30/31. Solangelo
Era tardi, in giro non c’era ormai anima viva, ma per loro non era un problema.
Riuscivano ad essere così silenziosi da non farsi notare, nonostante fossero un gruppo numeroso.
Nico rallentò il passo e afferrò Will per il retro della maglietta.
Il ragazzo si girò a fissarlo corrugando la fronte, ma non disse neanche una parola.
Nico rallentò ancora di più, distanziandosi dagli altri, quando ci furono ormai diversi metri di distanza afferrò il braccio del biondo e corse via, portandoselo dietro.
Scese le scale e lo trascinò in un corridoio a caso.
Si fermò davanti la porta di un’aula, uscì dalla tasca il coltello, che gli aveva dato Calypso solo poche ore prima, e scassinò la porta.
Ci mise solo 2.6 secondi per aprirla, afferrò di nuovo Will per un polso e lo trascinò dentro, chiuse la porta con un calcio e ce lo sbatté contro, poi si fiondò sul suo collo.
Leccò e succhiò un punto a caso, ma non così forte da lasciargli un evidente segno. Le sue mani gelide erano inoltre scese, infilandosi dentro la maglietta e accarezzando i fianchi bollenti del ragazzo.
Will sospirò tra i suoi capelli e Nico si permise un sorrisetto.
Si staccò e lo fissò intensamente negli occhi –Allora, ti è piaciuta la cena? Perché non ti sdebiti?
Mentre parlava faceva dei piccoli passi all’indietro, andando a finire con il sedere poggiato sulla cattedra, solo a quel punto si bloccò senza smettere di fissarlo.
Will non se lo fece ripetere due volte.
In due falcate lo raggiunse, strinse i suoi glutei tra le mani e lo issò, facendolo sedere sul legno.
Al suo collo riservò lo stesso trattamento che il più piccolo aveva riservato al suo, mentre con le mani andava a slacciare la cintura dei pantaloni.
Senza nessun preavviso, senza nessuna delicatezza e senza temporeggiamenti infilò una mano dentro i boxer scuri dell’altro.
Nico rilasciò un lungo sospiro di piacere inclinando la testa all’indietro, gli occhi chiusi e le labbra aperte.
Will lo fissò con occhi languidi, mentre con una lentezza quasi disarmante passava il pollice sulla sua punta.
Nico gli strattonò velocemente i jeans, facendoglieli scendere oltre il sedere, insieme ai boxer, non si preoccupò neanche di toglierglieli del tutto.
Quasi con un ringhio lo scostò da se, gli diede un leggero calcio allo stomaco facendolo barcollare all’indietro e facendolo cadere seduto sulla sedia posta dietro la scrivania.
In fretta si alzò, tolse del tutto i suoi indumenti, rimanendo nudo dalla vita in giù.
Gli si sedette sopra a cavalcioni, incastrandosi perfettamente con lui, facendo in modo che il membro ormai eretto del ragazzo entrasse completamente in lui.
Il dolore lo invase.
-Dio- sospirò mentre rimaneva completamente immobile, strizzando gli occhi e aspettando che si abituasse a quella presenza estranea.
Will portò le sue mani tremanti a stringere la schiena pallida del ragazzo, ancora non riusciva a credere a tutto quello che era appena successo, l’eccitazione e la fretta erano troppe, sarebbe venuto ancora prima di iniziare, aveva bisogno di riprendere fiato anche lui.
Non gli dispiaceva quindi quella piccola pausa, anche se al moro non lo disse.
Inoltre si mise ad accarezzargli lentamente i fianchi, dei tocchi leggeri con i polpastrelli, cercando di farlo rilassare.
Nico si aggrappò ai suoi capelli, si fissarono negli occhi.
I loro sguardi entrambi lucidi e scuri.
Will si protese in avanti, stava per baciarlo, ma Nico lo schivò andando a poggiare la fronte sudata sulla sua spalla.
Poi si mosse leggermente e ad entrambi fecero un mugolio di piacere.
Continuò a ondeggiare su di lui sempre più velocemente, i sospiri spezzati, le mani che si artigliavano alla pelle.
Non avevano bisogno di parole. I gemiti sommessi, le dita che si cercavano e gli sguardi languidi valevano più di qualsiasi e futile parola.
Non ci volle molto prima che entrambi venissero, Will dentro di lui, Nico tra i loro stomaci, sporcando tutta la sua maglia nera che non aveva ancora tolto.
Ripresero fiato, fronte contro fronte.
Nico fissò le labbra del biondo, come soppesando l’idea se baciarlo o meno.
Ma si limitò semplicemente ad accarezzarle con due dita, poi si alzò, facendo scappare un ulteriore gemito a entrambi.
Tornò alla cattedra, ci si sedette sopra, curvandosi in avanti aprì le gambe e poggiò i gomiti nel legno tra di esse.
Poggiò il volto fra le sue mani chiuse a coppa e fissò Will con un sorrisetto lascivo, era una delle visioni più erotiche e tenere allo stesso tempo che Will avesse mai visto.
-Allora, sei pronto per il secondo round o sei troppo stanco?
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