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Due: Barhain International Circuit


Sakhir, Barhain


«Hey amico, sei stato forte la scorsa settimana!».

Michael sobbalzò spaventato, quasi facendo finire la sua bottiglietta d'acqua per terra; l'impatto con il terreno fu però evitato dalla persona che l'aveva chiamato poco prima, Daniel Ricciardo, che prese la bottiglia al volo e la passò a Michael, ancora troppo sconvolto per dire qualcosa. Quando finalmente riuscì a recuperare le facoltà mentali per spiccicare parola, poi, l'unica cosa che riuscì a dire fu «Hey, grazie. Mi hai spaventato».

E sì, le interazioni sociali non facevano proprio per Michael: lui era più un tipo che se ne stava in disparte e non parlava con nessuno a meno che non fosse strettamente richiesto. Da quando aveva cominciato a correre in Formula Uno, per esempio, il massimo delle persone con cui aveva parlato erano i suoi meccanici, la squadra Ferrari e il Team Principal, Maurizio Arrivabene; tra i piloti, invece, aveva parlato soltanto con Kimi, se non si contavano uno sfottò di Luke alla fine della gara in Australia e le congratulazioni di Max Verstappen, che gli era sembrato quasi arrabbiato mentre parlava con lui – forse era semplicemente incazzato perché non era riuscito a mettersi in testa al novellino. Ad ogni modo sperava che fosse incazzato con Luke e non con lui – aveva bisogno di più persone dalla sua parte.

In sostanza, comunque, Michael non aveva parlato proprio con nessuno, e sperava che le cose restassero così a lungo; non aveva previsto, però, questo improvviso arrivo di Daniel Ricciardo alle sue spalle, pronto a dargli corda. Doveva aspettarselo.

«Figurati, hai fatto miracoli su quella pista. Mi dispiace non avertelo detto prima, ti ho cercato alla festa dopo la gara ma non c'eri», rispose Daniel, appoggiandosi con la spalla destra contro il muro.

A Michael sprofondò il cuore nello stomaco quando si rese conto che quella conversazione sarebbe andata per le lunghe; già non sapeva più che dire e aveva paura che la conversazione sarebbe consistita in Daniel che parlava e lui che rispondeva a monosillabi. Gli metteva più ansia parlare con qualcuno che guidare durante una gara, e questo era tutto dire. «Beh... ero stanco morto, dopo la gara volevo solo mettermi a letto e morire», commentò lui, facendo scoppiare a ridere Daniel. Michael si sentì subito rincuorato dalla sua risata.

«Oh, capisco la sensazione. Dopo una rimonta del genere non si hanno le forze neanche per respirare», borbottò Daniel, «È un peccato però, la mia ragazza avrebbe voluto conoscerti – le piaci un sacco. Certo, finché io non le faccio ricordare chi comanda infilando la testa tra-».

«Oddio, Daniel, non voglio saperlo!», esclamò Michael, coprendosi le orecchie, «Comunque puoi stare tranquillo, le ragazze non mi piacciono».

La naturalezza con cui aveva detto quelle parole quasi lo stupì. Per anni gli avevano detto di nascondere il suo orientamento sessuale, di non farne parola né alla stampa né ai piloti né a chiunque altro gli fosse intorno, ma più gli anni passavano più si era reso conto di quanto oppresso si sentisse. Così aveva fatto outing a ventidue anni, diventando il primo pilota gay nella storia del motorsport – e adesso anche nella storia della Formula Uno. Ciononostante, non ne parlava molto, un po' per paura di essere giudicato – ed era capitato fin troppo spesso – un po' perché il suo orientamento sessuale non era affare di nessuno e soprattutto non condizionava il suo talento. Averlo detto a Daniel in modo così casuale, quasi come se stesse parlando del tempo o delle condizioni della pista, era quasi una conquista per lui. E la reazione assolutamente indifferente di Daniel era un sollievo.

«Oh, anche se ti piacessero le ragazze non avrei nessun motivo per preoccuparmi. Tori ha perso la testa per me quasi quanto io l'ho persa per lei, lo vedo sempre nei suoi occhi», commentò Daniel, sorridendo leggermente alla menzione della sua ragazza, «E poi, Luke Hemmings ci ha provato con lei venendo rifiutato, quindi posso ritenermi abbastanza fiducioso. Insomma, io non sono niente male, ma quell'Hemmings è proprio un dono del signore. Peccato che abbia un carattere plasmato da Satana in persona».

Michael aguzzò le orecchie a quelle parole. Forse aveva finalmente trovato chi come lui vedeva Luke per ciò che era, ovvero per un diavolo con la faccia d'angelo?

«Oh, finalmente qualcuno la pensa come me!», esclamò, quasi spaventando Daniel, «Io odio quel ragazzo. È il diavolo in persona e nessuno se ne accorge! Ma finalmente tu l'hai fatto, Daniel, tu hai visto la realtà delle cose!».

Daniel scoppiò a ridere. «Beh, non ci vuole un genio per capire che Luke non è esattamente simpatico», borbottò, facendo annuire Michael energicamente, «E così lo odi, eh? Avevo letto di voi due una volta... una delle rivalità più accese dell'ultimo decennio».

«Sì, una cosa del genere. Il più delle volte siamo io e lui che ci insultiamo, però. È una cosa che parte da fuori ma che continua dentro – per la gioia dei media», aggiunse Michael, ottenendo un'occhiata scettica, «Perché mi guardi in questo modo così strano?».

«Senti... non dovrei dirtelo. Ma l'altra volta, parlando con Max, beh... lui mi ha detto che ha notato molta chimica fra di voi», borbottò Daniel, guardandosi intorno cauto, «E per notarlo Max, che praticamente non nota neanche cos'ha ad un palmo dal naso, credo sia tutto dire».

Michael si ritrovò a scuotere la testa veemente. Il solo pensiero, la mera ipotesi che tra lui e Luke ci fosse chimica quasi lo faceva vomitare. Senza contare il fatto che si odiassero da una vita, poi, quei due erano fin troppo diversi, due rette parallele destinate a non incrociarsi mai – almeno da quel punto di vista. Non che Michael ci pensasse, ovvio. «Max si sbaglia. Io e Luke avere chimica... ci sono più probabilità che la terra prenda a girare al contrario!», sbottò, improvvisamente nervoso. Aveva ragione a pensare che quella conversazione sarebbe stata un fiasco, ma per fortuna non era colpa sua. Se Daniel non avesse tirato in ballo Luke, magari...

«Hey, calmo, era solo un'ipotesi! Se vuoi saperlo, anch'io credo che Max si sbagli – è giovane, vede amore dappertutto, o almeno così credo. Poi è un po' scemo, ma sorvoliamo, okay?», cercò di appianare la situazione Daniel, facendo ridacchiare Michael, «Comunque adesso non vorrei dirti neanche questo, ma visto che siamo in tema... la mia ragazza va pazza per voi due».

Michael alzò un sopracciglio. «Le piace anche Luke?».

Daniel scosse la testa. «Macché, ti pare che ad una ferrarista possa piacere un pilota Mercedes? Tori va pazza per voi due insieme come coppia!», esclamò, facendo impallidire Michael, «È convinta che fra di voi ci sia un amore segreto – lo so che sembra un'assurdità, però lei dà di matto ogni volta che siete nello stesso raggio d'azione».

«Ma... ma è pazza! Io e Luke non potremmo mai essere niente. E lui è pure etero!», protestò Michael, ancora pallido in volto. Gli ci sarebbero volute ore per riprendersi.

Daniel scoppiò a ridere. «Questo non lo sai, però. Che ne sai, magari gli piacciono tutti».

«Sì, ma di sicuro non gli piaccio io. E meno male!».

***

«Ehilà, guarda un po' chi si vede! Secondo Posto, non pensavo fossi un tipo da feste».

Michael alzò gli occhi al cielo, buttando giù il resto del suo Scotch and Soda prima di voltarsi per fronteggiare Luke – aveva bisogno di molto più alcool in corpo per sopportarlo, ma si sarebbe fatto bastare quello che aveva già ingerito. Il biondo quella sera era raggiante, forte delle sue due vittorie consecutive; stava dimostrando di meritare davvero il posto in Formula Uno al contrario di Michael, che nonostante le continue rassicurazioni da parte dei meccanici non riusciva a togliersi dalla testa il fatto di essere una schiappa in confronto al suo avversario, ormai dato favoritissimo nonostante fossero soltanto alla seconda gara del mondiale.

«Sono stato costretto da Stoffel. Non sono mica come te, le feste non fanno per me», borbottò in risposta, roteando gli occhi quando Luke scoppiò a ridere.

«E fai anche amicizia! Notevole, Secondo Posto, notevole», lo prese in giro, prendendo un sorso del suo whiskey, «Ti è piaciuto mangiare la mia polvere anche stavolta?».

«Beh, io almeno faccio amicizia, invece di farmi nemici», sbottò Michael, sorridendo sornione, «Come va la convivenza con Valtteri? Ah, e so che Max Verstappen ha minacciato di tirarti un pugno in faccia l'altra sera. Sei molto popolare nel Paddock», aggiunse, facendo alzare gli occhi al cielo a Luke.

«Quel moccioso non ha idea di con chi ha a che fare», sbottò il biondo, passandosi una mano fra i capelli, «Ma ad ogni modo, io non sono qui per farmi amici, ma per vincere. Non siamo mica in villeggiatura! Tu continua a divertirti con i tuoi amichetti, io ho ben altro a cui pensare. Se poi mi odiano tutti, è soltanto invidia», continuò, suonando poco convinto a Michael. Sembrava, più che altro, che lo dicesse giusto per autoconvincersi che a lui non importava, che nessuno doveva essergli d'intralcio alla vittoria del mondiale.

Ma Michael sapeva benissimo che quelle erano soltanto parole al vento a cui neanche Luke credeva sul serio. Una delle cose che si sentivano di più, nel loro lavoro, era proprio la solitudine – non importava quante persone ci fossero attorno a te, potevi sentirti solo in un bagno di folla ed era anche normale, considerato che passavano la vita a viaggiare attorno al mondo e avessero poco tempo per le persone care. Persino Kimi, che aveva anni di esperienza, aveva raccontato a Michael di sentire la mancanza della moglie e dei bambini, ogni tanto, non importava quanto dovesse concentrarsi sulla gara. L'unico modo per sopravvivere a quella giungla era avere qualcuno con cui parlare ogni tanto, e Michael era sicuro che Luke non avesse nessuno su cui contare.

Ma ovviamente, non gli avrebbe mostrato un briciolo di compassione. Perché avrebbe dovuto? Loro due si odiavano, non gli andava di porgere l'altra guancia a qualcuno che gliel'avrebbe con tutte le probabilità schiaffeggiata. «Certo, solo invidia. Se proprio vuoi metterla così», commentò, «Piuttosto, com'è che Max vuole picchiarti? Lo capisco, certo, anch'io ti darei un pugno sul naso ogni tanto...».

Luke scosse la testa. «A quanto pare ha una ragazza e io non lo sapevo, quindi ci ho provato con lei e lui ovviamente si è incazzato», spiegò, facendo scoppiare a ridere Michael, «Avrebbe potuto prenderla come Daniel, a ridere, ma no! Mi ha assalito senza motivo urlando come una scimmia in preda all'isteria».

«Senza motivo? Ci hai provato con la sua ragazza, cretino! Non tutti possono reagire come Daniel Ricciardo, anzi, a volte credo che neanche Daniel Ricciardo possa reagire come Daniel Ricciardo», borbottò Michael, facendo ridere Luke, «Ma d'altronde io che ne capisco, non ho questi problemi», commentò senza pensarci, facendo alzare un sopracciglio al biondo.

«Allora le voci sono vere. Sei gay», rifletté, finendo il suo drink.

Michael lo fissò scettico. «Ho fatto outing anni fa. Non sono voci. Ma vivi su Marte, per caso?», lo prese in giro, ottenendo un'alzata di spalle.

«Quando passi la vita con la testa sepolta tra le gambe di modelle molto sexy certe cose ti sfuggono», rispose Luke, facendo un occhiolino a Michael, «Anche se non sono proprio del tutto onesto. Molte volte erano modelli molto sexy... ma fa finta che questo non te l'abbia detto, okay? ora devo andare, ho finito gli insulti della giornata e questa conversazione mi sembra troppo normale. Ci vediamo quando avrò qualcosa di cattivo da dirti», finì il suo discorso, dando una pacca sulla schiena a Michael prima di allontanarsi, lasciando il moro praticamente sconvolto a fissare il vuoto. Luke Hemmings gli aveva appena detto di essere bisessuale o se l'era sognato?

***

Teresa's driver of the day: Daniel Ricciardo, Aston Martin Red Bull Racing 🇦🇺🇦🇹


[A/N] avevo detto che avrei postato alle 20:30, sì, ma la gara mi ha messo così tanta ansia addosso che dovevo postare adesso. E poi lo ammetto, la prendo come un'occasione per guardare la gif sopra a ripetizione😂❤

Quindi, siamo alla seconda gara della stagione, Luke ha vinto la sua seconda consecutiva, e ha fatto una grande rivelazione a Michael😱 Luke bisessuale è una mia ossessione, non so se si noti ahahah - comunque, prossimamente Luke darà sfogo alla sua puttanaggine, colpendo più di un personaggio in questa storia ahahaha alla prossima gara! ❤

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