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Leo

Amber era un ragazzo di 15 anni, figlio di Ecate, molto simpatico, ma a volte misterioso.
Già a quell'età era una sorta di alchimista: molto saggio e bravo nelle pozioni, riusciva a trasformarsi in molte cose, ed era anche abbastanza bravo in battaglia (non me ne intendo molto, ma so di tanti alchimisti che raggiungevano questo livello solo dopo anni e anni di studio).

Arrivati all'Arena disse: -finalmente sei arrivato Leo! Alla fine l'hai trovato quel segugio?
-Si, aveva cominciato ad attaccare i mortali... non mi piace quando attaccano i mortali.-.

Intanto Ben, un ragazzo abbastanza corpulento, figlio di Apollo, con seri problemi di gestione della rabbia, che si divertiva a innescare battaglie insieme alla sua banda, aveva afferrato il suo arco e stava incoccando una freccia: -Hey, Leo, para questa!-.Feci appena in tempo a spostarmi di lato che la freccia si conficcò nel muro dove un attimo prima ero io (non so perché lo abbia fatto, ma molto probabilmente si era rovesciato il caffè addosso e adesso se la prendeva con il primo che capitava).

Amber disse: -Ora ci divertiamo!- ed estrasse la sua arma, costruita ovviamente dal sottoscritto: era un falcetto di bronzo celeste, lungo circa 20 cm, rinforzato, utile sia per raccogliere erbe e bacche, si pa per decapitare mostri.
Julie prese il suo arco.

Io mi misi il cappuccio, che subito si trasformò in un elmo e mi fece comparire delle placche sul petto, sulle spalle e il mio bracciale da guerra si trasformò in uno scudo: il tutto ovviamente in Damasco (2) di Bronzo Celeste e Oro Imperiale. Per il resto del corpo non avevo problemi perché mi ero costruito un paio di felpe, magliette e pantaloni all'interno dei nanotubi anch'essi in Damasco. Il che li rendeva a prova di bomba.
Feci scattare il coltello dal multiuso che diventò spada: un Damasco diecimila strati che tagliava più di un rasoio (mio padre è davvero bravo con i metalli). -Ora si che sono pronto!- dissi.

Julie tirò una leva e sull'arena si formarono delle trincee, dei muretti , degli alberi e una bandiera per lato: come la Caccia alla Bandiera, solo improvvisata.

Eravamo cinque contro tre ma c'è la potevamo fare comunque.

Amber si trasformò in un albero, e quando gli passò vicino uno della banda di Ben lo mise k.o. con un ramo sulla fronte. Julie con delle frecce spuntate dritte in testa ne mise k.o. altri due.
Io corsi verso la bandiera rossa (quella avversaria) ma mi si parò davanti un ragazzone enorme, probabilmente figlio di Ares, che cercò di disarmarmi con un colpo ma io lo anticipai, gli diedi una falciata sullo stinco e cadde per terra dolorante.

Presi la bandiera e corsi verso quella della mia squadra ma mi si parò davanti Ben che mi scoccò una freccia, ma io la deviai con la spada, allora lui, visto che era troppo vicino per l'arco estrasse la sua spada, -non hai speranze- disse, e cominciammo il duello: lui era un po' più veloce di me.

A un certo punto mi tirò una stoccata sullo stomaco che sarebbe stata quasi fatale se la nuova armatura non avesse fatto il suo lavoro, -Tiè- gli dissi.
Con qualche colpo riuscii a disarmarlo e puntargli la spada alla gola: -questa volta ho vinto io- feci, corsi alla mia scuadra è feci punto. -L'ho presa!!!- gridai, e a Ben: -La prossima volta scegli più saggiamente il tuo obbiettivo-. Mentre ci allontanavamo dissi ad Amber -Una pianta? Non sapevo che potessi farlo!-, lui -ho ancora qualche asso nella manica che non conosci- e Julie -pff... maschi!-.

Quella sera, dopo cena andammo a parlare in un salottino: una stanza tonda con due divani, un tavolino, una poltrona, un caminetto acceso, un minibar con quello che volevi dentro, le luci soffuse, un bel silenzio, e uno schermo per vedere vari posti del mondo: il Campo Mezzosangue, il Campo Giove, la Waystation... insomma, avete capito.

-Le cose stanno peggiorando- dissi, e spiegai ad Amber quello di cui avevamo parlato John, Julie ed io a colazione.

-Io dico di andare a vedere con i nostri occhi!- disse allora lui.

-Era la mia stessa idea- disse Julie

-Ci sto anch'io- aggiunsi.

-Allora è deciso,- concluse Julie -partiremo domattina all'alba-.

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(2) :
Il Damasco è una lavorazione del metallo in cui viene ripiegato più volte

S.A.
Finalmente pubblico, scusate i capitoli corti e non so se riuscirò ad aggiornare con regolarità... ma se vi piace commentate please...
Saluti, qui Leo 🦁🔥 ciauu e grazie di aver letto!

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