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Sette: Circuit Gilles Villeneuve

Montréal, Canada

Max Verstappen era davvero un tipo strano. Non che Michael avesse dubbi al riguardo, ovvio, ma stando più a contatto con lui durante quel weekend s'era reso conto che quel ragazzo si comportava davvero in modo bizzarro. Forse era soltanto il weekend di gara che lo rendeva così, scontroso come un Pitbull rabbioso (o meglio, un toro scatenato, per prenderla un po' sul ridere) ma contraddistinto da una certa malinconia che lo faceva imbronciare di tanto in tanto. Probabilmente sentiva nostalgia di casa, o forse era semplicemente il suo modo di comportarsi; Michael avrebbe voluto chiedere a Daniel - l'unico che conosceva l'olandese meglio di chiunque altro - sapendo che lui gli avrebbe spiegato il comportamento strano di Max alla perfezione, ma l'australiano dal sorriso smagliante quel giorno era letteralmente introvabile. Era assurdo, visto che Daniel sembrava essere in ogni luogo ad ogni momento, solitamente. Il Gran Premio di Canada faceva comportare tutti in modo strano, a quanto pare.

E a proposito di comportamenti strani, quello di Luke non accennava a normalizzarsi. Dopo aver appianato la situazione in alto mare con Valtteri e aver cercato di crearsi una cricca tutta francese - esperimento un po' fallimentare, visto che Esteban Ocon e Pierre Gasly erano come cane e gatto - e aver cominciato a trattare tutti in modo più umano, adesso aveva cominciato a complimentarsi con lui per le prestazioni in pista e a non insultarlo più, qualcosa di davvero assurdo e che da Luke Hemmings non ti aspetteresti affatto.

Forse gli eventi di Baku - le voci sul suo presunto attacco di panico erano praticamente diventate un coro - gli avevano fatto rendere conto che stare da solo e comportarsi in modo scorbutico con gli altri non l'avrebbe portato da nessuna parte sul piano umano, e quindi gli avevano fatto prendere la decisione di essere più umano, oppure quella era una delle solite strategie alla Luke Hemmings: comportarsi in modo carino per poi rifilarti una coltellata nella schiena era, a quanto pare, la sua specialità. Ma Michael non poteva saperlo, visto che con lui Luke s'era sempre comportato come uno stronzo.

«Secondo te sono una cattiva persona?».

Così perso nei suoi pensieri Michael non s'era accorto della persona che gli stava accanto, così, non appena questa aprì bocca, lui sobbalzò spaventato, facendo scoppiare a ridere chi gli aveva posto quella domanda - ovvero, Max Verstappen, che l'aveva sfortunatamente raggiunto. Stava cercando di scappare da lui da quando gli aveva urlato contro, mezz'ora prima, per una lattina di Red Bull che Michael gli aveva rubato. Pensava non se la prendesse così tanto, ma aveva ovviamente sottovalutato Max.

«Eh? No», sbottò Michael, ottenendo un'occhiata densa di malinconia da parte dell'olandese. Sembrava così triste che Michael cominciò di nuovo a chiedersi cosa avesse.

«Non lo pensi sul serio», borbottò Max, sospirando, «Sono una persona di merda ed è per questo che tutti mi odiano».

Michael alzò gli occhi al cielo. Non riusciva a capire per quale motivo Max si stesse confidando con lui, non erano amici e anzi, Michael pensava non fossero neanche conoscenti dato che s'erano parlati giusto una volta in croce. Forse era il fatto che Daniel fosse sparito quel giorno. «Max, non so perché tu stia dicendo queste cose, ma non credo proprio che qualcuno ti odi qui. Certo, forse qualche fan può avere un certo tipo di risentimento nei tuoi confronti», borbottò, ridacchiando leggermente, «Ma non credo che qui nel Paddock qualcuno ti odi. E pure se lo fanno, sicuramente sei meno odiato di Luke - quel primato è suo».

Max ridacchiò prima di tornare cupo. E Michael non voleva ammetterlo, ma vederlo triste gli dava un certo senso di malinconia. «Qualcuno che mi odia c'è, invece. E credo che continuerà ad odiarmi per sempre perché con lei ho sbagliato tutto».

Michael alzò un sopracciglio. «C'entra una ragazza, quindi?», chiese, sorridendo mesto quando Max annuì. Aveva una luce innamorata negli occhi, ancora velati da una certa tristezza, che lo rendeva davvero tenero. Quasi non dimostrava la sua età.

«Lei è... Dio, la cosa più bella della mia vita. Non la conosco da tanto, forse da un anno, eppure è come se la conoscessi da una vita», spiegò Max, arrossendo veemente, «La amo come non ho mai amato nessuno - so che adesso mi dirai che sono esagerato, perché sono giovane e probabilmente è giusto una cotta ma... io sento di amare Valerie più della mia stessa vita in questo momento della mia vita».

Michael ridacchiò, scuotendo la testa. «No, non penso che tu sia esagerato, anzi, è bello amare qualcuno così tanto. Io non ho mai provato una cosa del genere, quindi non posso neanche giudicare», borbottò, facendo alzare un sopracciglio a Max.

«Non sei mai stato innamorato di qualcuno?».

Michael osservò Max confuso, chiedendosi per quale motivo gli avesse appena chiesto una cosa del genere. E va bene, ci stava, era pertinente alla loro conversazione, ma Michael non si sarebbe mai sognato di dire cose tanto personali a Max Verstappen - aveva considerato assurdo addirittura parlare con lui, prima di quel momento...

Ma era anche vero che Max gli aveva appena confessato cose che probabilmente non gli avrebbe detto mai in altre circostanze, quindi glielo doveva. «Onestamente, no. Ho avuto cotte, ovviamente, ma non mi sono mai innamorato di nessuno in vita mia», spiegò, facendo annuire Max.

«E che mi dici di Luke Hemmings? Sembri alquanto preso da lui».

Michael sputò il sorso di Red Bull che aveva appena preso, colpendo in pieno un meccanico Williams che ovviamente lo prese a parolacce prima di andare via. Ancora sconvolto e con la bibita che colava ai lati della sua bocca si voltò verso Max, che adesso lo fissava preoccupato. «Okay, forse quella cosa non avrei dovuto dirla».

«No che non avresti dovuto! Ma ti sembrano cose da chiedere, Max?!», sbottò Michael, asciugandosi la bocca con il braccio. Si sentiva improvvisamente nervoso e come se fosse stato febbricitante, sensazione data dalle parole di Max e anche dalla Red Bull, che gli aveva sempre fatto un effetto davvero brutto. Forse avrebbe fatto meglio a lasciarla a Max, magari avrebbe anche evitato quella conversazione così assurda.

«Scusa, ma parli sempre di lui e poi sei sempre così agitato ogni volta che gli passi accanto! Era lecito chiedere», si giustificò l'olandese, alzando le mani in segno di resa.

Michael si passò una mano in faccia. «Prima di tutto, non è vero che parlo sempre di lui. Secondo, chi ti ha detto che mi agito quando gli passo accanto? Semmai mi viene voglia di prendere a pugni la sua faccia di cazzo, l'agitazione mi sembra esagerata!», sbottò, improvvisamente troppo nervoso. Quella conversazione stava prendendo una piega sempre più assurda - così assurda che Michael si fece l'appunto di non parlare mai più con i ragazzi di Red Bull Racing. Probabilmente erano così schizzati per colpa di quell'energy drink del diavolo - il che avrebbe spiegato perfettamente il perenne buonumore di Daniel, sempre così sorridente (almeno per quanto ne sapesse Michael, il che era molto poco in realtà).

Max sorrise malizioso. «Tu non puoi rendertene conto, amico, ma io e Daniel ci abbiamo fatto caso dal primo momento in cui siete stati nello stesso posto a distanza di pochi centimetri», borbottò Max, «Ti comporti come una scolaretta alla prima cotta! E poi, okay, forse non parli mai di lui, ma perché allora lo infili in discorsi che non c'entrano? Prima per rassicurarmi hai messo in mezzo lui, non era proprio necessario».

«Era per rassicurarti sul fatto che non saresti la persona più odiata nel Paddock, di certo non stavo mettendo in mezzo Luke perché ho una cotta per lui!».

«Ma ci sono tantissime persone che si contendono il primato di persona più odiata del Paddock, di certo lui non è solo», mugugnò Max, abbassando la voce mentre notava Luke avanzare verso di loro - e insomma, parli del diavolo e spuntano le corna, «Dai, ammettilo che qualcosa per lui la provi. Mi faresti felice».

«Per lui provo solo rabbia e repulsione», sbottò Michael a denti stretti, «E mi dispiace, ma farti felice non è proprio la mia priorità. Forse dovresti concentrarti sulle persone che potrebbero farlo sul serio, come Valerie».

E sì, era un colpo basso menzionare la ragazza di Max con cui lui aveva litigato, e Michael se ne pentì subito, ma era l'unica cosa che poteva fare per chiudere quella conversazione imbarazzante che virava su fantomatici sentimenti che non ruotavano verso l'odio e il disgusto per Luke. Michael non riusciva neanche a pensare ad una realtà alternativa in cui lui provava cose positive per Luke, quando in realtà non appena lo vedeva desiderava soltanto di prenderlo a schiaffi per strappargli via quel sorriso di sfida che teneva stampato in faccia. Per uno come Luke non si potevano provare sentimenti che non fossero negativi, insomma, almeno per Michael era così.

Max si rabbuiò. «Tori e Daniel stanno provando a convincerla a darmi un'altra possibilità visto che io non ci riesco - beh, in realtà parlarle in questo momento mi farebbe frignare come un deficiente», spiegò, sospirando, «Ti hanno mai detto che sei proprio bravo a cambiare discorso, Michael Clifford?».

Michael rise. «È la mia specialità», borbottò, sentendo il suo sorriso morire non appena Max cominciò ad allontanarsi da lui, «Aspetta! Dove stai andando?!».

Max si voltò verso di lui rivolgendogli un sorriso malizioso. Luke ormai era vicinissimo, e pareva avesse proprio l'intenzione di avvicinarsi a Michael che già stava cominciando ad andare nel panico. Max corse via lasciando i due da soli - il Paddock s'era magicamente svuotato e Michael, a parte Luke e quel traditore di Max che adesso era quasi un puntino lontano, non vedeva nessun altro.

«Ti sei messo a fare beneficienza passando il tuo tempo con i bambini bisognosi? Ti fa onore, Secondo Posto», chiese Luke, ridendo delle sue parole mentre rubava la lattina di Red Bull dalla mano tremante di Michael.

Il moro lo lasciò fare, ma soltanto perché era troppo scosso persino per pensare di bere quell'intruglio malefico che ormai era diventato pure brodaglia. Alzò gli occhi al cielo mentre Luke lo affiancava. «Sicuramente Max Verstappen è più simpatico di te - il che è tutto dire, Campione».

Luke si finse offeso. «Dio, allora mi sa che devo proprio affinare le mie capacità di rapportarmi agli altri, mi sa che sono un po' arrugginito».

«Diciamo che più che arrugginito sei praticamente in decomposizione sotto quell'aspetto», borbottò Michael, ottenendo un'occhiata incuriosita, «Dovresti soltanto provare a toglierti quel palo che hai ben piantato nel culo secondo me. E magari scendere da questo piedistallo che ti sei costruito da solo e smetterla di crederti sempre migliore degli altri».

«Ma io sono migliore degli altri, i numeri lo dimostrano», borbottò Luke, facendo alzare gli occhi al cielo a Michael, «Michael, sul serio, non mi sto vantando. È il mio primo anno in Formula Uno e guarda un po', finora ho vinto tutte le gare! Sono decisamente il favorito alla vittoria del mondiale e il migliore sulla griglia al momento».

Michael si passò una mano in faccia. «Siamo alla settima gara, Luke, e ne mancano altre quattordici. Non darti già per vincitore, è ancora presto per dirlo».

Luke sorrise malizioso. «E infatti, non sono io a dirlo. O almeno, non sono solo io - ma questo non è importante. Parliamo di questo apparente palo che ho ben piantato nel culo, che ne dici? Mi piace che tu abbia menzionato il mio culo, è una delle cose che preferisco di me».

«Forse perché somiglia un po' alla tua faccia», sibilò Michael sottovoce, ottenendo un'occhiata sconvolta. Fortunatamente Luke non ribatté, quel giorno Michael non aveva proprio voglia di parlare con lui. Le prove libere erano state estenuanti e sapere che tra poche ore sarebbero scesi di nuovo in pista per le qualifiche non faceva altro che togliere ulteriore energia a Michael; litigare con Luke, poi, gli avrebbe soltanto condizionato l'umore e doveva essere concentrato al massimo se voleva piazzarsi bene o addirittura lottare per la Pole. «E a me non interessa il tuo culo. Beh, a dirla tutta a me non interessi tu nella tua interezza».

Luke sorrise in modo fin troppo strano, così strano che Michael si chiese cosa prendesse anche a lui. Qualcuno doveva aver messo qualcosa nell'acqua, era l'unica spiegazione plausibile. «Capisco i nostri dissapori, Clifford, e magari il fatto che non sono proprio il tuo tipo - so che hai avuto una piccola cotta per Carlos Sainz, e devo ammettere di essere un tantino sorpreso dalla cosa - ma quando ti ritrovi un culo bello come il mio davanti devi ammettere che è scolpito a regola d'arte. Michelangelo non avrebbe saputo fare di meglio».

Michael alzò un sopracciglio mentre decideva di ignorare la cosa che Luke aveva detto su Carlos (prendendoci in pieno, poi. Chissà come lo sapeva). Quella era decisamente una cosa da rimuovere. «Wow, mi sorprende che tu sappia chi sia Michelangelo. Non ti facevo un amante dell'arte».

«Beh, tra una vittoria e l'altra ho il tempo per apprezzare tante cose, come l'arte e le belle donne - e anche i begli uomini, in realtà, ma tu questo lo sai - ormai passo più tempo in Italia che a casa mia, nei periodi di vacanza. Tu sei mai stato in Italia?».

Quella giornata era decisamente la più assurda che Michael avesse mai vissuto. Prima le confessioni azzardate con Max Verstappen e adesso una conversazione civile con Luke Hemmings, cosa che Michael non aveva mai avuto prima d'ora - e dire che lui e Luke si conoscevano da praticamente una vita. Tra l'altro, Michael ormai sapeva benissimo del fatto che Luke fosse bisessuale, ma sentirlo parlarne così, come se stesse parlando del più e del meno e soprattutto con una persona amica, era ancora scioccante per certi versi. «Ci ho praticamente vissuto, quando ero piccolo. Infatti parlo italiano perfettamente - più o meno».

Luke rise. «Devi insegnarmelo. Magari così posso flirtare con qualche ragazza italiana mostrandole le prodezze della mia lingua - ma aspetta, quello posso farlo anche senza parlare italiano... beh, in realtà senza parlare e basta».

«Ma devi sempre dire qualcosa di inappropriato?», sbottò Michael, ancora sconvolto da quel "devi insegnarmelo". Certo, forse Luke scherzava, ma il modo in cui l'aveva detto dava da pensare. Chissà cosa stava tramando, poi, comportandosi in quel modo.

«Andiamo, è divertente quando lo faccio! Valtteri ride sempre, e riuscire a far ridere i finlandesi non è cosa da poco - ma penso che tu lo sappia visto che hai Iceman in squadra», sbottò il biondo, tirandosi indietro i capelli abbastanza lunghi per legarli con un elastico che teneva al polso. E diamine, Michael non voleva ammetterlo, ma il modo in cui il corpo di Luke si tendeva per fare una cosa tanto banale era quasi eccitante. E poi lui aveva un debole per quelli con i capelli lunghi, e gli erano sempre piaciuti i biondi con gli occhi azzurri - qualità a cui Luke rispondeva eccome, essendo poi anche un ragazzo davvero bello.

Ma non ci avrebbe pensato, ovviamente. Non poteva essere attratto da Luke, per quanto effettivamente attraente lui fosse. Certo, magari poteva soffermarsi a guardarlo senza l'odio negli occhi, ma non sarebbe andato più avanti di così. Non poteva permetterselo.

***

Teresa's driver of the day: Max Verstappen, Aston Martin Red Bull Racing 🇳🇱🇦🇹


[A/N] Oggi devo obbligatoriamente postare prima della gara, altrimenti stasera dovrei postare tardissimo AHAHAHAHAH

Il capitolo di oggi è dedicato al pilota più controverso che io conosca (solo perché non ho nessuna conoscenza del passato, lo ammetto), Max Verstappen di cui stranamente mi diverto a scrivere🤔 ho un'opinione un po' contrastante su Max, credo che abbia davvero tanto potenziale ma che lo sprechi decisamente - e sono anche convinta che in Red Bull sia troppo 'coccolato', ma lasciamo questi discorsi ad un'altra volta 😂

Parliamo della cosa importante, ora: Michael e Luke stanno iniziando a legare! E Michael sta pure iniziando a trovare Luke attraente, ma questi sono dettagli 😏😏 quanto andrà avanti l'idillio, secondo voi? Può durare o finirà subito? Il mondiale è ancora caldo, può succedere di tutto😂

Alla prossima gara!💘💘 (sono così contenta che la prossima sia in Europa madonna)

Ps: avete predizioni per la gara? O preferite non parlarne per scaramanzia? 😂😂

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