Città.
Ricordi.
( questo è cio che successe prima che Levi andasse in coma.)
Quindi prima del capitolo
-Vecchie conoscenze.
Pov Levi.
Il moccioso ci è andato giù pesante, ho il culo pieno di lividi, e morsi(?).
Vado in camera del moccioso e rovisto nel suo armadio in cerca di qualcosa che possa indossare.
Non ho molta scelta, i suoi capi sono praticamente tutti neri e grigi, e delle magliette colorate una rossa e l'altra verde e una bianca.
Oggi ho voglia di andare in città.
Devo comprare qualcosa da mangiare, e dei prodotti per la casa.
Esco dalla stanza di Eren, con una maglia bianca a maniche lunge, e un jeans nero strappato.
Scendo in cucina, e bevo una grande tazza abbondante di caffè nero amaro in origine del moccioso ma sono dettagli, e sfilo una sigaretta dal suo pacchetto.
Eren scende poco dopo di me, con un maglia nera, con un logo di qualche band Metal a me sconosciuta, un pantalone nero strappato simili ai miei-Anche se sono suoi.- le sue solite Dottor Martins e la solita collana con la chiave accompagnata però da una catenina.
Mi guarda un pò, facendo scorrere i suoi occhi dalla mia testa fino ai miei piedi.
-Il mio caffe, la mia maglia, il mio jeans, le mie Marlboro...interessante mi piaci vestito così, anche se le sigarette ne avevo poche.-
-Sembri sbucato da qualche film horror.-scherzo.
-Già.-ridacchia leggermente.
-Andiamo.-gli dico lanciandogli il suo giubbino con pelliccia(?)
-Ehhh...? Dove...?-quasi urla.
-In città.-sbotto pacato.
-Ah...vai tu io....ho da fare.-si gratta la nuca nervoso.
-Muovi il culo moccioso.-gli ringhio.
-Veramente io...- cerca una scusa.
-La mia macchina e fuori uso, e il tuo scooter enorme non voglio giudarlo.-
-Non è che non vuoi, e che non arrivi con i piedi per terra.- ride.
-Sta zitto moccioso.-lo guardo freddo.
Non gli lascio il tempo di rispondere, l'afferro per il braccio e lo dirigo fuori da casa, verso lo scooter.
Gli metto il casco nero, mentre io indosso l'altro. E rassegnato si avvia.
In poco tempo siamo in città. Parcheggi la vettura,e ci incamminiamo verso il primo negozio per i prodotti.
Arrivati al negozio, mi fermo guardando Eren.
-Levi, tu entra io vado a comprare le sigarette.- borbotta.
-Mhh. Comprale anche a me.-
-Che roba vuoi...?-
-Marlboro rosse morbide.-gli annuncio.
-Fa in fretta moccioso.-di rimando si gira lanciandomi uno sguardo malizioso e facendomi la linguaccia, mettendo bene in evidenzia il piercing su essa.
-Va bene Nano.- mi grida attraversando la strada mentre si tira su il cappuccio sulla testa.
-Quando torno ti ammazzo.- sbotto freddo.
Lo vedo dileguarsi nella nebbia mattutina.
Entro nel negozio e vado nel reparto casa, e spalanco gli occhi, per tutti i prodotti messi in fila con ordine.
Compro un prodotto diverso, tutti all'odore di vaniglia o gelsomino come quello che profuma Eren ogni giorno.
È passata un'ora da quando sono dentro il negozio, sono quasi le undici, vado alla cassa, e una donna dai capelli biondo platino raccolti in una coda, con dei ciuffi che ricadono sulla fronte, e gli occhi color celo, mi saluta cortesemente. Ricambio con un cenno della testa, poggiando sul bancone la roba che devo acquistare, sorride maliziosamente, aggiustandosi la divisa sul petto.
La squadro gelido e annoiato, passando una banconota da cinquanta sul bancone, mi da il resto e velocemente esco dal negozio.
Strano che Eren non sia ancora arrivato...penso prima di vederlo in un vicolo scuro con una sigaretta in bocca, seduto sul marciapiede.
Mi avvicino lentamente a lui cercando di sorprenderlo da dietro le spalle. Una volta dietro di lui...
-Ce ne hai messo di tempo, cosa dovevi comprare gli assorbenti?.-sbuffa seduto fissando il vuoto con ancora il capuccio in testa.
-Sai...com'è ho i miei bisogni.-sbotto sarcastico.
-Scherzi...- dice alzandosi, facendo scrocchiolare le ossa delle gambe.
-Naturalmente... ho comprato la roba per la casa.-borbotto annoiato.
-Tieni.- porgo il pacchetto delle sigarette che aveva richiesto. Che afferra velocemente.
-Quanta roba hai comprato...?-sbotta annoiato, guardando le enormi buste tra le miei mani.
-Il minimo indispensabile.- dico pacato.
-E dove li mettiamo quelli...? Sullo scooter non di sicuro.-
-Dobbiamo comprare altre cose.-
-Cheeee....?-
-Cosa vuoi rimanere a digiuno....dopo quello che hai passato...? Aspetta....da quanto non mangi...?- dico preoccupato.
-Non molto.-
-Quanto...?-
-Ho mangiato l'ultima volta due giorni prima del rapimento. Ma bevo tanto caffè quindi non ne ho bisogno. - sbotta annoiato.
-Cheeeee?- sbraito facendolo sussultare.
-E ADESSO PER CHE DIAMINE URLI?!?!- cerca di sovrastare la mia voce.
-Vuoi avere un crollo...? Un calo di zuccheri...? Ma sei scemo.-lo afferro per il polso, facendogli cadere la sigaretta di mano. Lo sento imprecare sotto voce. Lo trascino verso il suo scooter, salgo velocemente e carico le buste sulla mini pedana, parto lasciandolo sull marciapiede.
Pov Eren.
Ma che gli è preso...? Mi ha lasciato sul marciapiede, e ha preso anche il mio scooter.
Mi addentro in un vicolo li vicino, abbastanza macabro, e mi siedo su uni degli scalini li presenti, accendendomi una sigaretta.
Odio stare in città, la gente mi odia,mi disprezza.
Mi preferiscono morto.
[...]
Dopo circa 10 minuti vedo Levi sfrecciare con il mio scooter, in tutte le direzioni con l'intento di cercarmi,invano. Dopo averlo visto fare circa cinque giri di quartiere esco fuori dal vicolo.
-Hey.- ridacchio.
-Oi... dov'eri finito...?-
-Fumavo, sai che quello che hai fatto si chiama furto si...?-
-Sta zitto e sali.-
-Dove sono le buste...?-
-In casa, ho comprato anche del cibo.-
-Ahh...-
-Metti il casco.-
-Ok. Ok....ma dove andiamo...?
-In un bar.-
-Perchè...?-
-Perchè lo decido io.- sbotta pacato e freddo mettendo in moto.
Ho sempre guidato io il mio scooter...non sono mai stato dietro. È una bella sensazione.
Il vento caldo e afoso-più nebbia direi- che ti preme il viso, come una carezza, che ti scosta i capelli...
Interrompo i miei pensieri poetici quando Levi fa un impennata.
Per poco non mi schiantavo al suolo, mi stringo alla sua schiena, mentre lo sento sghignazzare.
-Hey, ma sai guidare uno scooter...?-quasi urlo per sovrastare il rumore della marmitta.
-Guido questo affare da prima che tu nascessi.-borbotta vanitoso.
-Se lo dici tu.-
-Eren...-mi chiama...
-Dimmi.-
-Hai tutto il tuo petto schiacciato alla mia schiena.-
-Ehh...allora...?-
-Non solo quello.- sbotta guardandomi con la coda dell'occhio ammiccando al cavallo dei pantaloni.
-Ma...-
-Non è per te, sono io che non riesco a concentrarmi sulla strada.-borbotta riportando il suo sguardo sulla strada.
-Va bene...- sbotto allontanando leggermente la presa... sistemando il mio fondoschiena sul cuscinetto, più in dietro.
[...]
Dopo dieci minuti di strada, e vicoli tetri, siamo arrivati a destinazione. Una grande insegna con scritto Poke, è sopra il bar.
Levi mi trascina per un braccio dentro la struttura, con non poca forza.
-E ora...?- chiedo, mentre mi fa accomodare su un tavolino nero circolare.
-E ora mangi...- sbuffa serio.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro