7
Ero nella sala grande a leggere libri di rune e mostri vari, quando alla fine non ce la feci più. Chiusi di colpò il libro, alzandomi.
-Smettetela di pensare perché ciò che pensate è vero: io e Alec stiamo insieme. Grazie mille Alec, per averlo spifferato a tutto l'istituto- dissi per poi guardare Alec arrivare dritto verso di me e guardarmi con un sopracciglio alzato.
-Che stai combinando?- mi chiede, con le mani sui fianchi.
-Ho solo confermato ciò che la gente pensa nell'istituto, cioè che noi siamo fidanzati- dissi prendendo il libro diretta in sala combattimento.
-Si, ma dovevi per forza urlarlo così? Dal nulla?- mi chiese con tono divertito, indicandosi intorno.
-Stavo leggendo e tutte quelle voci mi davano noia. Contento?- gli dissi, posando il libro sul tavolo.
Mi voltai a guardarlo e dopo avermi osservato mi mostrò un sorrisone, al quale non potei che ricambiare.
Hodge si era arreso al fatto che noi fossimo insieme, date le ripetute lamentele per non farmi più soffrire, ma Alec non è Christopher.
Era passata una settimana e c'era troppa tranquillità: appena Alec si avvicinò a me per baciarmi, lo bloccai subito, allontanandolo da me e voltandomi.
-Che c'è?- chiese subito affiancandomi.
-Guai in vista- dissi vedendo poi entrare qualche secondo dopo Izzy con un ragazzo affianco a sé. Lei sorrideva come non mai e questo mi preoccupava parecchio.
Venne spedita verso di me e mi abbracciò, cosa che non accadeva mai dato il mio carattere scostante.
-Ragazzi, scusate se sono sparita ma Sebastian mi ha aiutato a liberarmi della mia dipendenza dallo yin-fen. Sebastian loro sono Eveline e mio fratello Alec- disse Izzy indicandoci, sorridente. Sebastian mi guardò e alzò un angolo delle labbra, sopprimendo un sorriso.
-Devo andarmene da qui- dissi velocemente, scansando Izzy e Alec.
-Ma...Eveline!- mi urlò Izzy. Mi sentivo ancora lo sguardo di Sebastian addosso: quegli occhi, quel sorriso e il suo passato.
-Diamine Eve!- mi urlò Alec, raggiungendomi e prendendomi dal polso, facendomi voltare verso di lui. Rimasi immobile a guardare Alec, che era su tutte le furie: dopo qualche minuto a guardarci, Alec cambiò sguardo.
-Hai paura?- mi chiese preoccupato.
-Non ho paura...sono terrorizzata. Non immagini nemmeno chi è lui, Alec- dissi strattonando il mio polso dalla sua presa. Alzò le sopracciglia, aprendo le braccia.
-Spiegamelo Eveline, non ti leggo nel pensiero!- mi urlò irritato. Posai la mano sulla fronte, indecisa sul da farsi.
-Non posso...non ora. Scusami Alec- dissi correndo via.
Mi diressi di nuovo nella sala combattimento e vidi Sebastian parlare con Clare.
Appena misi piede, lui si voltò a guardarmi sorridente.
Lo guardai di sottecchi e gli feci cenno con il capo, raggiungendomi dopo sul terrazzo, lontano da tutti.
Ero a braccia conserte quando sentii i suoi passi dietro di me.
Mi voltai di scatto, mettendogli la lama angelica alla gola. Lui alzò il mento e sorrise.
-Che intenzioni hai, Sebastian?- sussurrai, stringendo di più la presa sul manico del pugnale, digrignando i denti.
-Ho intenzione di farti impazzire- disse con una nota di divertimento nella voce.
Con uno spintone lo allontanai da me, facendo sparire il pugnale con un gesto della mano.
-Quali sono i tuoi poteri, Eveline?- mi chiese avvicinandosi, con le mani unite dietro la schiena. Il suo accento londinese mi urtava parecchio il sistema nervoso.
-Non fare il finto tonto Sebastian, sai perfettamente di cosa sono capace. Anche perché conosci molto bene Christopher- dissi con tono irritato.
Sospirai pesantemente, vedendolo sorridermi ancora, questa volta divertito.
-Hai detto a Clary che sei suo fratello? Il suo vero fratello? Perché sappiamo entrambi che Jace non è suo fratello- dissi indietreggiando, appoggiandomi con le mani alla ringhiera.
-Ancora no, devo scegliere il momento giusto- disse affiancandosi a me.
-Il momento giusto per far scoppiare una bomba vorrai dire, demone- dissi, voltandomi a guardarlo.
Non posso credere che Valentine abbia iniettato del sangue di demone in lui.
Sorrise a dismisura e si voltò a guardarmi. Sentii dei passi affrettati e mi voltai vedendo Alec.
-Guai, Eveline?- mi chiese Sebastian sotto voce, sorridendo. Arricciai il naso e guardai un Alec infuriato approcciarsi a me. Mi prese per il braccio e mi costrinse a seguirlo.
-Che c'è? Oltre ad essere nero dalla rabbia?- provai a scherzare, ma peggiorai la situazione.
Sospirò irritato e si sporse per guardare dietro di me Sebastian.
-Quel tizio non mi piace. Non voglio che stia vicino a te, Eveline- mi disse guardandomi dritto negli occhi.
-Mettiamo in chiaro una cosa Alec: sono io che mi avvicino a lui, non il contrario. Non ti sto tradendo ma è per una causa maggiore- spiegai.
-Che io non posso sapere, vero? Altri segreti, bene- disse girando i tacchi.
Corrergli dietro era inutile adesso.
-Maledizione...- imprecai a bassa voce, stringendo i pugni.
Mi diressi subito nella camera di Hodge che mi aprì senza problemi.
-Hodge, c'è un problema- dissi girando intorno alla stanza, come una pazza.
-Fermati e spiegami tutto, Eveline. Quando fai così la situazione non è affatto buona- disse Hodge a braccia conserte, guardandomi.
-E' arrivato il figlio di Valentine: il vero figlio- spiegai marcando bene la parola.
-E Jace? Non è suo figlio?- mi chiese scioccato.
-No. Claire e Jace non sono fratelli- dissi sedendomi sul divanetto con la testa tra le mani.
-Ma non è questo il problema, vero?- chiese avvicinandosi.
-Quando Sebastian è affianco a me, emana una brutta sensazione. Percepisco molto il sangue demoniaco e non ha buone intenzioni. L'ho capito subito da quando è entrato: è un finto angelo, Hodge- spiegai alzando il volto.
-Hai detto a qualcuno di questo?-
-No, e deve rimanere tra di noi. Sono stata chiara Hodge?- dissi alzandomi di scatto, puntandogli il dito contro il petto.
Annuì e feci lo stesso, uscendo dalla camera.
Di colpo gli allarmi scattarono: corsi nella sala grande e vidi i miei amici, compreso Alec e Sebastian prendere le armi e andare verso l'uscita.
Li raggiunsi e Jace mi diede spiegazioni.
-C'è una rivolta da parte dei nascosti in città- annuii alla sua notizia, affiancandomi poi ad Alec, che stringeva il suo arco nella mano sinistra.
Gli diedi un colpetto, catturando la sua attenzione: si voltò ad osservarmi con freddezza, per poi guardare avanti e aumentare il passo.
-Tutto bene?- mi chiese raggiungendomi Clary.
-Sì, perché?- dissi sorridendo falsamente.
-Alec sembra strano- disse con un'alzata di spalle.
-Tranquilla, gli passerà- dissi alzando le spalle, affiancandomi nuovamente ad Alec, sentendo la risata soppressa di Sebastian dietro di noi.
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