1 - Sex list
Michael's pov
«Allora... Ci sono. Johnny Montague!», borbottai, poggiando la penna sul foglio, «È perfetto. E ce l'ha anche grosso»
«Alt!», mi interruppe Ashton, «Johhny Montague è off limits. È fidanzato con una ragazza da tipo due mesi».
Sbuffai, buttando la penna sul letto. «Ma che diamine. Pensavo fosse gay!».
«Solo perché ha scopato con te non vuol dire che sia completamente gay. Magari è bisessuale... E poi lo sai che negli anni ti sei scopato un sacco di ragazzi etero un po' troppo disperati?», spiegò Ashton, storcendo il naso.
«Oh, Ash. Non lo sai, il detto? In tempi di carestia, ogni buco è galleria. E io non sono nessuno per impedire a qualcuno di sfogare la propria frustrazione repressa, il mondo non ha bisogno di altre persone acide - come te, ad esempio», dissi, ridendo quando Ashton mi lanciò un'occhiata incredula.
«Io non sono acido», si difese, alzandosi dal letto, «Ho fame. Tu vuoi qualcosa?».
Feci spallucce. «Mmh, in effetti ho un certo languorino».
Ashton mi sorrise prima di uscire dalla sua stanza. Guardai il foglio di carta scarabocchiato sul letto, sospirando sconfitto. Non pensavo che stilare una lista delle persone da scoparmi fosse così difficile. Ma chi me l'ha fatto fare, prima di tutto? Dovrei smetterla di prendere decisioni di getto, non mi fa bene per niente.
È tutta colpa di Hemmings e dei suoi amici assurdi. Perché fare una sfida del genere, quando sappiamo benissimo che sono io quello che riuscirà a scoparsi più persone? Sono irresistibile, andiamo!
Mi sedetti meglio sul letto, incrociando le gambe su di esso ed accendendo la tv, distraendomi finché Ashton non tornò con un vassoio su cui erano poggiati due bicchieri di Sprite e due toast. Gli sorrisi mentre prendevo il mio bicchiere, mandando giù una lunga sorsata di soda.
«Quindi ti arrendi già?», mi chiese Ashton a bocca piena, osservando il foglio di carta ora appallottolato fra di noi.
Sospirai, prendendo il mio toast ed addentandolo. «Non mi viene in mente nessuno e mi sembra quasi impossibile. Ti pare che, con tute le persone che mi sono scopato negli anni, non mi venga in mente nessuno?».
«Mmh, forse dovremmo controllare l'annuario», suggerì Ashton, facendo spallucce.
«Perché non ci pensiamo e basta, per oggi? È stata una giornata lunga, sono stressato e tutto per colpa di Lucifero Hemmings», borbottai, finendo il mio toast in un boccone.
Ashton si pulì la bocca con il dorso della mano. «Secondo me dovresti iniziare. A quest'ora Luke sarà già a metà dell'opera», vagheggiò Ashton, facendo vagare i suoi occhi per la stanza.
Alzai un sopracciglio, insospettito dal suo comportamento. Quando Ashton Irwin fa il vago vuol dire che vuole che tu faccia qualcosa per lui. «Iniziare da dove?», chiesi, posando il bicchiere vuoto sul comodino accanto al letto.
Ashton si morse il labbro. «Beh... Theo ha spiegato che i tuoi migliori amici non devono fare sesso con Luke e viceversa, ma non ha detto niente sul fare sesso con i propri amici, no?», disse, facendo cadere il vassoio per terra mentre si fiondava su di me. Per fortuna aveva preso dei bicchieri di plastica... Chi l'avrebbe sentita Anne Marie, poi? Già mi odia!
Nonostante non ne avessi tanta voglia al momento ricambiai il bacio di Ashton, trascinandolo su di me mentre mi distendevo sul letto. Il riccio passò a baciarmi il collo, disfacendo il nodo della mia cravatta.
«Potevi dirmelo che volevi scopare, non avrei fatto storie eh», ansimai, ancorando le gambe al bacino di Ashton.
«Hey, lo faccio per aiutarti», borbottò lui, sorridendo malizioso prima di sbottonarmi la camicia.
«Certo, certo», borbottai, stringendo i capelli di Ashton in un pugno mentre lui ricopriva il mio petto di attenzioni, «Chissà perché mi aiuti solo quando ci guadagni qualcosa anche tu».
Ashton mi zittì premendo di nuovo le sue labbra sulle mie, lasciando che la sua lingua scivolasse nella mia bocca.
Non è la prima volta che io ed Ashton facciamo sesso. Di solito lo facciamo quando uno dei due non ha niente da fare oppure ne ha voglia, il che accade davvero troppo spesso per i miei gusti; non che me ne lamenti, comunque, Ashton scopa da Dio... E poi sono sempre disponibile per una bella scopata.
«Ah, non facevo sesso da un bel po'», commentò Ashton dopo essere rotolato sul letto accanto a me.
Lo guardai alzarsi per buttare il preservativo mentre cercavo di riprendere fiato. «Non posso dire la stessa cosa, già», ridacchiai, distogliendo lo sguardo dal culo perfetto di Ashton per portarlo sul soffitto.
Ashton entrò nel bagno connesso alla sua stanza. «Non sbattermi in faccia la tua vita sessuale nettamente migliore della mia, ti prego», borbottò, prima di aprire il getto dell'acqua della doccia.
Sospirai. «Invece di lamentarti del fatto che fai le ragnatele in mezzo alle gambe, perché non cominci ad usare il tuo affarino più spesso?», proposi, portando le braccia sotto alla testa.
«E con chi?».
«Ma che ne so, qualcuno a caso... Non Hemmings o qualcun altro della sua cricca, ti prego», implorai, rabbrividendo al solo pensiero di Ashton con qualcuno del gruppetto di Hemmings. Già era stato con Luke, comunque...
«Con Luke ci sono stato perché mi ha beccato con un'erezione nello spogliatoio dopo l'ora di educazione fisica», borbottò Ashton, «Non puoi arrabbiarti con me, me lo sono trovato davanti nel momento del bisogno e l'hai detto anche tu, ogni buco è galleria».
«Non mi servono le tue patetiche giustificazioni, ormai sei stato con Luke e non riuscirò mai a fidarmi di te come prima», feci un sospiro fintamente drammatico, «Spero solo che tu mi sia fedele abbastanza da non andarci adesso».
«Oh, su questo puoi contarci. A meno che Calum non venga con te, in tal caso dovrei farlo per forza. A proposito... Sai che Calum è proprio carino? Ha un paio di labbra meravigliose... E quel culo, poi. Il David impallidirebbe al confronto».
Scattai come una molla sul letto. «Non è che ti piace Calum?», chiesi, allarmandomi.
In effetti, ora che ci penso, Ashton è sempre strano quando incrociamo Calum nei corridoi. E parla sempre di lui. E ha appena detto che ha delle labbra meravigliose...
«Eh? No, lo trovo carino però. Non puoi dire il contrario, dai».
Scossi la testa, scettico. «Hai appena detto che ha un corpo che fa invidia al David di Michelangelo».
«Che vuoi? Ora non si può neanche apprezzare l'aspetto fisico di una persona? Dio!», sbottò, chiudendo l'acqua. Uscì dal bagno avvolto nel suo solito accappatoio orrendo, «Ho detto che ha un bel corpo, non vuol mica dire che me lo voglio sposare».
Feci spallucce, alzandomi dal letto e dirigendomi in bagno. «Sposare no, ma una bella botta gliela daresti. Vero?», chiesi, voltandomi per gustarmi la reazione di Ashton.
Proprio come pensavo, Ashton arrossì, poi sorrise malizioso. «Ma insomma, l'hai visto quel culo? Me lo sbatterei su qualsiasi superficie piana, cazzo».
Roteai gli occhi. «Stare con me ti fa male sul serio, eh», borbottai, entrando in doccia, «Quando ci siamo conosciuti eri un tale puritano, ti imbarazzavi appena accennavo al sesso... Adesso hai addirittura il daddy kink!», aggiunsi, rabbrividendo leggermente.
Forse Ashton ha letto troppe fanfiction, o visto troppi porno, ma una volta mentre facevamo sesso ha cominciato a pretendere che lo chiamassi papino. In risposta ho cominciato a ridere, talmente tanto che la pancia cominciò a farmi male. Certo, alla fine la mia chiappa destra aveva l'impronta rossissima - e dolorante - dell'enorme mano sinistra di Ashton, ma in quel momento ridere mi era sembrata l'unica reazione plausibile. Immaginate di fare sesso con una persona che conoscete da una vita, e questa comincia a volersi far chiamare 'papino'. Come si può non ridere? La prima cosa a cui ho pensato è stata il piccolo Ashton che piangeva quando si sbucciava le ginocchia!
«Le cose cambiano, Clifford», rispose lui, riportandomi alla realtà con la sua voce alta, «Dio no!».
«Che succede?», chiesi, nonostante non mi importasse. Quando faccio la doccia non mi importa di niente e nessuno; ci siamo solo io e l'acqua calda.
«Ho rovesciato la Sprite, prima. E tu come il grande coglione che sei ci hai camminato dentro! Ci sono impronte dei tuoi piedi per tutta la stanza!».
Scoppiai a ridere. «In effetti sentivo i piedi appiccicosi... E non dare la colpa a me. Sei tu quello troppo arrapato per spostare un vassoio».
***
Luke's pov
«E quindi, hai già cominciato?».
Mi rilassai sotto il tocco di Calum, sospirando soddisfatto. «Non proprio. Non so da dove cominciare, non posso arrivare alla parte in cui finalmente Michael mi scopa fino a farmi svenire?», mi lamentai, facendo ridere Calum.
«Pazienza, giovane Jedi. Dai tempo al tempo e Michael Clifford cadrà ai tuoi piedi», mi rassicurò, continuando a passare le mani sulla mia schiena.
«Mmh, lo spero - solo pensare alle sue labbra attorno a me rischia di farmi impazzire».
Sentii le labbra di Calum sulla mia nuca; esse risalirono fino al mio orecchio. «Perché non ci pensi adesso, eh Lukey? È leggermente imbarazzante sentirti parlare di altri ragazzi quando sei con me».
«Sento la tua erezione sul mio sedere, Cal», ridacchiai, ansimando sotto il tocco attento delle labbra e delle mani di Calum, che adesso erano scese a toccarmi il sedere.
«Perché non mi aiuti a liberarmene?».
E beh, forse non dovrei arrendermi così facilmente a Calum, ma da qualche punto dovevo iniziare con questa sfida del cavolo. E poi Calum è l'amante più gentile che abbia mai avuto, stranamente. Uno si aspetta che sia una bestia, che ti distrugga a letto, e invece è così premuroso... Forse è perché ci conosciamo da secoli. Comunque è sempre piacevole fare sesso con lui. Mi rilassa.
«Lo sai che mi sembra un po' controproducente scopare con un numero sconsiderato di persone perché vuoi fare sesso solo con uno?», borbottò Calum, accarezzandomi i capelli.
Sospirai, disegnando forme indefinite sul suo petto con il mio dito indice. «Lo so. Ma è l'unico modo, se voglio che Michael mi scopi. Che poi non ho ancora capito perché mi odia...».
Calum ridacchiò. «Sei arrivato e gli hai rubato la scena, è normale che ti odi».
«Non è giusto», borbottai, «Io ero vergine quando sono arrivato qui! Era normale che volessi divertirmi un po'...».
«Lo sai che Michael è molto attaccato alle cose», mugugnò Calum, «Immagino la sua faccia quando Ashton gli ha detto di te».
Alzai un sopracciglio. «Un po' come la faccia che hai fatto tu? Nah, tu eri solo invidioso perché io ho scopato con Ashton e tu no», glielo rinfacciai, facendolo arrossire.
«Hey, vedrai che anche io riuscirò a portarmelo a letto un giorno», borbottò Calum, alzandosi, «Mmh, ho bisogno di una doccia».
Scoppiai a ridere. «Eiacula nello scarico, mi raccomando», dissi, facendo un occhiolino al moro che mi guardò sconvolto.
«M-ma che-».
Lo interruppi, alzandomi e poggiando le mie labbra sulle sue. «Credi che non sappia che pensare ad Ashton ti eccita?», ridacchiai, staccandomi da lui, «Userò la doccia di Jack, così potrai stare da solo per... Pensare e riflettere. Okay?».
Senza aspettare l'approvazione di Calum uscii dalla mia stanza, dirigendomi a quella di Jack, momentaneamente disabitata poiché mio fratello era a New York. Ignorai l'odore della polvere mentre entravo in bagno, fiondandomi sotto la doccia. Restai lì sotto per una buona mezz'ora, dando il tempo a Calum di occuparsi dei suoi... Affari.
Quando rientrai in camera mia Calum stava sistemando il mio letto, vestito di tutto punto. Afferrai le mie mutandine di pizzo da terra, infilandole cercando di mantenermi in equilibrio su di un piede.
«Forse te l'ho già chiesto più di una volta, ma non sono un tantino scomode?», mi chiese Calum, sedendosi sul letto, «Insomma, sono mutande femminili».
Scossi la testa. «Mi fanno sentire carino. E poi non vedi come il pizzo mi sta bene?», mormorai seducente, facendo un occhiolino a Calum.
«Beh... In effetti fa un bell'effetto su di te», ridacchiò, facendomi arrossire.
Infilai il maglione largo, sedendomi sul letto. «E poi è ciò che mi ha reso popolare su tumblr».
In caso non l'abbiate ancora capito sì, indosso biancheria intima femminile. Non so quando sia cominciata questa cosa, l'unica cosa che ricordo è che quand'ero più piccolo mia madre mi portava con lei a fare shopping ed io restavo affascinato dai negozi di biancheria intima femminile. Mi piacevano i colori, le decorazioni, il modo in cui sembrassero delicate ed eteree. Le mutandine di pizzo mi piacevano di più dei boxer di batman che per convenzione avrei dovuto indossare... Così, quando finalmente ho avuto dei soldi miei, la prima cosa che ho fatto è stata spenderli in biancheria intima femminile. Da quel giorno mi sono sentito più a mio agio con me stesso, più felice perché potevo finalmente indossare ciò che volevo. Mi sentivo talmente a mio agio che volevo far sapere al mondo quanto mi sentissi bene con me stesso... Ma purtroppo, non potevo farlo. O almeno, non potevo farlo nella vita reale... Però su internet sì.
Non fraintendetemi, non faccio cose pornografiche o altro. Posto solo foto di me in intimo su tumblr, foto in cui non si vede la mia faccia. Alla gente piaccio, ovviamente - chi potrebbe resistermi?
Naturalmente nessuno a scuola o nella vita reale (a parte i ragazzi con cui sono stato, che sono comunque obbligati al segreto) sa di questo, solo Calum - che ovviamente non approva. A volte sembra un fratello maggiore iperprotettivo, non che me ne lamenti, ma non mi piace che critichi cosa voglio fare e cosa no. È comunque il mio corpo, posso farci ciò che voglio, no?
«Mi da fastidio che degli sconosciuti ti vedano in mutande. Sei comunque il mio fratellino», borbottò Calum, accogliendomi fra le sue braccia.
Mi accoccolai sul suo petto, respirando il suo profumo rassicurante. Il profumo di Calum mi piaceva un sacco, era forte ma delicato e sapeva di casa. In effetti, Calum si poteva definire 'casa': con lui mi sentivo a mio agio, sicuro e protetto da ogni male che potrebbe esserci. Erano sensazioni che fin'ora avevo associato solo a mia madre e ai miei fratelli, non avendo avuto amici durante la mia vita a New York.
«Tanto, che sia su internet o nella vita reale, un sacco di sconosciuti mi vedono in mutande», ridacchiai.
«Tutti sconosciuti che tu non vuoi, però», mormorò Calum, ridacchiando.
Sospirai. «Non me lo ricordare, ti prego», implorai, «Sono talmente disperato da architettare un piano assurdo per farmi portare a letto da lui».
Il mio piano, siamo sinceri, faceva acqua da tutte le parti. Peggio dei piani che quelle quattro sciagurate di Pretty Little Liars escogitavano per incastrare finalmente -A per mettere fine così alle loro sofferenze.
In pratica, la sfida che Theo aveva lanciato tra me e Michael non era altro che un piano "geniale" architettato da me per far sì che Michael dovesse venire a letto con me per forza. Perché, vedete, nella nostra scuola ci sono parecchi ragazzi attratti dal proprio sesso e troppi ragazzi etero e disperati, ma comunque resteremmo in pareggio, mettendo sempre che tutti e due fossimo riusciti nei nostri intenti. Saremmo rimasti in pareggio... A meno che io non faccia il grande sacrificio di concedermi al mio acerrimo nemico per far sì che potesse vincere la sfida. Tanto, non mi importava di essere la più grande puttana della scuola: tutto ciò che volevo era Michael Clifford.
Volevo farmelo da quando sono arrivato qui, ma lui non mi ha mai sopportato... E tutto perché ho cominciato a troieggiare come lui in giro per la scuola. Onestamente, credo anch'io che sia un colpo basso, ma volevo divertirmi un po', del resto ero comunque uno spaventato ragazzino di New York circondato da bei ragazzi più che disponibili. Michael non è nessuno per incolparmi delle mie azioni, poi, quando lui fa lo stesso.
«Io te l'ho detto già, sarà un buco nell'acqua senza precedenti».
Sospirai. «La speranza è l'ultima a morire, Hood».
«Sì, ma è anche la prima a fotterti».
Alzai la testa, facendo un occhiolino a Calum. «Bene, allora farò in modo che la speranza si chiami Michael Clifford, in questo caso».
***
[A/N] Buon pomeriggio! Avrei dovuto postare più o meno allo stesso orario di ieri, ma stasera non ci sono a casa e quindi... eccomi qui.
Allora, direi che questo capitolo è molto di passaggio, con il prologo fa un po' da introduzione alla storia e ai suoi personaggi. Adesso sapete che i cashton sono cotti l'uno dell'altro, che Luke è sessualmente attratto da Michael, che la sfida lanciata da Theo non è altro che un piano ideato da Luke e che il nostro biondino preferito nasconde un grandissimo segreto - nascondere non proprio, visto che lo sa mezzo tumblr. Lol. È la prima volta che scrivo di cose del genere e credetemi, sono stata ore a decidermi se andasse bene o meno. Però è una cosa fondamentale per la trama... spero che non vi abbia fatto completamente schifo AHAHA
Come al solito non ho idea di cosa scrivere. Ci vediamo lunedì con il secondo capitolo! ♥
**Il titolo del capitolo è ispirato al film (s)ex list - what's your number? con Chris Evans (che è l'unico motivo per cui voglio guardare quel film, rido)**
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