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Capitolo 36


Pov. Rose

L'uomo che ha sparato mi da le spalle, senza perdere un secondo di più metto un punto a quello che stavo scrivendo ad Albus

" Ciao Al!

Come va? Ascolta, qui in ospedale è scattato l'allarme, sono certa che non è niente ma.

E continuo a scrive il messaggio:

UOMO ARMATO DI PISTOLA!" Scrivo fino a quando vedo con la coda dell'occhio che l'uomo in questione si è mosso e che punta verso il corridoio con tutti i miei pazienti ed alcuni genitori.

Scatto in piedi, non mando neanche il messaggio, e mi posiziono tra il corridoio in questione e l'uomo, più che guardare lui fisso la pistola, so che la bacchetta non mi servirà a niente con l'allarme dell'ospedale azionato, solo gli auror possono utilizzare liberamente qualunque incantesimo in questa situazione.

<< Mi spiace ma non posso lasciarla passare, non con quella pistola >> dico con voce ferma anche se sono incredibilmente agitata.

<< Pensa davvero di fermarmi? >> chiede sarcastico puntandomi la pistola contro.

<< So di essere impotente contro un'arma del genere ma, qualunque cosa o chiunque stia cercando non può essere qui. Questo è il reparto di pediatria, ci sono solo bambini che stanno già soffrendo molto. Non la lascerò passare e traumatizzare ancora di più i miei pazienti, non fino a quando sarò presente. Quindi, per favore, vada via >>

Alle mie parole segue solo silenzio, è allora che guardo in faccia l'uomo che mi punta addosso un'arma, i singhiozzi ed il pianto dei miei pazienti lo fanno come risvegliare da un sogno ad occhi aperti. Il reparto di pediatria è colorato, pieno di disegni, giochi e le stanze sono munite di vetri che, a parte quando c'è bisogno di privacy, sono sempre trasparenti quindi si possono vedere tutti i miei piccoli pazienti, qualche genitore e le infermiere.

<< Signor Tonix? >> richiamo nuovamente la sua attenzione << Esca dal mio reparto >>

<< Si ricorda di me? >>

<< Certo. Sono ancora molto dispiaciuta per sua moglie, ma così non risolverà niente >>

<< Questo lo pensa lei dottoressa >> rimane tutto in mobile ed io spero con tutta me stessa che si giri e, semplicemente, se ne vada, ma non sembra intenzionato a farlo. Continua a fissarmi come se stesse calcolando qualcosa. Improvvisamente riprende a parlare << Vuole che me ne vada dal suo reparto? Bene. Allora mi porti dal dottor Nott o... >> il rumore del colpo che viene inserito in canna finisce la frase che lascia in sospeso.

<< Non so se è in ospedale o se è nel suo reparto. Oggi c'è stata un'emergenza, potrebbe essere ad un altro piano. Se mi fa andare al p.c. posso controllare >> dico con calma sperando che funzioni.

<< Cosa aspetta? Prego >> mi fa cenno verso la scrivania con la testa.

La raggiungo velocemente << Bob? Cosa stai facendo? >> è il signor Darlian che si fa avanti.

Torno al messaggio che avevo iniziato << Non guardarmi così, Justion sta bene, non puoi capire quel che provo io, mia moglie, l'amore della mia vita, è morta e mio figlio è distrutto! >>

Scrivo frettolosamente " Bob Tonix. SBRIGATEVI! " invio.

<< Questo farà stare ancora peggio tuo figlio >>

Apro il file d'allarme e scrivo " UOMO CON PISTOLA " così da avvertire tutta la struttura, nella speranza che inizino a fare evacuare tutti i piani.

<< Ti sbagli, non può stare peggio di così >> apro il file con tutti gli orari << Allora? Quanto ci vuole? >>

<< È al suo reparto, teoricamente >>

<< Che vuol dire? >>

<< Che il turno del dottor Nott era finito cinque minuti prima che scattasse l'allarme. Potrebbe essere già andato via >> spiego parlando con calma così da guadagnare qualche momento e riaprire la chat con Albus, che ha risposto.

" COSA? PERCHÉ? COSA VUOLE? Resta al riparo, non farti vedere! Sto arrivando con una squadra di Auror! "

<< Bhè controllare non ci ucciderà... forse. Avanti! Si alzi e mi faccia strada dottoressa! Quest'ospedale è peggio di un labirinto >>

<< Ok >> mi alzo e non so come fare a rispondere ad Albus << Ah Melissa? >> chiamo l'infermiera che è rannicchiata dietro la scrivania, accanto al p.c.

<< Si dottoressa? >> il suo è un mormorio incredibilmente spaventato e posso capirla, ha solo diciannove anni.

<< Per favore, finisci di aggiornare la cartella che ho lasciato aperta >> nel frattempo sono arrivata all'altezza del signor Tonix che mi guarda curioso.

<< Come? >> squittisce Melissa.

<< Aggiorna la cartella mentre accompagno il signor Tonix a neurologia, lo sai che per me è importante tenerle sempre tutte in ordine >> senza guardare nessun'altro, come se nulla fosse, mi avvio all'ascensore seguita da Bob.

Un lungo brivido mi scende per tutto il corpo quando passo accanto al corpo della dottoressa Smith " Potrei essere io... "

È lui a chiamare l'ascensore, io stavo cercando la tessera per poterlo fare, visto che in stato di emergenza si è confinati nei reparti a meno che non ci sia qualche emergenza medica, solo il personale ha la tessera che attiva l'ascensore.

<< Non dovrebbe avere quella >>

<< Ci sono molte cose che non dovrebbero esserci o essere successe eppure... >>

Entriamo nell'ascensore e pigio il tasto per il piano di neurologia.

<< Come ha ottenuto quella tessera? >> chiedo.

<< Non lo immagina dottoressa? >>

<< Quante persone ha ferito? >>

<< Nessuna >> rabbrividisco.

<< Quante ne ha uccise? >>

<< Se contiamo la sua collega a questo piano solo tre, poteva andare molto peggio. Comunque spero di arrivare a quattro a breve >>

Bling.

Il campanello dell'ascensore ci avvisa che siamo arrivati al piano e con mio grande sollievo sembra non esserci nessuno, deve essere stato evacuato.

<< Dove sono tutti? >>

<< Non lo so >>

<< Portami al suo studio >> senza dire altro inizio a camminare con il signor Tonix che mi segue puntandomi la pistola sulla schiena.

Il mio sollievo dura poco perché si sentono dei passi risuonare nel corridoio fino a che non spunta Jason che ha l'aria preoccupata.

<< Rose! >> esclama iniziando ad avvicinarsi << Non dovresti andartene a giro per l'ospedale, non ora che c'è un allarme nero in corso >>

<< Lo so Jason. Infatti dovresti andartene, subito >> cerco di fargli capire e lui sembra cogliere il fatto che c'è qualcosa che non va.

<< Ok. Bhè allora vado >> si gira e va via, prima che possa girare l'angolo il signor Tonix sposta la pistola dalla mia schiene ed io mi giro parandomi nella direzione di Jason.

<< Ha già ucciso tre persone, lui non le ha fatto niente, sta andando via >> mormoro sperando che non gli spari.

I passi di Jason si fanno sempre più lontani ed io capisco che non lo rincorrerà per sparargli.

<< Dottoressa... Lei si dovrebbe preoccupare anche per se stessa sa? Non ha una famiglia che potrebbe piangere la sua perdita? Un figlio? Un marito? >> guarda la mia mano e vede che non ci sono anelli << Magari un compagno? Fratelli? O cugini? >>

<< Si, li ho >>

<< Allora si sbrighi a portarmi da Nott o può star certa che piangeranno la sua morte >> deglutisco rincominciando a camminare.

Un minuto o poco più, dopo, siamo arrivati, la porta dello studio è chiusa e, mentre io mi posiziono davanti per aprirla, Bob si mette al lato della porta continuando a puntarmi la pistola addosso.

<< Non fare sciocchezze e non ti ucciderò. Ora aprila >> sussurra.

Con lentezza apro la porta, continuando a sperare di non trovare nessuno.

<< Rose? >> chiudo gli occhi per un secondo, quando li riapro vedo l'espressione preoccupata di entrambi i Nott.

Mi salgono le lacrime agli occhi << Io... Mi dispiace >> dico velocemente quando vengo spinta oltre l'uscio da Bob che ora punta l'arma su Theo che è dietro la scrivania accanto al figlio.

<< Non preoccuparti Rose, è tutto ok >> commenta Theo capendo subito la situazione.

Tonix chiude la porta dello studio.

<< Come fa a dire che va tutto bene? Per lei è normale fare promesse al vento vero dottore? Mi dica, ha lasciato morire mia moglie solo perché era una mezzosangue vero? Dopo tutto lei è e resterà sempre un mangiamorte >> Jason si mette di fronte al padre mentre Tonix parla << Sa dottoressa? Forse alla fine non saranno quattro i morti, magari saranno cinque ed avrò fatto un favore alla comunità magica togliendo di mezzo un'intera famiglia di mangiamorte >>

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