Capitolo 8
La sveglia, alle otto e mezzo, suona improvvisamente e con crudeltà ma questa volta sono felice di alzarmi, non vedevo l'ora di mettermi all'opera per cui mi fiondo subito fuori dal letto.
Dopo essere andata al bagno mi infilo una tuta blu scura con una t-shirt bianca, i calzini e vado in cucina mentre chiudo la lampo della felpa, metto su il caffè e mentre aspetto che salga apro il frigo dando un occhiata a ciò che ho preso ieri prima di lasciare casa dei nonni, non ho comprato molte cose, giusto l'indispensabile per i primi giorni.
Tiro fuori il cartone del latte adocchiando il sugo di noci che ho comprato " Mmm... si, a pranzo mangerò la pasta al sugo di noci "
Richiudo il frigo per poi prendere una tazza ed i cereali, verso una generosa quantità di cereali nella tazza per poi, quasi, ricoprirli con il latte, la macchinetta del caffè mi fa capire che il caffè è pronto così la afferro andando a ricoprire definitivamente i cereali con il liquido scuro.
Faccio colazione con relativa calma anche perché nel frattempo, con un colpo di bacchetta sostituisco il piano dell'isola in cucina con uno piano nuovo in marmo, il parquet, di tutto il piano, inizia a sostituirsi e le pareti iniziano a ritinteggiarsi da sole di bianco.
Apro le finestre in modo tale che la pittura possa asciugarsi più in fretta, mangio un'altra cucchiaiata di cereali, mi appoggio alla ringhiera del terrazzo ed osservo il giardino " Forse forse potevo prendere anche qualche pianta da piantare... Oh bhè, ci penserò poi "
Quando rientro in casa ho finito di mangiare ed infatti infilo la tazza sporca in lavastoviglie. Con un altro colpo di bacchetta lascio che anche le tegole il parquet del terrazzo si sostituiscano e che la pittura da esterno che ho preso inizi a ritinteggiare tutta la struttura della casa.
Accendo la musica dal mio iPhone e lascio che la musica risuoni in tutta la casa in modo casuale. Mi ritrovo a canticchiare felice mentre afferro la borsa, nera, dove ho sistemato tutti i mobili per il salotto, soggiorno, cucina, sala da pranzo ed il giardino.
Afferro uno ad uno tutti i mobili e li posiziono nel punto in cui poi li farò tornare della loro dimensione reale, i miei movimenti sono tutti molto delicati ed attenti perché non vorrei rovinare qualcosa vista la fatica che hanno fatto Albus, James e Teddy a montare tutto.
Nel momento in cui ho finito di sistemare tutto faccio tornare ogni cosa alla sua dimensione naturale così in poco tempo ho sistemato tutti i mobili del piano terra oltre ad aver ritinteggiato tutto.
<< Prima il garage e poi il resto della casa >> mi dico afferrando la borsa beige, dove ci sono tutti i materiali per la ristrutturazione, e quella marrone di pelle, dove ci sono i mobili per creare la dependance.
Guardo l'orologio e sono già le nove ed un quarto.
<< Cavolo, devo sbrigarmi! Ho da fare anche la spesa! >>
Nel garage do una mano di pittura, sia dove parcheggerò la macchina che al piano sopra, dove ci sarà la dependance, sostituisco la moquette con un del parquet (mi piace il parquet, si è capito? ), con un gratta e netta pulisco le finestre e tutti gli infissi ed inizio a posizionare i vari mobili oltre a sostituire i servizi sanitari del bagno, una volta riportati alla loro grandezza naturale i mobili spengo le luci e chiudo a chiave la porta soddisfatta del mio lavoro.
Prima di tornare in casa mi occupo del patio, sostituisco anche qui la pavimentazione e ridipingo anche la ringhiera, poto il prato che c'è di fronte alla mia casa e con un incantesimo di appello posiziono lo zerbino, dove c'è scritto " oh no! Not you again " proprio davanti alla porta di casa, che come ogni volta che lo guardo mi fa ridere.
" Hugo ed i suoi regali... "
Senza perdere altro tempo, con la borsa bordeaux tra le mani, mi avvio al piano di sopra dove inizio a fare esattamente ciò che ho fatto per tutto il resto della casa cioè mettere mobili, imbiancare, cambiare pavimenti, pulire, cambiare i servizi igienico sanitari e mettere in ordine.
Oltre tutto ho sistemato i miei vestiti, le scarpe, borse ed accessori vari ed ho riempito uno degli armadietti del bagno con trucchi e varie altre cose utilissime per noi donne, come creme, oli, sali, ecc.
Quando controllo nuovamente l'orario mi prende un colpo perché è già mezzogiorno ed io devo ancora andare a fare la spesa per cui in fretta mi infilo le scarpe da ginnastica, un cappotto di panno e senza preoccuparmi troppo del mio abbigliamento, con il portafogli e le chiavi di casa prendo la macchina e vado al supermercato, vado ad uno di quelli babbani, il più vicino a casa mia.
La spesa che faccio, per una sola persona, è folle ma il tempo per andare a fare la spesa potrebbe non essere molto ed io non amo andare da sola, è più divertente quando vado in compagnia.
Prendo davvero di tutto e di più di tutti i generi, effettivamente forse finisco per esagerare un po' però mal che vada posso sempre portare qualcosa a nonna Molly che ha sempre un sacco di persone a tavola, sia a pranzo che a cena.
Sulla strada del ritorno decido che mi fa fatica cucinare per cui telefono alla " pizza d'asporto " ordinando una classica pizza margherita con wurstel ed una porzione di patatine fritte, la signorina del call center mi ha detto che nel giro di venti minuti arriverà tutto.
Insomma, ho il tempo di tornare a casa e sistemare la spesa prima che arrivi il mio pranzo, infatti una volta finito di mettere tutto in frigo e nella dispensa, quando sto per uscire nel giardino per fare un incantesimo, in modo tale che si finisse di costruire ciò che manca, il campanello di casa suona ed io, lasciando il retro aperto, corro subito a prendere la pizza e patatine.
Sorridendo al babbano un po' stordito " Effettivamente non è stata un idea brillante chiamarlo. Poverino... " gli do i soldi e controllo che riesca a rimettersi sul motorino e partire senza troppe difficoltà, una volta accertata l'incolumità del babbano rientro in casa chiudendomi la porta alle spalle, il profumo della pizza e delle patatine mi arriva subito al naso accrescendo la mia fame.
In cucina appoggio tutto sul ripiano nuovo e pulito della cucina, sorrido al bambino seduto su uno degli sgabelli di fronte a me, mi giro per prendere il necessario per il pranzo quando...
" Bambino? "
Mi giro e salto all'indietro tirando un urletto davvero poco adatto ad un adulto.
Non è un'allucinazione la mia, c'è davvero un bambino nella mia cucina, ma non un bambino qualunque, il piccolo seduto sul mio sgabello mi sorride tranquillo.
<< Tommy?!? >>
E mentre io sono confusa più che mai, lui è assolutamente tranquillo ed a suo agio, anzi, è attirato dal profumino della pizza e delle patatine infatti le osserva e dopo pochissimi secondi ecco che anche il suo stomaco mi palesa che, evidentemente, non ha ancora pranzato perché la sua pancia rilascia quel verso sempre buffo di quando si ha fame.
Tommy arrossisce abbassando lo sguardo ed io scoppio a ridere facendogli tirare nuovamente su la testa per poi iniziare a ridacchiare anche lui ed è ancora più carino di prima.
Angolo autrice:
Lo so, il capitolo è leggermente più corto dei precedenti :-)
Vorrei ringraziare molto coloro che hanno votato la storia e, chi ha commentato, rosemalfoy934 e Simo1703
Al prossimo capitolo!
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