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Capitolo 24 -Draco-

Il via vai dei ballerini dietro le quinte, unito al vociare degli spettatori, creava in me una sorta di strana inquietudine, alla quale non ero affatto abituato. Mi sentivo come se stesse per accadere qualcosa di brutto da un momento all'altro ed io non fossi minimamente preparato a sopportarne la gravità. Temevo, però, che la mia agitazione non fosse dovuta propriamente al saggio finale, bensì a tutta la piega che la mia vita stava prendendo.
In quelle ultime settimane avevo scoperto un sacco di cose, soprattutto sul conto di Blaise, che mi avevano portato via il sonno, e che Harry ancora non conosceva. Sospirai e mi dissi che quello non era il momento e neppure il posto per pensare a quel genere di cose. ''Agitato?'' Quella che ricordai essere Ludmilla, la figlia della professoressa Morgan, mi guardò con i suoi occhioni da ragazzina e io accennai a farle un sorriso. ''Abbastanza... Stavi cercando tua madre?'' Le chiesi cercando di spostare l'attenzione fuori da me stesso. Lei scosse la testa, prima di guardarsi intorno, circospetta.
''In realtà sto cercando di evitarla...'' Mormorò mezza impaurita. Ridacchiai.
Indossava una tuta nera del tutto anonima e stava sorseggiando un cappuccino da un grande bicchiere di carta. ''Bhe, allora dovresti allontanarti da qui dietro, lei è in giro.'' Le dissi abbassando la voce, come se le stessi confessando un segreto che doveva assolutamente rimanere tra noi. La vidi sbarrare un attimo gli occhi, in preda al panico, poi tornò a rilassarsi.
''Senti, Draco... Io avrei bisogno di parlarti.'' Fece dopo qualche secondo, balbettando e mantenendo con forza il bicchiere tra le mani. Aggrottai le sopracciglia. ''Parlarmi?''
Feci confuso. Lei annuì. ''Ci sono delle cose che dovresti sapere su...''
''Ludmilla!'' La voce della Morgan interruppe le parole della figlia, che rabbrividì sentendola arrivare. ''Stavi di nuovo importunando questo povero ragazzo.'' La rimproverò, alzando la voce con lei come se io non fossi stato presente.
''Mi stava soltanto tenendo al corrente della situazione qui fuori...'' Feci indicando fuori dai tendoni abbassati delle quinte. La professoressa Morgan mi rivolse un'occhiataccia. ''La prego di rimanere fuori da questa questione. Dovrebbe concentrarsi sulla sua esibizione.'' Disse acidamente.
Ludmilla teneva gli occhi bassi, fissi sul pavimento, la Morgan, invece, continuava ad alternare lo sguardo tra lei e me. Stetti per chiederle quale fosse il problema, ma il mio nome echeggiò nel corridoio e dovetti desistere. ''Buona fortuna.'' Si limitò a dire Ludmilla, mentre mi allontanavo.

"Draco! Sei stato bravissimo."
Harry mi corse incontro, ed io lo abbracciai con trasporto, anche se sapevo che la cosa lo imbarazzava, dato che ci trovavamo in mezzo alla folla. Mi porse un mazzo di rose bianche e io sorrisi onorato.
Il saggio era finito da qualche minuto ed io ero già passato dal camerino a prendere il mio borsone per andare via. "Tesoro, sei stato davvero stupendo." Si intromise mia madre, costringendo il mio ragazzo a fare un passo indietro, per permetterle di congratularsi con me, seguita da Minerva. Ringraziai le due donne e le esortai ad uscire dal teatro, una mano, però, mi tenne fermo al mio posto. "Ehi Draco!" Mi voltai irritato.
Tom sorrideva gentile nella mia direzione, sembrava quasi imbarazzato. Tenni a bada la mia confusione verso il suo atteggiamento e mi limitai a guardarlo.
"Non preoccuparti, vengo in pace. Volevo congratularmi con te. Sei stato bravissimo come al solito." Disse sincero. Aggrottai le sopracciglia.
Harry, cauto, si avvicinò a noi.
"Ehilà Harry." Salutò il più grande, per poi scoppiare a ridere, quando vide le nostre facce perplesse.
"È così strano che io sia simpatico con voi?" Chiese, poi si fece serio.
"Non ho avuto occasione di chiedervi scusa per quello che io e Ginny vi abbiamo fatto passare." Disse rivolgendosi soprattutto ad Harry, che annuì ancora un po' scioccato dalla situazione. "Bhe adesso devo andare, le ho promesso che saremmo andati a festeggiare." Ci salutò con un sorriso e sparì tra le persone, senza nemmeno darmi occasione di commentare la sua esibizione con qualche parola di circostanza.
Io ed Harry ci guardammo per un attimo, poi scoppiammo a ridere. "Ginny?" Chiesi poi.
"È la sorella di Ron. A quanto pare aveva una cotta per me e ha aiutato Tom a farci litigare... Acqua passata, al momento hanno una storia." Mormorò con nonchalance e io mi ritrovai a chiedermi perché fossi all'oscuro di tutta quella situazione.
"Siamo stati così presi da cose più importanti che queste cose mi sono passate di mente." Continuò Harry tranquillo, rispondendo alla mia tacita domanda.
"Ragazzi! Andiamo!" Gridò mia madre alzando le mani al cielo ed agitandole animatamente in modo da essere visibile da me e il mio ragazzo. Minerva al suo fianco sembrava un po' imbarazzata dal suo modo di fare, ma rimaneva in silenzio, con un sorriso divertito sulla faccia.
Le raggiungemmo in fretta ed insieme uscimmo dal teatro, salimmo sulla mia auto e ci avviammo verso casa mia e di Harry. Avevo promesso a mia madre che saremmo usciti fuori a cena, ma prima avevo bisogno di una doccia e di vestirmi in modo decente.
In macchina chiacchierammo del più e del meno, la maggior parte della conversazione stava ruotando intorno ad Harry e alla sua ammissione alla Juilliard, e lui era così imbarazzato da essere diventato rosso come un pomodoro. Ridacchiai e frenai le due donne dal loro interrogatorio, con un rimprovero che fece arrossire ancora di più il mio ragazzo, che però, poi mi rivolse un sorriso di gratitudine.
"Mamma, oggi limitati a fare l'ospite. La casa è pulita e tu sei vestita troppo bene per poter intraprendere una missione di pulizia nella mia cucina." Dissi divertito quando salimmo le scale di casa ed entrammo nell'appartamento. Lasciai il borsone a terra e subito Harry lo prese per non lasciare cose in giro. La mamma stava borbottando qualche cosa nella direzione di Minerva che al contrario la stava calmando con parole tranquille. Sorrisi lasciandole discutere in salotto. "Harry, ci metto cinque minuti." Dissi poi, trascinando il mio ragazzo dietro la parete del bagno e baciandolo con foga.
"Così ce ne metterai dieci..." Mi rimproverò con il fiato corto, la mia mano si unì alla sua e i nostri anelli tintinnarono. "Mentre ballavo era come se ti sentissi al mio fianco." Ammisi con un sorriso. Harry si limitò a fissarmi come incantato.
Azione che portò ad un'altra serie di baci, che fui costretto ad interrompere, quando Harry mi fece rendere conto del nostro ritardo. Sbuffai. Lui era già perfetto nel suo smoking nero laccato e scarpe eleganti. Anche se adesso la sua giacca era un po' spiegazzata, glielo feci notare e lui cominciò a balbettare alcuni rimproveri, in imbarazzo.
"Cosa direbbero Narcissa e Minerva se adesso mi vedessero uscire così!!" Disse a bassa voce, come se il suo fosse soltanto un appunto personale. "Harry, lo sanno che stiamo insieme, non è che ci dobbiamo nascondere." Risi, ma lui non sembrava pensarla come me. Lo cacciai quindi dal bagno per il gusto di farlo e mi chiusi a chiave. "Bastardo." Sbottò il ragazzo a bassa voce, in modo che riuscissi a sentire solo io.
Aprii l'acqua della doccia e fischiettai.
Quando uscii, esattamente sette minuti dopo, Harry se ne stava seduto sul nostro letto, con un foglietto spiegazzato tra le mani. Entrai nella stanza e chiusi la porta dietro di me, gridando alle due ospiti che ci avrei messo poco tempo a finire.
"Ludmilla?" La voce di Harry era interrogativa, mentre si alzava e si avvicinava a me con aria severa. Aggrottai le sopracciglia. "È la figlia della Morgan, la conosci?" Chiesi tranquillo, cercando nell'armadio il mio completo elegante.
"No. Ma ho trovato questo nel tuo borsone." Disse porgendomi il foglio di carta che fino a poco prima aveva tenuto in mano. Lo presi e lo stesi per bene, leggendo le parole che vi erano scritte sopra.

Ponte di Brooklyn.
12 Giugno ore 16:30
Ti aspetto.
-Ludmilla.

Alternai lo sguardo tra il pezzo di carta e il mio ragazzo.
"Oggi mi ha preso in disparte dietro le quinte e mi ha detto che aveva delle cose da dirmi, poi è arrivata sua madre e non ha detto più nulla. Penso sia qualcosa che lei non vuole che io sappia..." Ragionai. Harry continuava a rimanere confuso.
"Harry, è una ragazzina, mi ricordo che una volta la Morgan disse che aveva dodici anni..." Gli spiegai in modo che la sua preoccupazione si placasse.
"Una ragazzina di dodici anni vuole incontrarti sul ponte di Brooklyn..."
Fece alzando un sopracciglio, ironico.
"Incontrarci, vorrai dire. Io non vado da nessuna parte senza di te." Dissi sicuro. A quel punto Harry si allontanò da me gesticolando come un bambino preso con le mani nelle caramelle.
"Nonono perché dovrei venire anche io?!" Gridò a bassa voce.
"Harry. So che sei curioso e io non voglio andarci da solo, quindi smettila." Borbottai. Lui mise sù un broncio del tutto finto e poi mi lasciò in camera da solo, andandosene offeso in salotto.
Alzai gli occhi al cielo.

"Finalmente è finita!"
Harry entrò in macchina esultando felice. Ron si sedette sui sedili dietro e si lasciò andare ad in sospiro felice, accasciandosi su di essi.
"Draco." Fece salutandomi. Io ricambiai con un cenno della testa e baciai sulle labbra Harry, che cominciò a borbottare cose in imbarazzo.
"Penso che mi mancherà questa scuola." Disse il rosso, affacciandosi verso di noi e spegnendo le proteste sussurrate di Harry, che si aprì in un sorriso. "Ronald, mancano ancora gli esami. Lasciati questa frase per quando sarà finita davvero." Lo rimproverò dolcemente ed io sentii una fitta di gelosia prendermi lo stomaco. Era così naturale quando parlava con il suo migliore amico.
Così sicuro, limpido.
"Dai Harry, non dirmi che non sei nemmeno un po' felice. Siamo appena sopravvissuti all'ultimo giorno di liceo." Continuò il pel di carota. Harry stette per un attimo in silenzio, poi si voltò verso Ron e sorrise raggiante.
"Okay, sono felicissimo. Aspetto questo giorno da tantissimo tempo. Ti rendi conto? Ce l'abbiamo fatta!" Cominciò a sclerare. Mi fermai al semaforo e lo guardai. Non lo avevo mai visto così sprizzante e allo stesso tempo pazzo. Ron lo faceva davvero uscire dal guscio. Harry si spense e arretrò fino a toccare con la spalla lo sportello del suo lato. "Scusa, mi sono fatto prendere dall'euforia del momento." Disse nella mia direzione. Scossi la testa divertito. "E perché tu scusi?" Chiesi allora.
Lui alzò le spalle.
"Avevi una faccia pensierosa, quindi pensavo ti stesse dando fastidio..." Mormorò.
"Avevo una faccia pensierosa perché riflettevo su quanto poco ti concedi questi momenti quando sei con me." Ammisi ripartendo quando il semaforo lo permise. Harry rimase senza parole. Ron al contrario stava assistendo al nostro scambio di battute con aria da fangirl.
Alzai gli occhi al cielo e feci finta di nulla. "Dove ti lasciamo, carotina?" Chiesi troncando il suo sorriso sognante con una punta di soddisfazione. Lasciai che Harry mi guardasse male e aspettai che il suo migliore amico mi rispondesse. "Posso scendere anche qui, Draco. Grazie mille per il passaggio." Disse il rosso, con un sorriso.
"Harry poi ci sentiamo." Fece poi in direzione del suo amico, prima di scendere dall'auto e permettermi di ripartire.
Restammo in silenzio per tutto il resto del viaggio. Erano le due e mezza e avevamo deciso che per quel giorno avremmo mangiato qualcosa al volo per poi dirigerci verso il ponte di Brooklyn, luogo dell'appuntamento con Ludmilla. Fosse stato per me, avrei buttato subito quel biglietto e non ci avrei pensato più, ma il comportamento assunto dalla Morgan quando si era trattato di allontanare la figlia da me, mi era parso troppo sospetto per lasciar correre.
La prima volta non ci avevo fatto caso, credevo che la mia professoressa fosse preoccupata solo del fastidio arrecato dalla figlia nei confronti di un suo studente...
La sera del saggio mi ero ricreduto.
Era come se la Morgan stesse tentando di allontanarci, come se la nostra presenza nella stessa stanza la inquietasse e spaventasse allo stesso tempo. Parcheggiammo in un posto abbastanza isolato e passeggiammo per le vie assolate della metropoli. Harry si guardava intorno, con la meraviglia che caratterizza l'innocenza. Sorrideva ai bambini per la strada e si fermava ad ammirare ogni vetrina, da quelle delle gioiellerie a quelle delle pasticcerie.
"Draco." Harry richiamò la mia attenzione. Avevamo preso un gelato in una gelateria poco lontana dalla strada principale e ci eravamo fermati in un punto indefinito del ponte, dove si poteva ammirare il fiume sotto di noi.
"Perché non hai voluto accettare un lavoro in una compagnia?" Chiese a bruciapelo. Non mi aspettavo una domanda del genere da lui. Sospettavo che avesse capito qualcosa, ma non pensavo me lo avrebbe chiesto...
"Chi ti dice che io abbia rifiutato? Potrebbero non avermi fatto alcuna proposta..." Dissi guardando il fiume davanti a me.
Harry aveva ragione, mi erano state offerte molte opportunità e un paio di lavori in due diverse compagnie, ma io non avevo accettato nessuna di queste.
"Stiamo parlando di te, Draco. Sei un ballerino eccezionale... e poi ho visto che sei voluto andare via in fretta e furia la sera del saggio quindi ho pensato che non volessi avere nulla a che fare con queste cose..."
Tendevo a dimenticare che Harry faceva parte del mio stesso ambiente. Lui sapeva che il momento dopo il saggio era quello in cui gli esponenti delle agenzie avevano l'opportunità di offrire lavoro ai ballerini più dotati, ed io ero scappato via. Letteralmente.
"Mi hanno offerto due lavori." Ammisi con un sospiro. Harry sbarrò gli occhi entusiasta e sorpreso dalla mia rivelazione, ma io troncai la sua gioia in un attimo. "Ma come hai giustamente pensato, io ho rifiutato."
"Ma perché?"
"Harry, stiamo parlando di compagnie teatrali che viaggiano per mesi e mesi in giro per l'America..."
"Ti prego dimmi che non hai rifiutato per me..." Supplicò, ormai i nostri gelati si stavano sciogliendo, eppure nessuno dei due pareva farci caso.
"Non l'ho fatto per te."
"Sei un vecchio bugiardo. Stai rinunciando all'occasione della tua vita, Draco. Hai passato gli ultimi anni a studiare e a faticare, e adesso rinunci perché ti senti in dovere di badare a me?" Gridò, lasciando cadere il suo gelato a terra. Qualcuno si voltò nella nostra direzione.
"Non sto rinunciando a nulla. Non farla così pesante. Non ho detto che adesso smetterò di ballare e chiuderò questo sogno in un cassetto, buttando via la chiave."
"Cazzo, sì. È proprio quello che stai facendo se hai deciso di non accettare un lavoro."
Fece esasperato. Sbuffai buttando il resto del mio cono in un cestino lì vicino.
"Sei troppo piccolo per capire. Non si tratta di mandare all'aria qualcosa, si tratta di prendere delle scelte. Ed io ho scelto. Ho scelto di rimanere con la persona che amo, perché ho capito che è questo il mio sogno più grande."
Harry aveva le lacrime agli occhi.
"Continuerò a ballare, e lo farò rimanendo al tuo fianco."
"Draco!" Ludmilla ci corse incontro facendo ondeggiare la gonna del suo vestitino a fiori e Harry si asciugò in fretta le lacrime con il dorso della mano.
"Lui è..." Mormorò la ragazzina prendendo fiato, mentre indicava il mio ragazzo. Presi quest'ultimo per la maglietta e lo avvicinai a me, abbracciandolo. "Lui è Harry. Il mio fidanzato." Sorrisi innocentemente.
"Davvero? Oddio che bello! Sono felicissima per te!" Urlacchiò Ludmilla saltellando felice. Harry si rilassò al mio fianco. Sapevo che fino a quel momento aveva pensato che Ludmilla potesse essere una potenziale minaccia e adesso aveva la prova che non lo era affatto.
"Possiamo andare in un posto tranquillo?" Chiese poi, facendosi seria in un attimo. Annuii.
Finimmo per entrare in un bar e ordinare un succo alla pesca alla ragazzina che mi ringraziò felice, sedendoci poi ad uno dei tavolini messi all'interno. Proprio sotto ad un condizionatore.
"Allora, Ludmilla. Di cosa mi devi parlare?" Chiesi dopo qualche minuto. La ragazza giocherellò indecisa con il suo bicchiere di vetro, poi mi guardò triste. "Io ho scoperto una cosa tempo fa. Una cosa che mia madre teneva nascosta e..." Si fermò, respirando.
"Io sono figlia di Lucius Malfoy..."

Tan tan taaaaaaaaaaaaaaaaan

Colpi di scena...
Cosa ne pensate? Fatemelo sapere lasciando un commento qui sotto e/o accendendo la stellina. Alla prossima.

Domandina del giorno:
Preferite il succo alla pesca o il gelato? 🍦
-io ovviamente il gelato :)-

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