Capitolo 52
Buongiorno a tutti e... Spero il capitolo vi piacerà e si, scusate per il ritardo, lo so, sono assolutamente irrecuperabile.
Pov. Scorpius
Con un diavolo per capello, a causa di quello che è successo, mi smaterializzo prima a casa per prendere un ricambio e ciò che mi serve per restare a dormire al Manor. Ho deciso che per oggi è meglio rimanere a casa dei miei genitori, sia per Tommy che sarà sicuramente scocco che per me.
Non ho detto niente a papà ma so di non aver bisogno di chiedere il permesso né a lui né a mamma, siamo sempre i benvenuti a villa Malfoy ed io riesco sempre a calmarmi quando sono a casa con loro. È come se tornassi un po' in dietro nel tempo e mi levassero dalle spalle un po' del peso delle responsabilità che mi porto dietro.
Mi affaccio alla cameretta di Tommy e vedo subito che non c'è bisogno che mi metta a prendere le cose anche per mio figlio. Mia madre è una splendida persona ed ha un sacco di pregi ma, di certo, non sa cosa voglia dire la parola ordine.
Un sorriso mi sorge spontaneo mentre mi occupo di richiudere l'armadio ed i cassetti del mio bambino. Raccolgo anche uno dei giochi che è rimasto fuori dalla cesta dei giochi e noto anche la mancanza di alcuni giochi e peluche che Tommy preferisce.
Insomma, mamma è disordinata ma si ricorda sempre di ogni dettaglio. Esco dalla cameretta del mio piccolino, chiudo la porta e scendo in cucina per finire di mettere in ordine ogni cosa perché si, mi piace l'ordine.
Con un colpo di bacchetta guardo un secondo le cose che si muovo per tornare al loro posto prima di avvicinarmi alla finestra. Gli auror sono ancora a casa di Rose ma, per lo meno, hanno rimesso a posto la finestra.
A guardare adesso casa di Rose non si direbbe mai che è finita in ospedale. Esternamente non sono rimaste tracce della colluttazione che è avvenuta in casa sua e, per quanto so che stanno facendo solo il loro lavoro, vorrei tanto che non l'avessero fatto.
Nella mia mente da legale è come se stessero eliminando delle prove. So che è assolutamente sciocco, soprattutto perché è un pensiero del tutto irrazionale ma, vorrei quasi che avessero lasciato tutto com'era anche solo per permettere a Rose di vedere con i suoi occhi i danni che ha causato suo padre, almeno quelli visibili ad occhio.
Smetto di pensare a queste cose visto che, ora come ora, non posso fare assolutamente niente. Posso soltanto tornare da mio figlio e cercare di tranquillizzarlo visto che, sono certo, sarà agitato e spaventato per ciò che ha visto ed è successo a Rose.
Non esco neanche di casa, dopo aver controllato che l'incantesimo di riordinamento fosse ultimato, mi smaterializzo direttamente all'ingresso di villa Malfoy dove vengo accolto subito da diversi singhiozzi provenienti dal salotto.
Ogni genitore riconosce immediatamente il pianto del proprio bambino e, non c'è niente che, riesce ad innervosirmi perché detesto sapere che Tommy sta piangendo e sta male. L'elfo che aiuta i miei genitori in casa e mi ha visto crescere mi appare subito di fronte.
Mi conosce abbastanza bene da sapere che al momento, visto che Tommy sta piangendo, non sono in vena di convenevoli infatti prende il borsone che ho preparato sparendo nuovamente. Prima di sparire mi fa un inchino veloce al quale rispondo con un cenno della testa prima di avviarmi verso il salotto.
Papà è già a casa, sento chiaramente che sta raccontando a mamma le condizioni di Rose e, quando mi vede entrare, dopo che ho attirato l'attenzione di Tommy le spiega bene anche le dinamiche di ciò che è successo.
<< Non piangere Tommy >> glielo dico mentre lo afferro al volo visto che mi è corso subito in contro appena mi ha visto varcare le porte del salotto << Rose sta bene, ha soltanto bisogno di riposarsi per oggi ma, domani mattina, andremo subito a trovarla così potrai vedere con i tuoi occhi che sta davvero bene >> mentre parlo me lo sistemo bene sul fianco iniziando poi ad asciugargli le lacrime << Però, fino ad allora puoi fare l'ometto per me? >>
Tommy tira su con il naso e, di nuovo, parla ripetendomi le stesse due parole << Papà... Rose? >>
Mamma si gira di scatto verso di noi quando sente la voce di Tommy. Si gira talmente tanto in fretta che ho quasi paura le si spezzi il collo. Alzo un attimo lo sguardo verso di lei per farle un sorriso anche se è un po' tirato. Ha lo sguardo tra il commosso e l'allucinato e posso capirne il motivo.
Anche per papà è la prima volta che sente la voce di Tommy ma, a differenza di mamma, è leggermente meno sorpreso. Suppongo che sia per il discorsetto che abbiamo avuto in ospedale, alla fine gli avevo già anticipato che il nipote aveva finalmente parlato dicendo le sue prime parole anche se non nel modo che immaginavo.
<< Rose sta bene. Lo sai, non ti ho mai detto bugie quindi, se ti dico che sta bene è vero, altrimenti non te lo direi >> appello un fazzoletto mentre parlo.
Tommy mi guarda seriamente e tira su un'altra volta con il naso prima di annuire e pulirsi il viso dalle altre lacrime che hanno continuato a scendere dai suoi occhi. Quando riesco ad afferrare il fazzoletto, mi siedo sul divano.
<< Forza, soffia >> lo aiuto a pulirsi il nasino. Non voglio che gli venga una congestione nasale a causa del troppo pianto.
Non devo neanche insistere affinché faccia come voglio visto che, appena gli appoggio il fazzolettino davanti al naso e faccio pressione su una narice inizia subito a soffiare con forza così da liberare il nasino.
<< Bravo il mio bambino. Così >> lo osservo bene, ha tutto il visino arrossato, non solo per tutto l'impegno che ci sta mettendo nel soffiarsi il naso.
Il suo rossore è propriamente dovuto al pianto. Sicuramente avrà pianto per tutto questo tempo in cui sono stato con papà in ospedale.
<< Avrei dovuto restare con te >> mormoro sentendomi subito in colpa.
<< Non dire sciocchezze Scoprius, se tu e Draco non foste andati in ospedale adesso non saresti riuscito a tranquillizzare Tommy perché non avresti saputo le condizioni di Rose >> mi rimprovera subito mamma.
Le lancio un'occhiata di ammonimento, non mi piace quando mi parla così davanti a Tommy e mi piace ancora meno adesso che mi sento in colpa nei confronti di mio figlio. Anche lei risponde alla mia occhiata con una vera e propria occhiataccia.
Tommy neanche si accorge del nostro scambio di sguardi, sbadiglia sonoramente mentre si appoggia completamente a me. È praticamente ora di cena. Ne io ne papà abbiamo pranzato ma siamo adulti.
<< Hai pranzato? >> glielo chiedo piano nella speranza che non si addormenti prima di aver buttato giù qualcosa davanti ai miei occhi.
Tommy si limita a sbadigliare di nuovo ed annuire << Si, ho faticato un po' ma, sono riuscita a fargli mangiare un po' di pasta >> mamma mi risponde con tranquillità.
<< Io ho fame, che ne dici se mangiamo qualcosa prima che ti metta a letto? >> gli chiedo ancora alzandomi in piedi e scuotendolo leggermente.
Anche mamma e papà si muovono verso la sala da pranzo, mamma fa quasi una corsa per arrivare prima di noi ed apparecchiare velocemente dopo aver detto agli elfi di portarci la cena. Evidentemente pensava o sperava che ci saremmo fermati almeno a cena.
Posiziono Tommy sulla sua sedia e lo osservo, mentre cerca di restare sveglio si sistema per bene al suo posto ed aspetta. Anch'io prendo posto, proprio come i miei genitori e la cena viene servita nel giro di pochi secondi.
<< Stavo pensando di rimanere anche per la notte, Tommy è troppo stanco ed io non me la sento di smeterializzarlo in queste condizioni >>
<< Fai bene figliolo, anche noi saremmo più tranquilli se vi fermaste qui per la notte >> mi risponde mio padre.
Passiamo il resto della cena in silenzio. Vedere Tommy mangiare, anche se non molto e con grande fatica, mi rasserena e mi fa calmare. Finisco per concentrarmi soltanto su mio figlio per poter lasciare da parte, per un momento, quel che è successo con Rose a causa di suo padre e del fatto che non me ne aveva parlato.
Quando siamo praticamente a fine cena, mi rendo conto che Tommy è davvero sfinito e non ce la fa proprio più a restare sveglio quindi, dopo aver fatto un cenno ai miei, mi alzo prendendolo in braccio e salgo al piano superiore portandolo nella mia vecchia camera.
Essendo Tommy ancora piccolo, preferisco che dorma in camera mia, sia che ci sia io o che sia da solo. Mamma e papà, dopo che è nato, hanno risistemato un po' di cose della mia vecchia stanza. Visto che è molto grande non hanno neanche dovuto fare chissà quali modifiche.
Quando mi sono trasferito ho portato via tutti i miei libri quindi la libreria che avevo svuotato l'hanno messa in soffitta visto che era inutilizzata, il letto, invece di lasciarlo centrato alla parete, essendo da una piazza e mezzo, l'hanno spostato lateralmente così da fare posto al lettino singolo per bambini di Tommy.
La cabina armadio è stata ampliata da un incantesimo così che, quando lascio Tommy a casa loro, i giochi ed i suoi vestiti possono essere sistemati lì dentro. Mi affretto a lavare i denti a Tommy ed a prepararlo per metterlo a letto.
Praticamente sono io a fare tutto visto che lui ormai sta più dormendo che altro. Una volta messo sotto le coperte, resto un po' al suo fianco prima di fare l'incantesimo monitor che mi permette di sentirlo anche se non sono in camera con lui.
<< Sogni d'oro tesoro, ti voglio tanto bene >> mormoro dandogli un bacio sulla testa prima di alzarmi.
<< Papà... >> mi giro a guardarlo credendo che sia ancora sveglio ed invece sospira.
Non posso fare a meno di sorridere. " Papà " una sola parola è in grado di farmi diventare davvero zuccheroso e decisamente scemo visto che sto praticamente gongolando perché Tommy mi ha chiamato papà.
<< Ha parlato >> è la prima cosa che mi dice mamma appena mi vede tornare in sala da pranzo.
<< L'hai fatto diverse volte oggi anche se ha detto soltanto papà e Rose >> dico iniziando a perdere un po' il sorriso scemo che avevo quando sono uscito dalla mia stanza.
<< Beh è un passo avanti, fino ad oggi non aveva detto neanche una parola >> mi ricorda mamma.
<< Lo so, il problema consiste tutto nella motivazione del perché ha parlato >>
<< Rose... Tuo padre mi ha raccontato cos'è successo >>
<< Non mi aveva detto niente, non sapevo cos'era successo con suo padre e tanto meno che sarebbe potuto accadere nuovamente >> scatto subito.
<< Calmati Scorpius. Tua madre non sta dicendo che è stata colpa tua, nessuno potrebbe mai accusarti di una cosa del genere >>
Sospiro perché so che ha ragione << Scusa mamma, non volevo risponderti male, sono solamente un po' teso e frustrato a causa della situazione >>
<< Lo so tesoro, non preoccuparti >> mi rassicura subito mamma.
Restiamo in sala da pranzo per un po' a parlare della situazione ma non per molto, siamo tutti abbastanza stanchi quindi finiamo per andarcene a letto presto.
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