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•03 Niente va come vorresti

<<Stamattina come mai tieni le tende tirate?>> chiese Momo, fissando la mia finestra coperta.
<<Il sole mi infastidisce>> risposi io.
<<Certo, il sole>> commentò lei, sorridendomi complice <<ti vergogni perché ho scoperto il tuo piccolo segreto? Perdonami se sono stata invadente la scorsa mattina.>>
<<Oh, no non è questo. Te lo assicuro, solo che ho dormito poco e la luce diretta mi fa lacrimare gli occhi.>>
Lei sembrò crederci, visto le leggere occhiaie che non erano sparite nemmeno col correttore di Yumiko. In fin dei conti avevo davvero dormito poco la notte prima, ma quello non c'entrava niente con le tende tirate.
In verità cercavo solo un modo per impedirmi di guardare il ragazzo. Meno lo vedevo e più facilmente potevo uscirne.
Dovevo solo andare avanti così.

Per pranzo mi spostai con alcune compagne di classe sul grande prato della scuola, ognuna con il proprio bento fatto in casa.
<<Il tuo è davvero carino, quegli onigiri a forma di orsetto poi sono adorabili. Quanto ci metti a preparare il bento? Dove hai imparato?>> mi chiese una di loro.
<<Beh, mia madre dirige un Maid cafè e spesso mi chiede una mano in cucina per preparare qualcosa. Ho imparato così e ormai sono abbastanza veloce>> spiegai.
<<Che forza! Si tratta di quello vicino la sala giochi?>> chiese.
<<Esattamente>> spiegai.
Il nostro discorso venne interrotto da un pallone da calcio rotolato dolcemente fino alle mie gambe. Lo afferrai e mi voltai per trovare il proprietario, notando Kirishima avvicinarsi a me con un sorriso impacciato.
<<Scusami, i miei amici sono degli idioti>> mi disse, quando gli riconsegnai il pallone.
Le ragazze attorno a me si aprirono subito in grandi sorrisi e presero a parlare con lui con scioltezza, mentre io restai lì come una perfetta idiota per qualche secondo. Troppo sorpresa dalla situazione.
<<Non ti preoccupare. Non mi ha dato fastidio>> commentai, ricambiando finalmente il suo sorriso.
<<Beh, in verità questa è una scusa. I miei amici ti hanno notata già da un po' e non sapevano come fare per invitarti al karaoke dopo scuola. Quindi abbiamo fatto una scommessa per decidere a chi toccava venire qui a parlarti e ho perso io>> mi spiegò, grattandosi la nuca imbarazzato.
Notando il mio silenzio continuò a parlare.
<<Non prenderci per dei maniaci, puoi portare anche le tue amiche se vuoi. Ci annoiamo ad andare sempre da soli.>>
Le ragazze attorno a me esplosero letteralmente dalla gioia e accettarono immediatamente.
<<Dai, dì di sì anche tu. Sarà divertente>> mi chiese una di loro, che ricordavo chiamarsi Ran.
In condizioni normali avrei accettato senza pensarci su due volte, ma adesso ero frenata da ciò che mi ero promessa la notte prima.
Alzai di nuovo lo sguardo verso Kirishima e la sua espressione speranzosa e imbarazzata allo stesso tempo fece crollare tutte le mie barriere.
<<D'accordo>> dissi semplicemente.
Ran lanciò un urletto di gioia, a cui si unirono anche le altre e Kirishima mi dedicò un sorriso che mi fece sciogliere lì sul posto.
<<Allora vi aspettiamo davanti ai cancelli alla fine delle lezioni>> disse, iniziando ad allontanarsi.
Lo notai tornare dai suoi amici e battersi il cinque con tutti loro, sicuramente contenti di essere riusciti a combinare un appuntamento con noi ragazze.
<<Mamma mia, che figo. Ma l'avete visto?>> disse Megumi, la ragazza che mi aveva chiesto tutte quelle cose sul bento.
<<Figo è dire poco. Secondo me è uno dei migliori del primo anno, se la batte solo con Todoroki della B e con Bakugou della nostra sezione, solo che Bakugou è troppo una testa calda>> disse Ran.
<<Beh, se per questo nemmeno Monoma e Kaminari sono da buttare. Andrei ovunque con Kaminari>> disse Megumi con aria sognante.
Mi scappò da sorridere davanti a tutti i loro discorsi sui ragazzi, discorsi a cui poi si aggiunsero anche le altre.
Io mi estranai per riportare il mio sguardo su Kirishima, incredula per averci parlato insieme.
Era tornato a giocare a pallone con i suoi compagni, ma ogni tanto vedevo il suo sguardo saettare fino a me, facendo distogliere il mio.
Avevo fallito con i miei propositi, ma almeno mi sarei divertita. Quello era sicuro.

Proprio come pattuito trovammo i ragazzi ad aspettarci nel punto stabilito.
Li conoscevo tutti almeno visivamente, visto che li trovavo sempre vicini a Kirishima durante le mie pregresse sedute di stalking.
Si presentarono come Hanta Sero, Mashirao Ojiro e Tetsutetsu Tetsutetsu.
Kirishima si presentò per ultimo, ma in fondo io già sapevo il suo nome.
Anche noi ragazze eravamo in quattro, visto che due non erano potute venire, e ci presentammo a nostra volta una a una.
Questi generi di appuntamenti di gruppo erano comuni in Giappone tra i ragazzi della nostra età e presupponevano che ognuno si dedicasse a una persona diversa, in modo da formare quattro coppie. Almeno lo standard era così.
Nonostante ciò che mi ero imposta di fare non potei fare a meno di desiderare di finire con Kirishima e mi ritrovai ad arrossire al solo pensiero, ma sapevo di avere come rivali tutte le altre ragazze.
Nemmeno gli altri erano male, soprattutto quel Tetsutetsu. Questo rendeva le cose più facili per tutti.
Iniziammo a camminare insieme, cercando di capire su chi rivolgere meglio le nostre mire e approfittammo del tragitto verso il karaoke in centro per conoscerci meglio.
Stando a quanto affermato da Kirishima interessavo ai suoi amici, ma non sapevo a quali. Forse maggiormente a Tetsutetsu, visto che si era avvicinato subito a me per parlarmi e non accennava a staccarsi.
<<Noi siamo tutti in classe insieme nella sezione C, anche voi siete tutte della stessa classe?>> chiese lui, fissandomi incuriosito.
<<Sezione F per tutte>> gli risposi, accennando un piccolo sorriso.
Sentivo Ran, dietro di me, ridere di cuore per le cose che si diceva con Kirishima e sentii il mio petto bruciare dalla gelosia. Volevo voltarmi per sentire cosa avessero da dirsi di tanto divertente da farla ridere così, solo che non potevo.
In cuor mio desideravo prendere il suo posto e avere finalmente l'occasione di parlare con il ragazzo che mi aveva stregata dal primo momento, ma mi sforzai per trattenermi e continuare a parlare con Tetsutetsu.
<<Hai intenzione di iscriverti a qualche club sportivo?>> chiese lui.
<<Ho fatto richiesta per quello di tennis e mi sono anche proposta come manager della squadra di calcio, visto che una mia amica mi ha chiesto il favore di darle una mano>> risposi, ripensando a Momo che mi supplicava di farle compagnia in entrambi i club.
In uno avrei giocato, nell'altro avrei sgobbato.
<<Davvero? Io e Kirishima siamo entrati da poco nel club di calcio, iniziamo lunedì>> mi spiegò lui tutto eccitato.
<<Anche io e la mia amica cominceremo lunedì e sostituiremo le due senpai che si sono appena diplomate.>>
<<Sono contento di averti come manager. Sono sicuro che sarai di grande aiuto e sostegno a tutti noi>> disse lui, avvicinandosi leggermente a me mentre camminavamo.
<<Che si dice qui? Mi sembrate abbastanza coinvolti>> chiese Kirishima, mettendosi affianco a noi. Mi voltai leggermente in direzione di Ran, trovandola che parlava imbronciata con Hanta Sero e Megumi, forse infastidita dall'allontanamento del rosso.
<<Parlavamo del club di calcio. Lo sai che lei sarà una delle nostre manager?>> chiese Tetsutetsu, indicandomi con un cenno del capo.
Kirishima si voltò verso di me con un grande sorriso, che mi fece ribollire il sangue nelle vene. Era così vicino da permettermi di distinguere bene ogni dettaglio del suo viso.
<<Oh, beh diciamo che sono stata incastrata da una mia amica, anche se tutto sommato sono curiosa di cominciare. So che moltissime ragazze hanno fatto richiesta per quel ruolo, ma chissà perché hanno preso noi due>> commentai, facendo spallucce.
<<Ma come, non lo sai? È il capitano a scegliere le manager e diciamo che sceglie le più carine>> mi informò Tetsutetsu.
<<Con te ci ha preso di sicuro, chissà con la tua amica...>> aggiunse Kirishima.
Sentii le mie guance andare a fuoco davanti a quel complimento indiretto da parte sua, ma per fortuna l'attenzione di tutti deviò verso il karaoke.
<<Eccoci qua>> commentò Hanta Sero <<le signorine posso mettersi comode ad aspettare lì, penseremo noi a tutto.>>
<<Ma io voglio pagare la mia parte>> protestai.
<<Non si discute, noi vi abbiamo invitate e noi paghiamo>> disse lui, sorridendomi caldamente.
Ci spinsero gentilmente verso il salottino d'attesa e si avvicinarono al bancone, pronti a pagare per tutti.
Gli altri sicuramente non avevano problemi economici, ma vedere Kirishima mettere le mani al portafoglio mi fece precipitare un macigno di sensi di colpa sul cuore.
Chissà quanto doveva aver lavorato per rimediare quei soldi.
Svolgeva tre lavori part-time e mi sentivo malissimo al pensiero di gravargli economicamente in quel momento.
I ragazzi tornarono qualche minuto dopo da noi, insieme a una ragazza molto carina incaricata di mostrarci la nostra saletta privata.
Ci portò in una stanza spaziosa e arredata con deliziosi divanetti e tavolini, praticamente tutto nuovo di zecca.
Ordinammo anche da bere e prendemmo subito posto, sedendoci in maniera apparentemente casuale. Anche se non mi stupì vedere Ran fare di tutto per sedersi vicino al rosso, mentre io finii tra Tetsutetsu e Hanta, con Kirishima davanti a me.
<<Allora, chi se la sente di scaldare la pista?>> chiese Hanta, fissandoci ad uno ad uno con in mano il suo cocktail analcolico.
Il suo sguardo cadde poi su di me e mi ritrovai a scuotere con decisione la testa.
<<Non vado per prima>> dissi io, ma tutti quanti presero ad incoraggiarmi battendo le mani sul tavolo e facendomi vergognare ancora di più.
<<Vengo io a cantare una canzone con te, coraggio>> si propose Kirishima.
Indugiai un po', ma poi accettai la mano che mi stava porgendo. Sussultai per il mio primo contatto con la sua pelle e mi lasciai guidare in quel modo fino ai microfoni, rabbrividendo a causa di tutte quelle emozioni.
<<Cosa ti piacerebbe cantare?>> mi sussurrò, mentre passavamo sullo schermo touchscreen alcune delle proposte. Per leggere era talmente vicino a me che sentivo il suo alito scontrarsi dolcemente contro il mio collo.
<<Conosci questa?>> chiesi, indicando col dito una delle canzoni sullo schermo.
<<È la mia canzone preferita>> mi confessò lui, allargandosi in un sorriso enorme.
Spalancai leggermente la bocca a quella dichiarazione e sgranai gli occhi.
<<Davvero? È anche la mia>> replicai tutta eccitata.
<<Beh, allora è deciso>> concluse lui, cliccando sulla canzone al posto mio.
Nonostante la mia titubanza iniziale decisi di lasciarmi andare e scoprii in Kirishima un ottimo compagno di karaoke. Aveva una voce piacevole e pulita e Dio solo sapeva per quanto tempo ancora avrei desiderato ascoltarlo cantare.
Purtroppo però la canzone finì e tornammo ai nostri posti, guardandoci con complicità.

EUWUAHSJ
Che bel nome per questo spazio autrice. Uhm.
Oggi sono pigra per scrivere qui, quindi vi lascio con questo:

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