#53. Biblioteca
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(Tanto rosso. Non leggete se siete troppo piccol*, non mi assumo la responsabilità, se lo fate, ma evitate, per piacere, se avete meno di quattordici anni, grazie)
53. Biblioteca
"Cosa guardi?"
Giro il capo e scuoto la testa. "Niente di rilevante" borbotto tornando a prestare attenzione al tema di trasfigurazione che devo concludere entro oggi - ma se questi stronzi attorno a me non smettono di ciarlare non ce la farò mai.
"Cosa guardava, Claire?" Chiede Austin Nott alla sorella, che mi ha posto la prima domanda.
"Non sono affari vostri, stronzi" Agito una gamba sotto il tavolo e gioco con la piuma d'oca che sto usando per scrivere. "Avevate promesso di studiare"
Austin ridacchia e si lascia spingere via, si siede sul tavolo accanto a dove Claire è seduta, sulle gambe di Richard Baston.
"Infatti sto studiando" Lo sguardo del Nott scivola su un gruppetto di ragazze del quinto anno. Sorride ad una di loro, che ridacchia e si sistema una ciocca di capelli dietro l'orecchio.
Alzo gli occhi al cielo e torno a cercare di concentrarmi sul mio compito. "Scommettiamo?" Sussurra Claire al suo fidanzato. Lui ridacchia e attira la mia attenzione.
"Dagli un po' di azione, amore" le dice dandole una pacca su una coscia.
"Cosa?" Chiedo mentre Claire salta giù dalle sue gambe e va via. "Dove va?"
"A divertirsi" Mormora Richard seguendola con lo sguardo. La seguo anche io e sgrano gli occhi quando si avvicina al ragazzo seduto da solo vicino alla finestra.
Lei dice qualcosa, lui alza il capo e si toglie un'auricolare. Le risponde, il suo viso una maschera di ghiaccio, noto il disprezzo da qui, ed è lontano diversi metri. Claire fa un broncio adorabile e incrocia le braccia al petto, lui si rimette l'auricolare e torna a prestare attenzione al suo studio. Claire torna, sembra indispettita.
"Sono bellissima, vero amore?" Chiede al suo ragazzo quando ci raggiunge.
Lui ride e la tira sulle sue ginocchia. "La più bella del mondo" le sussurra dolcemente, scostandole i capelli biondi per darle un bacio sul collo. "Non sa cosa si perde"
Io sono ancora confusa. "Cosa è successo?"
Claire alza le spalle. "Ho perso la scommessa" mi guarda e sbuffa. "Rich ha detto che non sarei riuscita a farmi baciare, ha vinto"
Alzo gli occhi al cielo e lancio una piccola occhiata verso dove il ragazzo dai capelli rossi sta studiando. "Forse non sei il suo tipo"
"Forse gli piace il cazzo" Aggiunge Austin senza distogliere lo sguardo dalla ragazzina che ha puntato.
Claire mi guarda un attimo di troppo. "Vacci tu" esordisce eccitata. "Sei il mio opposto, Morgan, magari gli piacciono le brune"
"Perchè dovrei?" Chiedo. "È uno sfigato e non mi inzozzo con gli Weasley"
"Su James ci avevi fatto un pensierino, ammettilo" Rich mi da un calcio sotto il tavolo ed io glielo restituisco.
"Vinci cento galeoni" Insiste Claire. "E ti regalo quel libro sconcio che ti piaceva, ce l'ho nel baule"
"Devo studiare"
"Andiamo! Mi sto annoiando, voglio divertirmi!" Claire piagnucola e mi fa i suoi occhioni da cucciolo bastonato, funzionano sempre.
Sbuffo ancora e mi alzo. Claire batte le mani eccitata. "Ne voglio duecento, di galeoni" Lei annuisce. "Cosa mi tocca fare" borbotto ravvivandomi i capelli e aprendo un bottone della mia camicia.
Poi lascio i miei amici e mi avvicino a Hugo Weasley.
Lui sta studiando, concentrato su qualsiasi sia la materia e sottoliena e scrive a bordo del libro. Ha degli auricolari babbani nelle orecchie e muove il piede a tenere il ritmo - mi chiedo come sia possibile che riesca a studiare e ascoltare la musica senza disconcentrarsi.
Sospira e non alza neanche la testa quando mi parla. "Ti ho già detto che non mi interessa nè di te nè dei suoi sentimenti feriti, Nott. E non voglio sapere nessun dettaglio su quello che mi faresti, preferirei ficcarlo in qualsiasi buco, ma non il tuo"
"Ouch" Dico divertita. "Se è cosi che ti rapporti con le persone, allora capisco perchè sei sempre da solo"
Hugo Weasley alza la testa e c'è un lampo di qualcosa sul suo viso quando riconosce che non sono Claire. "Neanche il tuo" Dice serio, poi torna a studiare. "Vattene"
Lo ignoro e striscio la sedia per sedermi al suo fianco. Lui mi lancia un'occhiataccia, poi decide di fare finta che non sono accanto a lui ed io decido che posso prendermi questo minuto per osservarlo.
Il suo corpo è magro, vedo alcuni muscoli sul torso e le braccia e so che sono dovuti al quidditch. Ha delle leggere lentiggini sotto gli occhi e sul naso, la bocca è piena e un piercing gli fora il labbro inferiore, un'anellina nera che mi fa arricciare il naso in disappunto - mi piacciono i ragazzi semplici, non i punk, ma ho una scommessa da vincere quindi cercherò di ignorarlo.
Sbuffa e si passa una mano tra i capelli, continuando a ignorarmi. Io guardo le sue ciocche scure, del colore del mogano, i riflessi rossi sono accentuati grazie alla luce che proviene dai lampadari e dalla finestra direttamente davanti al tavolo. Li tiene un po' più lunghi di come li tengono ora la maggior parte dei ragazzi, abbastanza per farci un piccolo codino, cosa che ha adesso. Comunque, alcune ciocche insistono per sfiorargli le guance e la fronte. Allungo una mano e gliene scosto una - lui si irrigidisce e si gira per guardarmi.
Mi sta fulminando con lo sguardo ed io, di nuovo, lo ignoro e gli sistemo la ciocca dietro l'orecchio. "Ho fatto con loro una scommessa. Devi baciarmi" dico piano, la mia voce soave e delicata, come se gli stessi facendo le fusa. "Vinco duecento galeoni"
Lui mi fissa. "Non me ne frega un cazzo. Lasciami tornare a studiare o chiamerò la bibliotecaria"
È più duro di quello che pensavo. "Ti darò cinquanta galeoni" Dico.
Mi osserva a lungo, mi sembrano minuti interminabili. Pondera l'offerta. "Cento" decreta.
Lo fisso con sfida ma lui non demorde. "Non hai bisogno di cento galeoni"
"E tu si?" Chiede alzando le sopracciglia.
Sbuffo. "Bene"
"Poi mi lascerai stare?" Domanda con un cipiglio irritato.
Annuisco.
Lui sospira, poi allunga una mano e mi prende per il collo. Non riesco neanche a realizzare quello che sta succedendo che mi tira a se e mi bacia.
Sbatto le palpebre in shock prima di reagire. Afferro la sua cravatta rosso-oro e mi sporgo per avvicinarmi mentre la sua mano libera si posa su un mio braccio.
Le sue labbra sono morbide e calde, il suo piercing preme sulla mia bocca. Quando approfondiamo il bacio noto che sa di cioccolato e lo assaporo gemendo. Lui mi stringe il collo con una piccola pressione ed io gemo di sorpresa, ancora. Succhio l'anellina del suo piercing e la tiro con i denti, lui stringe ancora più forte sul mio collo e mi morde il labbro inferiore, come a dirmi che non sono io a controllare il bacio - mi esce un altro gemito.
Lui sorride sulle mie labbra, poi mi lascia, sento i fischi e le urla dei miei amici e mi chiedo da quanto tempo fanno così, perchè io non ho sentito che Hugo Weasley per diversi secondi.
"Contenta, Zabini?" Chiede guardandomi con i suoi profondi occhi azzurri.
"Possiamo rifarlo?" Chiedo senza rispondere alla sua domanda.
Lui ride leggermente, poi mi lascia andare totalmente e torna a posare la schiena sullo schienale della sedia. "Voglio i miei cento galeoni"
Socchiudo la bocca quando lui si porta una mano al viso e si pulisce le labbra dal nostro bacio, il mio rossetto che gli ha lasciato il colore - guarda accigliato il suo dorso colorato di rosso scuro.
Mi sporgo e gli pulisco la bocca - Hugo sta fermo, rigido, e mi guarda con la coda dell'occhio. "Ancora" Ripeto sussurrando, le mie labbra vicine alle sue.
Si scosta. "Avevi detto che mi avresti lasciato stare" Dice alzando le sopracciglia - sembra come se il mio fascino non gli facesse niente.
Faccio il broncio poi gli do un bacio sulla guancia - lasciandoci volutamente l'impronta del mio rossetto - e me ne vado.
"Pagatemi" Dico allargando le braccia mentre torno al mio posto.
Richard ride. "Lo farò" Claire annuisce.
Sorrido soddisfatta e mi siedo. "Ora lasciatemi studiare"
Loro tornano a parlare, lasciandomi fare quello che devo, ed io non resisto, lancio un'occhiata al Weasley. Mi ritrovo a guardarlo spesso.
*
Hugo's pov
Non so cosa mi è preso ma le sue labbra avevano una bella sfumatura di rosso scuro e il bisogno di farla tacere era lì che mi pregava di farlo. Così l'ho fatto.
E Godric, ne volevo ancora.
I suoi occhioni marroni mi fissavano con la stessa voglia che sentivo anche io, dentro di me, e aveva i capelli scuri scompigliati per la mia presa. Per non parlare di quel bel collo dello stesso marrone caldo del miele, stava perfettamente nella mia mano e ho amato il suono strozzato che ha fatto, quel miagolio di disperazione.
Scuoto la testa e mi concentro sui miei compiti.
*
È appoggiata al tavolo che uso di solito in biblioteca. Alza la testa dalle unghie che si stava ispezionando quando sono abbastanza vicino e, quando mi guarda, si apre in un bel sorriso da predatore, quel ghigno provocatore che le ho già visto in faccia, quello che fa sciogliere e innamorare la maggior parte della popolazione di Hogwarts.
Io mantengo una faccia fredda. "Cosa vuoi?" Le chiedo.
Lei arriccia le labbra in un broncio e inclina la testa. "Cattivo" Mormora tirando su con il naso.
Alzo le sopracciglia e appoggio i miei libri sulla scrivania. "Cosa. Vuoi?" Chiedo ancora, scandendo bene le parole.
Si mette una mano nella tasca della felpa verde scuro che indossa sopra la divisa e poi mi tende qualcosa. "I tuoi soldi" chiarisce.
Guardo la banconota che mi sta tentendo - i maghi sono passati al denaro in carta almeno venti anni fa. Sospiro, non mi interessano i soldi ma non posso dirle che non li voglio, quindi li afferro. Ma lei non li molla.
"Posso studiare con te?" Chiede con un sorriso.
"No, ci sono molti tavoli liberi" Strattono il pezzo di carta, non abbastanza forte per strapparlo, ma Morgan continua a non volerlo lasciare andare. "Zabini" la ammonisco.
Lei sbuffa e mi guarda pregante, come chi non è abituato a ricevere un no, come chi manipola per non farselo dire - ed è esattamente quello che cerca di fare ora con me. "Voglio studiare qui con te" insiste.
La fisso serio, uno sguardo che fa paura, lo stesso che usa su di me mia madre quando faccio qualcosa che non le piace. Ma lei non demorde, quindi faccio un gemito scontento e annuisco. "Bene" borbotto. Lei lascia la banconota ed io me la metto in tasca. "Ma" alzo un dito e glielo punto contro. "Se mi distrai, te ne vai"
"Muta come un pesce" dice portandosi una mano alla bocca. Poi sorride e fa comparire i suoi libri, si siede ed io prendo posto davanti a lei.
Credevo che avrebbe fatto finta di studiare, che fosse una di quelle ragazze che sono vuote tanto quanto belle, invece lei si concentra veramente. Le lancio alcune occhiate, ogni qualvolta che alzo lo sguardo dai miei compiti, e la vedo accigliata mentre scrive e prende appunti dal libro di Antiche Rune. Non è un corso che seguo ma so che è molto difficile, quindi rimango ancora più sorpreso.
Un paio di ore dopo, alza la testa e mi guarda, lo sento sulla pelle ma insisto per ignorarla. Lei non demorde. "Cosa studi?" Chiede curiosa.
"Cosa ti interessa?" Ribatto guardandola.
Lei alza le spalle. "Curiosità"
Sbuffo ma alzo il libro e le faccio vedere la copertina. "Storia babbana"
Morgan inclina la testa per studiarmi. "È il corso nuovo con la professoressa magonò, vero?" Chiede. Annuisco. "Interessante"
Annuisco ancora e la osservo mentre si rimette una ciocca scura dietro l'orecchio, la frangetta lunga che porta la infastidisce. "Cosa vuoi?" Chiedo serio.
Non le ho mai parlato e lei non ha mai parlato a me, nonostante ho spesso sentito i suoi commenti e quelli dei suoi amici su di me e la mia famiglia. Credo di averla sentita chiamarmi sfigato almeno una decina di volte. E non ha mai detto niente quando i suoi amici, i gemelli Nott e quel coglione di Baston, mi urlavano qualche offesa dalle loro scope durante le partite o dopo. Quindi sono curioso, perchè sta studiando con me?
Alza le spalle. "Magari voglio portarti a letto" dice con divertimento.
Trattengo un sorriso derisorio. "Mi pare di averti detto che preferirei qualsiasi buco ma non il tuo, o quello della tua amica" Claire Nott ha veramente pensato che con qualche battutaccia perversa mi avrebbe baciato, dopo tutto quello che lei e suo fratello dicono e fanno.
"Ti ho ignorato, perchè non ci credo" Mormora mordicchiandosi il labbro inferiore, oggi ha addosso un gloss rosa che rende la sua bocca brillante e appetitosa, voglio leccargliela solo per capire se ha un buon sapore come sembra.
"Cosa? Che non sei così irresistibile come credi di essere, Zabini? Perchè sai, non tutti ti vogliono" Dico con una punta di cattiveria.
Per volerla, la voglio. Se potessi afferrarla e imparlarla sul mio cazzo qui e ora, lo farei. Se sapessi che non ci sarebbero conseguenze. Se fossi sicuro che dopo non vorrà umiliarmi insieme ai suoi amichetti.
Ma invece lo farà, quindi non la avrò.
Arriccia la bocca in un broncio e il suo naso si storce. "Ah si? Allora la tua mano sulla mia gola e il piccolo gemito che hai fatto quando mi baciavi li ho immaginati? Non mi pare" sorride lentamente. "Perchè vorrei quella mano ancora, vorrei che stringessi fino a togliermi il respiro. Dopo, annasperei così" Finge di annaspare, esce un suono che mi fa irrigidire il corpo e contrarre il membro. Stringo le mani a pugno, una sulla matita che usavo per scrivere.
Nota bene quello che mi ha fatto, quindi torna a sorridere.
La guardo fisso negli occhi - lei sembra troppo compiaciuta. "Non giocare" la ammonisco.
Morgan si sporge sul tavolo e mi fa un sorriso divertito, totalmente provocatorio. "Altrimenti?" Chiede. "Vuoi fare qualcosa a riguardo... sfigato?" Aggiunge l'ultima parola con un lento sorriso compiciuto.
"Te lo dico ancora: Non. Giocare. Con. Me" ripeto serio.
Lei alza le spalle e mi guarda con sfida. "Ed io che credevo che il piercing e i vestiti da cattivo ragazzo significassero qualcosa" ride e si alza in piedi, fa sparire le sue cose. "Invece sei il debole ragazzino che i miei amici prendono in giro" aggira il tavolo per andarsene.
Le afferro un polso quando è abbastanza vicina e la tiro a me. Sussulta, sorpresa, e inciampa, cadendo direttamente seduta sulle mie gambe.
Non la lascio realizzare, le afferro il mento con una mano e le giro il viso per farmi guardare. "Ripeti quello che hai detto" le ordino serio.
Non se lo aspettava, che avrei reagito, non reagisco mai, ma quello che ha fatto lei è stato più di qualche insulto o presa in giro, e sono determinato a farle capire perchè non deve giocare con me.
Lei, però, si ricompone in fretta, i suoi occhi si animano del fuoco che le ho già visto in viso, ieri e anche prima. "Sei sordo?" Chiede lentamente.
Sorrido e abbasso la mano dal suo mento. E afferro il collo con forza e prepotenza e lei squittisce adorabilmente.
Ringrazio Godric che, essendo domenica, la biblioteca è quasi vuota e che il mio solito posto è appartato. Gli unici testimoni sono i libri della sezione di storia.
"Ripeti" La sfido stringendole la gola.
Lei ansima mentre le tolgo il respiro. "Sfigato" geme la parola con uno sforzo che mi eccita.
Sorrido, un sorriso predatore che la fa miagolare un altro piccolo gemito mentre i suoi occhi sono quasi neri per la larghezza delle pupille. Le sue mani si ancorano entrambe al mio braccio, quello che la sta soffocando, ed io sto attento a capire se mi vuole spingere via, ma lei mi sta solo tenendo, non c'è emozione di paura dentro le iridi scure e ne sono sempre più sorpreso.
"Dovremmo sciaquarti la bocca" le sussurro. "Le brave puttane non parlano così"
Ammorbisco la presa sul suo collo e mi godo la sua vista sfatta e ansimante. Le sue unghie mi fanno male, stringendo talmente forte sul mio avambraccio che so che mi lascerà dei segni, ma non mi importa.
"Non hai idea di quello che hai appena fatto, Morgan" le dico serio. "Ti consiglio di rimangiare tutto quello che hai detto e tornartene ad essere la principessa serpeverde che sei"
Lei mi fissa con shock, poi una sua mano si stacca dal mio braccio e mi afferra la nuca. Tenta di baciarmi ma io sono più forte di lei e le afferro rapidamente i capelli, tirandola indietro e tenendola distante. "Hugo!" Piagnucola.
Scuoto la testa e scocco la lingua sul palato. "Chiedi" Ordino. "Se vuoi fare qualcosa, qualunque cosa, devi chiedere e aspettare la risposta come una brava ragazza" la tengo lontana. "Chiaro?"
"Sì"
"Sì cosa?"
Alza le sopracciglia. "Non sei troppo giovane per farti chiamare signore?" Chiede facendo la bambina petulante.
Le tiro i capelli finchè non segue il movimento con la testa, la fisso dall'alto e la costringo a quella posizione scomoda per punizione. "Se vuoi farti trattare da reginetta, vattene" le mormoro fissandola con superiorità - le piace. "Riceverai una punizione ogni volta che non mi obbedirai"
Fa il broncio, ma annuisce.
"Dimmi che ti è chiaro"
"È chiaro" mormora. Alzo un sopracciglio. "Signore" aggiunge ed io le lascio andare i capelli.
"Se resti, farò quello che voglio" Dico lentamente, voglio che le sia chiaro. Non costringerò nessuno a restare ma da come mi guarda... è una troietta che cerca esattamente quello che voglio darle.
*
Morgan's pov
Oh cielo.
Non sono mai stata così eccitata in vita mia. Ho avuto alcuni rapporti sessuali - meno di quelli che la gente dice - ma non ho mai fatto una cosa simile. Non mi hanno mai punita, non mi hanno mai parlato in modo così rude, sono sempre stata una principessa, mi hanno sempre trattata come tale, sia i miei ragazzi che i miei genitori.
Nessuno mi aveva mai parlato in modo cosi irrispettoso.
Mi ha posto delle scelte, me ne ha poste diverse. Mi ha detto di andarmene, mi ha chiesto di farlo, ma... è così assurdo che io non voglia farlo?
Voglio restare e vedere cosa succede.
Hugo mi guarda a lungo, aspetta. Annuisce quando non scendo dalle sue gambe e ricambio il suo sguardo con determinazione.
"Bene" afferma. "Alzati" ordina.
Non voglio ma mi costringo a farlo.
"Ora, va a sederti al tuo posto" Lo faccio. "Finirò di studiare con calma" mi dice osservandomi, i suoi occhi sono perspicaci, mi segue in ogni movimento. "Poi vedrò di cosa ho voglia"
Metto su un broncio. "Ed io cosa dovrei fare?" Chiedo con tono lamentoso.
Abbassa lo sguardo sui suoi compiti e poi torna a fissarmi. "Toccati" ordina.
Socchiudo la bocca per lo shock e mi guardo attorno. "Ora?"
"Stai questionando il mio ordine?" Assottiglia lo sguardo.
Scuoto la testa e infilo una mano sotto il tavolo e risalgo oltre il bordo della gonna. Rabbrividisco quando riesco finalmente a toccare il mio clitoride gonfio e bisognoso.
"Togliti le mutande e dammele"
La mia testa mi urla di non farlo, di fissarlo come se fosse un pazzo e dirgli di no, ma il mio corpo ha già obbedito all'ordine e mi sto togliendo le sottili brasiliane che porto. Gliele porgo e lui le afferra, se le mette in tasca.
"Ora continua a strofinare quella figa bisognosa. Non venire e non smettere fino a quando non te lo dico"
Piagnucolo ma una sua occhiataccia mi rimette al mio posto. Obbedisco e basta.
Lui mi lancia un'ultima occhiata, poi torna a studiare. Passano dieci minuti, poi venti, ed io non ce la faccio più, ho bisogno di venire o di smettere di toccarmi. "Hugo" piagnucolo supplicante. "Ti prego"
Hugo Weasley alza il capo, mi guarda con sufficenza. "Se sapevi di non essere in grado di gestire questo gioco, non avresti dovuto iniziarlo" Dice serio. "Continua a toccarti e stai zitta, sto cercando di studiare"
Gemo e chiudo gli occhi, le sue parole mi hanno bagnato ancora di più, sento le mie dita fradice e con un piccolo sentimento di sfida le stacco dal mio clitoride.
Lui alza le sopracciglia e fa per rimproverarmi ma io gliele offro. "Ti prego" lo supplico perchè so che, se glielo ordinassi, verrei punita.
Ride e mette giù la penna. Mi afferra il polso rapidamente. Gemo forte quando tira fuori la lingua e lecca i miei umori. Quando mette le mie dita in bocca e succhia, piagnucolo disperata, il mio clitoride pulsa e la mia figa si stringe sul nulla.
"Non ce la faccio più" sussurro pregante. Lui lascia la mia mano e si rimette seduto bene.
"Ho quasi finito" dice e il suo tono è piu morbido. "Aspetta ancora un po'."
Scuoto la testa. "Se mi tocco ancora, verrò"
Sorride con soddisfazione. "Vuoi venire?"
"Posso?" Chiedo con una rinnovata eccitazione.
Scuote la testa e una sua mano scende oltre il bordo del tavolo. Non so cosa fa ma il suo viso si irrigidisce e fa uscire un piccolo sospiro di sforzo. "Il suono dei tuoi gemiti è stata la musica migliore che io abbia mai ascoltato" dice riportando la mano su. "Pensi di essere l'unica che sta per scoppiare?"
Sorrido leggermente e non chiedo mentre mi infilo sotto il tavolo e gattono fino a mettermi in mezzo alle sue gambe.
"Morgan" Usa quel tono rimproveratorio che ha già usato prima e mi fa sorridere divertita.
"Non ci vede nessuno" Poso le mani sulle sue ginocchia e sfrego su e giù - gli strappo un sussulto quando gli afferro l'erezione da sopra i pantaloni della divisa. Scosto la fine della cravatta rosso oro che pendeva sulla zip e sbottono i pantaloni.
Lo vedo guardarmi dall'altro. Geme quando faccio uscire il suo membro duro dalle mutande. "Ti punirò, per aver fatto di testa tua" mi avverte.
Annuisco. "Lo spero"
Fa una risata e scuote la testa. "Non hai idea, Morgan, di quello che ti farò"
Lo ignoro e mi sporgo per leccare la sua punta, lui inspira di forza e mi afferra la testa per i capelli.
"Apri" mi ordina strattonandomi. "Ora"
Proprio quello che volevo.
Apro la bocca il più possibile e lui mi tira a se. Gemo e questo fa gemere lui, il suo cazzo nella mia bocca.
Hugo ha gli occhi azzurri liquidi di desiderio, mi eccita. "Succhia"
Obbedisco.
Salazar, obbedirei a qualsiasi richiesta se me la fa lui.
Si morde il labbro inferiore per trattenere un gemito. "Dammi due colpi sulla coscia se è troppo" mi sussurra, la voce un sussurro ansante.
Annuisco, per quanto posso in questa posizione, e gli stringo le gambe, dandogli il mio consenso.
"Se me lo mordi, ti legherò come un cazzo di salame. Chiaro?" Chiede con cattiveria.
Beh, non so se quella può definirsi una punizione. Non sarei contraria a rendere tutto questo un po' più estremo.
Me lo legge negli occhi e scocca la lingua sul palato. "Puttana deviata" dice con scherno.
Mugugno.
"Ti darò esattamente quello di cui hai bisogno" Afferma.
E lo fa. Mi tira a se e scopa la mia bocca come se fosse la mia figa. Mi viene in gola ed io sono costretta a ignoiare tutto.
Quando mi lascia andare, ho le ginocchia doloranti, il corpo teso e le cosce bagnate dai miei umori. Ho così bisogno di venire che so che non mi servirà che un minimo tocco.
Faccio per alzarmi ma Hugo mi tira per i capelli. "Stai lì" Ordina serio. Si sistema i pantaloni e mette via il suo membro, ancora parzialmente duro. "È la tua punizione. Aspetterai tra le mie gambe come una brava ragazza che io finisca di studiare"
"Per terra?" Chiedo piagnucolando. "Ho bisogno di venire"
"Stai di nuovo discutendo un mio ordine? Solo le brave ragazze ottengono orgasmi" Alza le sopracciglia e mi fa gemere.
"D'accordo" mormoro sistemandomi meglio e appoggiando il corpo ad una sua gamba.
Lui mi guarda a lungo. "Sai che puoi andartene quando vuoi, vero?" Chiede serio, vuole accertarsi che io conosca le regole di questo gioco.
"Lo so" Annuisco. "Voglio fare le brava"
Sorride e annuisce. "Bene"
Sono stanca e eccitata come non mai ma obbedisco lo stesso, voglio farlo, mi piace non dover pensare a niente, venir trattata così.
Appoggio la testa su una sua coscia e chiudo gli occhi. Sento una sua mano posarsi sulla mia testa e sorrido quando si mette ad accarezzarmi i capelli. "Sei stata brava. Resisti ancora un po'." Lo sento sussurrare.
Finisce di studiare una mezz'ora dopo. Mi ordina di alzarmi e di sedermi sul tavolo - lo faccio. E Salazar sa che quando mi ha alzato la gonna, seduto di fronte a me, e ha chinato il viso per darmi un bacio su una coscia, ho rischiato di venire.
"Sai che chiunque può passare di qui e vederti così, vero?" Chiede divertito. "Certo che lo sai, ma non ti interessa, perchè sei una troia esibizionista"
Gemo quando accompagna le sue parole con dei baci e delle leccate alle mie cosce. "Non mi interessa"
Anche perchè lui mi copre con il suo corpo e nessuno vedrà niente, se non Hugo in mezzo alle mie gambe.
Sorride e, finalmente, mi lecca direttamente l'entrata. Gemo e mi contorco. "Cazzo" mugugno, tentando di tenere i miei gemiti bassi, perchè nessuno ci senta.
"So che vuoi farlo, quindi vieni per me" mi dice dolcemente. "Coraggio, tesoro" piagnucolo mentre mi infila dentro due dita. Non ci mette molto a farmi venire, basta qualche spinta potente e una piccola pressione sul mio clitoride arrossato e pulsante.
Gemo il suo nome e lui me ne da un altro, questa volta si impegna un po' di più, struscia un dito sul mio ano e ne mette tre dentro la mia figa.
"Non ce la faccio" mi lamento singhiozzando gemiti uno dopo l'altro. "Non... posso"
"Non mi interessa" Dice dandomi un morso forte alla coscia. Gemo e mi agito, lui mi tiene ferma. "Ne voglio un altro, anche se dovessimo stare qui ore"
Non stiamo qui ore, perchè io vengo due minuti dopo.
Mi aiuta a sistemarmi ma non mi restituisce le mutande. "Andiamo" supplico.
Ride e si allenta la cravatta mentre pulisce con un incantesimo le macchie di umidità che ho lasciato in giro. "No" decreta. "Me le terrò"
"Per farci cosa? Sono le mie preferite, dai"
Si china sul mio orecchio, tirandomi a se con un braccio attorno alla mia vita. "Me le avvolgerò attorno al cazzo e ti penserò quando mi farò una sega" sussurra.
Ansimo piano e mi appoggio al suo petto. "Perchè non usi me, invece delle mie mutande?" Chiedo. Salazar, suono così disperata.
"Userò entrambe" mi da una sculacciata leggera e mi lascia andare. "Ci vediamo in giro" e se ne va.
Lo fisso camminare via, il libro di storia babbana in mano.
Non si gira neanche una volta a guardarmi.
Ma cosa cazzo gli ho appena permesso di farmi?
*
Non so cosa ci faccio qui, di domenica, mentre i miei amici sono a Hogsmeade a bere burrobirra e divertirsi. Ma è passata una settimana ed io non sono riuscita a pensare ad altro.
"Ancora?" Chiede Hugo quando arriva. Appoggia le sue cose sul tavolo della biblioteca, il suo solito, e mi guarda con serietà.
"Ti prego" Supplico.
Lui ride. "Sotto il tavolo" ordina. Faccio per obbedire. "Devo studiare, quindi fa in modo di non distrarmi" Annuisco e lui mi lascia andare. "Vai"
Obbedisco. Lo tocco per tutto il tempo in cui studia, viene nella mia bocca due volte nelle tre ore seguenti, ed io alla fine ottengo lo stesso trattamento.
Torniamo ad ignorarci appena usciamo dalla biblioteca ma quando ci siamo dentro è tutta un'altra storia. E ne avevo proprio bisogno.
*
"Guarda quello sfigato" Claire mi da una gomitata ed io seguo il suo sguardo.
Hugo ha i capelli legati, il piercing che brilla alla luce del sole, e sta leggendo seduto su uno dei muretti del portico.
"Vuoi divertirti?" Le chiede Richard. Claire annuisce eccitata.
"Smettetela con le cazzate, voi due" Borbotto alzando gli occhi al cielo.
Mi ignorano entrambi e vanno verso di lui. Austin mi circonda le spalle con un braccio mentre li seguiamo.
Claire si lascia cadere sulle gambe di Hugo. Lui allontana il libro e la guarda confuso. "Ciao, Hugo" dice lei dolcemente.
"Togliti di dosso" le risponde lui. Mi lancia un'occhiata quando ci avviciniamo.
"Rifiuti la mia ragazza, Hugo?" Gli chiede Rich. "Non credi che sia abbastanza bella?"
Hugo spinge via Claire e si mette in piedi. "Credo che abbia la personalità di un calzino" Dice irritato. Si pulisce i pantaloni con disgusto. "E ha anche l'odore, di un calzino"
Sopprimo un sorriso mentre Claire si offende. "Ma come ti permetti?"
"Mi si è appiccicato addosso, che schifo" Rincarna la dose. Mi lancia un'altra occhiata e alza le sopracciglia, fissando il braccio di Austin. Io sorrido e lo sfido con lo sguardo a dire qualcosa - non lo fa, ovviamente, ma scommetto che domani mi punirà a dovere.
"Non ti interesserà mica il parere di uno sfigato, vero Claire?" Le chiedo divertita.
Claire si rianima e annuisce mentre Richard la attira a sè. "Guarda a come parli alla mia ragazza"
"La tua ragazza ha bisogno di un collare e un guinzaglio, così da non cadere nelle braccia di altri ragazzi" Gli risponde Hugo. Mi guarda. "E qualcuno deve metterlo anche a te, il collare, Zabini"
Sorrido divertita. "Possono provarci" lo sfido.
Lui mi fissa, accenna ad un sorriso. "Vedremo" mormora prima di spintonarci e andarsene.
Claire si lamenta di quello che Hugo le ha detto tutto il giorno.
E domenica, mi lamento io, mentre Hugo Weasley mi manda via senza darmi nessun orgasmo, dopo che io ho ingoiato due dei suoi e ho tenuto un cazzo di plug dentro di me per quasi quattro ore.
*
"Voglio di più" mormoro mentre ci sistemiamo i vestiti, due mesi dopo che abbiamo cominciato questo gioco.
Hugo alza la testa e mi guarda. "Non possiamo scopare in biblioteca, Morgan" dice e mi parla con pazienza ed esasperazione, come se fossi una bambina.
"Oltre a quello" borbotto. "Voglio di più" insisto.
Lui mi fissa serio. "Sai cosa significa, vero?" Chiede. Annuisco. "E lo sai che non sarò così, in pubblico. Non ti chiederò di sederti ai miei piedi o di obbedire ad ordini che non sono socialmente accettabili. Io non sono così, nella vita vera"
"Lo so" mormoro piano. "Voglio smettere di vederci ogni domenica qui, voglio di più di questo"
"Vuoi aumentare i giorni della settimana?" Chiede gentilmente.
"Voglio che non duri qualche ora ogni domenica. Voglio che duri di più. Voglio..." ho paura di dirglielo.
"Dimmi cosa vuoi, Morgan" ordina, il tono duro ed io non posso ignorarlo, due mesi ad obbedire mi hanno insegnato che fare la brava mi porta più vantaggi che non farla.
"Un ragazzo" sussurro.
"Alza la voce"
Lo guardo male, perchè so che mi ha sentito. "Voglio un ragazzo. Voglio sedermi sotto il tavolo mentre studi e obbedire ai tuoi ordini, ma voglio anche tenerti per mano e baciarti e smettere di ignorarti quando ti passo accanto. Non ce la faccio più a fingere che guardarti solo non mi ecciti"
Fa un mezzo sorriso. "E i tuoi amici?"
"Non sono così male" Mormoro. "E mi vogliono bene, quindi non smetteranno di parlarmi se mi metto con lo sfigato"
Alza le sopracciglia. "Come hai detto?"
In questi mesi ho anche imparato che amo le punizioni. "Sfigato" ripeto.
Lui sorride, un ghigno inquietante. "Bene" afferma. "Questa parola ti costerà molto" mi afferra il mento e mi guarda con disgusto. "Forse un giorno lo imparerai" e mi lascia andare. "Seguimi"
Lo faccio, fino alla sua stanza da caposcuola. Finalmente, mi scopa, non prima di avermi punita - avrò il culo rosso e dolorante per giorni. E la mattina dopo mi aspetta e mi porge la sua mano quando ci incontriamo a colazione. Io sorrido e gli do un bacio, davanti ai miei amici e a Hogwarts.
Continuo a infilarmi sotto il tavolo quando studia, ma ora conosco anche l'altro Hugo. Quello premuroso e attento, che mi da la sua giacca quando ho freddo e mi coccola quando ne ho voglia.
E non credevo che provocando il silenzioso e freddo ragazzo che ho spesso chiamato sfigato mi avrebbe portato a questo.
Uhm.
Io non so cosa dire.
Non avevo ancora scritto niente su Hugo, quindi ho dovuto rimediare.
Spero vi piaccia (?)
Baci
H
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