Capitolo 46
Pov. Hugo
Il resto della giornata è passato tranquillo, tra l'inizio giornata in cui tutti hanno invaso la cucina della mia tenda per avere un buon caffè, una chiacchiera e l'altra, siamo arrivati a fine giornata.
Sono un po' nervoso perché non so bene cosa voglia fare Brooke, dormirà di nuovo con me oppure si farà cedere la stanza da Levi? O anche peggio, preferirà dormire con Levi?
È anche vero che da stamani ci giriamo abbastanza in torno, non sono solo io, ho notato che pure lei sa sempre dove sono e tende a restarmi vicino.
Adesso siamo tutti intorno al fuoco << Ehi Hugo tutto bene? Sei pensieroso >> è Erin che richiama la mia attenzione anche se sta osservando la gemella.
<< Non è niente, ogni tanto mi capita di perdermi tra i miei ragionamenti >>
Jay guarda l'orologio << Ormai il galà sarà iniziato da diverse ore, probabilmente tua sorella in questo momento sta facendo o finendo il suo discorso >>
<< Te l'ha fatto sentire in una delle sue prove? >> mi domanda Erin.
<< Sinceramente no, Rose non è una che fa tante prove, anzi, credo proprio di non averla mai sentita fare una sola prova in vita sua >> mi prendo un paio di secondi per pensarci su << Mia sorella non ha alcun bisogno di fare delle prove per un discorso, ha una dialettica e l'empatia che aveva nostra madre. Non conosco il discorso che sta facendo o che ha fatto, ma so per certo che sarà un discorso degno di nota >>
<< Sembri molto sicuro >> osserva Levi.
<< Non lo sembro, lo sono, se anche tu avessi avuto una sorella come Rose sapresti che ho ragione >>
<< Però... Ne hai proprio una grande stima >> stasera Erin sembra molto presa ad osservarmi e studiarmi << Va bene. Sappi che, sapere che sei così legato a tua sorella, mi fa stare molto più tranquilla, vuol dire che puoi capire... >>
La guardo un attimo confuso, sbatto più volte le palpebre mentre lei si alza sbattendo le mani, si rivolge a Jay << Andiamo a letto? Sappi che pretendo un sacco di coccole visto che siamo qui e, come avevo detto, fa freddo! >>
Jay scoppia a ridere alzandosi << Se sono solo le coccole che vuoi non ci sarà neanche bisogno di lanciare l'incantesimo per silenziare la tenda, mi rendi le cose estremamente semplici >>
Erin lo guarda con aria particolarmente scettica << Vuol dire che resterai anche te a secco per stasera, tesorino... >>
Gli altri scuotono semplicemente la testa ridendo ed alzandosi mormorano un saluto, sembra che io sia l'unico ad arrossire davanti alla loro scenetta.
<< Dai Hugo, andiamocene anche noi, lasciamo i due ninfomani alle loro faccende >> è Brooke a richiamare la mia attenzione.
<< Inutile che fai la santarellina tu, non ci crede nessuno >> la prende in giro Jay.
<< Mai detto di essere una santa, al contrario >> se io sono rosso come un pomodoro sembra proprio che Brooke non incassi minimamente nessun commento da parte di Jay, è assolutamente impassibile << Non darti tanta pena Jay, quando farò sesso te lo farò sapere così che tu possa fare qualche battuta >>
Afferra la mia mano, camminiamo uno di fianco all'altra entrando nella tenda, sembra proprio che Levi abbia fatto una corsa alla sua stanza perché non si vede a giro.
<< Mi spiace per i due scocciatori, alle volte si dimenticano che tra di noi la serpeverde sono io e non ho bisogno della loro protezione, so badare benissimo a me stessa >> afferma un po' infastidita.
<< Perché ti stai scusando? >>
<< Perché quei due credono si immischiano inutilmente in cose che non li riguardano >> entriamo nella mia stanza ed è Brooke a chiudersi la porta alle spalle.
<< Non c'è bisogno di innervosirmi, fanno bene a prendersi cura di te e, prima che tu dica che non ne hai bisogno, questo non vuol dire che tu non sappia badare a te stessa >>
Cala il silenzio e, cercando di rimanere tranquillo, mi avvicino al mio zaino pronto a mettermi il pigiama, mi levo in un'unica mossa il maglione e la maglietta per infilarmi la maglietta e la felpa del pigiama.
Sfilo anche i jeans per mettere i pantaloni della tuta da ginnastica, raccolgo le cose che ho utilizzato oggi, piego i jeans ed il maglione mentre, la maglietta, la butto nel cestone dei panni sporchi.
Quando mi giro trovo Brooke ancora li, in piedi, a fissarmi.
<< Che c'è? Qualcosa non va? >>
<< No, direi proprio che hai tutto a posto. Vero che anche ieri notte ne avevo avuto la percezione al tatto, ma adesso posso confermarlo anche visivamente >> dice alzando le sopracciglia.
Io invece mi ritrovo a sorridere ed alzare gli occhi al cielo << D'accordo, io vado in bagno, ok? >>
<< Certo >>
Brooke si abbassa al suo zaino per prendere il suo pigiamo e, immaginando che si debba cambiare, mi affretto ad infilarmi in bagno così da lasciarle un po' di privacy.
Faccio tutto con calma, anche una volta finito, invece di uscire immediatamente, mi prendo qualche secondo prima di aprire la porta.
Brooke si è già messa il pigiama di ieri sera, ci diamo il cambio in bagno, mi infilo a letto sdraiandomi dal mio lato a pancia in su mettendo le mani sotto la testa, fisso il soffitto mentre l'aspetto.
Non ci mette molto ad uscire dal bagno, richiude la porta e, praticamente, si lancia sotto le coperte, in pochissimi secondi me la ritrovo praticamente appiccicata che rabbrividisce.
<< Sei proprio una tipa freddolosa >> commento sarcastico.
<< Tu emani un sacco di calore quindi direi che dovrei riscaldarmi in poco >> mentre parla infila meglio un piede sotto la mia gamba mentre l'altro tra le mie gambe.
Ha i piedi decisamente ghiacciati ed anche le mani non perde troppo tempo prima di infilarmele nella felpa, al contatto tra la mia schiena e le sue dita rabbrividisco con forza, non solo per il freddo.
La circondo con le braccia dopo averla coperta meglio, aspetto che assorba calore ed infatti, dopo poco, la sento sospirare di sollievo mentre strofina il naso sul mio petto facendomi ridere.
<< Va meglio, decisamente molto meglio >> mormora alzando un po' la testa.
<< Bene, contento di averti risparmiato l'ipotermia >> le sorrido.
<< Sai Hugo? Sarà meglio per te che appena torniamo a casa organizzi questo benedetto appuntamento perché non sono una molto brava a trattenersi, quando voglio qualcosa di solito faccio quel che devo per prendermelo il più in fretta possibile >> è seria mentre parla, molto seria.
<< Direi che, la sera stessa in cui torniamo, potremmo andare a cena, magari potresti consigliarmi tu un bel ristorante visto che non sono cresciuto da queste parti, che dici? E poi... Trattenerti? Non c'è bisogno che tu lo faccia, puoi dirmi tutto quello che vuoi >>
<< Mi sembra una buona idea, ricordati di darti il mio indirizzo così mi vieni a prendere e poi ti porto in un posto dove si mangia davvero bene >> mi fissa, indecisa su non so bene cosa << Dico sempre quello che voglio, non è questo, è questo >>
Non sono proprio abituato alle ragazze che fanno la prima mossa quindi, quando mi ritrovo Brooke che mi sta baciando, ci metto diversi secondi a capire cosa sta succedendo ed a connettere.
" Al diavolo! "
Lei è particolarmente irruenta, ci metto diverso tempo per farle rallentare il ritmo del bacio, alla fine ci riesco sovrastandola anche fisicamente, la rigiro con la schiena sul letto. Il fatto che la costringa a rallentare il ritmo frenetico del suo bacio non vuol dire che sia meno profondo, al contrario, mi prendo più tempo e con calma la esploro e lascio che mi esplori lei stessa.
Mi sistemo in modo tale da non intrecciare le nostre gambe, ma da tenere le mia dalla mia parte del letto e le sue dalla sua parte, così da evitare un contatto diretto tra i nostri bacini.
È incredibilmente bello averla così, tra le mie braccia e completamente sciolta e presa da me, se io cerco di rimanere il più tranquillo possibile prendendomi tutto il tempo di cui sento la necessità, Brooke non sembra concordare molto con me.
Le manine, che prima erano gelide, adesso stanno alzando completamente la mia felpa con la maglietta, l'ho già sentita chiaramente gemere due volte ed io mi ritrovo a farlo a mia volta quando porta una mano sul mio stomaco e fa pressione con le unghie in una lenta carezza in discesa.
Ho giusto il tempo di reagire ed afferrare la sua mano prima che sia troppo tardi, fermandogliela al lato della testa.
Ci fissiamo qualche secondo negli occhi e posso chiaramente vedere il suo cambio d'umore.
<< Qual è il problema? Se non sei attratto da me non è un problema, basta dirlo >> sbotta cercando di spostarsi e spostarmi.
Le afferro anche l'altra mano e gliele blocco entrambe sopra la testa per mantenerle solo con la sinistra.
<< Non dire stupidaggini e calmati! >> la riprendo seriamente.
Aspetto che la smetta e capisca che è inutile e che mi deve ascoltare, la guardo ammorbidendo lo sguardo perché prenderla a muso duro non mi servirà a niente, oltre a farla incazzare probabilmente.
Quando finalmente si blocca evitando il mio sguardo << Mi ascolti? >> le accarezzo una guancia.
<< Che c'è!? >>
<< Che problema c'è? >>
<< Lo chiedi a me? Sul serio! Sei tu quello che non è attratto da me, mica io! >> sbotta ancora arrabbiata e probabilmente un po' in imbarazzo.
<< Pensi sul serio che sia questo il problema? >> inizio ad infastidirmi un po' anch'io perché è assurdo che possa pensare davvero una cosa del genere.
<< Certo! >>
<< Ti sbagli, non è affatto questo il problema! >> esclamo di rimando.
Mi muovo, le apro le gambe con la mano libera e sposto le mie gambe in modo da ritrovarmi in mezzo alle sue, con la mano le afferro una gamba circondandomi il bacino e schiacciandomi contro di lei.
<< Lo senti? L'attrazione tra noi direi che non è affatto un problema, non trovi?! >>
Le lascio andare le mani e mi ritrovo nuovamente a baciarla, questa volta ricambio la sua irruenza, mi stringe le mani nei capelli e capisco che questa è esattamente la rassicurazione di cui ha bisogno.
Mi alzo sulle ginocchia tirandomela dietro, mi stringe entrambe le gambe al bacino ed anch'io me la tengo stretta, con una mano sulla sua nuca e con l'altra le tengo la vita, in modo tale che non si muova troppo con la parte bassa del corpo.
<< Brooke... >> la richiamo per frenare le cose prima che mi sfuggano completamente di mano, cosa che potrebbe accadere molto più facilmente del previsto.
Per mia fortuna capisce perché si ferma immediatamente, ci guardiamo per diversi secondi mentre sposta le mani sulle mi spalle ma non lascia, assolutamente, la presa sui miei fianchi.
Con calma lascio scorrere la mano dalla sua nuca, al collo, alla spalla, scendendo lateralmente al seno per fermarla sull'altro fianco. In tutto questo siamo rimasti con le fronti appiccicate a guardarmi.
<< L'attrazione non è decisamente un problema... >> mormoro ancora.
<< Vero >>
<< Semplicemente non voglio che finisca per essere solamente sesso. Ho bisogno di tempo, io desidero un legame vero, se non lo vuoi anche tu va bene, ma devi dirmelo ora perché non farò del semplice sesso con te. Se andremo a letto insieme sarà perché c'è qualcosa in più >> glielo spiego con finta tranquillità, in realtà lei potrebbe anche essere solo attratta da me e non volere nient'altro che una scopata, non sarebbe la prima volta.
<< Scusa... >> " per l'appunto... " << No! Intendevo scusa per la mia piccola crisi, non voglio assolutamente una semplice scopata da te, anch'io desidero qualcosa di più. Mi scusavo perché sono abituata diversamente, al posto tuo, tutti i miei ex, non si sarebbero fatti nessuno scrupolo, avremmo fatto sesso e basta. Ecco perché ho avuto quel momento, ho avuto un lampo di timore che non fossi davvero attratto da me >>
<< Sei proprio una sciocca >> sbuffo ridendo, allento la sua presa sui miei fianchi in modo da potermi sdraiare sulla schiena senza schiacciarle le gambe.
<< Ehm... Non è che potresti... Sai no? Spostarti un pochino? >> chiedo in imbarazzo dopo pochi minuti di silenzio.
<< Non credo proprio, per te sarà anche imbarazzante, ma sentirti bello sveglio tra le mie gambe è incredibilmente rassicurante per me. Quindi zitto e dormi >> ribatte ridendo.
<< Più facile a dirsi che a farsi >> brontolo dandole un bacio tra i capelli mentre lei si strofina un'ultima volta su di me.
" Chissà com'è andato il galà... Domani devo ricordarmi di chiamare Rose per chiederle della serata " penso prima di addormentarmi.
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