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23- Non ti prometto che non ti farò impazzire di tanto in tanto

<<Andiamo principessa, la carrozza non la aspetterà per sempre>> urlò Enrico fuori dal finestrino, verso Daniela che si affrettò ad uscire dal portone del condominio in cui abitava.
La rossa entrò borbottando qualcosa su quanto fosse fastidioso brontolo quella sera, prima di allacciarsi la cintura.

<<Ciao Dan>> la salutai dal posto del guidatore. <<Tutto bene?>>.
Lei si porse in avanti per parlarci meglio, mentre mi immettevo sulla strada. <<Sono così emozionata, insomma ci credete? Greta e Riccardo sposati!>> esclamò entusiasta.

<<Deve dirgli di sì prima>> affermò Henry.
<<Hai dei dubbi?>> domandai sorpresa.
Alzò le spalle. <<Quella è strana, potrebbe anche rifiutare e fuggire con un cameriere>>.

<<Oh no>> lo ammonì Daniela. <<Stiamo parlando della stessa Greta con una cotta segreta per il principe William?>>.
<<Esatto>> annuii. <<Nel sangue di quella donna scorre aristocrazia>> ridemmo tutti e tre.

<<Credeteci o meno, ma sono felice per quei due>> tornò a parlare Enrico. <<Si completano in tutto, riuscendo ad accaparrarsi il premio per miglior coppia dell'anno, nonostante tutto quello che ci hanno fatto patire>>.

<<Credo sia la cosa più carina che ti abbia mai sentito dire>> ridacchiai, facendolo sbuffare.

<<Non è vero>> mi corresse Daniela. <<Una volta disse di amarmi>>.
<<Daniela!>> la rimproverò. <<Credevo di averti detto di tenertelo per te>>.
Ma ormai era troppo tardi, avevo le lacrime da quanto stessi ridendo di gusto, riuscendo a coinvolgerli entrambi. <<Oddio!>> esclamai, perdendo un bel respiro. <<Avrei voluto vederlo, non me lo immagino nemmeno>>.

<<Ero giovane>> cercò di salvarsi Enrico con un tenero sorriso sul volto.

<<Giovane ed innamorato>> lo prese in giro Daniela, prima allungarsi a tal punto da lasciargli un sonoro bacio sulla guancia. <<Ma è per questo che ti adoriamo>>.

<<Comunque>> cercò di zittire le nostre risate. <<Nonostante tifi per i nuovi sposini, come minimo mi merito almeno metà bottino, per averli fatti conoscere>>.

<<Bottino?>> domandai.

<<Sì dal matrimonio, soldi, utensili, quello che sarà insomma>> sospirò. <<Dio solo sa quante energie io abbia sprecato per tutti questi anni>>.

<<Dovremmo meritarci tutti qualcosa direi>> esclamai.
<<Soprattutto te Sibyl e presumo anche Massimiliano, che siete molto vicini ai diretti interessati>>.

<<No, non funziona così, sono io l'artefice, io prendo i meriti>> si oppose Enrico.
<<Tu non le hai vissute le crisi isteriche di Greta, noi sì>> mi difese Daniela.
<<Mi sembra di aver sempre portato l'alcol quando ce ne fosse bisogno>> si voltò verso la rossa.

<<Su questo non gli si può dire nulla, ha ragione>> lo difesi divertita.
<<Da che parte stai?>> mi rimproverò simpaticamente Daniela, lasciandosi ricadere sullo schienale, sparendo nel buio dietro di me.

<<Cambiando totalmente discorso, giusto per appagare la mia curiosità>> iniziò a dire Enrico, facendomi alzare gli occhi al cielo. <<Hai più sentito Max?>>.
<<Già, me lo domandavo anche io>> si avvicinò Daniela.

Sospirai. <<No>> strinsi involontariamente il volante. <<Non l'ho più sentito ne visto, a capodanno io e Riccardo ne abbiamo parlato e mi ha detto le stesse cose che mi avevate detto voi, ovvero di lasciargli i suoi spazi, di modo che riesca a capire di cos'abbia davvero bisogno, e così ho fatto, non gli ho scritto, né chiamato, nulla>>.

In più non era l'unico che dovesse imparare a conoscersi meglio.

<<Ma avresti voluto>> indagò Enrico.
<<Sì>> sussurrai con ovvietà, ormai non avevo più nulla da nascondere.

<<Almeno questa sera lo vedrai>> mi ricordò Daniela.

<<Non hai idea di quanto questo mi renda nervosa>> mi lamentai. <<Non so come mi dovrei comportare>>.

Enrico trattenne un urlo. <<Attenzione, è qui presente una Sibyl mai vista prima>> sbraitò, spaventandoci. <<Vulnerabile, signore e signori, avete sentito bene, Sibyl è umana>> ci fece ridere.

<<Sei un cretino>> lo rimproverai, senza perdere il sorriso. <<Comunque sì, sono umana, nonostante tutto Massimiliano mi ha aperto un gli occhi su cose a cui non davo importanza>> ammisi, arrendendomi davanti all'evidenza.

<<A parte gli scherzi, non programmarti nulla, vivi il momento, se dovrai parlarci ci parlerai, lo sappiamo tutti com'è fatto, è bravo a mettere a proprio agio le persone>>.
E su quello Henry aveva ragione, sapevo benissimo che una volta incontrato Massimiliano parlarci sarebbe stato molto semplice. Ma il mio problema era un altro, il problema ero io e l'affetto che provavo nei suoi confronti.

-

Mia madre mi afferrò per il braccio con insistenza, bloccandomi. <<Dove diavolo credi di andare, stanno per arrivare, è ora che tutti si mettano nelle proprie posizioni>> mi riproverò. <<E questo vale anche per Enrico, forza seguite gli altri>>.

Ci avviammo quindi verso la sala dove si sarebbe svolta la serata ideata da me, Daniela e Riccardo, ma organizzata interamente da mia madre, con l'aiuto di una consulente di eventi, nonché amica di Greta. <<Credo che mi taglierebbe la gola solo se le provassi ad accennare il mio bisogno di andare in bagno>> affermai.

<<E poi pur di non rovinare l'evento farebbe sparire il corpo>> scherzò Henry, allungandosi verso il bar per prendere due calici di spumante da una fila già preparata, passandomene uno.

<<Non sono per dopo questi?>> domandai.
<<Ne preparano sempre in più, o almeno credo>> alzò le spalle. <<Avanti butta giù, c'è bisogno di scaldarsi qui, mi sembrano tutti un po' tesi>> mi incitò. <<Hai visto le sue colleghe? Hanno i nervi a fior di pelle e non ne capisco il motivo>>.

<<Magari Greta avrà fatto loro una testa tanta sul desiderio del matrimonio perfetto che si sono immedesimate nella parte>> ipotizzai, riuscendolo a convincere.

<<In realtà..>> mi parlarono alle spalle. <<Sono più che sicuro che sia di Riccardo la colpa, credo le abbia agitate con la storia della festa perfetta>> Massimiliano ci affiancò rivolgendoci il suo miglior sorriso.

<<Guarda chi arriva in ritardo>> lo punzecchiò Enrico.

<<Colpevole>> alzò una mano. <<La signora Zanetti me lo ha già fatto notare, più animatamente del previsto>> ridacchiò verso la mia direzione, riferendosi a mia madre.

<<Mai scombinarle i piani, è la regola base di prima sopravvivenza>> gli sorrisi, prima di buttare giù il liquido frizzante, come consigliato dal mio migliore amico.

Era lì, Massimiliano era lì e mi sorrideva. Il suo sguardo non sembrava deluso come l'ultima volta che ci eravamo visti, non era più arrabbiato, solo sereno, come suo solito.

<<Come stai professore universitario?>> gli chiese Enrico. <<Riccardo mi ha detto che stai cominciando a fare avanti ed indietro per andare a Padova>>.

Mi ricordai la proposta di lavoro che aveva ricevuto, di diventare il protetto di un vecchio professore di storia dell'Università di Padova. Lo vidi infilarsi le mani in tasca in modo rilassato. <<Sono solo andato a sistemare tutte le faccende burocratiche, comincerò quest'estate, dopo l'anno scolastico, non voglio mollare le mie classi a metà anno>> spiegò. <<Quindi è ancora presto per definirmi professore universitario>>.

<<L'importante è che tu riesca a non far dormire le persone, per il resto come ti definiscono non importa>> lo prese in giro Enrico facendolo ridere.

Il mio sguardo era fermo su di lui, osservavo i suoi capelli morbidi appena più corti di quando lo avevo conosciuto e la barba curata che gli nascondeva le rughe di espressione. I suoi occhi grigi, quella sera non coperti dalla montatura degli occhiali da vista, cercavano di non ricadere sul mio viso. Nonostante provasse ad apparire tranquillo davanti a me, riuscivo a notare come si imponesse di non soffermarsi sulla mia figura più del dovuto. La sua innata galanteria gli imponeva di evitarmi, anche lo avrebbe preferito, avrei fatto lo stesso.

Eppure rimanere accanto a lui mi fece tornare la sensazione di vuoto allo stomaco, che un po' mi era mancata nelle ultime settimane. Mi era mancato lui, ma non potevo dirglielo.
Sapere che stava bene era già abbastanza, sapere che era felice mi riempiva d'orgoglio.
Quindi come lui, sorrisi, eravamo adulti e il passato non poteva influenzare il presente. Giusto?

Il mio telefono cellulare suonò, bloccando la conversazione fra i due uomini presenti davanti a me. Allungai una mano verso la borsetta e notai un messaggio di Riccardo.

Riccardo
Appena usciti, ora partiamo.

<<Stanno arrivando>> li informai.

Enrico fu il primo ad agitarsi, posando il calice vuoto sul bancone del bar. <<Arrivano!>> urlò verso la folla. <<Sibyl ha appena ricevuto il messaggio!>> urlò di nuovo, avviandosi verso il centro della sala di modo che lo sentissero tutti gli invitati.

<<Avete sentito?>> sbraitò mia madre. <<Mettetevi tutti alle pareti, veloci!>>.

Io e Massimiliano ci scambiammo uno sguardo complice davanti agli ordini di mia madre, prima che ci spostassimo verso la parete, dove ci raggiunsero Enrico e Daniela.

<<Ciao Massimiliano>> lo salutò la rossa, allungandosi per baciagli la guancia. <<Ti trovo bene>>.
<<Trovo bene anche te Daniela, hai tagliato i capelli?>> le chiese.

Daniela si sciolse a vista d'occhio, passando una mano fra la frangetta aranciata. Enrico si mise fra loro. <<Stai buona rossa, il tuo maritino sta arrivando>> le fece notare allungando il collo verso Marco che si faceva strada fra gli invitati per raggiungerci.

Facemmo in tempo a salutarlo prima che mia madre si mettesse in mezzo alla sala chiedendo il silenzio alle pareti dov'eravamo incollati. <<Stanno per arrivare>> ricordò. <<Riccardo farà la proposta fuori da quella porta>> indicò la grande porta d'entrata aperta. <<Sicuramente avrà un discorso in mente, quindi esigo la massima collaborazione e rispetto, da parte di tutti gli invitati>>.

<<Arrivano cara>> urlò mio padre andando a spegnere la luce della sala, di modo che Greta non potesse vederci da fuori.

Sentii la mano di Massimiliano sulla coscia, mi voltai verso di lui e grazie alle luci del lampioni fuori dalla finestra dietro di noi, lo vidi passarmi un tubo colorato. <<Giragli la testa quando dirà di sì>> mi sussurrò all'orecchio, facendomi venire la pelle d'oca. <<Dovrebbe sparare stelle filanti, Enrico lo ha portato per tutti>> sorrise.

Annuii senza riuscire a parlare, era vicinissimo a me, e chi li avrebbe scollati i nostri sguardi a quel punto?.

Il suo sorriso affievolì, lasciandosi trasportare dal desiderio, dall'affetto e dalla complicità che dovevano trasmettergli i miei occhi. <<Scusami>> riuscii a dire, ad un volume così basso che nemmeno io ero riuscita a sentire.

Allungò le labbra in un tenero sorriso. <<Dopo>> rispose, in tempo per l'arrivo dei due innamorati.

<<Dov'è la festa aziendale?>> riconobbi la voce di Greta. Allungai il collo, riuscendo a intravederli e intorno a me tutti si staccarono dalla parete, per non perdersi la scena.
<<Saremo in anticipo>> dichiarò Riccardo.
<<Dovrebbero esserci almeno i camerieri>> Greta si voltò verso l'interno della sala facendoci indietreggiare, ma Riccardo l'afferrò in tempo.

<<In realtà..>> prese un bel respiro nervoso, guardandosi attorno, notando tutte le decorazioni che avevamo messo in quel piccolo atrio elegante.

<<Hai sbagliato di nuovo la data??>> lo fermò la mia migliore amica, facendo sbuffare sia me che Enrico.

Riccardo rise. <<No amore mio>> si avvicinò, facendo intrecciare le loro mani. <<Presumo che non basti una vita per dire quanto tu sia eccezionale, bellissima e perfetta>> iniziò facendomi venire la pelle d'oca. Greta si era finalmente zittita, fermandosi ad ascoltarlo. Quella sera era bellissima, aveva raccolto i capelli, lasciando così liberi i suoi zigomi alti e il collo lungo. Le sue labbra carnose, colorate di rosso, si allungarono a formare un sorriso affettuoso.

<<Nonostante tutto quello che abbiamo passato, che ci siamo fatti passare forse..>> ridacchiò nervoso. <<Siamo riusciti ad ascoltare i sentimenti che ci hanno legato dal primo giorno, che ovviamente tu avevi sentito prima di me>>.
Intravidi gli occhi lucidi di Greta quando Riccardo le portò una mano sulla guancia e non riuscii a trattenermi nemmeno io. <<Non ti prometto quindi che sarò perfetto, non ti prometto che non ti farò impazzire di tanto in tanto, ma Greta Filippini io giuro che non ti farò più soffrire e ti proteggerò da tutto e da tutti se serve, sei la cosa migliore che si possa immaginare di avere nella propria vita ed amarti è la cosa più semplice che riesca a fare, tutti i giorni, a tutte le ore, sempre>> prese un bel respiro. <<Ti chiedo quindi..>> prese la scatolina dal suo cappotto, inginocchiandosi davanti a lei. <<Vuoi rendermi l'uomo più fortunato e felice sulla terra, accettando di sposarmi?>> aprì la scatola in velluto bordeaux, rivelando l'anello che lasciò a bocca aperta Greta, mentre le lacrime le stavano rigando le guance.

Lei annuì. <<Ovvio che sì>> sussurrò, trattenendo i singhiozzi. Notammo Riccardo rilassarsi visibilmente, prima di infilare l'anello al dito della sua futura compagna di vita e prendersi un romantico bacio.

Lasciammo loro pochi attimi di intimità prima che il caos li avvolgesse, facendo saltare Greta. Stelle filanti per aria, urla, risate e pianti avvolsero la sala, rendendo la futura sposina ancora più felice.

La raggiunsi in tempo per stringerla a me, con evidente entusiasmo. <<Grigri sono così felice per voi>> le sussurrai accarezzandole la schiena.

<<Da quanto lo sapevi?>> domandò, allontanandosi leggermente per osservarmi.
<<Due settimane almeno>>.
<<Cosa?>> si sorprese.

<<Ma come?>> si intromise Enrico. <<A me lo ha detto solo la settimana scorsa>>.

<<Tu non sai mantenere i segreti>> lo ammonì Daniela, andando a prendersi un abbraccio anche lei. <<Congratulazioni Grigri>>.
<<Sì congratulazioni principessina>> le strinse la mano Henry, finendo anche lui per abbracciarla.

Riccardo riuscì a liberarsi di un po' di calca raggiungendoci. <<Ciao a tutti!>> ci salutò entusiasta, stringendo fra le braccia Greta. <<E grazie davvero per tutto>> si guardò attorno. <<É bellissimo>>.

<<Sì davvero>> annuì in accordo Greta. <<É opera di tua madre Bibi?>>.
<<C'è il suo zampino sì, ma l'idea è tutta sua>> indicai Riccardo.

Delle colleghe di Greta si intromisero per fare i più sinceri auguri alla coppia. Decidemmo quindi di spostarci ed attaccare il buffet, mentre Greta e Riccardo si godevano la loro festa.

A metà serata, uscendo dal bagno, incontrai Massimiliano nel corridoio bloccandomi alla sua vista.

<<Ciao>> mi salutò.
<<Ciao>> mi trovai a dire, quasi in imbarazzo.

<<Stavo cercando il bagno e mi hanno indicato da questa parte>> disse, come se dovesse spiegarmi la sua presenza lì.
<<Ti hanno detto giusto allora>> gli sorrisi, pentendomi subito delle parole che avevo scelto.

I nostri sguardi si incatenarono come qualche ora prima, ma con un po' più di luce attorno a noi.
Si avvicinò amichevolmente. <<Ho sentito che partirai per Londra>> iniziò a dire, facendo rilassare i miei nervi saldi con il tono caldo della sua voce.

<<Sì, una promozione inaspettata, ma sicuramente gradita>> allargai il sorriso, appoggiandomi con la schiena alla parete del corridoio.

<<É per via del tuo nuovo articolo da copertina?>> domandò. <<Le uniche due sfumature dell'amore>> sussurrò mettendosi di fronte a me.

Lo osservai stupita. <<Lo hai letto?>>.

<<Vittoria>> mi spiegò, nominando la sua amica che doveva essere da qualche parte alla festa. <<Ero a cena da lei con amici e mi sono ritrovato la rivista fra le mani, sai lei è una tua fan>>.

Annuii. <<Me ne ricordo>>.

Sogghignò divertito.
<<Che c'è?>> gli chiesi.

Si appoggiò con una spalla al muro, vicino a me, infilando le mani nelle tasche dei pantaloni. <<Pur di non avermi fra i piedi, voli in un altro Stato>> ironizzò, osservandomi, anche se non c'era molto da scherzare in realtà.
Ridacchiai lo stesso. <<Se non ti avessi voluto fra i piedi non saremmo qui a parlare ora>> rischiai, rivolgendogli il mio miglior sorriso.

Scosse la testa divertito. <<Oh Sibyl>> distolse lo sguardo. <<Data la tua imminente partenza allora, mi preme che tu sappia che non nutro nessun risentimento nei tuoi confronti>> tornò ad osservarmi, con un po' più di serietà. <<Tu mi avevi avvertito, sono stato io lo sciocco che si è tirato la zappa sui piedi, insomma io, forse, ero bloccato nell'amore adolescenziale, quello ancora troppo colorato per una Sibyl abituata a vivere nel mondo degli adulti>>. Due persone ci passarono affianco, bloccandolo. <<Detto ciò volevo anche scusarmi per il comportamento avuto l'ultima volta che ci siamo visti>> aggiunse, una volta che tornammo ad essere soli.

<<Non mi abituerò mai alla tua galanteria>> gli sorrisi, cercando di alleggerire la lieve tensione che si era creata dopo il duo discorso. Mi avvicinai. <<Anche a me preme dirti la mia, a questo punto>>.

Sorrise. <<Chissà perché me lo sentivo>>.

Sospirai divertita. <<Non ho mai voluto farti soffrire e mi dispiace, moltissimo>> tornammo seri. <<Dato che hai citato una parte dell'articolo, avrai letto che credo che colori siano essenziali per sopravvivere nel mondo degli adulti, ed è proprio quello che voglio imparare a fare, voglio trovare quei colori Massimiliano, e devo ringraziare te per questo, per avermi mostrato sentimenti che prima non ritenevo importanti>> allungai una mano verso la sua, sfiorando le sue dita, e lui non la spostò. <<Detto ciò>> lo imitai, facendolo sorridere. <<Volevo scusarmi per non aver gestito queste recenti scoperte nel modo adeguato, riuscendo ad allontanarti completamente>>.

Allungò una mano verso la mia direzione, spostandomi una ciocca di capelli dietro all'orecchio. <<Credo di dover imparare a conoscermi, dopo Giulia credevo di riuscire a offuscare i sentimenti, evitarli, ma...>> mi alzò il mento. <<Ovviamente sono sempre lì, pronti a consumarmi>>.

<<Ci aspetta un arduo compito professore, io devo imparare a convivere con i colori e tu con la serietà>> abbassai lo sguardo verso le nostre mani ancora intrecciate.

Eravamo troppo vicini, ma allo stesso tempo troppo lontani.

<<Un anno dovrà bastaci>> cercò il mio sguardo, trovandoci della speranza di cui aveva bisogno, di cui entrambi avevamo bisogno.

<<Un anno dovrà bastarci>> ripetei lasciandomi avvolgere dal suo profumo.
Lui si allungò verso il mio viso, appropriandosi lentamente delle mia labbra.

Fu un ultimo bacio davvero malinconico.





nota
sì lo so, questo finale è una bastardata e vi assicuro che andrà sempre peggio! 😉

Comunque sono qui per un altro motivo.
Vorreste vedere il trailer book di Young Adult? Perché potrei aver creato qualcosina.

Fatemi sapere! A presto,
elena.

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