Capitolo 17
Fisso il lago per tutto il tempo. Ormai è passato un mese dal tradimento di Philip. Sono riuscito ad evitarlo e di stare più tempo possibile con Louise e James, sono delle persone fantastiche. In questo periodo ho scoperto un sacco di cose su entrambi. James è un ventitreenne tirocinante, quel giorno mi ha incontrato perché ha fatto domanda di lavoro alla mia scuola. Louise, invece, è più piccola di un anno e lavora come infermiera, anche se sta ancora studiando all'università. Ieri sera sono partiti per Londra, e torneranno tra quattro giorni. Per tutto il tempo resterò da solo. Quanto a me ho fatto molti progressi. Sembra essere tornato tutto alla normalità. Ma dove sarà finita Sam?! Mi ha dato appuntamento al parco, ma non è ancora arrivata. Guardo l'orologio. 21:50. Doveva essere qui venti minuti fa, possibile? Sento dei rumori dietro di me. È arrivata.
" Finalmente! Dove sei stata tutto questo tempo?! " sbraito girandomi verso Sam. No. Non è Sam. È un uomo. Il viso è coperto da un cappuccio nero e in mano ha un coltello
" Dammi tutti i tuoi soldi, e non fare scherzi ragazzino! Altrimenti... " dice avvicinandosi
" Non ho soldi con me, lo giuro! " rispondo indietreggiando un po'
" Girati! " mi ordina dopo qualche minuto. Obbedisco. Mentre resto girato sento le sue mani che cercano nei pantaloni, nelle tasche...tasta ogni parte per essere sicuro che non ci sia nulla. Furioso mi getta nel lago e scappa. Cerco di restare a galla il più possibile. "Non ho mai imparato a nuotare da piccolo, perché farlo da grande?". Questo era il mio pensiero. Quanto mi sbagliavo. Piano piano diventa tutto nero. È la fine questa volte. In quel momento qualcosa mi tira fuori dall'acqua permettendomi di respirare finalmente. Tossisco più che posso per buttare fuori tutto ciò che ho dentro. Anche i polmoni, forse.
" Che cosa hai detto? " chiede una voce non capendo. Detto? Non ho detto nulla..questa voce. Apro gli occhi e mi ritrovo Philip, a pochi centimetri di distanza dal mio viso
" Hai detto il mio nome. Ti ho sentito. Ripetilo ancora, Tate " dice guardandomi negli occhi
" Cosa..tu... "
" Dici il mio nome Tate " ripete baciandomi con dolcezza. Quanto mi sono mancate quelle labbra. Si stacca di poco
" Philip.. "
" Ancora..non smettere di dirlo. Mi è mancata così tanto la tua voce.. ". Appoggia la sua fronte alla mia e chiude gli occhi. Alcune lacrime gli rigano il volto. Che cosa ho fatto? No..io non volevo che soffrisse. Volevo tutto tranne quello! Lo stringo forte a me
" Quel bacio..per dire...io..quel ragazzo voleva far ingelosire la persona di cui è innamorato, mi ha chiesto aiuto, e io so com'è quando vorresti che la persona che ami ti dimostri quanto ci tiene. No intendo. Voglio dire, tu mi dimostri continuamente il tuo affetto! Io..non sapevo mi dovesse baciare. Lo giuro! Tu sei..l'unico che amo vera.." non gli do il tempo di finire che lo bacio. Mi è mancato. Troppo. Tutto questo tempo arrabbiato con lui, furioso più che altro. Per poi scoprire cosa? Voleva essere d'aiuto. Mi prenderei a pugni da solo da quanto sono stupido. Si allontana con le lacrime agli occhi
" Mi ami ancora, vero? Ritornerai ad essere solo mio...vero? " vuole la conferma che non è tutto perduto, che non ha buttato tutto nel cestino
" Si, ti amo troppo Philip, e per me sei come l'aria " sorride a quelle parole
" ...ma non posso tornare insieme a te, mi spiace "
AVVISO
Un avviso minuscolo. Il capitolo doveva essere molto più lungo, ma ho cancellato l'altra parte così siete costretti: uno, ad aspettare domani, e due a sclerare o picchiare o fare qualsiasi cosa per sfogarvi. A domani e buonanotte♡
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