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Chiedo scusa in anticipo per la lunghezza del capitolo, mi rendo conto che forse è troppo lungo; ma non potevo dividerlo. Leggendo capirete il motivo, buona lettura😘
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Family👨👩👧👦🐣
Adriana, Christian, Daniel, Isabella, Paolo
Isabella
So che non avete scritto nulla perché aspettavate il momento in cui avrei iniziato io a parlare e credo che sia arrivato il momento di parlare con voi
Adriana
Amore, abbiamo capito cosa è successo ed è per questo che non ti abbiamo scritto nulla; sentiti libera di parlarcene quando vuoi, non possiamo obbligarti a parlare di questa cosa
Non sarò mai pronta, ma devo farlo; avete il diritto di sapere tutto
Christian
Vero che non ce l'hai nascosto per "colpa" mia e di Dani?😣 Sai che noi scherziamo quando diciamo quelle cose
Chri, non dire cavolate; ho voluto aspettare a dirvelo perché volevo far passare i primi tre mesi, proprio per evitare queste cose... lo sapeva solo Francesca perché è stata lei a dirmi che, secondo lei, ero incinta
Come avrete capito, ero incinta, esattamente ero di tre mesi; nei giorni precedenti, ero piena di dolori, sia alla schiena che all'addome. Ho chiamato la ginecologa per sapere se fosse normale e mi ha detto che sì, in alcune gravidanze ci sono anche questi dolori; ieri sera, mentre ero al telefono con Davide dopo la partita, sentivo che c'era qualcosa che non andava. E avevo ragione, perché non è normale avere perdite di sangue durante la gravidanza; mi sono fatta portare di volata in ospedale, dove mi hanno detto che ho avuto un aborto spontaneo (causa di tutti quei dolori nei giorni precedenti)
Quando Davide è arrivato in ospedale, era distrutto; per lui doveva essere una sera meravigliosa e invece si è conclusa di merda
Paolo
Noi non possiamo fare niente per far diminuire il dolore; non possiamo dirti che ti capiamo perché non ci siamo mai ritrovati in una situazione simili. Ma da genitore posso immaginare quanto sia duro e doloroso perdere un bambino; immagino che sia duro soprattutto per voi femmine, che questo bimbo lo accogliete nel vostro grembo
Adriana
L'unica cosa che possiamo dirti è che potrai sempre contare su di noi: quando avrai bisogno di parlare, di piangere, di ridere, di sfogarti, di un abbraccio...
Daniel
Io e Chri ci offriamo per le risate e gli abbracci✌🏻
Christian
Per il resto, ci sono mamma e papà che sono più adatti🙈
Sono fortunata ad avere voi come famiglia; e comunque, non è vero che con voi due non posso parlare. Mi siete sempre stati vicini e per me è molto più semplice sfogarmi con voi che con mamma e papà
Adriana
Quando vorrai venire, a casa ci siamo io, Dani e papà
Christian
Io arriverò appena mi libero
No Chri, non voglio che salti gli allenamenti per me
Christian
Assolutamente si, invece; sei mia sorella e in questo momento hai bisogno di tutta la tua famiglia. Il calcio può aspettare
Grazie Chri, davvero❤️
Paolo
Noi siamo qui, eventualmente anche per Davide; ti aspettiamo😘
Prima devo sentire cosa fa Davide; è distrutto, non l'ho mai visto così in 13 anni. Non voglio lasciarlo a casa da solo e voglio esserci per lui; ma apprezzo tutto quello che fate per me❤️
Adriana
Stai tranquilla, Isa; se dovessi decidere di venire qui, ci puoi avvisare anche un minuto prima, visto che è casa tua
Ci sentiamo più tardi😘
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Loca🐒
Manu, ho una pessima notizia da darti
03:47
Cutro, scusa ma stavo dormendo a quell'ora... che è successo?
09:30
Anzi no, non dirmi nulla; Thessa ha appena visto il post di Isa...
Ieri sera ha avuto un aborto spontaneo, era incinta di tre mesi; hanno deciso di non dire nulla a nessuno perché volevano aspettare l'ecografia del terzo mese
Non voglio neanche pensare a come si stanno sentendo in questo momento
Davide è distrutto, non l'ho mai visto così... e credo che sia comprensibile. E poi, non parliamo di Isa
Siamo entrambi senza parole... sai se c'è qualcosa che possiamo fare per loro due?
A parte dimostrare la nostra vicinanza, non possiamo fare nulla...
Cerco di liberarmi il prima possibile
Manu, so che sono due delle persone a cui più tieni, ma non mandare a puttane gli allenamenti; non è questo quello che vorrebbero Davide e Isa. Che poi, domani sera non giocate mica contro l'Inter?
Hai ragione, mi ero completamente scordato che dobbiamo venire lì
Dopo la partita, non torni a Modena, ti fermi direttamente qui e passi un weekend con noi (credo che avrete il weekend libero)
Mi sembra di essere inutile da qui, Cutro
Manu, non sparare cazzate; lo sanno che possono contare su di te, anche se non sei più a Milano
Non so neanche se scrivergli o se lasciargli del tempo per lui...
Ieri mi ha detto che probabilmente sarebbe andato da sua sorella oggi pomeriggio; ha già avvisato il Mister, dicendo che oggi si sarebbe allenato solo alla mattina. Conoscendolo, avrà staccato il telefono
Voi giocate domenica sera?
No, questa settimana abbiamo il posticipo, quindi giochiamo lunedì... sabato ci alleniamo solo al mattino, mentre domenica siamo liberi solo al mattino perché dobbiamo essere a Milanello subito dopo pranzo per la rifinitura e la partenza (sempre che si faccia convocare, visto in che condizioni è)
Sabato li portiamo fuori a cena?
Oppure possiamo andare da loro e mangiare insieme... poi ci pensiamo; adesso scusa, ma devo prepararmi per uscire
Vai tranquillo😘
E grazie per avermi avvisato
Ma figurati, è stato Davide a chiedermi di scriverti al suo posto, prima che tu vedessi il post
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•Davide's pov•
«Sara, credo che non sarò mai pronto per parlarne.» Le sussurro, dopo aver passato quasi dieci minuti in silenzio.
«E questo lo posso capire, Davide; ma tu dovresti capire che trattenere tutto dentro non ti fa bene. Ci hai parlato con lei oggi?»
«Stamattina, prima che lei andasse dai suoi. Poi non l'ho più sentita perché io ho staccato il telefono; mi stavano arrivando troppi messaggi di condoglianze, se possiamo chiamarli così, da persone che non conosco.»
«E non credi che a quest'ora sia preoccupata per te? Prendi il mio telefono e scrivile che sei qui con me; non voglio che stia peggio di come già sta.» Mi dice, porgendomi il telefono sbloccato e aperto sulla chat con la mia ragazza.
«La posso invitare a cena qui? Perché non voglio lasciarla da sola.»
«Sai che per me non ci sono problemi; siete sicuri di non voler stare da soli?»
«Sinceramente, non so quanto possa aiutarci stare a casa da soli... se poi lei mi dice che vuole stare da sola, tornerò a casa; ma meno ci sto in quella casa, meglio è.»
Isaa👯
Isa, sono Davide... scusami se ti ho fatta preoccupare, ma ho spento il telefono dopo pranzo e ce l'ho ancora spento. Sono da mia sorella, ti va di raggiungerci per cena? Almeno sono sicuro che non starai da sola
Ciao... grazie per avermi avvisata, sinceramente non mi è venuto in mente di scrivere a lei; comunque va bene, vengo per le 20
Perfetto, a dopo piccola😘
A dopo💕
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«Viene qui per le 20... credo che condivida la mia idea di passare meno tempo possibile in quell'appartamento.»
«Bene, adesso mi dai il telefono e inizi a parlare; sai che odio quando ci metti mezz'ora per cominciare una discussione. E, oltretutto, sai meglio di me che hai bisogno di sfogarti, perché ieri sera non avrai mai pianto né davanti ai tuoi amici, né davanti a Isa.» Mi dice togliendomi il telefono dalle mani e cercando la mia mano per stringerla.
«Prima della partita mi ha scritto dicendo che stava meglio, quindi mi sono tranquillizzato e ho iniziato a godermi veramente il tempo che precedeva la partita. Ero molto più sereno, ridevo alle battute dei miei compagni; allo stesso tempo sentivo l'ansia che saliva mano a mano che il tempo passava e che si avvicinava il fischio d'inizio. Ero felice perché sarei partito titolare nel nostro esordio in Champions; ero felice perché la mia ragazza, nonché madre di mio figlio, stava meglio; ero felice perché dopo tanti sforzi ero riuscito a realizzare il mio sogno, cioè quello di giocare la Champions.» Devo fermarmi per tranquillizzarmi prima di dover raccontare la parte brutta della serata.
«Scusa se ti interrompo, ma non trattenere nulla; io sono qui pronta ad asciugarti ogni singola lacrima che solcherà il tuo viso.»
«Ero in pullman diretto all'aeroporto per tornare in Italia e, come le avevo promesso prima della partita, l'ho chiamata subito dopo aver messo piede su quel pullman. Stavamo parlando al telefono, come ogni volta in cui torno da una trasferta; le stavo raccontando tutte le emozioni provate nel corso della serata: dall'ansia del pre-partita all'adrenalina di quando ho sentito il fischio d'inizio. Le stavo raccontando tutto ciò che avevo provato in "solo" novanta minuti. Mentre mi prendevo un momento di pausa, mi ha interrotto dicendomi "So che non è molto romantico, ma se sentirai rumori strani è perché sto andando in bagno. Tu continua a parlare come se niente fosse, come se non sapessi nulla." e io ho ripreso a parlare della serata come mi aveva detto lei. Le stavo raccontando della chiacchierata avuta con suo padre prima della partita, di come Patrick lo guardava con gli occhi a cuoricino, senza riuscire a spiaccicare parola. Ma, qualche minuto dopo, ho sentito qualcosa che non avrei mai voluto sentire...» Devo fermarmi per le lacrime che hanno iniziato a uscire dagli occhi. A questo punto, sento le braccia di mia sorella stringermi il corpo per tranquillizzarmi.
«So che è duro rivivere tutto questo, ma devi tirare fuori tutto quello che hai sentito ieri sera, altrimenti te li porterai dentro finché, un giorno, non esploderai.»
Mi prendo qualche minuto per tranquillizzarmi un pochino e poi ricomincio a parlare:
«Dopo qualche minuto, l'ho sentita urlare; continuava a urlare, a respirare a fatica e a lamentarsi. Non si calmava. Provavo a chiederle cosa le stesse succedendo, ma non rispondeva alla mia domanda; continuava a ripetere "No Davide, non ce la posso fare; ho dolori ovunque." Io mi sentivo impotente perché non ero lì con lei e non potevo fare nulla per aiutarla. Dopo un po', ma sempre tra le lacrime e i lamenti, è riuscita a dirmi che avrebbe dovuto chiamare Francesca per farsi portare immediatamente in ospedale.»
«Davide, ti stai agitando troppo; respira profondamente e torna a parlare quando ti sarai calmato un pochino.» Mi dice interrompendomi e asciugandomi le lacrime che solcavano il mio viso.
«In quel momento, non capivo nulla Sara; Isa che si lamentava, io che ero più preoccupato che mai, Patrick che cercava di chiedermi cosa stesse succedendo e i miei compagni che, giustamente, facevano casino in pullman. Come potrai immaginare, ho passato un viaggio di ritorno di merda, sempre attaccato al telefono nella speranza di ricevere notizie da Isa o da Francesca e con Patrick che non mi ha lasciato da solo neanche un momento per cercare di calmarmi, visto che aveva capito che era chiaramente successo qualcosa di grave. E se non ci fosse stato lui, non so come avrei fatto ad arrivare sano e salvo in ospedale; non ero lucido in quel momento e senza di lui non ci sarei mai arrivato da Isa. È stato lui a parlare con il Mister e a chiamare un taxi appena arrivati a Milano per poter andare in ospedale. Quando siamo arrivati in ospedale, abbiamo subito chiesto informazioni su Isa e ci hanno dato le indicazioni per raggiungere la stanza. Fuori dalla stanza abbiamo trovato Francesca che aveva sicuramente appena smesso di piangere, visto che aveva gli occhi lucidi e rossi. La scena di Francesca non mi ha tranquillizzato ovviamente, visto che c'era in ballo sia la vita di Isa, sia quella del bambino. E sarà stato brutto da pensare, ma in quel momento ho sperato che non fosse successo nulla a Isa. Mi sono fatto coraggio e sono entrato nella stanza, dove l'ho trovata con il volto stanco e distrutto. Quando mi ha visto, mi ha fatto segno di avvicinarmi a lei e di sedermi affianco a lei; ed è stato in quella posizione che, prendendomi una mano, mi ha detto con un filo di voce e tra le lacrime che aveva avuto un aborto spontaneo. In quel momento, il mondo mi è crollato addosso; non facevo che ripetermi in testa le parole che avevo appena sentito.» Smetto di parlare per asciugarmi le lacrime, ma riprendo velocemente:
«Tutto quello che avevamo immaginato, che avevamo sognato, si era disintegrato con una semplice frase; tutta la felicità di diventare padre era scomparsa, sostituita dal dolore di aver perso mio figlio. Quando ho parlato con il medico, ho capito che i dolori che aveva avuto nei giorni precedenti non erano assolutamente normali. Se solo non fossi partito per la trasferta...»
«Davide, non azzardarti a dire quello che stai pensando; non è colpa tua se ha perso il bambino, hai capito? Tu cosa potevi fare anche se fossi stato qui?»
«Niente, lo so; ma mi sento comunque in colpa. E lei si sente ancora più in colpa di me, sia per il bambino, sia perché è convinta che per colpa sua mi sono rovinato quella che sarebbe dovuta essere la serata migliore della mia vita.»
«Io non posso fare altro che abbracciarti e ripeterti che ci sono per te; non posso far diminuire il dolore che stai, state provando. Ma ci sarò sempre per voi; mi sarebbe piaciuto diventare zia, magari di un bellissimo bambino che mi avrebbe rubato il cuore. Ma questa volta è andata così, non possiamo farci nulla; sicuramente non è come vi sareste immaginati la vostra prima gravidanza, ma questo non deve essere il pretesto per non provare mai più a diventare genitori. Non dovete riprovarci domani, ma promettimi che non ti incolperai per qualcosa che non può avere colpevoli. Non voglio vederti giù, perché non sono in grado di tirarti su; non sono così forte da riuscire a salvarti dal dolore. Sto soffrendo io che non sono né la madre né il padre, figurati se mi fossi trovata al vostro posto. Ho bisogno di sapere che ti riprenderai, che ti farai aiutare dalla tua famiglia, dai tuoi amici, ma soprattutto da Isa; promettimi che vi farete forza a vicenda e supererete anche questa. Non posso stare tranquilla sapendo che tu stai passando un periodo del genere da solo; vi sembrerà essere da soli in questo periodo, Isa sentirà un vuoto da riempire dentro di sé. Ma vi amate ed è solo in questo modo che riuscirete a superarla: stando insieme e facendovi forza a vicenda, sapendo che in noi troverete sempre una spalla a cui appoggiarsi.»
«Sara, mi hai fatto emozionare; ti posso promettere che cercherò di fare tutto quello che mi hai chiesto. Cercherò di distrarmi con il calcio e cercherò di non farmi rovinare quella che, indipendentemente da come andrà, sarà la mia stagione più bella; cercherò di essere più forte, sia per me che per Isa. E ti prometto che mi farò aiutare, che non affronterò questo brutto periodo da solo.»
Dopo aver finito di parlare, mi avvicino per farmi stringere da lei; e rimaniamo così, stretti l'uno all'altra per svariati minuti. A distrarci dal nostro abbraccio è il campanello che suona, segno che la mia ragazza è arrivata. Non mi ero accorto che fosse già arrivata l'ora di cena; quando sto con mia sorella, il tempo vola.
«Grazie per tutto, Sara; non so davvero come ringraziarti.»
«Non devi ringraziarmi; vedilo come uno dei modi per ripagare tutto quello che hai fatto per me.» Mi dice, lasciandomi un bacio sulla guancia e alzandosi per andare ad aprire la porta per Isabella.
Se non ci fosse stata lei, a quest'ora sarei a piangermi addosso chiuso in camera mia; come ha detto lei, mi è servito parlare con lei.
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@calabriasara
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Anche se sei il maggiore, ti è concesso crollare qualche volta. Non sei un robot; sei un essere umano e, come tale, hai delle emozioni. Ed è proprio per questo che non devi vergognarti di piangere davanti a me. Tu lo fai perché, essendo tu il maggiore, non vuoi dimostrarti debole davanti a me, ma non è qualche lacrima a farti diventare un debole. È arrivato il mio momento per ricambiare ciò che hai fatto per me; ed è per questo che cercherò di farti tornare il Davide della foto. Non ti lascio da solo adesso; non sarai mai da solo, ricordatelo❤️ @davidecalabria2
@davidecalabria2 è arrivato il mio momento per ringraziarti, Sara; non so cosa dirti, se non grazie per avermi ascoltato oggi❤️
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Torna a nascondersi nell'angolino di ieri; vi prego, non odiatemi🙈
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