21
Qualcuno ha urlato "gioco della bottiglia" e una massa informe di persone si è spostata al piano di sopra. Sole e Leo si sono diretti verso le scale e io non faccio altro che seguirli.
-Allora, ora stai con quello?- mi chiede Tommaso.
-Cosa? No, assolutamente- dico avvampando di colpo. Ma che mi prende, Dio.
-Come stai?- gli chiedo dato che è la prima volta che lo rivedo dopo la mia imboscata a casa sua.
-Normale- dice senza guardarmi e sposta i capelli neri in dietro con la mano. Tommaso è ritornato l'inespugnabile fortezza.
-Bel costume- dico ironica e mollo la spugna, non saprò mai come sta davvero.
-Non volevo neanche venirci- ammette.
-Dai, su! Tutti in cerchio- urla una ragazza travestita da pagliaccio. Siamo più di venti persone sedute una accanto all'altra. C'è anche Giulia che mi saluta dal lato opposto. Non conosco quasi nessuno. Questo gioco non mi piace, non mi è mai piaciuto. Alle medie venivo sempre esclusa dal gioco perchè nessuno voleva baciare "La Carota".
-Ma non sei fidanzato?- chiedo a Tommaso quando Sole si alza e senza troppe difficoltà bacia una mummia credo.
-Ci frequentiamo apertamente- dice sollevando le spalle, -Con calma- continua ridacchiando e guardando avanti.
-Non ti facevo da queste cose- confesso più serena. Vederlo sorridere, mi tranquillizza. Sta meglio.
-Dovresti baciarmi- dice lui tutto d'un tratto. Divento rossa incandescente e guardo la bottiglia che indica esattamente la mia postazione. Ignoro la parte di me che avrebbe voluto che quelle parole fossero state dette senza un gioco sotto e mi guardo attorno. Tutti ci incitano perchè vogliono andare avanti. Tommaso mi studia sorridendo e il mio cuore balza in gola.
-Possiamo unirci?- sento dire alle mie spalle. E ringrazio Dio per aver fatto concludere questo momento imbarazzante. Mi volto verso la fonte di quelle parole e mi rimangio completamente il ringraziamento. Si sono uniti al gioco Lorenzo, travestito da Joker, la sua Harley Quinn, Nicola travestito da giocatore di calcio zombie.
La ragazza che gira la bottiglia annuisce felice e continua a far ruotare l'indicatore.
-Mi devi un bacio, allora- dice nel mio orecchio Tommaso avvicinandosi. Un brivido mi attraversa completamente e cerco di ridere per distogliere la sua attenzione dalle mie guance paonazze.
Questo gioco dopo tre quarti d'ora annoia tutti. Ho dato un paio di baci a stampo, ma niente di troppo umiliante.
Leo guardando tutti noi in cerchio, si alza in piedi e inizia a parlare:
-Vi proporrei una nuova edizione di Sette minuti all'inferno, solo perchè è Halloween-
La prima volta che ci ho giocato ero in prima superiore e si faceva a gara chi imitava meglio i suoni di un rapporto sessuale. Credo che ora non sarà poi così tanto diverso.
Finisco nel bagno piccolo e rosa del primo piano con un ragazzo che non avevo mai visto. Daniele si accende una sigaretta e apre la finestra del bagno. È travestito da Colore Giallo, così si è descritto e indossa: maglia, pantaloni e scarpe rigorosamente gialle. È simpatico, un po' troppo loquace per i miei gusti. Finiti i sette minuti torno nella sala e inizia a ruotare di nuovo la bottiglia. Dopo qualche giro, la bottiglia segna Lorenzo, che con un gran sorriso si alza. La ragazza a centro del cerchio la fa ruotare di nuovo e, davvero, tutto tranne me. La bottiglia mi salta, ma si ferma su Tommaso. La stanza diventa silenziosa e il moro ride di giusto.
-Mi rifiuto, se entro lì dentro con lui, lo meno- sbotta Tommaso e incrocia le braccia al petto. Tutti si voltano verso di me e mi comunicano che io sono quella più vicina. Maledetto Tommaso, che cazzo. Mi alzo cercando di sembrare sicura e tranquilla, ma in realtà vorrei buttami giù di testa dalla finestra.
Lorenzo entra prima di me nel bagno e io cerco di ignorare la serratura della porta che scatta. Indossa una camicia viola e si è tinto i capelli biondi di verde. Ha anche dei finti tatuaggi sul collo e sullo zigomo. Anche lui mi sta guardando e questa cosa mi fa sentire incredibilmente a disagio.
-Sei bellissima- dice avvicinandosi. Mi volto verso lo specchio del lavandino per ignorare il fatto di averlo a pochi passi da me. Quando si trova alle mie spalle allunga una mano verso i miei capelli, toglie il cerchietto e sposta qualche ciocca per lasciare libera una parte del collo. Si avvicina e bacia quel punto ormai libero.
-Ma che cazzo fai?- dico voltandomi e spingendolo via. Lui però allunga le braccia e mi intrappola tra il lavandino rettangolare e lui. Stampa le sue labbra sulle mie con fare violento.
-Mi sei mancata- sussurra piano e mi accarezza un lembo di pelle nuda della coscia.
-Ti giuro che se non fai due passi in dietro e mi lasci stare, inizio ad urlare- dico decisa e ignoro il fatto di star tremando. Non ho paura di guardarlo negli occhi, così capisce che non sto scherzando.
Lorenzo fa un passo indietro appena in tempo per sentire la porta aprirsi. Senza pensarci due volte, esco dal bagno e scendo al piano terra per prendere una boccata d'aria. Non sarei mai dovuta venire qui.
Il cortile è, per fortuna, vuoto. Tutti sono ancora dentro a festeggiare.
-Speravo fossi migliore di così- sento dire. Alzo la testa e seduto su una panchina in pietra del giardino della villa c'è Tommaso con uno spinello in bocca. Gli occhi mi bruciano e ho il fiato corto.
-Ma che cazzo vuoi tu, non sai un bel niente. Smettila di guardarmi dall'alto!- urlo per poi sedermi su un gradino dei tre che collegano il giardino alla cucina.
Inizio a piangere senza riuscire a fermarmi e sento la gola in fiamme.
Ho un altro attacco di panico?
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro