Capitolo 19
Fisso la vetrata che mi da una visuale perfetta della strada. 16:20. Mia madre non è mai stata puntuale. Per esempio quando ero più piccolo, e c'era l'incontro genitore-insegnanti a scuola, arrivava con tre ore di ritardo e ovviamente non trovava mai nessuno. Per queste cose è sempre stata pessima.
" Tate! " sento la sua voce da dietro le mie spalle. Ci siamo. Mi alzo in piedi e mi giro verso di lei. Una donna con i capelli ricci e castani, occhi azzurri, pelle molto chiara e vestita in modo trasandato, si avvicina con un'espressione felice. Mi stringe forte e io faccio lo stesso. Il suo profumo mi invade, quello che mi era tanto mancato, quello di una mamma. Il suo profumo era la cosa che mi piaceva di più di lei. Mi raccontò che sua madre glielo diede da piccolina, lo aveva comprato in Francia da un "grande venditore", a detta di mia nonna. Nessuno ha mai capito perché si trovasse lì. Per lavoro, per una visita...chi lo sà!
" Come stai? " mi chiede sedendosi davanti a me
" Tutto bene. Tu, piuttosto, come ti senti? Stai un po' meglio? "
" Si. È stata dura all'inizio..ma ora sto bene " sorride a fine frase
" Ne sono contento "
" Mi dispiace non averti chiamato per tutto questo tempo. Ma il lavoro, i problemi io- "
" Non c'é bisogno che cerchi scuse. Va bene. Mi è sempre andato bene non essere cercato da te. Cosa vuoi ora, mamma? Non mi hai cercato solo per darmi la notizia, non è vero? " la interrompo sporgendomi, con il corpo, in avanti. Fa un sospiro e mi guarda negli occhi
" No, è vero. Non sono qui per tuo padre, ma per poter ricominciare da capo insieme a mio figlio "
" Perché ora? Potevi aspettare qualche altro anno, o qualche altro mese, o qualche altro millennio. Perché adesso? " la mia risposta la lascia sorpresa
" Tate, non mi sono mai perdonata per averti lasciato andare quella sera, per non averti fermato, per non aver fatto nulla per te. Non mi sono mai perdonata per non averti potuto dare l'infanzia che meritavi, quella che tutti meritano. Ogni sera ho pregato perché tu ritornassi da me, per poter uscire insieme da quell'incubo, ma dentro di me sapevo che non saresti mai tornato indietro. Non per una mamma del genere. Quando tuo padre mi ha lasciata, ho trovato un barlume di speranza. Sapevo cosa fare: riallacciare i rapporti con l'unico uomo che amo e che amerò sempre. Con te, per questo ti ho chiamato. Oh, Tate, non possiamo ricominciare tutto dall'inizio? " mi chiede stringendomi la mano
" Ieri mi è arrivata una lettera dallo zio Giulio, non c'é bisogno che dica altro, giusto? " le dico ritraendo la mano
" Cos'hai intenzione di fare? Accetterai la sua offerta? " chiede abbassando lo sguardo
" Non lo so, ci devo pensare. Suppongo tu sappia già le conseguenze se accettassi "
" Si, e molto bene anche "
" Voglio che tu sappia che... qualsiasi decisione tu prenda io ne sarò felice e ti starò vicino. È una promessa " continua dopo una breve pausa sorridendo. Guardo le gente per strada. È davvero questo quello che voglio?
Guardo l'orario. 22:40. Sospiro e prendo il portatile. Le giornate stanno diventando infinite, e domani sarà anche San Valentino! Apro Facebook e noto notifiche su notifiche. Sono quasi due mesi che non entro nel mio account, ma non immaginavo così tanto ''movimento". Quattro messaggi da Philip, cosa vorrà? Mi faccio coraggio ed apro la sua chat
07:30
Philip: hey piccolo!
14:20
Philip: non ti ho visto a scuola, non stai bene?
15:00
Philip: spero tu stia bene...mi manchi tanto, voglio parlarti, vederti, toccarti...
Philip: ma aspetterò domani per averti tutto per me, ti amo.
Sta aspettando davvero con impazienza il nostro incontro, ci tiene così tanto?
Tate: Philip, posso chiederti una cosa?
La risposta non si fa attendere
Philip: tutto ciò che vuoi, piccolo ;)
Tate: se vengo, dovrò darti una risposta?
Philip: se verrai sarà già una risposta. Vedi Tate, se ti presenterai al nostro incontro vorrà dire che ho ancora qualche speranza con te. Se non verrai capirò qual è il mio posto, e rinuncerò a te. La nostra intera esistenza dipenderà da questo. Quindi anche se ti può sembrare una decisione da nulla, di poco conto, ti chiedo di pensarci bene. Per il bene di entrambi.
Fisso il messaggio e lo rileggo, lo rileggo, lo rileggo...cerco di trovare uno spazio. Un piccolo spazio dove potermici infilare e poter rispondere, ma non trovo niente. Spengo il pc e guardo l'orario, 23:00. Cosa devo fare? Non lo so più.
' Pronto? '
' James, sono Tate '
' Hey Tate! Non dovresti essere a letto? È molto tardi. Non sarà successo mica qualcosa, vero? ' la voce allarmata di James mi fa ridere. È confortante
' Sta tranquillo, è tutto apposto. Volevo solo augurare a te e a Louise... buon San Valentino '
' Ah, be', grazie Tate. Però..sono un po' sorpreso. Non potevi farceli domani sera? Ti avremmo chiamato lo sai '
' Io... '
' Tate? Che succede? '
' Nulla, grazie di tutto. Vi voglio bene, siete fantastici. Buonanotte ad entrambi ' rispondo di fretta chiudendo la chiamata. Mi affretto a prendere carta e penna, adesso so cosa devo fare.
Ahh, l'amore è nell'aria, gli uccellini cinguettano e le ragazze sperano di ricevere qualcosa dai loro ragazzi, lo stesso vale per loro. In giro ci sono solo coppiette felici che si baciano, si scambiano regali e si abbracciano. Sam e il suo ragazzo si baciano tutto il tempo mentre aspettiamo l'autobus. Ci siamo. Sono le 17:20, e dopo venti minuti arriva il mio mezzo di trasporto. Sospiro e mi giro verso Sam che mi stringe forte
" Buona fortuna, Tate. Mi raccomando. Sei sicuro di questa scelta? " mi chiede insicura
" Si, è la scelta migliore. Matt, te l'affido. Non fare scherzi, mi sto fidando. Altrimenti... " lo minaccio, vedendo dipingersi sul suo volto un'espressione di terrore. Annuisce. Salgo al mio posto sicuro della scelta che ho fatto.
Philip's POV
Sono qui seduto ad aspettare. Sono le 17:55, un pochino in anticipo. Ma non importa, presto avrò il mio Tate tra le braccia. Verrà, ne sono sicuro. Lo conosco da molto tempo, ci tiene ancora. Se non avessi avuto possibilità, me lo avrebbe già detto. Se ha chiesto del tempo, vuol dire che qualcosa posso ancora farla! 18:00. Perfetto
" Philip? " una voce alle mie spalle che mi fa scattare in piedi
" Non sei...Tate... "
" Mi scusi, lei è Philip giusto? Tenga. Questa è per lei " il cameriere mi porge una lettera. Stranito la inizio a leggerla. È di...Tate. No..non è possibile! Mi fiondo fuori dalla porta mentre la sua lettera mi torna in mente
Caro Philip,
non sono facili le parole che dovrò scrivere, quindi inizierò dall'inizio.
Corro per tutto il marciapiede fino alla fermata dell'autobus
Tutto è iniziato da quando ti ho conosciuto il primo giorno di scuola. Tu eri del secondo anno, io ancora del primo. Troppo piccolo per un ragazzo come te.
Merda, non ho tempo da perdere! Lascio perdere l'autobus e ricomincio a correre
Sei sempre stato il ragazzo più stronzo, il più cattivo e il più arrogante che io abbia mai conosciuto! Ma sei stato anche il mio primo amore. Philip.
Tate, aspettami! Mi fiondo sulla strada senza badare alle macchine
Ti amo tanto. Devo essere sincero, non sapevo cosa poter scrivere. Le parole per descrivere il mio amore non mi mancano, ma non saprei proprio come esprimerle.
Sbatto contro parecchie persone cadendo, ma mi rialzo subito in piedi. Tate.
Quattro giorni fa, quando ho ricevuto il tuo messaggio, è arrivata una lettera da mio zio Giulio, il fratello di mia madre. Mi ha chiesto un po' di cose, come stavo ecc...tra queste c'era anche una richiesta: dover andare da lui, in Italia.
Passo davanti a un locale, ci siamo quasi!
Mi ha detto che c'é la miglior scuola di teatro a Milano, e la possibilità di iscriversi finirà tra poco. Stavo per rifiutare, ma poi ci ho pensato, è davvero questo ciò che voglio? Rinunciare al mio sogno di diventare un attore?
La strada è bloccata. Merda! Ritorno indietro cercando un'altra via
Philip, ti amo. Non so se riuscirò a farlo per sempre, ma ora so che è così. È buffo. Molte persone pensano che tra le parole, le virgole e persino tra le consonanti ci siano delle parti dell'anima. Be', in questa lettera ci ho messo la mia.
Corro come un pazzo, passando davanti al negozio dove ci incontrammo per la prima volta.
Vieni qui Philip, ti sto aspettando nel nostro appartamento.
Arrivo nella sua vecchia casa e spalanco la porta dirigendomi al piano superiore.
Fai in fretta, ti aspetto.
Spalanco la porta. Niente. Non c'é niente nella stanza. Con le lacrime agli occhi mi avvicino al centro, dove si trova un piccolo bigliettino
Addio Philip. Per sempre tuo, Tate.
Le lacrime scendono velocemente spezzandomi il cuore. Questa volta, l'ho perso.
Tate's POV
" Tate? Forza andiamo, il volo ci sta aspettando"
" Arrivo, mamma" rispondo prendendo la valigia e guardando il cielo.
Tutto questo...solo per te.
AVVISO
Buonasera! Spero vi sia piaciuto l'ultimo capitolo. Vi informo, dopo avervi fatto piangere e disperare che ci sarà il sequel. Ora vi lascio progettare la morte e urlare. Addio♡
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