SEI IL MIO VELENO E LA MIA SALVEZZA
Gwaine aveva sempre sospettato di essere stato maledetto, da bambino.
Da quando aveva scoperto che la magia esisteva, che alcune persone avevano il potere e il dono di controllarla, aveva pensato con certezza di essere stato maledetto.
Forse per una colpa del padre, forse per una disattenzione della madre.
Forse per sfortuna.
La maledizione era piuttosto semplice : non avrebbe mai avuto una casa.
Suo padre voleva un guerriero, un cavaliere da donare al suo re.
Quando era morto e aveva abbandonato la madre in una situazione difficile, un re noncurante della loro sofferenza, Gwaine sapeva che la sua casa non poteva essere quella.
Non avrebbe donato la propria vita a un re che poi non avrebbe aiutato la sua famiglia nel momento del bisogno.
Solo perché era nato da un re, non era più importante di nessuno dei sudditi.
Quindi era partito.
Quanto sarebbe stato difficile trovare una nuova casa?
Dopo anni in strada, anni trascorsi solo, Gwaine si rese conto di quale impresa possibile avesse scelto.
Trovare una nuova casa, un posto in cui apparteneva, era la cosa più difficile che qualcuno potesse fare.
Tutto sembrava sbagliato.
Non gli piaceva la vista la mattina, le persone erano arroganti, o noncuranti, o maligne.
Nessuno di loro era disposto ad offrire sostentamento a un ragazzo di quindici anni, solo e chiaramente nel bisogno.
Nessuno di loro lo avrebbe cercato quando, stanco della loro arroganza e ferito dalla noncuranza, fosse partito per la destinazione successiva.
Quando il vuoto dentro di sé diventò troppo, iniziò a frequentare le locande, iniziò a giocare d'azzardo e a bere.
Iniziò a desiderare di passare a una vita non maledetta.
Questo fino a un giorno.
L'ennesima locanda, l'ennesima situazione difficile.
L'ennesimo arrogante che cercava di derubare i più poveri.
Ma, stavolta, qualcuno che interveniva, che si metteva nei guai per difendere una persona nel bisogno.
E, accanto a lui, la persona forse più bella che Gwaine avesse mai visto.
Peccato che sarebbe stata una vista così breve.
La fortuna sembrava girare a favore di Gwaine.
Si risvegliò, ferito. Non una novità per lui.
Si risvegliò, medicato. Una novità assoluta.
Si risvegliò, curato e al caldo, su un letto invece del cumulo di paglia che aveva usato. Altra novità.
All'ingresso del bel ragazzo, Merlin, Gwaine sorrise e cercò di essere affascinante.
Di incantare il ragazzo tanto quanto lui lo era.
Gwaine si rese conto che Merlin non era bellissimo.
Aveva le orecchie sporgenti, il fisico troppo scarno, non un guerriero chiaramente.
Ma lo vedeva ancora come la persona più bella che avesse mai incontrato.
Non era una bellezza fisica, sebbene i suoi zigomi, le sue labbra rosse, gli occhi blu e i capelli neri fossero incredibile.
No, era bellezza morale, spirituale.
Era un animo puro e luminoso gettato in un mondo crudele e grigio, e la sua anima risaltava come se, dopo aver visto solo in bianco e nero, finalmente si fossero scoperti i colori.
Gwaine sapeva che sarebbe dovuto presto partire ma, controvoglia, aveva sperato che Merlin lo avrebbe seguito.
Che sentisse anche lui la spinta, il legame che condividevano.
Invece, aveva scoperto che Merlin era innamorato.
Che amava ferocemente, come un guerriero e un protettore.
Che sarebbe stato un amante dolce, data l'occasione.
E lo aveva capito dallo sguardo, fedele, pieno di amore e orgoglio, che Merlin isava quando guardava Arthur.
Il principe Arthur.
Gwaine odiava i nobili, e sarebbe stato felice di odiare anche questo nobile.
Ma, purtroppo, non poteva odiarlo.
E poteva persino capire l'amore che Merlin provava.
Questo non lo rendeva meno difficile.
Gwaine pensava che la distanza avrebbe ridotto l'affetto che provava per Merlin e invece, non appena si erano rivisti, era tornato forte.
Il dolore era tornato poco dopo, non appena Merlin aveva confidato che era lì per Arthur, che gli serviva aiuto a salvare il suo principe.
Aveva accettato, perché sapeva che altrimenti il servitore sarebbe partito da solo e non voleva farlo morire.
Aveva sperato che, con il secondo addio, le cose sarebbero migliorate.
E, invece, nella fossa di Jarl, erano tornati forti come non mai, l'amore per Merlin e il dolore di vederlo ancora insieme ad Arthur, a un Arthur che non se lo meritava.
Diventare cavaliere non era mai stato nei desideri di Gwaine.
Ma, essere un cavaliere di Camelot sembrava giusto, con un re come Arthur, guidato da un uomo come Merlin.
Almeno, pensava, sebbene non riuscisse a capire quanto fosse fortunato, Arthur teneva a Merlin.
Lo aveva visto, aveva sentito da Leon il racconto del fiore di Mortao, della sua decisione di sfidare il padre e salvare la vita del servo.
Leniva un po' il dolore di Gwaine, ma quello tornava non appena vedeva lo sguardo così orgoglioso di Merlin ogni volta che Arthur si dimostrava come re.
Era cominciato in modo innocente.
Rendendosi conto di come Merlin amasse passare del tempo con Lancelot e Arthur, Gwaine aveva deciso di passare in armeria quando sapeva che Merlin ci ssrebbe stato.
Voleva parlare con lui, nascosto dallo sguardo di tutti gli altri, in un ricordo solo per loro due.
Adesso, andava con il cuore pesante.
Arthur si sarebbe sposato presto con Gwen, Merlin coinvolto nell'organizzazione delle nozze tra l'uomo che amava e la donna che era stata da sempre una sua cara amica.
Lancelot non era presente per condividere il loro dolore e Arthur non avrebbe mai potuto comorendere il dolore del servo.
Gwaine si era preso la responsabilità di essere il confidente di Merlin.
Lo raggiunse in armeria.
"Merlin?"
Il ragazzo si voltò, un enorme sorriso sulle labbra. "Gwaine!"
Il cavaliere si sedette, per terra, vicino al servitore.
"Come stai?" Chiese, sperando che bastasse quello per fare aprire il servo.
Uno sguardo stranito, e Merlin rispose. "Bene, grazie. Tu?"
"Non posso lamentarmi. E, dimmi, cosa hai fatto di recente?"
Merlin si lanciò in un discorso entusiasta. "Gaius mi ha mandato a orendere delle erbe per lui, e non crederai a quello che ho visto! Una famiglia di cervi! Ovviamente, ho dovuto mandarli via, prima che diventassero la cena del banchetto, ma erano così dolci! Ho potuto persino accarezzare il cucciolo, prima che dovessero partire! "
In una delle loro conversazioni, Gwaine aveva scoperto che anche Merlin, come lui, aveva avuto una situazione difficile a casa e aveva deciso di partire alla ricerca di una casa.
"Merlin..."
Nonostante il dolore che provava, Gwaine sapeva che non poteva lasciare l'amico nello stesso dolore.
"Sto parlando del tuo... segreto." Gwaine non poteva sopportare di chiamarlo in altro modo, se non segreto. Non poteva riconoscere che fosse una cotta, un affetto, un amore.
Merlin impallidí, e Gwaine si sentí solidale con lui.
Non era bello doversi confrontare con la consapevolezza che non si sarebbe mai stati ricambiati.
"Tu...?" Merlin sembrava fragile.
"Lo so, Merlin. Va tutto bene."
Lo sguardo di Merlin lo traffiggeva, ferendolo. "Va bene?"
"Beh, non adesso, ovviamente." Si corresse Gwaine, sperando che l'amico non credesse che gli augurava il dolore del crepacuore. "Ma in futuro. Si risolverá tutto. Vedrai."
Merlin lo stava ancora fissando, spaventato, ma speranzoso.
Gwaine si sentiva ugualmente speranzoso.
Forse Merlin si sarebbe reso conto che era sempre stato lì per lui, e che lo avrebbe sempre amato.
"Tu... Sei sicuro? Perché lo pensavo anche io, molto tempo fa. Pensavo che sarebbe andato tutto bene, ma non va mai bene."
Merlin deglutí, non sapendo come il cuore di Gwaine si stesse spezzando.
Se almeno Arthur avesse ricambiato Merlin, metà del dolore sarebbe scomparso.
Merlin sarebbe stato felice e questo sarebbe stato abbastanza per Gwaine.
Invece era innamorato di qualcuno che non lo avrebbe mai amato, e che in più amava qualcun altro, forse da quando si erano incontrati.
Forse Arthur era il Merlin di Merlin.
Gwaine si mise un sorriso coraggioso in viso, sperando che l'altro non vedesse quanto stesse soffrendo.
"Ma, ogni volta che penso che sia migliorato, succede qualcosa che mi riporta a un punto peggiore di prima! Arthur, lui... È cambiato, ma non sono abbastanza per migliorare..."
Gwaine gli mise una mano sulla spalla. "Lo sei."
"Forse se qualcun altro avesse avuto la magia, fosse stato Emrys, Arthur sarebbe già cambiato."
Gwaine spalancò la bocca. "Di cosa stai parlando?"
Merlin si bloccò, lasciando la presa sull'armatura e alzandosi.
Quella cadde con un tonfo a terra, ma questo non distolse l'attenzione dei due ragazzi.
"Io... Pensavo che tu stessi parlando di me e Arthur..."
"Era quello che stavo dicendo!" Annuì Gwaine, alzandosi anche lui.
"Pensavo sapessi della mia magia e per quello eri così strano con me! Pensavo di metterti a disagio, adesso che lo sapevi!"
"Della tua magia? Io... Parlavo dei tuoi sentimenti per Arthur?"
"Sentimenti? Io... Non sono innamorato di Arthur! Ho aiutato lui e Gwen a mettersi insieme! Ho organizzato tutti i loro appuntamenti e mi sono quasi fatto uccidere per loro due!"
"Sei un mago?" Chiese Gwaine e Merlin annuì. "Tu non lo sapevi?"
"Certo che no! Come avrei anche potuto immaginare che tu fossi un mago?"
Gwaine scosse la testa, e Merlin lo guardò. "Se non era per la magia, allora perché sei sempre stato così... distante, con me?"
"Non lo sono mai stato." Negò Gwaine e Merlin sbuffò. "Certo, e io sono un nobile."
Gwaine sbuffò, ma Merlin insistette. "Hai avuto dei problemi con me, molti, e sei cambiato! Eri più freddo, meno te e più un cavaliere."
"Sono un cavaliere." Si difese Gwaine, ma Merlin scosse la testa. "Sai che non è quello che intendevo. Mi mancava il mio amico, ma non volevi parlare con me se non per quelle poche ore che passavamo qui!"
"Ero stanco di soffrire, va bene?" Sbottò Gwaine e Merlin fece un passo indietro. "La mia magia?"
"No! Chissenefrega se hai la magia! Parlo dei tuoi sentimenti per Arthur!"
"Ma io non ho sentimenti per Arthur!"
"Si, li hai! Sei innamorato di lui e va bene, ho capito, è un nobile buono. Ma non devo essere costretto a vedervi insieme! Tutto il tempo!"
"Non sono innamorato di Arthur!"
"Si, lo sei!"
"Sono innamorato di te, razza di idiota!"
Gwaine si fermò e poi sorrise. "Mi ami?"
"Si, penso di averlo sempre fatto." Ammise Merlin, prima di scuotere la testa e dire. "Ma è pericoloso essere coinvolto con me, non... Ho la magia."
Gwaine, sorridendo, si avvicinò all'amico.
"Gwaine, dovresti mentire a tutti i tuoi amici, commetteresti tradimento verso Arthur e Camelot. Per non parlare che sarei costantemente in pericolo e potresti rischiare la tua vita, stando con me."
Gwaine aveva raggiunto Merlin, sorridendo.
"Zitto."
Poi, lo tirò verso di sé per un bacio.
Adesso sono a casa. Pensò Gwaine, sentendo il dolore sparire e rimanere solo un grande e travolgente amore per il suo amico.
Anzi, per il suo fidanzato.
Angolo autrice
Prima oneshot, su Merlin.
Alla prossima
By rowhiteblack
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