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34- Ha importanza?

<<Chissà che ora è>> bisbigliò Massimiliano, mettendosi lentamente a sedere sul materasso. Osservai con piacere il lenzuolo scivolare dal suo petto, fino ad arrivargli all'altezza dell'ombelico.

<<Ha importanza?>> domandai, appoggiando la mia testa sul cuscino accanto a lui, trovando una posizione comoda per rimanere a guardarlo. Le sue dita si infilarono fra i miei capelli, come avevano fatto più e più volte durante quell'infinita notte.
Le sue guance erano arrossate, il sorriso che mi rivolse era stanco, eppure nel suo sguardo ardeva ancora di pura passione.

<<No, o almeno, non l'avrebbe se domani non dovessimo essere a fianco degli sposi>> mi ricordò abbassandosi a baciarmi la fronte. <<E forse sarebbe meglio riposare, almeno un po'>> continuò allontanandosi di nuovo.

Gli presi il braccio, mentre tentava di scendere dal letto. <<Dove vai?>>.

<<In bagno a dire il vero, mi è permesso?>> scherzò, mentre perdevo la mia presa su di lui. Massimiliano raggiunse il bagno, il quale si trovava proprio davanti al letto, dandomi così la possibilità di non perdere la visuale su di lui e il suo bel corpo.

<<Forse dovrei struccarmi, effettivamente>> mi lamentai, allungandomi sul materasso, lasciando che il lenzuolo scoprisse il mio corpo. <<Ma sono troppo stanca>>.

<<Dai su, una cosa veloce>> mi incitò dal bagno. <<Così la tua pelle non sarà carta vetrata>> potevo vedere il suo sorrisetto compiaciuto riflesso nello specchio, persino da lì.

Mi alzai, raggiungendolo in bagno, senza bisogno di rimettere l'intimo, come aveva fatto lui d'altronde. Frugai nel mio beauty alla ricerca di ciò di cui avevo bisogno. Mi infilai una fascetta e legai i capelli in una coda alta.

Mentre mi struccavo lui si tolse le lenti a contatto, prima di sciacquarsi velocemente il viso. Una volta lavato e pronto mi osservò da dietro la sua inseparabile montatura degli occhiali da vista. <<Ti dona>> mi sorrise, riferendosi alla fascetta.

<<Ho le orecchie un po' a sventola lo so, non serve che me lo ricordi>> scherzai, mostrandomi offesa. Il suo bacio sulla mia testa non tardò ad arrivare. <<Sono adorabili, permalosa che non sei altro>> mi stuzzicò facendomi ridere.

Mi sciacquai via quello che rimaneva del trucco, sentendo la sua mano accarezzarmi la schiena. Dopo essermi tamponata il viso con un asciugamano, presi lo spazzolino e lui fece lo stesso. A quanto pareva si era portato il minimo indispensabile dalla sua camera da letto, dando per scontato che avrebbe passato la notte con me. Gli passai il dentifricio e ci lavammo i denti, senza staccarci gli occhi di dosso. Non passò molto prima che scoppiassimo ridere, scambiandoci facce buffe.

Lo bloccai prima che fuggisse dal bagno, una volta pronti. <<Dove credi di andare carta vetrata?>> gli chiesi, facendolo sbuffare.

<<Non vorrei mai che la tua crema venisse sprecata>> cercò di liberarsi, ntando il barattolo che tenevo fra le mani. Lo avvicinai a me, facendomi circondare i fianchi. <<Fai più storie di un bambino>> adoravo prenderlo in giro.
Gli spalmai un po' della mia crema sul viso, dopo avergli alzato gli occhiali sopra la testa. Il suo corpo era incollato al mio e questo lui lo sapeva, in effetti ero più che certa che lo stesse facendo apposta.

<<Sei libero di andare>> lo avvertii una volta fatto, ma lui rimase lì e mi prese il barattolo dalle mani.

<<Ricambio il favore>> mi spiegò, rispondendo così al mio sguardo confuso. Mi spalmò la crema su tutto il viso, con estrema cura, fino a quando le sue dita non presero ad accarezzarmi le labbra.
<<Non hai più sonno?>> domandai, divertita dalla minima distanza che di divideva.

Le labbra di Massimiliano si posarono sulle mie. <<Ha importanza?>> bisbigliò, prima che ci appropriassimo l'una del corpo dell'altro, per l'ennesima volta.

-

<<Perché proprio James?>> la domanda di Massimiliano arrivò dopo un lungo silenzio, tanto che credevo si fosse davvero addormentato. Non sapevo ancora che ore fossero, avevamo spento le luci, dopo aver finalmente appagato qualsiasi istinto passionale rimasto trascurato nell'ultimo periodo di lontananza.

<<Mh?>> mugolai. Gli stavo dando le spalle, lui mi stringeva a sé. <<Che intendi?>>.

<<Cosa aveva James, rispetto ad un altro uomo che avresti potuto frequentare a Londra?>> cercò di spiegarsi.

Inarcai le sopracciglia, sorpresa da quelle domande. <<É un amico d'infanzia>> gli rivelai. <<Ma che ti importa? É irrilevante ormai..>>.

<<Lo so, ma ero curioso>> cerca di giustificarsi. Mi girai, scivolando fra le sue braccia. <<Non sarai geloso professore, vero?>>.

<<No>> ridacchiò. <<Come hai detto tu, è irrilevante ormai>>.

<<Perché l'hai tirato fuori allora?>> gli accarezzai il collo. Lui mi prese presto la mano, fermandomi, per intrecciare le nostre dita. <<Perché ti devo dire una cosa, ma voglio che tu sappia che come James, è irrilevante>>.

<<Oh>> riuscii soltanto a dire, spalancando bene i miei occhioni color ghiaccio, osservando la figura scura affianco a me. Non c'era abbastanza luce per poter studiare la sua espressione, mi sarei quindi dovuta basare soltanto sul tono della sua voce.
Mi baciò il dorso della mano, ancora intrecciata alla sua. <<Non ho mai dormito con Vittoria, l'anno scorso, ma ho dormito con un'altra donna di cui mi vergogno saltato pronunciare il nome>> sussurrò.

Mi venne la pelle d'oca, immaginavo già di che donna stesse parlando. <<Non pronunciarlo allora>> lo fermai. <<Solo..>> mi morì la voce in gola.

Era gelosia la mia?. Ero ancora gelosa di Giulia?. Sì, e più di qualsiasi altra donna. Lei aveva il suo passato, lei vantava di avere moltissimi ricordi con Massimiliano e di quello ero gelosa, di quello che erano stati, ma non di quello che potevano ancora essere, o almeno così credevo. <<Perché proprio lei?>>.

Massimiliano sospirò prima di rispondere. <<All'inizio per un motivo stupido, credevo di poterla ripagare con la stessa moneta, magari si affezionava di nuovo a me, e quando sarebbe accaduto, avrei avuto la soddisfazione di sbatterle la porta in faccia>>.
<<Ma?>>.

<<Ma non sono lei, non sono capace di comportarmi così, oltre al fatto che a lei non importava né prima, né gliene sarebbe mai importato del sottoscritto, quindi...>> sentii il suo viso avvicinarsi al mio. Il suo naso sfiorò il mio zigomo.

Non gli risposi, non sapevo cosa dire. Sembrava che gli importasse ancora di cosa Giulia pensasse di lui, e mi feriva.
Perché dirmelo? Perché rovinare la più bella notte della mia vita?.

<<Sibyl?>> mi chiamò.
<<É irrilevante>> la mia voce tremò, facendo sorprendere persino me stessa. Non mi si addiceva per nulla la parte della ragazza gelosa.

Le sue dita mi accarezzarono il viso. <<Esatto, soprattutto perché il motivo principale per il quale ho lasciato subito perdere eri tu>> aggiunse.
Mi ritrovai improvvisamente a sorridere. <<Che intendi?>>.

<<Che ero innamorato della fredda vicedirettrice, incontrata per caso in un supermercato, mi avevi stregato..mi hai stregato>> sussurrò, tornando a farmi venire la pelle d'oca.

<<Non sono l'unica incantatrice>> gli rivelai. <<Appena salii sul volo diretto a Londra, rimpiansi la nostra ultima conversazione, rimpiansi di non averti detto quello che realmente provavo per te>>.

<<Cosa?>> domandò ridendo. <<Tu sapevi già cosa provavi per me, quando sei partita?>>.

<<Non proprio>> cercai di salvarmi. <<Diciamo che la distanza, i diversi..ambienti e tutto il resto mi hanno aiutata a metabolizzare la cosa>>.

<<A metabolizzare cosa, esattamente?>> mi baciò la guancia, poi il naso e poi la palpebra chiusa.
Sorrisi, capendo cosa volesse ottenere. <<Vuoi che lo urli? Perché potrei farlo...>>.

<<No, basta che lo dici a me soltanto, che gli altri vivano la loro vita>> mi strinse a lui.

Portai le labbra al suo orecchio. <<Ti amo>> gli sussurrai, di modo che potesse sentirmi lui, solo lui, mentre mi si stringeva lo stomaco. <<E fa ancora un certo effetto dirlo>> continuai allontanandomi. <<Ti amo>> gli dissi ancora, avvicinando le mie labbra alle sue, mentre infilavo le mie dita fra i suoi capelli. <<Ti amo>> dissi muovendo la sua bocca con la mia.

Spostai il mio corpo sopra il suo, ma al posto di baciarlo feci scorrere le mie labbra sulla sua mandibola fino, al collo, muovendo con estrema lentezza il mio bacino sopra il suo. Il suo corpo reagì subito. <<Ti amo>> sussurrai, sulla sua pelle accaldata.

Desideravo con tutto il cuore che il giorno tardasse ad arrivare, perché sembrava avessimo tutta l'intenzione di consumarci fino all'ultima goccia, ignorando il più possibile la stanchezza e il senso di dovere verso i nostri due migliori amici.
E sembrò accadere davvero, la notte si allungò, lasciandoci tutto il tempo che ci serviva per amarci follemente, per parlare del nostro futuro insieme e per tornare ad amarci in meno di un secondo, ricoprendo le nostro pelli di baci umidi e sospiri sussurrati.






nota
Mi state già seguendo sul mio profilo Instagram @elenapadswattpad ? Perché potreste trovare un piccolo edit riguardo questo capitolo, oltre ad alte scene inedite e anticipazioni si Beatrice.
Per chi volesse capire meglio di che parlo, qua di seguito vi lascio in anteprima:

Spero inoltre che il capitolo vi sia piaciuto, ci sono un po' affezionata in realtà, soprattutto perché stiamo per salutare i nostri due protagonisti, dato che la storia sta per concludersi 😭💕
A presto,
elena.

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