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Capitolo 1

La campanella suona segnando la fine delle lezioni. Raccolgo le mie cose e mi dirigo verso Sam, la mia migliore amica

- Hey Tate, ho scoperto una nuova pasticceria qui vicino, ci andiamo? Ti prego - chiede Sam con sguardo pieno di speranza

- Certo! Magari hanno anche i bignè - rispondo entusiasta all'idea

- Così mi piaci! Forza! - urla correndo fuori dalla classe. Iniziamo questa corsa spericolata fino alla pasticceria. Entriamo senza fiato e chiediamo dei bignè e due fette di torta al cioccolato. Ci sediamo ad un tavolino fuori dalla struttura e iniziamo a mangiare. Mentre mangio un bignè guardo Sam. È una ragazza molto carina. Ha lunghi capelli biondi, occhi azzurri e fisico perfetto. Ho sempre pensato che fosse una di quelle bambole che hanno sempre un principe accoppiato ma purtroppo Sam non ha molta fortuna con i ragazzi. Al contrario io non sono bello o un figo, almeno io mi considero così. Ovviamente Sam dice che sono bellissimo ma logicamente non ci credo. Sono alto più o meno 1,70. Ho capelli ricci e castani, labbra sottili e rosee, un fisico un po' muscoloso e magro. Indosso sugli occhi castani un paio di occhiali bianchi. Di carattere sono molto dolce e qualche volta timido con persone a me estranee ma ormai sono abituato al mio modo di essere ormai. Anche se Sam mi definisce ingenuo perché trovo sempre il bene nelle persone. Butto un occhio sulla porta d'entrata e vedo uscire Philip, bello come sempre. Philip è un ragazzo alto 1,80. Ha capelli neri, occhi verdi e labbra carnose. Molto muscoloso e magro. Tipico stronzo che se ne fotte di tutti e che gioca con le persone. Mi nota e decide di avvicinarsi al nostro tavolino
- Buongiorno - dice mettendosi vicino a Sam che non lo cura (non lo sopporta e la stima è reciproca)

- Ciao - sbuffa lei. Io non rispondo e continuo a mangiare il mio bignè

- Tate, ecco i tuoi appunti. Grazie per avermeli prestati - mi fa un occhiolino porgendomi gli appunti. Li prendo arrossendo e li infilo nella mia borsa a tracolla

- Bene, non voglio disturbare il vostro spuntino. Ah. Tate sei un po' sporco -

- Dove? - chiedo imbarazzato strofinandomi una guancia. Ride e sfodera un sorriso malizioso

- Qui - si appoggia con una mano sul tavolino e si abbassa prendendomi il mento nell'altra mano. Penso che mi voglia baciare per quanto sia vicino, ma inizia a leccare tutto il labbro inferiore. Cazzo se vuoi baciarmi fallo, che aspetti?! A pochi centimetri di distanza sussura:
- Panna, buona - in quel momento le mie guancie prendono fuoco mentre Sam guarda scioccata la scena. Si allontana e se ne va come se non fosse niente. Mentre la mia migliore amica continuava a farmi domande a cui non avrei saputo rispondere, la mia mente si era fermata a quel contatto. Dio quanto volevo che mi baciasse in quel momento. Ritorno a casa ancora con la testa tra le nuvole. Non ho voglia di studiare, lo avrei fatto più tardi. Prendo il telefono e inizio a leggere i messaggi e scrivo alla mia amica Charlotte. Charlotte è una ragazza bella direi, capelli castani e corti, occhi grandi e marroni e labbra carnose. È sempre gentile con me e io ci sono molto affezionato. Sono affezionato alla mia "nana". L'ho soprannominata così perché è alta solo 1,59 e rispetto a me è più bassa ovviamente.

Nana: buongiorno XD

Io: buongiorno nana

Nana: ti ho detto mille volte che non sono nana -.-"

Io: nooooo :)

Nana: lasciamo perdere. Com'è andata oggi a scuola??

Io: bene direi

Nana: cos'è successo?

Io: ti ricordi di Philip?

Nana: intendi il bastardo che ti ha fatto soffrire? No, non penso :)

Io: daiii. Non iniziare

Nana: va bene, va bene. Che ti ha fatto?

Io: mi ha quasi baciato

Nana: COOOOSAAAA?!?!?! COME HA OSATO QUEL.....QUEL.....

Io: sexy ragazzo?

Nana: no

Io: quel gran bono?

Nana: no

Io: allora cosa?

Nana: non lo so ma è un grande stronzo. Non può trattarti così

Io: lo so..

Nana: se fossi lì... giuro che lo prenderei a calci!!!

Io: hahahaha. Grazie nana. Sei dolcissima. Ora devo andare a studiare. Ci sentiamo più tardi

Nana: d'accordo. A dopo.

Esco dalla sua chat e tolgo l'applicazione. Sono stanco. Quando chiudo gli occhi per riposare un po' il telefono squilla facendomi sobbalzare. Non riconosco il numero e decido di rispondere
" Pronto? "

" Hey Tate "

" Chi sei? "

" Come chi sono. Non riconosci la voce del tuo caro amichetto Philip " mi prende un colpo

" Come hai fatto ad avere il mio numero? "

" Non importa, devi farmi un favore "

" Che favore? "

" Vieni al supermercato vicino al centro tra 20 minuti "

" Come mai? "

" Hai rotto con tutte queste domande! Vieni e basta. A dopo. Ciao " così chiude la chiamata con mille domande che incombono nella mia testa....

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