Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Capitolo 18 -Harry-

"Forse dovremmo ordinare una pizza o qualcosa del genere, in casa non c'è niente." Affermai girando la chiave nella toppa ed entrando in casa, seguito dal mio migliore amico che subito buttò il suo zaino nell'ingresso e tolse la felpa che teneva legata in vita, lanciandola sul pavimento.
Lo guardai contrariato dal suo comportamento strafottente nei confronti del pavimento di casa, ma tutto ciò che ottenni in risposta fu un'alzata di spalle. Presi quindi gli averi del rosso e li trasportai in ciò che era rimasto di camera mia, lasciando la felpa sul mio letto e lo zainetto ai piedi dello stesso, per poi fare lo stesso con la mia borsa scolastica. "Harry! Penso non ci sia bisogno della pizza!" Gridò Ron dai piedi delle scale. Aggrottai la fronte confuso e mi affacciai dalla porta della mia camera. Il rosso ricambiò la mia occhiata mostrandomi un paio di buste di plastica piene di roba.
"Dovresti scendere a vedere." Suggerì indicando con la testa la cucina ed entrandoci. Ancora confuso feci come mi era stato detto, saltando i gradini due alla volta e spuntando in cucina pochi istanti dopo.
Il tappeto era pieno di buste uguali a quelle che poco prima mi aveva mostrato il mio migliore amico. Erano tutte piene di cibo.
"Pensavo non avessi niente in casa..." Mi riprese il rosso mangiando con gli occhi una confezione di ali di pollo fritte. Alzai gli occhi al cielo.
"Infatti era così fino a stamattina." Sbottai incredulo. Doveva esserci lo zampino di un certo Malfoy dietro quella faccenda. Per chi mi aveva preso? Per un marmocchio in cerca di aiuto? Voleva farmi avere un debito con lui in modo che avessi l'obbligo di riscattarmi in qualche modo?
Trattenni tutte le imprecazioni che sentivano la necessità di scappare via dalle mie labbra e afferrai il cellulare con rabbia, componendo il numero che oramai sapevo a memoria.
Draco rispose al secondo squillo.
"Cosa cazzo ti è saltato in mente, me lo spieghi? Non ho bisogno della tua carità. E poi chi ti ha dato il permesso di entrare in casa?" Gridai andando avanti e indietro per la stanza, sotto lo sguardo preoccupato e curioso di Ron, che liquidai con un gesto distratto della mano.
"Prima di tutto: calmati; in secondo luogo: non ho minimamente pensato di farti la carità. Pensavo solo che fosse un gesto carino riempirti il frigo dopo che era stato vuoto a causa mia." Disse con sincerità e lo percepii dal suo tono di voce calmo e controllato. "Non posso accettare Draco e tu lo sai." Mormorai incapace di riflettere lucidamente. Sentii il sospiro del biondo dall'altro capo del telefono, e lo immaginai torturarsi i capelli con le mani, mentre manteneva il cellulare tra la spalla e l'orecchio, in equilibrio per non farlo cadere. "Hai deciso di non avere più nulla a che fare con me?" Chiese disperato. Il respiro mi si mozzò all'altezza del petto.
"Non è il momento di parlarne." Feci stizzito, non per la domanda di Draco, piuttosto per Ron che ancora teneva il suo sguardo inquisitorio su di me. Draco stette per dire qualcosa, forse mandarmi a quel paese e chiudere la chiamata, ma non ebbi il piacere di scoprirlo, dato che fui io il primo a rompere di nuovo il silenzio.
"Alle otto a casa mia. Con tutta la roba che hai comprato il minimo che io possa fare è preparare la cena." Sospirai, poi senza aspettare la sua risposta, chiusi la chiamata.
"Draco eh?" Fece il rosso alzando e abbassando le sopracciglia in modo provocatorio. Misi le mani sui fianchi e lo fulminai. "Risparmiami le battutine. So che Ginny ti ha detto tutto." Sbruffai ancora offeso per la scenetta preparata da sua sorella.
"Ginny?" Ronald sembrava realmente sorpreso dal mio mettere in mezzo la Weasley.
"Sì, Ginny. La ragazza con i capelli rossi e il tutù rosa che dice in giro di essere tua sorella." Dissi acido.
"Il soggetto lo avevo capito... ma cosa ha fatto?" Chiese ancora, facendo finta di non aver minimamente sentito il mio tono ironico e le mie provocazioni. "Diciamo che mi ha fatto litigare con un amico." Optai per la mezza verità. Ron sbatté le palpebre come se si fosse appena svegliato da uno strano sogno.
"Questo Draco?" Si informò e capii che non stava cercando di placare la sua curiosità, voleva davvero sapere cosa mi stava succedendo.
Annuii e lui parve mettere al loro posto tutti i pezzi di un puzzle composto nella sua testa e vedere finalmente il disegno finale.
"Ed è lui lo stesso motivo del tuo stato d'animo, non è vero?" Chiese ancora, questa volta i suoi occhi si illuminarono di una strana luce. Annuii nuovamente. "Era questo che brontolava Ginny allora." Disse tra sè e sè. "Non hai appena lasciato intendere che non sapevi nulla?" Alzai un sopracciglio osservandolo piccato, lui si grattò la testa.
"Sono abituato a sentire i suoi scleri su di te e su quanto poco la noti, quindi quando ho sentito i suoi brontolii nei confronti di un ragazzo sconosciuto pensavo che le sue attenzioni si
fossero spostate su qualcun altro, non che stesse cercando un modo per farti troncare i rapporti con lui."
Il mio cervello stava andando in fumo.
"I suoi scleri su di me?"
"Oh sì, Ginny ti viene dietro da tempo immemore coglione." Mi illuminò grattandosi il mento con aria da detective. Sbarrai gli occhi sorpreso.
Come avevo fatto a non rendermene conto? Era per quello che Ginny aveva organizzato quel teatrino? Voleva aprirmi gli occhi su Draco per poterci far litigare e mettere le mani su di me. Infondo non era quello lo stesso motivo che aveva spinto Tom a fare lo stesso? Entrambi avevano sperato di dividerci: Ginny per poter conquistare me, Tom per potersi vendicare e far tornare Draco sulla piazza.
"Oh Gesù." Ero rimasto senza parole e Ron dovette accorgersene mentre cominciava a mettere in ordine gli acquisti di Draco sui vari appoggi che trovava.
"Harry, mia sorella potrà anche essere una stronza approfittatrice, e da come stai, credo proprio che lo sia,  ma l'unico suo scopo è sempre stato quello di essere migliore . Ha sempre fatto di tutto per farsi notare da te, anche se tu non ci hai mai fatto caso. Adesso, quindi, non dico di giustificarla, ma per favore, tieni conto di questa cosa." Mi disse tranquillo. Se non lo avessi conosciuto bene, avrei detto che Ron era più maturo di quanto non lasciasse intendere solitamente. Forse infondo lo era diventato per davvero, nell'ultimo periodo lo avevo visto davvero poco e a dirla tutta mi sembrava essere cresciuto. 
"Non credo che ingannare una persona sia il metodo giusto per conquistarla." Borbottai indeciso se dire o meno tutta la verità al rosso.
Lui scoppiò a ridere.
"Beh, se Ginny ti ha fatto litigare con questo ragazzo per gelosia, deduco che quest'ultimo sia molto più importante di quanto tu faccia trapelare..." Ammise ed ebbi la certezza che quel ragazzo un po' ottuso ed amante del cibo che conoscevo, aveva lasciato il posto ad una versione più spiccata ed intelligente del mio migliore amico.
"Non capisco solo perché tu non me ne abbia parlato prima. Sono o non sono il tuo migliore amico?" Chiese poi con aria offesa, ma allo stesso tempo divertita.

"Sinceramente non trovo che ci sia nulla da raccontare. Ign questo periodo sto capendo poco e niente." Ammisi giocherellando a lanciare e prendere il mio cellulare. Ronald annuì, ma preferì rimanere in silenzio.
Dopo aver mangiato dei panini con maionese, pomodori e insalata, ce ne andammo in camera mia, passando le ore successive a studiare come due disperati. Io avevo bisogno di recuperare alcuni argomenti e alzare i miei voti in vista degli esami finali. Qualsiasi sarebbe stata la mia decisione una volta terminato il ciclo di studi obbligatori, avrei dovuto ottenere dei punti alti per poter sperare in una qualsiasi borsa di studio. "Amico, sono le sette, io devo proprio tornare a casa." Mi avvertì il rosso, quando esaurito gli chiesi l'ennesima spiegazione su un concetto di filosofia. Guardai l'orologio del cellulare, incredulo. Ronald aveva ragione.
"Cazzo. Draco." Mormorai rimettendo tutti i libri nello zaino che poi lasciai cadere sul letto. Ron sorrise nella mia direzione.
"Dovresti preparare la pasta con il tonno stasera. È la tua specialità." Mi consigliò con un occhiolino, scendendo le scale per avviarsi alla porta d'ingresso.
Aprii la porta e sorrisi grato per il suo suggerimento. "Ah e se questo Draco conta così tanto per te, non dovresti lasciartelo scappare." Disse in tono di chi la sapeva lunga. Scossi la testa.
In meno di tre quarti d'ora ero riuscito a preparare tutto quello che mi serviva per la cena. Peccato che non avevo più un tavolo...
Corsi in camera e cacciai dall'armadio un piumone a quadri, trasportandolo con facilità nel salotto, dove lo steso a terra con aria soddisfatta. Un picnic in  casa sarebbe stato un ottimo utilizzo del mio salone vuoto. Apparecchiai a terra come se fosse un tavolo: miei piatti, bicchieri e persino una candela, prima di spegnere tutti i fuochi del piano cottura e catapultarmi in bagno per una doccia veloce. Una volta uscito mi rimaneva un margine di cinque minuti per le otto. Misi quindi un pantalone della tuta blu e una canotta dello stesso colore e riscesi al  piano di sotto, a piedi nudi e con i capelli ancora umidi.
Il campanello suonò proprio mentre scendevo l'ultimo scalino, facendomi raggiungere in fretta la porta.
La visione che mi si parò davanti mi fece battere il cuore all'impazzata e sudare le mani. Draco in tutta la sua bellezza se ne stava appoggiato allo stipite della mia porta con un mazzo di fiori in mano. Non si trattava del solito bouquet di rose rosse che gli amanti spesso si donano. Si trattava, invece, di un mazzo di fiori selvatici, tutti colorati e dalle grandezze diverse. "Ciao." Mormorai in estasi. Il biondo sorrise mesto. Aveva una t-shirt larga dell'hard rock e un jeans chiaro accompagnato da un paio di scarpette da ginnastica. Possibile che quell'uomo assomigliasse ad un dio greco con qualsiasi capo d'abbigliamento? La risposta era decisamente sì.
"Ciao." Mi rispose cauto. Sicuramente si sarebbe aspettato un'accoglienza diversa dal modo in cui lo avevo trattato al telefono. Lo lasciai entrare e presi i fiori con un cenno di ringraziamento, andandoli a piazzare velocemente in camera mia.
Draco mi aspettava davanti al salone, con gli occhi fissi sulla coperta posta al centro della stanza. Mi grattai la nuca in imbarazzo.
"Mi spiace. Niente mobili." Dissi ridacchiando con un'alzata di spalle. Lui sorrise sincero.
"È tutto perfetto. Davvero."
Affermò accennando al mio lavoro. "Posso aiutarti a prendere qualcosa dalla cucina?" Chiese poi, quando il silenzio si era fatto troppo soffocante.  Scossi la testa nervosamente.
"No, siediti pure. Arrivo subito."

La pasta con il tonno riscosse il successo sperato, facendomi ricevere i complimenti di Draco al quale piacque particolarmente. Tra le cose che aveva comprato c'era anche una torta gelato, così ne approfittai e la misi a tavola, tagliandola con golosità.
"Pensavo che i dolci non ti piacessero." Lo sguardo di Draco era luminoso mentre mi guardava, anche se nel fondo dei suoi occhi vedevo una tristezza alla quale non riuscivo a dare un senso. La mia coscienza mi diede una scrollata, forse il biondo stava male proprio come me. In effetti ero stato proprio io ad ammettere di voler troncare la nostra relazione...
Era più che giustificato il suo stato d'animo. Allo stesso tempo sentivo di aver fatto la cosa giusta. Draco aveva comunque tenuta nascosta la faccenda dei suoi genitori, occultandomi la verità per l'ennesima volta, quasi come se fossi troppo piccolo per poter comprendere, e se c'era una cosa che odiavo, era che mi trattassero da bambino.
"Non ho mai detto una cosa del genere. Credo solo siano deleteri per la forma fisica di un ballerino." Affermai deciso mettendo una fetta di torta nel suo piatto, leccandomi le dita laddove la cioccolata le aveva sporcate. Draco rise.
"Astoria ha trovato il modo di annullare le nozze senza rinunciare al mio patrimonio." Annunciò quando la sua risata si spense dopo vari secondi.
Mi bloccai con il mio pezzo di dolce in aria. Gli sembrava il modo ed il momento di darmi una notizia del genere? "C-cosa?" Mormorai con gli occhi spalancati.
"Hai capito. Non mi sposo." Disse piano. Man mano che le parole arrivarono al mio cervello, il mio cuore si fece sempre più leggero.
Sorrisi e preso dall'euforia gattonai fino a lui per abbracciarlo.
Riaverlo così vicino, stretto a me, mi fece rabbrividire dalla gioia.
Avevo dannatamente bisogno di lui, ma...
"Harry io ti amo." Sussurrò al mio orecchio facendomi divincolare ed allontanarmi. "Draco. Sono felice che tu sia riuscito a risolvere la situazione, ma questo non cambia la nostra relazione. Come potrebbe?" Dissi abbassando la voce, quasi sperando che le mie parole non arrivassero alle orecchie del biondo, che però sentì fin troppo bene quello che avevo detto. "Quindi è così. La storia del matrimonio non c'entrava affatto. Tu non vuoi stare con me e hai semplicemente approfittato della situazione." Fece indignato, alzandosi soltanto per allontanarsi un po' più da me. In quel momento vedevo il bivio davanti a me, la scelta che avrei fatto in quel momento mi avrebbe portato a percorrere una di quelle sue strade e non sarei riuscito a tornare più indietro su i miei passi. Come facevo però a iniziare la via giusta se la mia bussola aveva smesso di funzionare.
Un polo magnetico più forte chiamato anche confusione, ne ostacolava il giusto funzionamento.
Mi alzai anche io.
"Sei un coglione. E sai per quale motivo ci troviamo qui? A incolparci l'uno dell'altro di aver sbagliato? Siamo qui perché tu sei coglione...
E lo sono anche io." Dissi battendo il dito indice sul mio petto, facendomi male da solo per la forza che ci stavo mettendo. Gli occhi pizzicavano fastidiosi, ma non avrei pianto. Qualcosa dentro di me mi impediva di farlo ed ero convinto che non fosse l'orgoglio.
"E fammi dire una cosa. Tutta questa relazione è partita da te. Tu mi hai stregato, soggiogato, legato a te in modo che il mio cuore fosse incatenato al tuo con corde d'acciaio. Il tuo amore per me mi ha rovinato, mi fa soffrire ogni giorno e rimpiangere il momento in cui sei entrato a far parte della mia vita, del mio stesso cuore." Mi avvicinai a lui e gli diedi un pugno nello stomaco, lui rimase immobile.
"Mi hai trascinato in un mondo che non era mio, Draco. Ed è per questo che non ti ho mai detto che ti amo con la passione con cui me lo dici tu, in realtà non te l'ho mai detto e basta." Gridai. Il biondo era sconvolto. Dovevo risultargli così strano in quel momento. "Stai dicendo che non mi ami?" Chiese in un sussurro meritandosi un altro pugno, questa volta sulla spalla, proprio accanto al petto. "Sto dicendo che sei per l'ennesima volta un coglione se pensi che io non ti ami solo perché non te l'ho mai detto."
Gridai ancora e le mie guance si imporporarono facendomi andare a fuoco. Stavo morendo di caldo.
"Ma... Tu... Chicago..." Fece sconnesso.
Sbuffai. Che fine aveva fatto l'uomo che mi aveva rapito da casa mia, quello che mi aveva letteralmente stuprato al nostro primo incontro?
"Quello che ho detto. Il mio lasciarti andare, è un atto di puro egoismo. Voglio smettere di vederti adesso, perché se aspettassi un altro po' non riuscirei più a staccarmi da te." Le ultime parole furono un sussurro.
Abbassai lo sguardo e fissai con attenzione le mie scarpe. Stranamente tutto lo slancio che avevo preso per urlargli in faccia tutte quelle verità, mi aveva lasciato a corto di energie.
"E allora non farlo."
Ed eccoci lì, di nuovo al punto di partenza: con i nostri problemi irrisolti dietro l'angolo, troppo presi da noi stessi per raggiungerli razionalmente. Ad ogni difficoltà bastava stare di nuovo insieme per dimenticarci di tutto il resto. Ed era bellissimo toccare i suoi capelli, baciare le sue labbra, perdermi nei suoi occhi, ma il giorno dopo ci saremmo svegliati e ad attenderci ci sarebbero stati di nuovo gli stessi problemi, solo più vicini.
"Tutto questo non ci porterà a nulla." Mormorai tra i nostri baci roventi. Non mi ero nemmeno reso conto di non essere più in salone. Draco buttò il mio zainetto per terra e mi fece distendere sul letto con calma, accarezzandomi e baciandomi con dolcezza e infinita preoccupazione.
"Non mi importa se raggiungeremo il nulla, voglio solo che sia insieme a te."

Ed eccomi di nuovo qui.
Cosa ne pensate di questo ultimo aggiornamento? Se vi è piaciuto fatemelo sapere con un commento e/o accendendo la stellina qui sotto.
Un bacio.

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro