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•20•

Davide💕

Isa, posso rubarti due minuti?

Calabria, vaffanculo🙄 mi hai svegliata

Non è colpa mia se tieni la suoneria accesa durante la notte😘

Torno a dormire, buonanotte

Posso farti cambiare idea😏

Egocentrico🤦‍♀️

Allora, dopo pranzo ho il treno per Milano; stasera sei libera?

Hai presente quel momento in cui non capisci un cazzo? Ecco, io sono in quel momento adesso; lasciami in pace

Okay, ho capito che sei libera; beh, ora non sei più libera. Fatti trovare pronta alle 20😘

E se non volessi uscire con te?

Ne dubito😎

Sei troppo sicuro di te😘

Sono così tanto sicuro di me che so per certo che ci vedremo stasera alle 20; puoi tornare a dormire😘

Giuro che te la farò pagare per avermi svegliata

Buona giornata, Isa; a stasera💕

🖕🖕🖕

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@davidecalabria2 7m

@christian.maldini ha risposto alla tua storia

Davide Calabria😡

Ciao Chri, tutto bene?😂

Non è lei vero?

E se anche fosse? Chri dai, mi conosci da anni

Fammela trovare a piangere per colpa tua e ti faccio del male😡

Non la voglio far soffrire, ovvio Chri

Sappi che noi Maldini maschi siamo tre; ti controlliamo😘

Ricevuto, capitano✌🏻 (quello che mi fa più paura è Maldini grande perché lo vedo tutti i giorni)

Sappi che ti controllerà😂 e comunque, più che di mio padre, mi preoccuperei di Daniel; è gelosissimo di Isa

Hanno un rapporto meraviglioso quei due e so quanto siano gelosi l'uno dell'altra; comunque, visto che non la voglio fare soffrire, non servirà avere i Maldini maschi contro😇

Stai cercando di chiudere il discorso?

Tua sorella mi reclama😂

Non fatemi diventare zio, Dani è troppo piccolo😘

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•Isabella's pov•

«Mi obblighi a uscire con te, presentandoti a casa mia e minacciandomi di bruciare i miei appunti facendomi uscire in pigiama e adesso neanche mi caghi?» Cerco di attirare l'attenzione del difensore, ma sembra che il telefono sia più interessante.

Gli lancio il pacchetto di fazzoletti che è sul tavolo, ma neanche quello gli fa staccare gli occhi dal telefono. È snervante quando inizia ad ignorarti.

«Stai facendo così perché vuoi rompermi il cazzo o perché sei gelosa e hai paura che mi stia scrivendo con una bella ragazza?» Mi dice spostando gli occhi su di me e sorridendomi maliziosamente.

Nel frattempo, il mio cellulare sta impazzendo di notifiche da parte di mio fratello Daniel. Il che è strano visto che odia scrivere ottocento messaggi al secondo.

«Davide, che cazzo hai combinato con quel telefono?» Domando al ragazzo di fronte a me dopo aver visto le anteprime dei messaggi.

«Io? Assolutamente nulla. Comunque, la bella ragazza che mi ha tenuto al telefono si chiama Christian Maldini, non so se la conosci.» Risponde lui ridendo.

«Cosa hai combinato? Non è normale che Chri scriva a te e Dani a me contemporaneamente.»

«Non volevi parlare della famosa sera?» Chiede cercando invano di cambiare discorso.

«Prima mi dici cosa hai combinato, poi ne parliamo.»

«Potrei aver postato una tua foto, non taggandoti così non ti è arrivata la notifica.»

«Non ho parole, sei un idiota; ricordami che dopo ti picchio.» Dico, puntando i miei occhi nei suoi e guardandolo con sguardo minaccioso.

Tempo qualche secondo e scoppia a ridere, dicendo che sono patetica. A questo punto, non posso fare altro che scoppiate a ridere anch'io con lui. Mi fermo ad osservarlo mentre ride e non posso fare a meno di notare quanto sia bello il suo sorriso; un sorriso contagioso, che ti fa venire voglia di sorridere a tua volta, un sorriso che nessuno dovrebbe mai far sparire dalla sua faccia.

Un sorriso così bello che ti ha fatto innamorare suggerisce la mia vocina interiore.
A risvegliarmi dai miei pensieri è proprio il difensore che prende parola, dopo aver mosso una mano davanti ai miei occhi per attirare la mia attenzione.

«Non sai quanto possa essere difficile per me parlare di quella sera. Ci conosciamo da 12 anni e mai avrei immaginato di ritrovarmi a parlare di questo con te. Ti ho sempre vista come la bambina timida che veniva a vedere le partite del fratello, sempre per mano al nonno o al padre. Crescendo sei diventata la mia migliore amica; hai ricoperto un ruolo fondamentale durante la mia adolescenza. Ci sei sempre stata per me; c'eri quando avevo bisogno di piangere, quando avevo bisogno di ridere, quando ero incazzato, quando ho esordito in prima squadra. Nei due anni in cui ci vedevamo poco, ci sono stati dei giorni in cui mi mancavi terribilmente. Quando ho letto il messaggio di tuo fratello ad agosto sono diventato il ragazzo più difficile del mondo, ma ero inconsapevole di quello che sarebbe successo pochi mesi dopo. Senza troppi giri di parole, mi interessi Isa. Ultimamente ci sei sempre te tra i miei pensieri, quando ci abbracciamo non vorrei mai staccarmi; vorrei addormentarmi la sera stringendoti, con la consapevolezza che il mattino dopo sarai ancora tra le mie braccia. Le altre contano meno di zero per me, te lo dimostrerò.» Conclude il suo discorso, sporgendosi verso di me per asciugarmi qualche lacrima che, evidentemente, è sfuggita nel ricordare i pomeriggi che passavo con Christian e Davide a calciare un pallone insieme a mio nonno.

«Scusa per le lacrime, ma sai bene quanto ero legata al nonno. Comunque, cosa posso risponderti? Io ti ho sempre visto come quel bambino ricciolino che girava costantemente con un pallone in mano e che si è messo a piangere dall'emozione quando, entrando in casa mia per la prima volta, ti sei ritrovato Paolo Maldini in salotto. Crescendo, sei diventato sempre più importante per me e la nostra amicizia è uno dei motivi principali per cui sono tornata. Ad agosto pensavo di tornare alle vecchie abitudini: uscite con te e gli altri, con tua sorella e le ragazze, litigi con i miei fratelli; e invece, non ho trovato nulla di simile a due anni fa. La cosa che più mi ha stupita è stata la scoperta di essere interessata a un mio amico che conosco da 12 anni e che non voglio assolutamente perdere.»

«Non mi perderai, Isa; senza di te non credo di farcela perché sai sempre cosa dire in ogni singola situazione. Hai saputo prendermi per ogni lato del mio carattere. A questo punto, credo che sia chiaro che dobbiamo capire se vogliamo davvero stare insieme o altro.»

«Davi, ti posso dire solo una cosa: andiamoci con i piedi di piombo perché non voglio rischiare nulla. È inutile forzare; abbiamo visto che una cosa semplice come può essere un bacio è già arrivata.»

«Sai che stavo pensavo che, se ti perdessi, potrei finalmente respirare? Magari non sarebbe così male perderti.» Dice cercando di rimanere serio, ma senza risultati.

«Ah Calabria, hai smesso di fare il coglione perché, altrimenti, mando i miei fratelli a picchiarti.»

«Vieni qui, scema.» Dice indicando le sue gambe.

«La sedia è così comoda, perché devo alzarmi e venire da te?»

«Se la metti così, la risolvo io.» Detto questo si alza, fa il giro del tavolo e si avvicina a me, tirando indietro la mia sedia. Non ho il tempo di chiedergli che intenzioni ha che un peso di quasi 80 chilogrammi grava sulle mie gambe.

«Davide, sei un ciccione; alzati immediatamente.» Gli dico cercando di spingerlo ad alzarsi con le braccia, pur sapendo che è tutto un lavoro inutile.

«Sono così comodo; credo che resterò così per tutta la serata.»

«Davide, pesi; e poi, ci stanno guardando tutti.»

«Sei in compagnia di Davide Calabria, certo che ci guardano tutti.»

«Oh, guarda chi c'è lì. Vedo un certo Patrick Cutrone con in mano un telefono che si sta dirigendo a questo tavolo.»

«Cosa? Dove?» Si agita alzandosi dalle mie gambe. Quando si accorge che lo stavo pigliando per il culo, si gira verso di me e non posso fare altro che scoppiare a ridere per la sua espressione.

«Me la pagherai, diavoletta.» Dice puntando il dito contro di me.

«Ma stasera, il primo che pagherà sarai proprio tu; hai un bellissimo conto che ti sta aspettando alla cassa e che non desidera altro che essere pagato da Davide Calabria.» Lo informo, lasciandogli un bacio sulla guancia.

«Sei terribile.» Dice sbuffando.

«E tu maschio; in più fai il calciatore.»

Dopo che Davide ha pagato, ci dirigiamo verso l'uscita, ma nessuno dei due ha voglia di tornare a casa. Per questo, decidiamo di fare una passeggiata fino al parco sotto il mio palazzo, in cerca di una panchina libera su cui sederci. Il resto della serata passa tra risate e battute; parliamo, parliamo tanto. È bello vedere che una serata come quella in quel locale di Modena non abbia rovinato un'amicizia di 12 anni.

«Davi, domani ho lezione alle 8:30; ti dispiace se vado a casa?» Gli chiedo, poggiando la testa sulla sua spalla.

«Ma va, anzi ti accompagno; non dire nulla, so che abiti qui di fronte ma ti accompagno comunque.»

Al momento di salutarci, mi lascia un bacio sulla fronte e, dal piccolo broncio che mi compare in faccia, capisce che non era proprio il saluto che mi aspettavo. Scoppia in una risata, prima di lasciarmi un bacio sulla guancia.

«Ma è possibile che devo sempre spiegarti tutto?» Sbuffo guardandolo negli occhi.

«Viziata che non sei altro, tu vuoi solo il bacio della buonanotte.» Mi risponde sorridendo prima di prendermi per la vita e lasciarmi quel bacio che desideravo da quando ci siamo visti prima di cena. E io mi ritrovo a sorridere come un ebete contro le sue labbra. E per la prima volta dopo tanto tempo mi sento davvero felice, stretta tra le braccia del ragazzo che mi sta facendo riscoprire l'amore. 

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