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Capitolo 2 - Vorresti essere mio amico?

"Dannazione." pensò dolorante Riku mentre si massaggiava piano il fianco destro. Gli faceva davvero male; l'ultimo colpo era stato sicuramente il più forte tra quelli che aveva ricevuto, forse anche più forte dei pugni mirati al suo naso, ora coperto da una garza umida. Sprofondò tra i morbidi cuscini del divano sul quale era seduto e chiuse gli occhi, liberando i suoi pensieri
"Che razza di serata... E pensare che volevo solo ritornare a casa per leggere il terzo volume di "Yami no Matsuei*", sdraiato a letto strafogandomi di gelato e biscotti..."

Il ragazzo si riscosse dai suoi pensieri quando sentì i passi di Sora farsi più vicini e vide la figura di quest'ultimo spuntare dalla cucina, tenendo due tazze di tè in mano e una borsa del ghiaccio sottobraccio. Come aveva potuto notare in strada, non era un ragazzo molto alto, né robusto, ma il suo corpo non pareva fragile. Aveva dei grandi occhi bruni e i capelli del medesimo colore, che gli ricadevano sulla fronte in una disordinata frangia. Erano un po' mossi, e i ciuffi che gli si arricciavano ai lati del viso gli conferivano un'aria sbarazzina e leggermente infantile; il piccolo naso all'insù e la sua bocca perennemente stirata in un sorriso vivace lo facevano sembrare una persona gentile.

Aveva un viso simpatico, ecco tutto.

-"Il colpo di coda del drago che muore."- sentenziò Sora sorridendo tranquillo -"Deve fare molto male, vero?"- gli chiese avvicinandosi al divano, porgendo a Riku una delle due tazze e la borsa del ghiaccio.

-"Eh?"-

-"Non hai mai sentito un detto del genere? Mio padre mi diceva sempre che l'ultimo colpo è sempre quello più potente, e così è stato, no?"- Rise un poco indicando il fianco del ragazzo, ma si bloccò subito piegando il busto in avanti per attenuare il dolore alla pancia. Riku lo guardò preoccupato e gli porse la borsa fredda: il castano era messo peggio di lui.

-"Neanche tu stai bene, e inoltre sei tu quello che è stato colpito per ultimo. Per favore, siediti e prendi il ghiaccio, ne hai bisogno più di me. Se mi dici dove tieni le garze e il disinfettante ti medico io le ferite... Ah, e per le tazze non preoccuparti, le laverò dopo che"-

-"No! Assolutamente no! Sei mio ospite, non voglio assolutamente che ti sforzi!"- Sora aveva alzato di scatto la testa e ora lo guardava serio -"Per favore..."- il castano aveva notato che l'altro era rimasto sconcertato dalla sua reazione perciò sfoggiò uno dei suoi soliti sorrisi per tranquillizzarlo -"Tu rilassati e riposati, al resto ci penso io, va bene?"-

Riku abbassò il capo e il padrone di casa lo prese come un segno d'assenso.

"Chi tace acconsente, no?" pensò il ragazzo, portando la tazza di tè alla bocca e riuscendo, finalmente, a calmarsi.

Sospirò lievemente per poi posare lo sguardo sul ragazzo di fianco a lui. Doveva avere all'incirca la stessa età di Sora, se non addirittura di più, e probabilmente aveva pensato che non dovesse avere più di quindici anni. Naturale, vista la sua statura. Aveva dei corti capelli neri che ricadevano mollemente su di un lato, andandogli a coprire parzialmente l'occhio e l'orecchio sinistro. I suoi occhi erano di un bel color caffè che tendeva quasi al rosso. Erano ipnotici e seducenti, come quelli di un vampiro. Il naso di Riku, si disse Sora, era il naso più dritto che avesse mai visto, e si univa alla perfezione con le sue labbra rosse e sottili, che in quel momento cercavano disperatamente di non scottarsi con il liquido dentro alla tazza. Aveva un'aspetto tranquillo e gentile, anche se un po' distaccato.

-"Hey... Uhm... Sora?"-

L' oggetto dei suoi pensieri lo fece ridestare dallo stato di trance nel quale era caduto.

-"Si?"- rispose leggermente intontito, riprendendo a sorridere.

-"Dimmi una cosa... Perché ti sei messo in mezzo?"

-"Quando?"-

-"Nel pestaggio, intendo."-

-"Eh? Non avrei dovuto?"-

Riku cominciava seriamente a irritarsi. Era stupido o cosa?

-"Certo che no! Potevi benissimo far finta di niente, almeno non ti saresti ferito! E se proprio volevi intervenire avresti potuto farlo dopo che quei tipi avrebbero finito di picchiarmi!"- sbottò.

-"Grazie, anche tu sei gentile, se era questo ciò che volevi dirmi." Sora si era fatto serio e Riku lo fissava incredulo: quanto diavolo era bipolare? Il ragazzo castano prese le tazze vuote e si diresse verso la cucina; prima di sparire nuovamente dentro di essa però, si fermò davanti alla porta, dando le spalle al suo ospite.

-" Inoltre, che razza di persona starebbe a guardare un proprio amico mentre viene picchiato?"-

Il corvino ci mise qualche minuto a metabolizzare le parole di Sora, il tempo che servì a quest'ultimo per sciacquare le due stoviglie e ritornare a sedersi affianco a Riku.

-"Cosa intendi dire?"- chiese il ragazzo.

Sora lo guardò divertito e sognante, portandosi una mano al mento, cercando di ricordare cosa avesse detto prima o se avesse fatto qualcosa di insolito, ma non gli veniva in mente nulla. Riku continuava a guardarlo con degli occhi pieni di confusione mista ad un leggero imbarazzo, per via della naturalezza e dell'ingenuità del suo interlocutore. Non sembrava nemmeno giapponese da come si comportava.

-"Ah, già! Prima non ho avuto il tempo di chiedertelo, perciò lo faccio adesso"- ma sembrava essere tornato l'idiota sorridente di prima.

Il padrone di casa avvicinò pericolosamente il proprio viso a quello del suo ospite, che intanto stava arrossendo dall'imbarazzo, gli prese entrambe le mani, e con lo sguardo più deciso che Riku avesse mai visto, gli chiese:

-"Vorresti essere mio amico?"-

~
*Anche io vorrei leggere il terzo volume di Yami no Matsuei ;-;

Coooomunque, grazie per essere arrivata/o fin qui *^* fammi sapere cosa ne pensi ^-^ mi farebbe tanto piacere!
Ci vediamo al prossimo capitolo!

-Len

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