguiva il Meister, ma anche lei la pensava come Maka.
Poi, si udì un urlo fuori dalla casa.
Kid urlò: - Liz, che succede?-
Uscirono tutti fuori. Liz era a terra, terrorizzata e piagnucolante, mentre indicava un enorme scorpione sulla tubatura di scarico.
Soul sbuffò, come rassicurato: - Liz, che bambina sei. Non era neanche vicino a te. Molto poco figo.-
Lei lo fissò con astio, prima di riassumere una visione spaventata nell'insieme e indicarlo: - Ma... quello parla in Morse!-
Maka spalancò la bocca: - Eeeeeeeh?-
Tsugumi sorrise: - Lo conosco il Morse! Vediamo!-
Attesero. Lo scorpione alzò la coda e la sbatté alternative volte sul tubo. Tsugumi assunse un'espressione preoccupata.
Manuel le chiese: - Tsugumi... tutto bene?-
Lei disse: - Mi... mi ha detto “Ciao, piccola Tsugumi. Quanto tempo.”-
Manuel alzò un sopracciglio. Lo scorpione ricominciò. Stavolta Tsugumi urlò, cadendo a terra anche lei.
Anya le mise una mano sulla spalla: - Tsugumi, che ti succede?-
Lei era cerea: - Mi... mi ha detto “Ti ricordi di me? Sono... sono... Shaula... Gorgon!"-
Angolo dell'Autore: - Halo! Ve lo aspettavate un capitolo così? Rocambolesco, suspence, c'è tutto insomma! I colpi di scena saranno i più discussi, mi sa... anche perché non c'è altro. Per il nome del cattivo, Karkadoom, non avevo niente di più aggressivo e minaccioso, comunque, sono aperte le iscrizioni per un nome migliore di questo. Ringrazio vivamente tutti quelli che mi votano per il loro sostegno. Alla prossima! Vi saluto! Joma joma dabarasa!
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