Capitolo 16
"Gli errori sono quasi sempre di natura sacra. Non provare mai a correggerli. Al contrario, razionalizzali, comprendili bene. Dopo questo, sarà possibile sublimarli."
- Salvador Dalì
Una giornata come tante. Un clima mite ricopriva la città di Madrid. Io e Christina indossavamo degli abiti leggeri semplicemente perché era estate, ed io e lei stiamo continuando il nostro viaggio da soli, cercando ciò che mi era più caro vedere in questo viaggio: la Guernica del mio antenato, Pablo Picasso. Izumi e Sakura erano partiti già da molto tempo. In hotel, prima di visitare Madrid e il Museo, gli feci una chiamata. Parlammo di cosa stavamo facendo e di dove ci trovavamo. Mi raccontò che lui era tornato in Giappone con Sakura per un'offerta di lavoro temporanea in una qualche azienda che non mi specificò con precisione. Se solo sapesse cosa sta succedendo adesso...
«Allora, ti decidi a parlare?» Gli chiesi con tono calmo ma impaziente, mentre molti pensieri mi giravano per la testa.
«Satoru stai calmo... ero in giro a visitare gli altri quadri, quando d'improvviso ho visto una folla e poi un fuoco, un casino tremendo» Continuava a spiegare Amod gesticolando con le mani.
Per istinto, feci un passo avanti per prenderlo per il colletto e buttarlo sul pavimento insieme alle sue palesi bugie. Lui aveva sicuramente visto cosa era successo.
«Aspetta Satoru, fermo!» Urlò Christina, fermandomi con il suo braccio.
Continuavo a fissarlo senza sosta, per poi voltarmi verso il museo, che non cessava di andare a fuoco nonostante l'intervento dei pompieri e dell'elicottero.
«Tsk!» Esclamai fissando Amod, per poi allontanarmi e dirigermi verso una delle guardie, per ascoltare quali delle opere fossero sopravvissute durante l'intervista.
Christina mi seguì mentre Amod rimase lì ad osservare da lontano.
«E d'improvviso si è acceso il fuoco e quindi siam dovuti uscire dalle uscite d'emergenza. Fortunatamente c'è solo un ferito, che ora stanno soccorrendo» Disse la guardia guardandosi intorno.
«Per quanto riguarda le opere d'arte, siamo riusciti a salvarle tutte, ma... manca un quadro a quanto pare...»
E lì rimasi bloccato. Non ebbi il coraggio di ascoltare oltre. Poteva essere uno dei due quadri di Picasso, ma poteva anche non esserlo. Il museo presenta molti quadri, quante probabilità ci sono che...
«GUARDA SATORU!» Sentii Christina gridarmi dritto nelle orecchie, togliendomi qualche anno di vita ai timpani.
«Si può sapere che-» Cercai di dirle, ma mi interruppe e mi indicò di guardare a due uomini che stavano trasportando qualcosa...
Era la Guernica.
«Menomale...» Pensai fra me e me ad alta voce.
...
La giornata passò. L'incendio si placò e tutti tornarono nelle loro case, mentre invece io e Christina tornammo in albergo per cenare.
«E io che pensavo mi sarei annoiata in giro per i musei» Disse Christina con tono ironico.
«Ad essere onesto, anch'io pensavo che ti saresti annoiata» Le dissi mentre mangiavamo una Fabada Asturiana, ovvero un piatto tipico della Spagna, che ha come base fagioli ed è ricoperto da carni come salsiccia, prosciutto o pancetta.
Mentre mangiavamo in silenzio, dove si sentivano solo le voci delle persone attorno a noi, mi venne un leggero mal di testa che sembrava peggiorare pian piano.
«Vado un attimo al bagno» Dissi a Christina mentre lei chiedeva il biss al cameriere.
Sempre la solita...
«Probabilmente non mi avrà neanche sentito» Dissi fra me e me ridendo mentre mi dirigevo al bagno.
Mi guardai nello specchio e mi sciacquai la faccia. Non posso credere che un incendio sia scoppiato così dal nulla. Possibile che sia stato un caso? Magari una sigaretta è stata lanciata mentre era ancora accesa, altrimenti non saprei dare altra spiegazione.
Continuai a farmi domande su domande nella mia testa, finchè non vidi di nuovo la sagoma dallo specchio.
«Sei sempre presente, eh?»
«Certamente Satoru. Io ho assistito a tutta la scena di oggi» Disse, come se sapesse tutto sempre e comunque.
«Bene allora, dimmi. Cosa ne pensi?» Chiesi, attendendo una sua risposta, che non tardò ad arrivare.
«Penso che hai fatto un grosso errore a lasciar andare Amod» Disse girovagando per la stanza lentamente.
«Ma allo stesso tempo hai fatto una scelta giusta, dato che sembra pericoloso tenerlo ancora con noi» Continuò, confondendomi ancora di più le idee.
«Caspita, certo che sei pieno di novità» Gli dissi ironicamente.
«Ma io sono la tua idea Satoru. Tutto ciò che proviene da me è frutto dei tuoi pensieri. My thoughts are your thoughts & your thoughts are mine thoughts»
«Non ti sembra di aver detto "thoughts" troppe volte?»
«Non ti sembra di star rompendo un po'?»
Ci furono vari botta e risposta tra me e la sagoma nera, che, essendo "in parte" la mia ombra, in questo mondo risultava non avere tratti fisici visibili di me, se non la forma umana.
«Sono spaventato.» Dissi dopo qualche minuto di silenzio.
«E di cosa?» Chiese la sagoma con una risatina sotto il naso, molto sottile.
«Non è la prima volta che succede qualcosa del genere, ormai non so più cosa pensare e...» Dissi quasi tutto d'un fiato, guardando un punto fisso con la mano sulla fronte ed uno sguardo sicuramente preoccupato.
«Tranquillo Satoru. Continua il tuo viaggio con Christina in Europa, sono certo che non te ne pentirai. In fondo vuoi o non vuoi diventare un mangaka?» Rispose subito la sagoma, cambiando totalmente il tono di voce, decisamente più serio.
Annuii, per poi tornare al tavolo da Christina.
Osservai quest'ultimo, che era pieno di piatti sul suo lato, tra i quali anche una bottiglia di vino.
«Ma si può sapere quanto mangi?!» Chiesi alla ragazza dai capelli rossi che era seduta al tavolo, ed aveva la bocca sporca di cioccolata del dolce.
«E' un pasto normalissimo!» Esclamò per poi alzarsi di scatto, prendere una parte dei piatti vuoti e nasconderli dietro di lei.
«Vedi? Non è poi tanto, hehe» Disse ridendo, con la faccia arrossata per il vino.
«Va bene, se lo dice lei allora deve essere così» Le risposi in modo ironico, mentre mi voltai per andare a pagare il conto.
«E non muoverti troppo ch-» Mentre stavo per avvertirla di stare attenta per il troppo vino che ha bevuto, improvvisamente la vidi cadere con i piatti ancora dietro la schiena, tra le sue mani.
I piatti caderono uno dopo l'altro al suolo, provocando uno sgradevole suono nell'area circostante, mentre Christina stava per accasciarsi sul pavimento.
Feci uno scatto per raggiungerla, ma sapevo che non ci sarei arrivato. Era troppo lontana da me.
Ma...
«Tutto ok, signorina ubriaca?» Disse qualcuno, dopo che l'aveva afferrata.
Anzi, qualcuna.
Tutti erano sbalorditi; i clienti, i camerieri. Persino il cassiere, che era abbastanza lontano dal nostro tavolo, è riuscito a vedere tutta la scena, rimanendo a bocca aperta come loro.
La ragazza continuava a guardare Christina, mentre io continuavo a fissare la ragazza che l'aveva appena salvata con un passo velocissimo, come se danzasse su una pista...
La ragazza riuscì a sollevare Christina per poi farla sedere sulla sedia.
«Io... quel passo lo conosco» Dissi ad alta voce, anche se sentivo qualcosa di strano... come se non fossi io a parlare...
La ragazza si accertò nuovamente dello stato di Christina, per poi osservare la folla che si era espansa sempre di più attorno a loro.
«Beh, che avete da guardare? Andate via, susu» Urlò la ragazza a tutte le persone, mentre continuavo a fissarla.
Quei capelli corti che le arrivavano fino alle spalle e di colore verde illuminavano l'interno del ristorante spagnolo. Gli occhi azzurri sembravano riflettere le luci... tutto sembrava così simile... quasi come...
Notai che anche la ragazza iniziò a fissarmi, e dopo un po' si decise ad avvicinarsi, per poi fermarsi improvvisamente.
«Ma tu...»
- Ciao ragazzi, e rieccomi con il capitolo 16!
Settimana scorsa ero impegnato, ma adesso eccovi il capitolo! Satoru ha quasi visto uno dei ritratti dei suoi antenati andare a fuoco, ma fortuntamente nulla di grave.
Chi sarà questa nuova ragazza che ha salvato Christina? Lo scoprirete (o forse lo sapete già) nel capitolo 17, che uscirà Mercoledì prossimo, Bye!
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