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•33 Osservare

Precisazione: non tiravo fuori da un po' la questione del club sportivo, ma sbirciando i primi capitoli troverete i punti dove ne ho parlato.
Lo scrivo per non passare per quella che butta cose a caso nella storia lol
Buona lettura!

Gli allenamenti del club di calcio erano sempre sfiancanti per me, soprattutto perché come manager della squadra avevo numerosi impegni che non potevo trascurare.
<<Lo ripeterò all'infinito: non pensavo che fare la manager fosse così faticoso>> brontolai, portando insieme a Momo delle ceste piene di divise della squadra da lavare.
<<Ogni volta sempre la stessa storia, eppure cambi idea non appena vedi Kirishima fare allenamento o giocare, sei incorreggibile>> rispose la ragazza, alludendo ai miei occhi sognanti ogni volta che vedevo la figura del ragazzo in divisa, soprattutto quando sudava e le goccioline di sudore rendevano la sua pelle brillante. Amavo quando si piegava sulle ginocchia per riprendere fiato e si apriva in un sorrisone quando mi notava correre da lui con una bottiglia di acqua fresca in mano.
<<Non prendermi sempre in giro>> dissi, nascondendomi il viso dietro alle mani.
Lei sospirò e mi invitò a scoprirmi il volto, stringendo con delicatezza le dita della mia mano destra.
Incuriosita alzai lo sguardo e la trovai sorridente.
<<Non ti sto prendendo in giro. Anzi, trovo che tutto questo sia bellissimo. Quando sei con lui sorridi in continuazione e per me che sono tua amica questo è il massimo, mi fa piacere vederti felice con lui, davvero>> disse lei.
Posai la mia cesta a terra e l'abbracciai di slancio, facendole quasi cadere la sua.
<<Sei la migliore, Momo. Sia per le tue parole e sia per averci invitati entrambi nella tua villa al mare, non vedo l'ora di partire e sarà dura aspettare dieci giorni dopo l'inizio delle vacanze estive per partire, forse sarebbe stato meglio decidere per una data più vicina>> dissi, gonfiando contrariata le guance.
<<Eri d'accordo anche tu. Abbiamo deciso così per dare il tempo a tutti di organizzarsi e comprare il necessario. L'importante è partire, no?>> chiese lei.
Persi immediatamente la mia espressione corrucciata e annuii vigorosamente con la testa, poi recuperai la cesta e ripresi a camminare con slancio, accompagnata dalle lamentele della mora che mi supplicava si rallentare.

I miei occhi non facevano altro che seguire Kirishima correre lungo il campo. Dentro di me rivedevo ancora le immagini del suo recente goal e il mio viso era disteso in un sorriso ebete, impossibile da cancellare.
Chiaramente erano solo allenamenti, ma ci tenevo comunque a dargli ugualmente il mio sostegno in vista delle ultimissime partite.
Inoltre il ragazzo era splendido nella sua divisa blu perfettamente in contrasto con i capelli e con la bandana bianca che indossava per domare potenziali ciuffi ribelli.
Sospirai incantata.
<<Lo sai che sembri affetta da qualche strana malattia? Non rischio di prendere la Kirishimite se mi siedo vicino a te, vero?>> mi sentii chiedere da dietro.
Mi voltai, sorridendo di più davanti alla vista di Denki Kaminari.
<<Non posso assicurarti nulla, ma se ami il rischio accomodati>> gli risposi.
Lui fece spallucce e si lasciò cadere al mio fianco con disinvoltura, portando le braccia sulle ginocchia.
Fissai di sbieco il suo profilo, notandolo concentrato a fissare i giocatori passarsi la palla e correre lungo il campo della scuola.
<<Senti, ma non ti danno fastidio quelle lì?>> chiese poi, alludendo alle ragazze dalla parte opposta che urlavano e facevano il tifo per Kirishima, diverse ragazze a dire la verità.
<<Beh, ha sempre avuto molte ammiratrici e non posso farci nulla se continuano a venire qui, ben sapendo del nostro rapporto. Onestamente sono stanca di bisticciare con loro e resto tranquilla finché tengono le mani al proprio posto>> risposi pacata.
<<E tu? Tu che mi dici? Quanti ammiratori hai? Lui è geloso?>> chiese.
<<Io non ho ammiratori, ma mi sta bene così>> risposi, facendo spallucce.
Kaminari scoppiò a ridere e lo fissai stupita, chiedendomi il motivo di cotanta ilarità.
<<Sei davvero ingenua>> rispose lui, senza scucire ulteriori informazioni o spiegazioni.
Tuttavia non mi sfuggì lo sguardo contrariato di Kirishima nella nostra direzione, ma in quel momento non diedi molto peso alla cosa, relegandolo come un semplice sguardo d'ammonimento.
Riportai semplicemente le mie attenzioni sull'allenamento, ridendo per le cose divertenti che Kaminari mi diceva.

Come ogni giorno dopo gli allenamenti mi fermai ad aspettare il rosso fuori lo spogliatoio maschile.
Avevo finito tutte le mie mansioni per il club ed ero stanca morta, ma questo non mi impediva comunque di aspettarlo per andare da qualche parte insieme, come eravamo soliti fare ogni volta.
Lavorare come manager della squadra di calcio era un impegno molto dispendioso sia a livello di tempo che di energie, ma anche molto gratificante, soprattutto perché era un'ulteriore chance per passare del tempo insieme a Kirishima, ma anche per divertirmi insieme a Tetsutetsu, anche lui membro della squadra.
Aveva rinunciato al suo interesse nei miei confronti e da quel momento la nostra era diventata una bella amicizia, giacché parlavamo spesso su Line e qualche volta si usciva anche tutti insieme.
Il ragazzo fu proprio il primo ad uscire dallo spogliatoio e mi sorrise immediatamente.
<<Ehy, sempre qui a fare la guardia, eh?>> mi chiese scherzosamente.
<<Non sto facendo la guardia, sto solo aspettando Kirishima. Anche se effettivamente è sempre meglio per me stare nei paraggi>> dissi.
<<Già. Quante volte ti è successo di beccare ragazze che cercavano di sbirciare nello spogliatoio?>> chiese, riferendosi a vari episodi successi nel corso dei mesi.
<<In questo ultimo mese? Solo due volte per fortuna, alcune persone sanno essere davvero spudorate>> risposi.
Proprio in quel momento la porta dello spogliatoio si aprì di nuovo, rivelando le figure di tre membri della squadra, che mi salutarono con un'espressione stanca, ma soddisfatta, sul viso. In coda notai Kirishima.
Anche il ragazzo mi sorrise, ma notai nel suo viso un'espressione leggermente tirata.
<<Beh, allora io me ne vado. Arrivederci, piccioncini>> disse Tetsutetsu, ridacchiando e allontanandosi velocemente da noi.
Mi avvicinai immediatamente al ragazzo e lui mi prese per mano, portandomi lontana dagli spogliatoi. La sua stretta era molto più bisognosa del solito e piegai la testa confusa.
<<Tutto bene, Eijiro? Ti vedo strano>> chiesi.
Il ragazzo si fermò di colpo e si voltò nella mia direzione con un'espressione leggermente sofferente sul viso, che mi colpì dritta al cuore.
La mia sorpresa aumentò quando mi strinse forte al suo petto, infilando le dita tra i miei capelli e stringendomi contro il suo corpo come se ne andasse della sua stessa vita.
<<Eijro?>> chiesi confusa.
Il ragazzo non rispose nuovamente alla mia richiesta di spiegazioni e confusa mi limitai ad afferrare un lembo del tessuto della sua maglietta, poco sotto la scapola, per ricambiare il suo abbraccio.
Sentii Kirishima respirare profondamente per due o tre volte una ciocca dei miei capelli, mentre la studiava con le dita.
<<Sai, quando ti ho vista di nuovo vicino a quel tuo compagno di classe mi sono ingelosito un sacco, soprattutto vedendo il modo in cui ti guardava. Mi fa capire ancora di più quante persone al mondo ci sono capaci di amarti e farti dimenticare di me>> mi disse, strofinandosi docilmente contro il mio collo.
<<Ma Eijiro...>> tentai, solo che lui non mi lasciò parlare.
<<Cosa posso offrirti io rispetto a loro? Niente, io non ho niente. Sono un tale stupido, non ti merito>> bisbigliò lui.
Sgranai gli occhi alle sue parole e lo afferrai saldamente per le spalle, staccandolo leggermente da me. Il ragazzo sobbalzò davanti al mio sguardo maledettamente deciso, forse quasi bruciante.
<<Eijiro, tu mi dai tutto. Mi dai tutto semplicemente stando qui con me, hai capito? Non devi essere geloso di nessuno, io vedo solo te, ovunque>> lo rassicurai.
Lo sguardo del ragazzo si addolcì leggermente e la mia determinazione sembrò convincerlo, dato anche annuì vigorosamente con la testa.
<<Non voglio più sentirti pronunciare simili sciocchezze, voglio stare solo con te e con nessun altro. Quindi lasciati da parte questi problemi e andiamoci a divertire da qualche parte, ti va?>> chiesi.
Quello sembrò scuotere ulteriormente il ragazzo, facendogli sparire dal viso quell'espressione tirata.
<<Mi va, andiamo. Vedrai, oggi non vorrai più tornare a casa.>>

IL VENTILATORE È MIO AMICO
Mamma mia, davvero, io lo amo.
Ventilatore for president.

Lo scorso capitolo non ho messo lo spazio autrice, pensando di risparmiarvi per una volta le cose inutili che ci scrivo, ma alcune di voi non sono state molto contente della cosa, chiedo umilmente perdono *si inchina*
Secondo i miei calcoli tra due capitoli dovrei mettere QUEL capitolo.
Non so chi di voi coglierà, ma spero in molte.
Ve lo dico per farvi capire che non intendo trascinarmi il tutto per sempre, nei secoli dei secoli, amen. Quindi non per mettervi ansia, giuro.

P.s. Quanto è carino Eijiro con la bandana come nella foto sopra? Adoreggio.

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