5 - Spider Man!
<<Oh no>> la voce di Greta tremò, mentre il suo sguardo finì dietro di me, preoccupato.
Aveva appena finito il suo corto, ma conciso, discorso. Ispirante, lo aveva definito Daniela, complimentandosi con lei. Persino Enrico lo aveva apprezzato.
Eravamo riusciti a rubare Greta a tutte le persone che la volevano salutare o ringraziare per la serata, allontanandola dal palco.
Brindammo alla nostra piccola riunione e alla riuscita della cena, prima che la mora iniziasse ad agitarsi. Sia io che Enrico e Dan ci voltammo, notando Riccardo intenzionato a raggiungerci. Subito dietro di lui lo stava seguendo Massimiliano che stava scherzando con un'altra ragazza.
<<Io me ne vado>> dichiarò Greta.
Ma Enrico sembrò leggermi nella mente e la bloccò, afferrandole il braccio. <<Non scappare come un coniglio donna>> la ammonì con tono di rimprovero.
<<Ciao Riccardo>> lo salutò subito Daniela, per rompere il ghiaccio, prima ancora che si potesse formare. <<Mi sembrava di averti visto fuori prima, come stai?>>.
<<Molto bene, grazie Daniela>> le sorrise, ma i suoi occhi si spostarono subito si Greta. <<Volevo solo complimentarmi per il discorso>>.
<<Grazie>> Greta aveva allungato il collo, alzando leggermente il mento, cercando di risultare superiore. I suoi grandi occhi castani si posarono per qualche secondo su Riccardo, mentre le labbra si strinsero in una linea retta. <<Ora se volete scusarmi, ho molto da fare>> aggiunse, stappandosi alla presa di Enrico, cominciando ad allontanarsi.
<<Greta!>> la chiamò il giovane biondo, rincorrendola.
<<Sembra di essere in un film>> sospirò Daniela, osservando la scena.
<<Io direi più una soap opera>> ribatté subito Enrico, prima di voltarsi a guardare Massimiliano e la ragazza che erano rimasti lì.
<<Ciao Vittoria! Sono felice di rivederti>> salutò la giovane.
<<É un piacere anche per me Enrico>>.
<<Ciao io sono Daniela>> allungò la mano la rossa verso gli amici di Riccardo.
<<Vittoria>> le rivolse un tenero sorriso la ragazza.
<<Piacere Daniela, io sono Massimiliano>> incantandola con la sua voce. Sembrava fare lo stesso effetto a tutti quell'uomo, pure su Enrico, che non gli aveva tolto gli occhi di dosso per un secondo.
<<Io sono Sibyl invece>> strinsi la mano a Vittoria.
<<Sei la giornalista vero?>> chiese entusiasta, facendomi annuire. <<Leggo sempre Young Adult e mi piacciono sempre i tuoi articoli>>.
<<Davvero?>>.
<<Perché quel tono sorpreso?>> domandò Enrico. <<I tuoi articoli da copertina, dovrebbero averti abituata alla fama>>.
Sentii lo sguardo di Massimiliano addosso, mentre scuotevo la testa. <<Non la definirei fama>> ribattei. <<Ma grazie per l'apprezzamento>>.
Vittoria mi sorrise, allungando le labbra morbide colorate da un rossetto rosso. Aveva una bellezza classica, dalla pelle pallida, ai capelli e gli occhi scuri. Indossava giusto velo di mascara che metteva in risalto le sue lunghe ciglia e del blush per darle un po' di colorito.
<<Di cosa ti occupi tu invece?>> le chiese Daniela.
<<Lavoro come manager finanziario nell'azienda di mio padre>> ci raccontò. <<E non è così noioso come sembra>> aggiunse.
<<No in realtà è quasi divertente>> affermò la rossa. <<Sono anche io nel campo della finanza>> spiegò poi.
<<Tu trovi divertente qualsiasi cosa>> la corresse Enrico.
<<Cerca di trovare il lato positivo, al contrario tuo>> la difesi.
<<Grazie Bibi>> sussurrò Daniela. <<E sì, sono una persona particolarmente solare>> affermò.
<<Il contrario di Enrico>> esclamò Massimiliano , facendoci sorridere.
<<E grazie a cielo>> bisbigliò Henry.
<<In realtà non riescono a stare separati per più di una settimana senza sentirsi>> mi intromisi.
<<Avrò pur bisogno di lamentarmi di qualcuno>> ribatté Enrico. <<Chiamo Daniela, cosi mi fa innervosire ed è fatta>>.
<< Mi vuole un mondo di bene>> commentò Dan, facendo ridere anche gli altri. <<Comunque tu Massimiliano di cosa ti occupi invece?>>.
<<Sono un professore>> le spiegò. <<Insegno storia e filosofia al liceo>>.
<<Wow, avrai tutte le ragazzine ai tuoi piedi>> affermò Dan. <<Insomma è così affascinante e giovane>> aggiunse, notando i nostri sguardi perplessi.
<<Di solito punto sulla simpatia>> rise. <<E cerco di far sì che non si addormentino>>.Per un momento i suoi occhi si fermarono sul mio viso, mettendomi leggermente in imbarazzo .
<<Le mie dormite migliori le devo alle ore di Storia>> rispose Enrico, facendo così distogliere lo sguardo a Massimiliano. <<Quindi ti faccio i miei complimenti se ci riesci>>.
Prima che potessimo proseguire con la conversazione un paio di giovani uomini chiamarono Massimiliano e Vittoria, facendoli quindi allontanare, dopo essersi scusati ed averci salutati.
<< Vittoria è bellissima, ma lui è proprio un bel bocconcino>> sussurrò Daniela, osservando il professore andare via.
<<Sono pienamente d'accordo>> rispose Enrico, studiando attentamente ogni passo di Massimiliano .
Nella mia mente concordai con loro, lasciando però ben chiusa la mia bocca.
-
Erano circa le dieci quando mi avviai a recuperare il mio cappotto, pronta per tornare a casa, dopo aver salutato sia Enrico che Daniela.
Greta invece l'avevo completamente persa di vista, nessuno sapeva dove si fosse cacciata e con lei sembrava essere sparito anche Riccardo. Avevamo deciso di lasciarle il suo spazio, conoscendola mi avrebbe cercato lei, non appena le sarebbe stato possibile.
Indossai il mio cappotto bordeaux ed uscii dal palazzo. Mi fermai osservando Piazza Bra, mentre l'aria fredda mi solleticava la pelle accaldata a causa dei troppi bicchieri di spumante. Scesi un paio di scalini intenta ad addentrarmi per le vie della città quando mi chiamarono.
<<Sibyl!>> mi voltai trovando Massimiliano affrettarsi a raggiungermi, mentre infilava la seconda manica del suo cappotto scuro.
<<Spider Man!>>.
Mi affiancò accennando ad un sorriso. <<Mi chiedevo se potessi accompagnarti a casa>> propose. <<La mia auto è abbastanza vicina>>.
<<In realtà non abito molto distante, se ti va potremmo andare a piedi>> strinsi la pochette fra le mani, osservando la condensa che formai parlando.
<<Certamente>> allargò il braccio destro verso la piazza davanti a noi . <<Fai strada allora>>.
Iniziammo a camminare a passo moderato verso le vie deserte del centro storico di Verona. Infilai i guanti in pelle, mentre lui si strofinò le mani per scaldarle. <<Ti offrirei un guanto, ma non credo che ti possa andar bene>>.
<<No infatti>> rispose divertito. <<Mi arrangerò con le tasche, grazie comunque>>.
Incrociai le braccia, portando lo sguardo in avanti. Ci fu un breve silenzio prima che lui tornasse a parlare.
<<Per quanto possa valere, anche se non lo vuoi sapere..>> iniziò. <<Questa settimana l' ho passata a risolvere un disguido familiare diciamo>>.
<< Massimiliano dicevo sul serio>> risposi tranquilla. <<Insomma siamo abbastanza grandi per non dover ricevere sempre spiegazioni per questo genere di cose>>.
<<Mi trovo in disaccordo>> mi contraddì. <<Se passassi del tempo con una persona e questa dice di volermi chiamare, dovrebbe farlo..>>.
<<Magari non voleva farlo e ha lasciato passare il tempo, finché non è stata costretta a rivederla>> scherzai.
Lui si parò di fronte a me, bloccandomi improvvisamente. <<No Sibyl, non è così>> il suo sguardò divenne penetrante. << Volevo chiamarti non appena avevo messo piede fuori dalla caffetteria e su questo spero tu riesca a credermi>>.
<<Okay, ti credo>> sussurrai, notando solo in quel momento la lieve pressione delle sue mani sulle mie braccia. <<Non volevo accusarti di nulla, stavo solo scherzando>> gli sorrisi.
Lui si allontanò, distogliendo lo sguardo. <<Perdonami>> sussurrò, riprendendo il cammino. <<É che ho pensato molto a cosa ti avrei potuto mai dire al telefono, una volta che ti avrei richiamata>>.
Sbuffai divertita. <<E cosa mi avresti detto?>>.
<<In realtà non pensavo che sarei arrivato alla parte in cui mi avresti risposto>>. Scoppiai a ridere. <<Poi presumo che avrei cercato di scusarmi per il ritardo, sperando di ottenere una seconda possibilità, cercando di non fare cenno alla mia vita segreta da supereroe>> continuò.
<<Eppure ti ho scoperto lo stesso Spider Man>> sospirai.
<<Ora dovrò sbarazzarmi di te>> alzò le spalle.
<<Che sia indolore almeno>> commentai facendolo ridere, mentre ci avvicinavamo a Pazze Erbe.
La verità era che non abitavo propriamente vicino al Palazzo della Gran Guardia, ma un passaggio in auto non mi avrebbe dato modo di chiacchierare abbastanza con Massimiliano.
<<Non mi avevi detto che scrivevi articoli da copertina>> affermò.
<<Non me lo avevi chiesto>> ironizzai. <<Comunque sì, me la cavo abbastanza come giornalista, è il direttore che osanna esageratamente i miei lavori >> alzai le spalle.
<<Hai una così bassa stima delle tue capacità?>> mi chiese curioso.
Abbassai lo sguardo. <<No>> sussurrai. <<Credo solo che esistano persone più capaci, insomma che gusto c'è a migliorarsi se ti ritieni il migliore?>>.
Mi sorrise compiaciuto. <<Sei in gamba a rigirare le domande, questo te lo devo riconoscere Sibyl>> mi osservò lanciandomi uno sguardo audace.
Distolsi a fatica gli occhi da lui, per proseguire la strada, svoltando a destra appena dopo via Mazzini. Era dannatamente affascinante quella sera.
<<Per quanto valga sono completamente d'accordo con te>> disse dopo essersi schiarito la voce. <<Bisogna puntare in alto, è giusto, ma rimanendo umili>> mi sorrise dolcemente. <<Anche se Vittoria, dopo che ci siamo allontanati, non smetteva che parlare dei tuoi lavori, credo sia una delle tue più grandi ammiratrici>>.
Lo guardai sorpresa. <<Non pensavo di avere delle ammiratrici>>.
<<Come procede il tuo articolo comunque?>> domandò gentilmente, seguendomi verso la zona di Sottoriva.
Sospirai cominciando ad intravedere la facciata del mio appartamento. <<Domanda di riserva?>>.
<<Non riesci a superare il blocco?>> indagò osservandomi dall'alto.
<<No>> ammisi sincera rallentando davanti alla portone di casa. <<Arrivati>> lo bloccai poi, tirando fuori dalla mia borsetta le chiavi.
Si posizionò davanti a me alzando la testa, osservando la facciata caratteristica verde acqua, di quel piccolo condominio a tre piani, dove oltre a me che occupavo l'ultimo piano, viveva una simpatica coppia di anziani che occupava il piano terra.
Cercai di evitare che si creasse dell'imbarazzo e mi sbrigai a parlare. <<Se vuoi ho del vino rosso da aprire in casa>> proposi.
Massimiliano mi osservò, regalandomi un sorriso ammaliante. <<Accetto volentieri>>.
Arrivammo in casa, ci liberammo dei nostri cappotti e cominciammo a scaldarci, mentre aprivo la bottiglia di vino rosso.
<<Per tornare al discorso di prima>> iniziai a dire tornando in salotto con due calici e la bottiglia aperta. <<Le idee non mancano è che le ritengo scontate, superficiali, non c'è nulla che mi soddisfi>> ammisi raggiungendolo.
Ci eravamo accomodati sul mio divano, davanti alla grande vetrata che mostrava una piccola parte di Verona illuminata dalle luci della notte. Avevo tolto le scarpe, portando i piedi sotto le cosce, mentre con un braccio sostenevo la testa sullo schienale del divano, rivolta verso di lui.
Massimiliano aveva allentano la cravatta bordeaux e si era liberato della giacca. Aveva allungato un braccio sullo schienale verso la mia direzione, mentre le gambe lunghe erano incrociate.
<<Hai provato con il rilassarti?>>.
<<No>> gli sorrisi. <<Te l'ho detto, non ci riesco...per esempio questa settimana l'ho passata ad aiutare Camilla con un progetto per il giornalino, provando a sgombrare così la mente, sperando che questo avrebbe un minimo aiutato>>.
<<Per liberare la mente tu vai a sovraccaricarla di altro lavoro?>> era incredulo. <<Sei...>>.
<<Irrecuperabile?>> provai a completare la frase.
Sorseggiai dell'altro vino, lasciando che il mio sguardo, vagasse sul suo corpo robusto. Si passò una mano sulle labbra arrossate dal colore dell'uva, coprendo un sorriso. Dopo aver bevuto un altro goccio di vino, appoggiò il bicchiere sul tavolino davanti a noi, prima di far cadere i suoi occhi grigi sul mio viso. Mi sbrigai a distogliere lo sguardo, sapendo che se avessimo continuato così, dato il mio stato, non sarei più riuscita a trattenere i miei istinti.
Lui sorrise, allungando la mano, per accarezzare delicatamente il mio braccio.<<Volevo dire straordinaria>> sussurrò, senza allontanare il tocco morbido delle sue dita, dalla mia pelle. <<Ma poi ho pensato che avrei solo che fomentato il tuo orgoglio>>.
<<E perché non fomentarlo?>> ironizzai, ricevendo un'occhiata ammiccante.
I nostri sguardi cominciarono a scaldarsi, mentre la sua mano iniziò a giocare con il mio bracciale. Sentii una strana, ma piacevole, sensazione all'altezza dello stomaco, che mi fece venire i brividi in tutto il corpo, fino a farmi rallentare il respiro.
<<Per quanto possa valere>> sussurrò poco distante dal mio corpo <<Nessuna idea è scontata o superficiale>>.
<<Lo dici ai tuoi alunni vero?>> scherzai.
<<Potrei averlo fatto>> rispose ridendo.
<<E funziona?>> chiesi, allungando il braccio che non aveva smesso di accarezzare verso la sua direzione, mentre sfioravo la sua pelle con le dita.
<<Solo per chi segue davvero il consiglio>> abbassando il tono di voce.
Lo guardai, osservando il suo sguardo intenso che si impossessò ancora una volta della mia capacità mentale. La sua mano accarezzò il mio gomito alla ricerca di un più contatto, risvegliando una strana elettricità che mi fece venire la pelle d'oca.
Si avvicinò lentamente. <<Volevo solo dirti che quel vestito ti sta d'incanto>> sussurrò, facendomi venire i brividi.
Chiusi gli occhi. <<Così non mi aiuti Massimiliano>>.
<<A fare cosa?>> ormai era di fianco a me.
<<A resisterti>> gli rivelai a pochi centimetri dalle sue labbra invitanti.
<<Perché dovresti?>> chiese. <<Per caso c'è qualcun altro nella tua vita? Se così fermami subito e mi disp..>> si allontanò di qualche centimetro.
<<No, nulla del genere>> lo fermai subito. Mi portai una mano sulla fronte.
Scosse la testa sospirando, sembrando persino divertito. <<Allora potresti non farlo, provare a lasciarti andare>>.
<<Sono così abituata a privarmi di...>> mi bloccai cercando la parola adatta. <<Piaceri>> sussurrai. <<Ormai è diventata una cosa meccanica>>.
Si avvicinò di nuovo a me, spostando i miei capelli su una spalla lasciando la possibilità alle sue labbra di accarezzare il mio collo.
<<E questo?>> chiese. <<Questa elettricità vorresti fermarla?>>.
No, urlai. <<Sì>> sussurrai.
Lasciò un morbido bacio sotto la mascella, facendomi rabbrividire di piacere. <<Basta che tu me lo chieda e io mi allontanerò>> proseguì, prima di inumidire le labbra e lasciarmi un altro caldo bacio.
<<Se ti lasciassi fare?>> provai a chiedere.
Mi fece voltare lentamente, facendo incontrare i nostri occhi. <<Allora proveresti a lasciarti andare, spegnendo la tua mente per qualche momento>>.
Il suo dito accarezzò le mie labbra, aprendole leggermente. <<Provando davvero a rilassarti>> sussurrò con un tono caldo a pochi centimetri dal mio viso.
Il mio cuore prese a velocizzare i battiti e senza pensarci acconsentii, impossessandomi avidamente delle sue labbra morbide.
Le nostre lingue si incontrarono con facilità vogliose, accentuando il sapore dell'ottimo vino che stavamo bevendo. La mia mano scivolò sulla sua nuca fino a infilasi fra i capelli morbidi.
Si liberò delle mie labbra, sistemandosi sopra di me, iniziando a baciarmi avidamente il collo.
Lo liberai della cravatta e della camicia, rivelando il suo addome tonico nonostante i suoi addominali non fossero troppo pronunciati. Lo accarezzai, sfiorando la cintura dei pantaloni.
<<Tieni particolarmente a questo paio di calze?>> ansimò sfiorando il mio orecchio, riferendosi ai miei collant.
<<No, fanne ciò che vuoi>> risposi con il fiato corto.
Me li strappò con facilità dal corpo, facendomi eccitare ancora di più. La situazione mi stava letteralmente sfuggendo di mano e per quanto appagante fosse, volevo anche io avere una parte a quel gioco malizioso.
Scivolai dalla sua presa, alzandomi con agilità dal divano. Lo guardai accattivante, mentre mi liberavo dal vestito con estrema e studiata lentezza, sotto il suo sguardo penetrante.
Si alzò quasi subito appropriandosi delle mie labbra, con poca gentilezza, facendo scontrare i nostri corpi.
<<Che ne dici se ti ci spostiamo in un posto più comodo?>> proporsi in un sussurro.
<<Portami dove vuoi>> parlò sulle mie labbra.
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