Capitolo 3 *
Quando mi sveglio una sensazione d'inquietudine mi attanaglia lo stomaco ma cerco di ignorarla e inizio a prepararmi per poi indossare una felpa oversize grigia, i leggings neri e le converse nere per poi prendere lo zaino ed uscire dalla casa, fortunatamente vuota. Inizio a guardarmi intorno per fare mente locale, ma ogni sforzo è vano, quando mi sto per arrendere sento due mani posarsi sui miei occhi <<Indovina chi sono?>> Mi chiede Daniele e io ridacchio per il suo tentativo di camuffare la voce <<Daniele?>> Dico togliendo le sue mani dai miei occhi e voltandomi verso di lui <<No, la persona che ti eviterà di perderti>> Dice con finta superiorità e io non posso fare altro che ridere <<Oh, molto gentile da parte tua aiutare una povera donzella in difficoltà>> Dico posando una mano sul petto e facendo aumentare la nostra risata, iniziamo a camminare verso la scuola e arrivata davanti all'ingresso tre ragazze si piazzano davanti a noi. La prima è bionda, con dei boccoli che le arrivavano a metà schiena, occhi di un colore a metà tra il verde e l'azzurro, un pò bassa e abbastanza magra, la seconda ha i capelli castani, della stessa lunghezza dell'altra ma lisci, gli occhi castani, è di qualche centimetro più bassa della bionda e ha un fisico diverso, probabilmente frutto della palestra mentre la terza ha i capelli rosso violaceo mossi e fisicamente è esattamente come la bionda ...sono molto familiari <<Io sono Ginevra mentre loro sono Virginia-indica prima la castana e dopo la rossa-e *Grecya>> Dice la prima tendendomi una mano che io stringo mentre le osservo meglio <<Io sono Giulia>> Dico e poi mi ricordo, loro sono nella mia stessa classe <<Scusa se non ci siamo presentate ieri ma la ricreazione è stata occupata dal rospo rosa e poi, alla fine delle lezioni, sei praticamente scappata via>> Dice Virginia e io annuisco <<Non fa niente ra...>> Vengo interrotta dal suono della campanella e tutti e quattro ci camminiamo nell'edificio, appena ci sediamo una donna austera piuttosto anziana, con i capelli grigi raccolti in una crocchia alta e degli occhiali a mezza luna entra nell'aula <<Io sono la vostra nuova insegnante di Latino>> Dice per poi girare tra i banchi e distribuire un piccolo libro e in quel momento il mio cuore smise di battere...fa che non sia la traccia di un compito a sorpresa, ti prego. Non sono una schiappa in Latino ma, con quel libro, potrebbe essere una traccia impegnativa e il mio cervello è ancora tra le coperte. Le mie preghiere furono accolte e infatti il libro, che si rivelò essere una raccolta di poemi, doveva essere letto e riassunto <<No...cosa ho fatto di male per meritarmi questo? Cosa?!>> Si lamenta Daniele e io cerco di nascondere una risata <<Quanto la fai lunga per tre riassunti>> Dico e lui mi rivolge un'occhiata assassina <<Sono tantissimi. E vist...>> Il suo tono minaccioso viene interrotto da una voce severa <<Gradirei che la mia lezione venisse seguita>> Dice la profesoressa suscitando qualche risatina da parte di qualcuno <<Scusi professoressa>> Diciamo in coro per poi prestare attenzione alla lezione. Le restanti ore passano velocemente e, alla fine delle lezioni, saluto le tre ragazze per poi iniziare a camminare verso casa mia insieme al castano <<Come faccio? Sono tre riassunti per domani!>> Ripete per la milionesima volta e io sbuffo <<Se lo ripeti un'altra volta ti uccido>> Lo minaccio e lui za le mani importante segno di resa <<Se vuoi ti posso aiutare io>> Aggiungo e i suoi occhi si accendono <<Davvero lo faresti?>> Esclama entusiasta con un sorriso a trentadue denti che coinvolge pure me e mi limito ad annuire <<Oggi pomeriggio?>> Chiede e io alzo un sopracciglio...davvero crede che saprei arrivarci? <<No, non sapresti arrivarci...e se vieni ora?>> Chiede e mi stringo nelle spalle <<Se non disturbo, tanto sono a casa da sola>> Dico e lui annuisce iniziando a correre e lasciandomi confusa poi inizio a correre pure io e lo raggiungo quasi subito. Quando ci fermiamo davanti a noi c'è una casa bellissima di due piani con un meraviglioso giardino che la circonda in cui vengo letteralmente trascinata dentro. É magnifica sia fuori che dentro infatti i mobili scuri vengono risaltati dalle pareti chiare e dalla luce che entra dalle enormi finestre <<Mi casa es tu casa>> Dice allargando le braccia in un gesto teatrale e io sono ancora incantata dalla bellezza di questa casa per accorgermi della presenza di una donna molto giovane che ci guarda con un sorriso stampato in volto <<Ciao io sono Francesca,la mamma di Daniele>> Dice la signora mentre poso il mio zaino accanto a quello del ragazzo <<Tu sei una sua amica?>> Aggiunge senza lasciarmi il tempo di dire niente <<Si...piacere signora sono Giulia>> Mi presento timidamente <<Chiamami Francesca e puoi darmi del tu, sennò mi sento vecchia. Comunque, è pronto quindi andatevi a lavare le mani...Giulia spero che ti piacciano le lasagne>> Parla a raffica e una piccola risata lascia le mie labbra ma viene coperta da quella di Daniele che fino ad ora è stato zitto <<Certo>> Mi limito a dire e daniele mi fa cenno con la testa di seguirlo e così faccio, dopo esserci lavati le mani andiamo in cucina dove c'è un tavolo circolare apparecchiato per tre e una teglia di lasagne fumanti. Dopo mangiato ritorniamo in salone e prendiamo gli zaini per poi uscire i libri e i quaderni di latino e li pogiamo sul lungo tavolo che primeggia nella stanza ed iniziamo a leggerli. Dopo lunghe ore finalmente i tre riassunti sono pronti e guardai l'orario...qua fa buio subito e dovevo sbrigarmi <<Daniele, tra un pò fa buio e io devo ritornare a casa>> Gli dico mentre butto velocemente dentro lo zaino i libri e l'astuccio <<Ti accompagno io se vuoi>> Dice ma io scuoto la testa mettendomi lo zaino in spalla <<Non ti preoccupare, vado da sola. Tanto non devo girare prima a sinistra e poi tutto dritto?>> Chiedo mentre sono già sull'uscio del portone e lui annuisce mentre io gli faccio un cenno della mano e urlo un "Arrivederci Francesca". La sensazione di essere osservata è opprimente e così mi metto a correre e arrivo subito davanti allo chalet, alzo gli occhi per ammirare il cielo notturno e la luna piena cattura il mio sguardo <<Con la luna piena ci sono i lupi, o meglio, i licantropi o lupi mannari>> Mormoro tra me e me e mi metto a ridere tanto è sciocco quello che ho detto, abbasso di nuovo lo sguardo e un piccolo bagliore tra gli alberi dietro lo chalet attira la mia attenzione. Il mio buonsenso dice di ignorarlo e di entrare a casa ma un'altra parte di me dice di andare lì, qualunque cosa sia e questa parte è troppo grande, mi avvicino lentamente...come se fossi ipnotizata, arrivata lì vedo che il bagliore sono due occhi. Il proprietario degli occhi fa un passo avanti e riesco a vedere la possente figura di un lupo color ambra dagli occhi cioccolato, le uniche sensazioni che popolano il mio corpo sono la felicità e la sicurezza...la paura non so nemmeno cosa sia ora. Mi avvicino fino ad averlo a qualche centimetro di distanza e allungo la mano verso il suo muso, spinta da un impulso proveniente da qualche parte sconosciuta di me, lui si appoggia al mio palmo ed inizio ad accarezzarne il soffice manto finché la sensazione che mi attanaglia lo stomaco da stamattina si fa più forte e...
*Grecya si legge Gresia
Spazio autrice
Ciao a tutte
Lo so mi volete uccidere (qualcuno domani a scuola lo potrebbe fare ma spero vivamente di no) scusate se vi ho lasciato un pò di suspense ma ci voleva proprio comunque state tranquille che domani aggiorno. Ditemi cosa ve ne pare nei commenti oppure mettete mi piace
A presto
CAPITOLOMODIFICATO
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