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30- Credo di essermi persa dei pezzi della storia

Daniela mangiava silenziosamente la sua pizza, senza darci troppa attenzione. Di fianco a lei Enrico la stava guardando perplesso, mentre Greta finiva di raccontarci le ultime novità sulla luna di miele che stava organizzando.

Era da secoli che non uscivamo noi quattro a cena e, dopo un paio di telefonate, quel mercoledì sera ero riuscita ad organizzare una pizzata appena fuori dal centro di Verona.

<<Senti Pippi, mi stai facendo passar la voglia di cenare>> le disse all'improvviso Enrico, interrompendo così il discorso di Greta.
Daniela alzò i suoi occhi verdi, osservandosi attorno spaesata. <<Cosa?>> gli chiese, come se si fosse appena resa conto di essere fuori casa.
<<Tutto bene?>> le domandai quindi, leggermente preoccupata. La rossa non era mai così silenziosa.

Scosse la testa lentamente, cercando di nascondere gli occhi lucidi. Greta si affrettò ad accarezzarla il braccio, dandole subito conforto. <<Che succede?>>.

Tutti e tre posammo forchette e coltelli, per concentrarci su di lei. <<Marco>> riuscì a sussurrare, senza scoppiare in un pianto disperato. <<Credo mi abbia lasciata>>.

<<Cosa?>> sbraitò Enrico, sorpreso. <<E cosa intenti con "credo"?>> le chiese.

Daniela sbatté le palpebre più volte, per riprendersi e fece un bel respiro. <<Ieri sera mi ha detto che ha bisogno di una pausa>> la sua voce tremò, ma nessuno osò fermarla. <<Dice che stiamo andando troppo in fretta, che non ha mai avuto una relazione così seria e ha bisogno di allontanarsi per capire che direzione vuole prendere>> concluse, distogliendo i suoi grandi occhi verdi dai nostri.

<<Che coglione>> bisbigliò Enrico con cattiveria.
<<State insieme da più di un anno e adesso ci pensa?>> mi ritrovai a chiederle, prima che Greta mi fulminasse con lo sguardo, come se con la mia domanda avessi "messo il dito nella piaga".
Alzai le spalle, non sapendo bene cos'altro avrei potuto dire.

<<Pippi è successo ieri sera, vedrai che le cose si sistemeranno>> cercò di consolarla Greta. <<Si vede che lui con te si trova bene, non potrebbe mai mollarti>>.

Enrico alzò gli occhi al cielo, prima di avvicinarsi a Daniela e prenderle la mano. <<Non ascoltare quelle cazzate>> sospirò. <<Marco è un uomo, e si sa che in genere i legami spaventino gli uomini, da quel che capisco ti ha chiesto di rallentare giusto?>>.

Daniela annuì. <<Bene, il fatto che non ti abbia mollata di punto in bianco ma che si sia messo in discussione è un buon punto da cui partire, anche se piccola mia, nessuno sa cosa gli frulli in quella testolina, quindi non posso darti la totale certezza che tornerà>> concluse con il tono più dolce e comprensivo che gli avessi mai sentito usare.

<<E poi anche se provasse a spezzarti il cuore, ci penserebbe Henry a rompergli qualcos'altro>> commentai, strappandole un timido sorriso.
<<Tagliargli, per essere preciso>> stette al gioco il riccio, osservando Daniela divertito.

<<Scusate se vi rovino la cena>> sussurrò Daniela dispiaciuta. <<Ho accettato di uscire, per sperare di distrarmi un po', non pensavo di essere così distante>>.

<<Non sai che consolazione vederti triste>> esclamai, ottenendo un colpo da parte di Greta. <<Intendo dire che almeno sappiamo che anche Daniela è umana>> cercai di difendermi ridendo.

<<E io che credevo che si facesse di una qualche droga ogni mattina>> continuò Henry, capendomi al volo.
Sul viso della rossa comparve il suo splendido sorriso, più spento del solito, ma comunque lì.<<Parliamo d'altro per favore>> ci ordinò poi, mentre si rimetteva a tagliare la pizza. <<Sono stata male una settimana e sembra sia successo il finimondo, avanti raccontatemi>> ci incitò.

Sia Greta che Enrico mi osservarono più divertiti che mai. <<Sibyl avrebbe delle novità in realtà>> cantilenò Greta.

Sbuffai scuotendo la testa. <<Vi ho scritto che ho fatto pace con Massimiliano>> ricordai ai miei amici.
<<E credi che questo ci basti? Mi credi un quindicenne che si scambia messaggi tutto il giorno?>> domandò Enrico, offeso.

<<Mi consola il fatto che non abbia chiamato neanche te, almeno>> sbuffò Greta in risposta.

Scossi la testa. <<Ho organizzato questa cena non basta?>>.

<<No, perché il messaggio era di una settimana fa Bibi!>> mi accusò la mia migliore amica. <<Dopo tutto non pensavo volessi ancora tenere la cosa segreta>> abbassò il tono della voce, portando alla memoria di tutti la litigata di un anno prima.

Scacciai i brividi che mi provocò quel commento, prendendo fra le mani il bicchiere di birra. Greta non lo aveva detto con cattiveria, ma quelle parole erano comunque uscite dalla sua bocca e aveva ragione, mi stavo di nuovo nascondendo?.
<<Non voglio tenervi nascosto nulla>> dichiarai.

<<Non tenerci sulle spine allora>> esclamò Enrico. <<Cioè è chiaro che te lo sei portata a letto, ma tralasciando i dettagli, state insieme o no?>>.

<<Non ci sono andata a letto>> sussurrai, ricordandomi come lunghi e dolci baci, fossero l'unica cosa che avevo ottenuto dalla cena a casa mia.

Enrico iniziò a tossire, come se gli fosse andato di traverso un pezzo di pizza. <<Balle>> aggiunse, affrettandosi a sorseggiare la sua birra.
<<No, è vero>> gli assicurò Greta. <<Me lo ha confermato Riccardo>>.

<<Sono ancora qui, sento quello che dite>> gli feci notare. <<E poi che diavolo ti ha detto Riccardo?>> continuai meravigliata.

Greta si limitò a nascondere un sorriso furbo dietro un'alzata di spalle. <<Nulla di speciale>>.

Alzai gli occhi al cielo. <<L'ho incontrato al supermercato comunque>> iniziai a raccontare. <<E gli ho chiesto di venire a cena da me, gli ho preparato il risotto e abbiamo fatto una bella chiacchierata>> mi lasciai lentamente cadere sullo schienale della sedia. <<Ci siamo baciati e non volevo rovinare il momento..poi nemmeno lui mi sembra molto intenzionato ad andare oltre in realtà>>.

<<Aspetta, credo di essermi persa dei pezzi della storia>> mi fermò Daniela, che intanto stava cercando di rielaborare tutto. <<Vorresti metterti con Massimiliano?>> domandò, mostrandomi il più bello fra i sorrisi.

<<No, lascia che ti spieghi meglio>> la guardò Enrico con serietà. <<É innamorata di lui Pippi, non solo ci vuole stare insieme>> scandii bene la parola con la "i", come se fosse un evento da segnare sul calendario.

Mi portai una mano sulla fronte, per evitare di vedere le risatine che si stavano scambiando quei tre rimbambiti dei miei amici. <<Ma è una notizia meravigliosa>> Daniela era fuori di sé. <<Dovevo stare male io perché accadesse?>> continuò a dire. Dalla sorpresa fece quasi cadere il suo bicchiere di birra, anche se qualche goccia finì sulle poche fette di pizza che rimanevano nel piatto di Enrico.
Ci guardammo in silenzio per qualche attimo prima di lasciarci andare e scoppiare a ridere, tanto che dovetti portarmi una mano sulla pancia, tentando di contenermi.

-

Allungai la mano verso Massimiliano e lui l'afferrò, mentre uscivamo dal cinema, diretti all'auto.

Era venerdì sera, il professore era tornato in tempo da Padova per andare fuori a cena e riuscire a guardare un film.

Si passò lentamente una mano sull'occhio, dietro agli occhiali da vista, mentre tratteneva uno sbadiglio. Mi morsi la lingua, cercando di non rimproverarlo, per la milionesima volta, di non avermi avvertito di quanto fosse stanco e di come avesse visibilmente bisogno di dormire. Avevo cominciato a dirglielo non appena era uscito di casa, con gli occhi un po' più gonfi e l'aria affaticata.

Non volevo che si arrabbiasse, anche se non ne sarebbe stato capace. Aveva insistito per uscire fin dall'inizio, volendo persino guidare, rispondendomi che "andava bene così" aggiungendoci poi il più dolce fra i sorrisi.

<<Lascia che guidi io>> provai a proporre, rallentando il passo. Il senso di colpa mi stava logorando, non volevo che si stancasse di più. Lui si fermò ad osservarmi sorpreso. <<No>> sussurrò, riprendendo a camminare.

Mi aggrappai al suo braccio. <<Non ti fidi per caso?>> lo stuzzicai.

Sorrise. <<Non scambiare il rispetto e la galanteria per offese contro il tuo sesso Sibyl>> aggiunse, trattenendo un sospiro disperato.

<<Sei stanco morto, fai guidare me>> ripetei, fermandomi a qualche passo dall'auto.
Ci pensò per qualche secondo, scrutando attentamente i miei occhi chiari, poi mollò la mia mano e recuperò le chiavi dalla tasca del cappotto. <<Solo..rispetta i limiti>> scherzò, passandomele.
<<Galanteria eh?>> lo presi in giro, prima di stampargli un bacio veloce sulle labbra e dirigermi verso il posto del guidatore.

Dopo essermi sistemata il sedile, sotto il suo sguardo attento, misi in moto ed uscii dal parcheggio con tutta la tranquillità del mondo.
Appena fummo per strada Massimiliano abbassò la radio ed allungò una mano fra i miei capelli, giocando con qualche ciuffo. Non dovevo aver fatto nemmeno un chilometro quando lo trovai addormentato, con la testa appoggiata alla spalla e la mano fra i miei capelli.

Feci più attenzione che mai alla mia guida, per evitare di svegliarlo. Evitai le buche e presi il più dolcemente possibile tutte le curve, lasciando che il silenzio e delle canzoni sussurrate alla radio accompagnassero il viaggio.

Appena mi fermai ad un semaforo rosso mi voltai ad osservarlo, illuminato dalle luci della sera. Le sue labbra erano appena appoggiate, sfiorandosi l'una con l'altra, con la stessa delicatezza che avevano quando baciavano le mie. Allungai la mano verso quella bocca, ripensando alle parole che aveva pronunciato. "Ti amo Sibyl" avevano detto, nonostante il momento non fosse il migliore.

E le mie labbra avrebbero mai trovato il coraggio di pronunciare quelle parole?.
Ritrassi la mano senza toccarlo, osservando una piccola ruga di espressione fra le sopracciglia. Stava sognando? O era concentrato anche quando dormiva?.

Arrivò presto il verde e dovetti costringermi a scollare lo sguardo dal suo viso, nonostante le strade non fossero trafficate.

Si era addormentato di sasso, rincuorandomi. Aveva abbassato tutte le difese, facendo vincere la sua stanchezza, e si era abbandonato al mondo dei sogni, fidandosi di ciò che lo circondava, o almeno se non si fidava, si sentiva a suo agio.

Le sue dita solleticavano il mio collo, ogni volta che giravo la testa per guardare la strada, ricordandomi che nonostante tutto, lui fosse ancora lì. Era confortante come tocco e caldo.

Quel momento potevo metterlo fra i miei preferiti passati con lui fino a quel giorno, seppur fosse completamente addormentato, e forse era perché per la prima volta lo guardavo con occhi diversi. Uno sguardo innamorato di una persona che avrebbe fatto di tutto per l'altro, letteralmente di tutto. E mi piaceva l'idea, adoravo l'idea di donarmi totalmente a lui e lui soltanto, difetti e pregi.

Volevo che distruggesse quella maledetta porta, che un anno prima mi aveva impedito di donargli il mio cuore, e custodire al sicuro le mie emozioni ed i miei sentimenti, come lui avrebbe sicuramente saputo fare.
Ma quell'anno lontani mi aveva fatto capire che io ero l'unica che l'avrebbe potuto fare davvero, l'unica in grado di eliminare la porta, la chiave e il catenaccio, una volta per tutte.
Ma quando avrei dovuto diglielo? Era arrivato il momento?.

Parcheggiai sotto casa sua, vicino alla mia auto. Spensi il motore e lo guardai, indecisa se lasciarlo ancora dormire o svegliarlo da quella posizione che doveva essere tutto fuorché comoda.

Mi slacciai la cintura e mi avvicinai, portandomi il suo braccio dietro. <<Massimiliano>> sussurrai spostandogli qualche ciuffo dalla fronte. <<Siamo arrivati>> aggiunsi, mentre apriva lentamente gli occhi, cercando di orientarsi.

Sbatté ripetutamente le palpebre. <<Abbiamo fatto prestissimo>> bisbigliò, portandosi una mano sul collo.

<<In realtà ci abbiamo messo come l'andata>> sorrisi, cercando di rimettere il sedile nella posizione di prima, così quando avrebbe riutilizzato la sua auto non si sarebbe fatto del male, facendo sbattere le gambe contro il volante.

Una volta fuori gli restituii le chiavi. <<Nessun graffio>> aggiunsi, facendolo sorridere. Poi allungò una mano verso il mio collo, avvicinato il mio viso al suo. Si allungò per rubarmi un inebriante bacio, accarezzandomi con il pollice bollente la mia pelle fresca, che si riempì di pelle d'oca. <<Fermati da me>> sussurrò, facendo sfiorare le nostre labbra, senza nemmeno riaprire gli occhi.

<<Va bene>> bisbigliai in risposta, senza nemmeno pensarci.

Una volta in casa, chiusa nel suo bagno, ripensai alla mia scelta, trovandomi davanti al mio viso appena struccato con del comune sapone per le mani e che sembrava necessitasse disperatamente di un po' di crema.
Allungai la testa fuori dal bagno, trovando Massimiliano, con addosso dei pantaloni scuri del pigiama, che stava per infilarsi una maglietta bianca maniche corte. <<Hai della crema?>> gli chiesi, facendolo voltare.

Cercai di incollare i miei occhi al suo viso, per non farmi distrarre da alto, che per fortuna si affrettò a coprire. <<Che tipo di crema?>> mi chiese.

<<Per il viso, purtroppo non ho nulla con me>> entrò in bagno, andando verso un armadietto. <<O un qualsiasi prodotto idratante, se no rischio di svegliarmi con la carta vetrata al posto del viso, domani mattina>>.

Ridacchiò, mentre frugava fra i suoi prodotti. <<Mia sorella mi ha regalato questo per natale, non l'ho mai aperta>> farfugliò passandomi un barattolo di una normalissima crema idratante per il viso.

<<É arrivato il momento di usarla allora>> lo incitai.

<<No, non mi piace mettere quella roba>> si lamentò scuotendo la testa. Gli indicai il lavandino prima che potesse aggiungere altro. <<Lavati la faccia, avanti>>.

Eseguì gli ordini, sapendo che non se la sarebbe cavata molto facilmente e, una volta sciacquato bene il viso, mi osservò divertito in attesa di altre indicazioni. Gli misi un po' di crema sulle guance e sulla fronte, poi mi concentrai sul mio viso.

Ci guardammo allo specchio, mentre spalmavamo la crema. Non passò molto che scoppiammo a ridere come dei bambini, tanto che lui prese dell'altra crema per sporcarmi il naso. <<Non vorrei trovarmi della carta vetrata nel letto>> scherzò.

<<Se me ne metti un altro po' ti trovi una bottiglia di olio però>> gli risposi, spalmandogli sulla guancia quella che aveva provato a rifilarmi.

Mi circondò i fianchi, avvicinandomi a lui.<<Prima e ultima volta che la metto>> dichiarò, mentre cercavo di distribuirla meglio sulla sua pelle. <<Ci credo, non sei nemmeno in grado di farlo>> scherzai.

<<Io non esagererei con le offese, bottiglia di olio>> mi avvertì, puntandomi il barattolo della crema contro.

Sfuggii alla sua presa e fuggii in camera, mi prese senza neanche troppo sforzo e mi lanciò sul letto, dove cademmo circondati dalle nostre insaziabili risate.
Entrambi portavamo dietro il peso della settimana appena passata, ma forse era proprio quello ad averci fatto impazzire.

<<Avrei bisogno di un pigiama>> affermai, iniziando a mettermi seduta. Lui mi tirò giù sul materasso. <<No, non è necessario>> ridacchiò tenendomi ferma sul materasso.

<<Tu sì e io no? Non mi sembra giusto>> gli feci notare, osservando la sua espressione compiaciuta.

<<Hai ragione>> si avvicinò al mio viso. <<Ma il mondo è ingiusto>> dichiarò, cercando di baciarmi. Mi spostai in tempo, facendoci ridere.

Poi andò a prendere il pigiama, quella sera avrei solo dormito da lui, senza fare altro, nonostante lo desiderassi tanto.

Andai in bagno, dopo aver recuperato uno spazzolino da viaggio che avevo sempre in borsa e mi lavai anche i denti. Uscii cercando di legare il più stretto possibile i pantaloni della tuta che mi aveva prestato, ed appoggiai i miei vestiti su una sedia vicino alla finestra. Massimiliano era già sotto le coperte, intento ad osservarmi divertito. <<Che hai adesso?>> gli chiesi.

<<Sto guardando quanto ci metti..>> mi provocò.

Mi lanciai sul letto facendo finta di essere offesa, ma lui mi avvicinò a se con estrema facilità, subito dopo aver spento le luci.
Mi sistemai sotto le coperte e mi accoccolai di fianco al suo petto caldo. Sentii le sue labbra sfiorarmi la fronte, cosa che mi fece venire la pelle d'oca. <<Mi era mancato il profumo dei tuoi capelli, ninfa>> bisbigliò.

Mi strinsi il più possibile contro di lui, come se quello potesse controllare il battito del mio cuore che martellava in qualsiasi punto del mio corpo. <<A me eri mancato tu>> sussurrai sulla sua maglietta.

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