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12

Lavorare in questo locale sta diventando sempre più pesante. Sono distratta e stanca. Vorrei star seduta e prendere un caffè, invece sono io a servirlo a decine di persone. Ho bisogno di staccare un attimo da tutto. Da tutti. 

Preparo una cioccolata calda per una signora e aggiungo zucchero al preparato polveroso. Metto il latte bollente e mischio il composto per poi servirglielo. La donna ringrazia e dopo il primo sorso mi richiama urlando. Ci mancava questa.

-Si?- dico con le mani allacciate dietro alla schiena. 

-Fa schifo- urla indicando la cioccolata calda. Probabilmente sarà il preparato andato a male. Il viso rugoso è ricoperto di fondotinta di un colore sbagliato e il rossetto fucsia è sbavato. I capelli arancioni tinti sono corti e freschi di piega del parrucchiere. Indossa un abito con la stampa a fiori rossi su sfondo nero. 

-Assaggiala, forza- mi dice indicando la cioccolata con l'indice smaltato e faccio così, porto la tazzina alle labbra e prendo un sorso. È disgustosamente salata. Ha ragione, fa schifo. 

-Scusi, è colpa mia, gliela rifaccio- dico, ma la donna non ne vuole sapere. Arrabbiatissima va via. Urla che questo bar è il peggiore di sempre. Credo stia leggermente esagerando, l'avrei risarcita. Torno dietro al bancone rossa dall'imbarazzo e guardo il contenitore dello zucchero, che in realtà è sale. Ma dove diavolo ho la testa?

-Stefano ti vuole- dice Carlo accarezzandomi una spalla. Ci mancava anche questa. 

Cammino lentamente fino a raggiungere l'ufficio del capo e quando lo vedo lì, con il viso tra le mani, penso il peggio. 

-Che stai facendo Vittoria? Ultimamente continui a fare sempre casini- dice e mi guarda glaciale. Ha gli stessi occhi del figlio. Prende una biro e la fa roteare tra le dita. 

-Non possiamo prenderci il lusso di perdere clienti- continua facendomi sentire ancora più in colpa. Sento un peso sul petto e non riesco a respirare. 

-Credi che quella donna non sparga la voce raccontando di una cameriera così incompetente?- mi chiede alzandosi lentamente. 

-Papà- sento dire dietro alle mie spalle. 

-È stato un mio errore, Vittoria gliela ha solo portata- dice Tommaso sorpassandomi e sistemandosi davanti a Stefano. Perchè sta facendo questo? Perchè si sta prendendo la colpa per me? 

Stefano sembra piuttosto sorpreso e annuisce. Ci liquida ricordandoci di non sbagliare più se no ci saranno delle conseguenze. Ha ragione, ma è solo colpa mia. Una volta uscita dallo studio ho bisogno di respirare e qui non ci riesco più. 

Velocemente mi sposto fuori dal locale e mi siedo sul gradino del marciapiede. Mi ritrovo la testa tra le ginocchia e cerco di non piangere. 

Non so quanto tempo ci voglia prima di accorgermi che, accovacciato davanti a me, c'è Tommaso che mi guarda curioso. 

-Ehi- dice e io mi mordo il labbro per non piangere. Perchè mi deve sempre vedere in questa situazione?

 -Non riesco a respirare- dico con gli occhi ricoperti di lacrime. Tommaso mi guarda e il suo viso si addolcisce. Si siede comodamente sull'asfalto e mi guarda dritto negli occhi.

-Okay, è solo un attacco di panico- mi prende una mano e continua con: -Adesso respira con me, inspira ed espira-. Io seguo le sue indicazioni e prendo lunghi fiati continuando a guardarlo negli occhi. Lentamente smetto di piangere e anche il peso sta svanendo. 

-Ecco, brava, continua così- mi dice prima di farmi alzare in piedi ed abbracciarmi. Non so perchè, ma ne avevo bisogno. Il suo profumo è dolce, un insieme perfetto di tabacco e pulito. Mi sento al sicuro e tranquilla. Poi lui si tira indietro e ride del mio trucco sbavato. Lo fa per sdrammatizzare e lo apprezzo tantissimo. 

-Grazie- dico e lui alza le spalle. 

-No, davvero, grazie. Ultimamente le persone non fanno altro che fischiarmi dietro o evitarmi- continuo prima di rientrare insieme a lui nel bar. 

Verso l'orario di chiusura il bar si svuota, ma vedo entrare Sole che si sistema il trucco guardandosi con uno specchietto. Poi posa gli occhi su di me e io abbozzo un sorriso.

-Fattelo dire Visconti, hai un aspetto terribile- dice con una smorfia in viso. La ringrazio ironicamente. Lo so di essere in una condizione penosa, non ho bisogno che qualcuno me lo ricordi. 

-Ehi ci sono, andiamo- e vedo Tommaso uscire da retro con in dosso una giacca di jeans larga pantaloni neri. Va verso Sole e le da' un bacio sulla guancia come saluto. 

-Io vado, scusami- dice guardando me ancora con la scopa in mano.

-No problema, finisco io- rispondo abbozzando un sorriso. Detto questo li vedo andare via mano nella mano. Non so perchè, ma li invidio un po'.

Quando torno a casa sono stanchissima, sarà colpa dell'attacco di panico o della verifica di greco della mattina? Mia madre mi guarda preoccupata e mi chiede di sedermi sul divano per parlare un po'. Mi mostra il cellulare con il video dello schiaffo e accavalla le gambe davanti a me.

-Che succede?- mi chiede lei.

-Mi ha fatto le corna, sono povera per i suoi standard e l'ho schiaffeggiato. Fine- non so con che coraggio pronuncio queste parole, so solo che mi alzo e che mi chiudo in bagno per fare una lunga e calda doccia rilassante. Ho i muscoli tesi e la testa pesante e non credo che la situazione possa migliorare. Il mio corpo a contatto con il calore si riempie di brividi e automaticamente mi ritrovo seduta a terra con le gambe tra le braccia e la testa appoggiata alle ginocchia. Vorrei urlare, ma non ho forza nemmeno per quello. 

Mi sistemo a letto e prima di chiudere gli occhi e provare a dormire guardo il cellulare. Sono tutti felice, la loro vita va avanti e Lorenzo ha già postato una foto con Martina Buratti. Barbie e Ken. Lui ha superato tutto molto bene. 

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