Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

#51. Gattina

🔴

51. Gattina

È stata una mattinata di merda. Ho avuto un incubo che mi ha svegliato alle cinque di mattina, non sono riuscito ad riaddormentarmi e neanche a spegnere la testa, per questo sono andato ad allenarmi a quidditch, per smettere di pensare. La preside mi ha rimproverato a colazione, per questo, e la mia giornata aveva sopra una grossa nuvola nera, infatti mi stanno evitando tutti. Eppure...

Scoppio a ridere. La cosa è così divertente che mi piego e poso le mani sulle mie ginocchia.

"Cazzo, grazie tesoro, mi hai migliorato il pomeriggio" Rido.

Lei non mi risponde ma vedo il suo odio nei suoi occhi verdi.

Mi riprendo e cerco di smettere di prenderla in giro. "D'accordo, cosa si fa adesso? Vuoi andare dalla McGranitt?"

Credo che l'occhiata spaventata che ha sia un sì.

Non ho niente in comune con questa donna, siamo ai poli opposti di due poli opposti. Non ci odiamo, ma neanche ci amiamo, ci sopportiamo a malapena e ci evitiamo spesso, solo che siamo compagni a Pozioni e questo è un problema mio quanto suo.

"Vieni qui" mi chino per prenderla in braccio e lei mi soffia contro.

Scarlett Nott mi guarda con i suoi occhioni da gatto. Non mi sorprendo che sia il suo animagus, ha l'aspetto e il carattere di un micio nero.

Sfortunatamente, la trasformazione non è stata voluta ma è stata causata dalla pozione a cui stiamo lavorando, aveva come scopo quello di rafforzare le trasfigurazioni in anumagus, perchè queste prendono molta dell'energia del mago, ma abbiamo sbagliato qualcosa, perchè Scarlett è un gatto e sta per cavarmi gli occhi con le unghie.

"Andiamo, ti devo portare dalla preside e quelle zampette ti faranno stancare"

Scarlett continua a guardarmi male.

"D'accordo" borbotto. "Che sia mai che ti fai aiutare da Lorcan Scamander"

Miagola e sono quasi sicuro che mi stia mandando a farmi fottere.

"Va bene, micietta, dovrai seguirmi però e oggi è venerdì, c'è la mia partita contro i grifoni tra poco, quindi se ti calpestano mentre cerchi di starmi dietro saranno affari tuoi"

Lo so che è testarda, quindi mi chino e avvicino le mani. Lei mi guarda a lungo, poi fa uno sbuffo indignato e si avvicina per farsi prendere in braccio.

Mi guarda e miagola ancora, in modo lento e aggressivo, mi avverte ma io la ignoro e le gratto il capo. "Cazzo" sibilo quando mi graffia la mano. "Non fare la stronza" borbotto mentre me la tiro su una spalla. "Ecco, stai qui, cosi io non ti tocco e tu non ti innervosisci"

Si accoccola su una mia spalla ed è così piccina che ci sta perfettamente. So che non lo fa apposta, quando si mette a fare delle leggere fusa.

*

La McGranitt sembra esausta e esasperata. "La pozione ha una sua scadenza, non supera in genere i dieci giorni, quindi aspetterete che passi"

Scarlett si incazza, la sua coda nera si ingrossa e salta sulla scrivania. Non si preoccupa di mascherarsi e fulmina la preside con lo sguardo.

"Mi dispiace, signorina, ma non posso fare niente altro, è il mese degli esami e non ho la testa per aiutarla in questa sciocchezza"

Se possibile, Scarlett diventa ancora più incazzata. Mi avvicino rapidamente e la prendo in braccio, ignorando le sue unghie, che scavano nella pelle del mio avambraccio. "Grazie, aspetteremo, l'importante è che Scarlett sia esentata dalle lezioni"

"Parteciperà, invece, e signorino Scamander, sarà lei il suo responsabile"

La gatta affonda ancora di più le unghie sul mio braccio e fa un male porco, ma sopporto, perchè sono sempre stato bravo a sopportare e stare in silenzio, sono un maestro dell'autocontrollo ed è per questo che la ragazza - ora gatto - tra le mie braccia mi sopporta poco, perchè lei è molto brava, invece, a farsi prendere dalla rabbia.

"Bene" mormoro, anche se onestamente preferirei starle lontana mentre ha degli artigli e denti che mi potrebbero strappare la carne. "La terrò aggiornata, buon pomeriggio" ci salutiamo e me ne vado, Scarlett stretta sul mio braccio. "Cazzo, fai male, smettila" la rimprovero quando siamo soli.

Lei mi guarda male, ancora, ma allenta la presa fino a ritirare totalmente gli artigli.

"Bene, brava gattina" Mi graffia ed io rido. "Non ti piace il nomignolo?"

Gira il viso e mi ignora. Rido ancora e la rimetto su una mia spalla, lei posa la testa sul mio collo e scommetto chiude gli occhi. So che i gatti dormono molto, quindi non mi sorprenderei se lo facesse anche lei, è risaputo che gli animagus prendono molte carattetistiche del loro animale quando sono trasformati in questo.

"Aw, ma che carino" Strilla una ragazza con  la divisa serpeverde. "Posso accarezzarlo? È un maschio o una femmina?"

Non riesco a rispondere perchè la ragazza allunga una mano verso Scarlett. La gatta apre gli occhi assassini e con una zampata graffia la poveretta.

"Non le piacciono le persone" dico tranquillo. "Dovevi aspettare che ti rispondessi"

La ragazza mi guarda male e poi va via.

"Non puoi fare così, Scar, è cattiveria"

Per tutta risposta, torna a posare la testa sul mio collo e a chiudere gli occhi.

Lys mi raggiunge trotterellando, ha un'espressione confusa in viso quando guarda il micio nero sulla mia spalla. "Mi sono perso qualcosa?" Chiede accigliato.

Entriamo insieme in sala grande e mi segue mentre vado verso la mia tavolata. "Niente di che, sono solo diventato babysitter, o catsitter, a questo punto" 

Scarlett fa un leggero ringhio ed io sospiro, Lysander sembra ancora più confuso. "Il gatto ti ha capito?" Chiede con dello shock nella voce. 

Sospiro stancamente e mi siedo in un posto vuoto nella tavolata dei corvi, Lys si accomoda davanti a me e mi fissa, non vuole lasciare perdere. "Il gatto è Scarlett" borbotto servendomi della carne. "Scendi" do un colpetto con un dito al micio - e ovviamente, mi ignora. "Scendi, Scarlett" dico di nuovo, sono irritato e affamato e a tanto così dal tirarla giù dalla mia spalla con una spinta.

"Scarlett?" mormora Lys. "Aspetta, quella Scarlett?"

"Scendi, porco Salazar, devo mangiare" E Scarlett fa un borbottio infastidito, seguito da un miagolio di protesta. "Sto per cacciarti"

"Aw, ma che carino" dice una ragazzina, sedendosi di fianco a me.

Le scocco un'occhiataccia. "Se la tocchi, avremo un problema" Sibilo freddo. Lei abbassa la mano, che era pronta a toccare il gatto e a venire martoriata, e se ne va con un broncio offeso. 

"Scarlett Nott" Sussurra ancora Lys, come se non avesse ancora realizzato la cosa. 

Afferro il micio con una mano, Scarlett mi agguanta il dorso con le unghie ma io sopporto e la poso di malo modo sul tavolo. "Cazzo" sibilo guardandomi la mano. "Brutto gattaccio" le borbotto contro. 

Lei mi guarda male, gli occhietti verdi incazzati, poi, con un certo compiacimento, comincia a leccarsi una zampa. 

"Mangia" Le dico posandole davanti un pezzo di pollo. 

Scar mi ignora e continua a leccarsi. Io sospiro e comincio a mangiare.

"Scarlett, porca merda" Lys mi guarda fisso, poi torna a guardare il micio.

"Non pensarci troppo" Borbotto masticando la verdura che ho messo nel piatto.

Guardo con la coda dell'occhio Scarlett, che trotterella fino a me e mi si mette davanti, dandomi la schiena e abbassando la testolina. La fisso con confusione mentre morde il mio pollo e mangia dal mio piatto senza alcun problema.

"Oh oh" Dice Lys. "Sei adorabile, ma Lorcan odia condividere il piatto o il bicchiere, è paranoico e schizzinoso" le sussurra.

"Non sono schizzinoso" borbotto afferrando Scarlett e spingendola più in là. "È solo che è roba mia. Ti ho dato il tuo cibo, Nott" 

Mi fulmina con gli occhi e torna a mangiare dal mio piatto, snobbando il pollo che le ho messo sul tavolo.

"Credo che non le piaccia mangiare sul tavolo, dovresti metterle un piatto" Mi dice mio fratello.

Lo guardo un attimo. "Come fai a saperlo?" 

Alza le spalle. "Lo sento, la mamma dice sempre che ho un dono nel capire gli animali, sei tu che sei cinico" 

"D'accordo" mormoro. Prendo un piatto libero e ci metto sopra un nuovo pezzo di pollo. "Ecco a te, principessa" Dico il nomignolo con ironia. Lascia il mio piatto e va a mangiare dal suo, almeno. 

"Te l'avevo detto" dice il mio gemello con divertimento. "Ora, mi racconti cosa è successo?"

Dico tutto a Lys, nel mentre diverse persone mi approcciano per accarezzare il micio e devo dire loro che è aggressiva diverse volte, alcuni mi ascoltano, altri mi ignorano o non faccio in tempo a dirglielo, fatto sta che tornano al loro posto con dei graffi sulle mani. 

"Bene" dico serio. "Hai due opzioni, o vieni con me alla partita, mi guardi giocare e torni con me dopo, stando con mio fratello sugli spalti, o resti qui, hai la cuccetta che ti ho creato - così puoi dormire qui e non tornare nel dormitorio serpeverde -, acqua e cibo e la terra per i bisogni, in bagno. Decidi" 

Scarlett mi guarda a lungo ed io mi sento stupido a parlare con un cazzo di gatto, soprattutto se questo è la stronza che non sopporto da quando avevo undici anni. Poi, lei mi da la schiena e trotterella tutta tranquilla fino al mio letto da caposcuola, poi ci salta sopra e va ad accoccolarsi sul mio cuscino.

"Ho detto cuccetta" Dico indicando l'ammucchiata di coperte che le ho fatto due minuti fa. 

Mi ignora e comincia a fare le fusa - non ho la minima idea di come un esserino tanto piccolo, che può avere poco più di un anno, riesca ad essere così rumoroso.

"Scarlett!" Sibilo.

Cazzo, nessuno mi ha mai trattato come questa ragazza, nessuno non ha paura di me. Le persone mi evitano, mi guardano con timore solo perchè tendo a stare per conto mio e non ho paura di dire come la penso. Eppure, questa dannata stronza non si fa intimidire.

Grugnisco di fastidio. "Come ti pare, sono troppo in ritardo per discutere con te" Lei fa un miagolio e so che mi sta prendendo in giro, la vedo, che mi da una risposta sarcastica nella lingua dei gatti.

*

Mi sveglio boccheggiando, cercando aria e stringendo le coperte tra le dita come se mi potessero sfuggire.

Poso la testa sulle ginocchia e respiro profondamente, è l'unico modo che ho per calmarmi dopo un incubo, l'unico che mi tranquillizza.

Sussulto quando del pelo mi tocca il gomito nudo, poi guardo verso il gattino nero che è di nuovo sul letto.

"Ti avevo detto di scendere" mormoro con stanchezza.

I suoi occhi brillano al buio e sono inquietanti. Fa un basso miagolio.

"Mi dispiace averti svegliato" sussurro. "Torna nella cuccia, farò silenzio"

Miagola ancora ed io accendo le luci per guardarla.

"Di cosa hai bisogno?" Chiedo stropicciandomi gli occhi. "Acqua? Cibo?" Mi alzo e vado in bagno. "Cazzo, ora devo anche pulire la tua merda" borbotto guardando la lettiera sporca. "Bella giornata del cazzo"

Scarlett mi segue e mi guarda mentre pulisco. Inclina la testa in un modo buffo e mi fa sorridere, la sua coda ha uno scatto e le sue orecchie si drizzano.

Mi viene incontro piano, mi guarda a lungo e con circospezione prima di strusciare la testa sulla mia gamba.

"Mh, ora fai la gentile? Dopo avermi rubato il letto e il cibo?" Chiedo chinandomi per prendera il braccio.

Lei mi fulmina con lo sguardo, come a dirmi di non esagerare, ma non mi graffia e non mi ringhia contro, cosa che reputo un buon passo avanti.

"Vieni, torniamo a dormire, mancano diverse ore alla colazione" le accarezzo il pelo con delicatezza e senza pensarci troppo me la poso sul petto, quando mi sdraio sulle coperte.

Lei comincia a fare le fusa, sembra un trattore e rido.

"Le tue fusa sono poco delicate" dico divertito, le gratto il mento e lei appoggia la testa sul mio palmo.

Ci addormentiamo entrambi, come sottofondo il brontolio da trattore che chiama fusa.

*

"Oh cazzo, che mal di testa" Qualcuno si agita, sopra di me, ed io spalanco gli occhi per trovarmi davanti quelli verdi di una certa ragazza di mia conoscenza. Lei sgrana lo sguardo, poi mi spintona e rotola via da me. "Toglimi di dosso quelle manacce schifose!" Sibila afferrando la coperta e coprendosi il corpo nudo.

"Sei tornata" mormoro mettendomi lentamente seduto, mi passo una mano tra i capelli e sospiro.

"Sono tornata? Tutto qui? È tutta colpa tua, brutto stronzo arrogante! Volevi aggiungere quell'ingrediente, ed io, idiota, te l'ho lasciato fare!" Si agita e scende dal letto.

I suoi capelli neri si agitano con lei, arruffati come il pelo del suo animagus, gli occhi verdi mandano lampi.

"Stronzo!" Si liscia la chioma, poi mi guarda ancora male, e succede un cosa strana - lei scompare e la mia coperta cade sul pavimento, poi un piccolo micio nero spunta fuori da sotto e ha tutte le caratteristiche incazzate di quando era umana.

"Oh" dico piano. "Non ti piacerà"

Miagola furiosa, poi si ritrasforma. "È anche incontrollabile! Mi sta sballottolando, ed è tutta colpa t- miao"

No, non le piace affatto. "Smettila di agitarti, ora troviamo una soluzione"

Mi miagola contro e smette totalmente di ritrasformarsi. Ci guardiamo per diversi minuti, quando entrambi constatiamo che non tornerà umana, io tiro un sospiro di sollievo, e la stronza mi soffia contro come una pazza.

"Devo scriverlo negli appunti" mormoro andando verso la scrivania. "Sei instabile. Perchè durante la notte ti sei ritrasformata? Dobbiamo capirlo"

Lei ringhia ed io la ignoro e continuo a scrivere le mie idee sul mio quaderno.

"Bene, ora io vado in bagno, faccio una doccia e mi cambio, e tu eviti di distruggermi la stanza per la rabbia, okay? Poi andiamo a fare colazione" le dico quando mi volto verso di lei.

Fa un miagolio acuto e lungo, le orecchie dirizzate e la coda che si agita nervosa - nella lingua dei gatti significa che è furiosa da morire, ne sono certo.

La ignoro, ancora, e vado in bagno a fare quello che ho detto le avrei fatto. Mi cambio, indosso la divisa corvonero e le scarpe tirate a lucido, e poi esco, pronto a trovarla ancora incazzata. Ma...

Lei non c'è.

"Scarlett?" La richiamo. Cerco ovunque, continuo a chiamarla. "Scarlett! Cazzo, non ho tempo per questo, ti lascio qui e me ne vado"

Ma non c'è. Lancio un'occhiata alla finestra aperta ma è impossibile che sia uscita da lì, siamo su una torre a decine di metri da terra, e sta nevicando fitto fitto, ma la porta è chiusa ed è l'unica altra uscita. Il mio cuore si stringe di paura ma controllo ugualmente fuori dalla finestra. Il bordo di marmo è largo una quindicina di centimetri, potrebbe camminarci tranquillamente, se è disposta a saltare verso il tetto piu in basso e continuare a saltare fino ad arrivare a terra.

Un miagolio mi fa alzare la testa verso una cupola vicino alla torre. La individuo subito, una palla di pelo nera che trema sul bordo.

"Cazzo" ringhio, poi rientro e afferro la scopa dall'armadio. Quando la raggiungo, è bagnata fradicia e trema come una foglia, la infilo sotto il mio maglione e rientro nella stanza. "Come ti è saltato in mente?" Sibilo lanciando la scopa a terra e correndo in bagno. "Beccarti un'ipotermia solo perchè sei una stupida orgogliosa e testarda"

Lei continua a tremare mentre apro l'acqua calda della vasca e ce la infilo dentro. Mi tolgo rapidamente i vestiti ed entro con lei, mi siedo nell'acqua calda e me la tiro addosso per riscaldarla, le accarezzo il pelo e cerco di darle tutto il calore possibile mentre trema e miagola piano.

"Stupida" sussurro continuando ad accarezzarla e bagnarla di acqua talmente calda che mi sento bruciare la pelle. "Stupida idiota" continuo a borbottare.

Mi calmo solo quando smette di tremare, infila la testa sotto il mio mento e si aggrappa a me con le unghie - mi danno fastidio ma non glielo dico, perchè so che è lo spavento e non perchè vuole effettivamente ferirmi.

Mi abbasso ancora di più, nella vasca, perchè l'acqua la raggiunga. Lei miagola ancora, poi, in un lampo non ho piu una cosina da un chilo e mezzo sul petto, ma una ragazza adolescente nuda e tremante. Il cambio di peso mi sorprende e quasi mi annega, quando la mia testa scivola giù, oltre la superficie dell'acqua, perchè sul mio petto c'è accoccolata la versione umana di Scarlett Nott.

"Cazzo" mugugno, poi le circondo la vita e mi tiro su seduto, sorpreso dalla sua repentina trasformazione.

"Ho freddo" sussurra tremando. "Perchè continuo ad avere freddo?"

"Perchè sei uscita in una mezza bufera con dieci gradi sotto zero, solo perchè sei troppo testarda"

Scarlett alza la testa, quegli occhioni verdi cercano i miei e mi guarda. "Perchè mi hai capito?" Sussurra.

"Perchè sei umana" dico serio. "Ora, tu sei nuda, io sono nudo, e questa situazione mi piacerebbe solo se non sapessi che tu la odieresti"

Sbatte le palpebre alcuni secondi, poi le sgrana e indietreggia velocemente alla parte opposta della vasca, coprendosi i seni con un braccio e l'intimità con l'altro. "Perchè sei nudo?" Chiede con una voce che potrebbe spaccare un calice di vetro, eppure continua a tremare e ha le labbra blu.

"Perchè eri in ipotermia! Come ti salta in testa di uscire con la neve?"

"Ero arrabbiata" borbotta con uno sguardo assassino in viso.

"Quanto tempo sei stata lì prima che ti trovassi? E se non ti avessi trovata? Perchè non sei tornata indietro?" Non è l'unica a essere furiosa, e non mi importa minimamente che siamo entrambi nudi nella vasca.

"Credo quindici minuti" mormora sbuffando.

"Perchè non sei tornata dentro?"

Questa volta, arrossisce leggermente e gira il capo verso destra, non mi guarda.

"Vuoi rispondermi, cazzo?" Chiedo alzando la voce.

Lei sbuffa ancora e mi guarda. "Soffro di vertigini" borbotta a così bassa voce che non sono sicuro di aver sentito bene.

"Come?" Chiede. Mi guarda male, questo significa che non me lo ripeterà. "E come hai fatto ad arrivare fino a lì?"

"Non ci ho pensato, in un primo momento era come se il gatto sapesse cosa fare, poi ho guardato giù e mi sono paralizzata"

"Tremi" sussurro guardandola bene. "E sei troppo pallida. Vieni qui" Con un incantesimo rendo l'acqua più calda.

Mi guarda male.

"Vieni qui, Scarlett, hai bisogno di calore umano"

"Credo che basti l'acqua calda" dice abbassandosi fino a sfiorarla con la bocca.

"Non basta" rispondo serio, ma la lascio fare e la vedo, mentre continua a rabbrividire. "Non mordo" aggiungo. "Non come te" dico mostrandole il segno dei suoi artigli sulle mie mani.

Fa un piccolo sorriso soddisfatto, ma un altro brivido lo spezza. "Se mi tocchi troppo, mi sentirò autorizzata ad afferrare e strappare una cosa di cui ti importa molto" dice abbassando lo sguardo su ciò che l'acqua copre.

Rido e allargo le braccia e le gambe. "Andiamo, non ho tutto il giorno, gattina"

"Non chiamarmi così" borbotta, eppure si avvicina e si rifugia nel mio abbraccio. Rabbrividisce più forte ed io le accarezzo la schiena, infondendole calore. "Mh" mormora infilando la testa sotto il mio mento come aveva fatto poco fa il suo animagus. "Hai un buon odore" mormora piano. "Anche la gatta lo notava, per questo le piaceva il tuo letto"

"Perchè ne parli come se fosse staccata da te?" Chiedo curioso.

"Ero io ma, non lo so, c'era anche lei, sai, come se fossi stata un vero gatto, con tutte le loro qualità. Ho giocato con un cazzo di filo ieri pomeriggio, la gatta l'ha adorato, e se ci ripenso ora, è imbarazzante"

Le mie carezze aumentano e la stringo più forte perchè continua a tremare come una foglia. "Andiamo a letto" le dico tirandola su di peso. Lei sussulta ma non dice niente e si fa trasportare fino al mio letto.

La asciugo e le lancio qualche incantesimo calorifero ma non funziona molto e trema mentre si avvolge nelle mie coperte e posa la testa sul mio cuscino.

Mi infilo delle mutande, solo perchè così non impazzisce e decide di attuare la promessa che mi ha fatto prima, e poi la raggiungo.

"Se continui così dovremmo andare in infermeria"

"No" dice scuotendo la testa. "No, ce la vediamo da soli, niente infermeria"

Ne ha il mio stesso trauma, lo so, sua madre è morta in ospedale come mio padre, quindi non dico niente e mi infilo nel letto con lei. "Non smette" sussurro dopo una manciata di minuti. "Non dovevo metterti in acqua, cazzo, è stato un errore ma ero in preda al panico"

Lei mi stringe il corpo più forte, la sua pelle è gelida e mi spaventa. "Ho bisogno di altre coperte" sussurra piano. Le faccio comparire immediatamente sopra di noi.

"Devi alzare la temperatura corporea" dico massaggiandole ogni porzione di pelle che riesco a trovare.

Alza la testa, rannicchiata contro di me, e mi osserva per qualche secondo prima di allungarsi verso il mio viso. Le sue labbra sono gelide, quando toccano le mie, e so esattamente quello che cerca di fare, quindi la stringo più forte e la bacio di rimando.

Sa di neve e gelo, mi sembra di baciare un blocco di ghiaccio e mi domando se non mi abbia mentito, quando mi ha detto che era lì fuori da soli quindici minuti, o se forse è perchè era in forma gatto che è andata in ipotermia cosi in fretta.

Mi sollevo sopra di lei e passo le mani sul suo corpo più volte, toccando la pelle morbida dei fianchi e della pancia e non mi sorprendo particolarmente quando le sfioro un piercing che ha all'ombelico. Lei geme e la sua bocca si riscalda, continua a strusciarsi su di me ed io su di lei e non ci vuole ancora molto perchè la sua temperatura salga.

Mi stacco per respirare e la guardo con sorpresa. "È stato strano" mormoro senza staccare gli occhi dai suoi.

"Mhmh" borbotta. "Molto strano"

Mi chino ancora e le sfioro di nuovo le labbra con le mie, ora sono arrossate e gonfie ed è tutto merito mio. "Meglio?" Chiedo in un sussurro.

"Si, non ho più freddo" Ha il respiro pesante e le parole le escono ansanti.

"Sicura?" Chiedo scorrendo con le labbra al suo mento, poi alla sua mascella, le mordo il collo quando lo raggiungo e lei si innarca contro di me. "A me sembri ancora infreddolita" dico con divertimento.

Fa uno sbuffo molto simile ad una risata. "Lo dici solo perchè vuoi entrarmi nelle mutande" dice, ma non è offesa o spaventata quindi non mi tolgo e le mordo ancora il collo.

"Non porti le mutande" sussurro alzando gli occhi per guardarla. "Non porti niente, gattina"

Sorride, un ghigno che è tipico di lei. "Beh, allora forse ho ancora un po' freddo"

"Si?"

Annuisce ed io non perdo tempo, scivolo lungo il suo corpo e bacio ogni sprazzo di pelle che incontro. Mi concentro sul suo seno, è grande e pieno e la sua pelle è liscia come crema. Prendo un bocca un capezzolo e lei sussulta, facendo un profondo gemito di gola, rido e le do un piccolo morso sul bottoncino sensibile, che la fa agitare ancora.

"Non diventare gatto, o sarebbe molto imbarazzante" mormoro scivolando sulla sua pancia. Le bacio lo stomaco fino al piercing.

"Non ricordarmelo" Mi tira i capelli ed io rido. "Credo si sia fermato" mugugna, ansima forte quando le mie labbra raggiungono il bordo del suo monte di venere.

"Dici? Come fai a saperlo?" Chiedo, divertito dal modo in cui si agita sotto la mia bocca.

"Lo sento... AH" Mi strattona i capelli con la mano che ci è infilata dentro e inarca la schiena verso di me quando lecco la pelle liscia del suo inguine.

"Hai un buon sapore" sussurro roco. "Fammi controllare se è buono anche qui sotto" dico dolcemente. Le sfioro con le labbra il clitoride e lei geme - strilla più forte quando appiattisco la lingua contro la sua entrata e lecco piano i suoi umori. "Sei fradicia, gattina"

"Ti odio" grugnisce - poco delicata, come le fusa del suo animagus.

Le tengo fermi i fianchi con le mani quando la lecco ancora, e come previsto lei si agita troppo, il suo corpo che, inevitabilmente, cerca di cavalcare la mia lingua. "In questo momento, mi adori" dico ridendo all'occhiataccia che mi lancia. Porto le labbra al suo clitoride, è duro e lo succhio piano, cercando di capire cosa le piace e cosa no - è un grande ed enorme no per i denti, quindi smetto di usarli, quando si ritira e mi tira i capelli con una forza che non è eccitante ma solo dolorosa.

"Fammi venire" mi sussurra disperata. "Ti prego, smettila con questi giochi del cazzo" Ansima e grugnisce ancora, in quel modo poco delicato, quando infilo il dito medio dentro di lei. "Cazzo" geme. "Ti odio"

"Ripetilo ancora" dico mentre aggiungo un altro dito. Mi sollevo per guardarla negli occhi ma la tengo ferma con una mano, voglio avere il controllo e lei me lo da senza alcuna discussione. "Dillo ancora"

Si morde forte il labbro inferiore, per trattenere i gemiti, e mi guarda con una lussuria accecante che mi manda una fitta di doloroso piacere al membro. "Ti odio"

"Ancora, gattina" dico serio. "Dimmi che mi odi, mentre questa figa pulsa e si bagna attorno alle mie dita"

"Oh" Grugnisce e trema. Le manca poco, lavoro più velocemente e violentemente e mi chino per leccarle il clitoride.

"Andiamo" le sussurro. "Andiamo, fa la brava, vieni per me" le sue pareti sono strette e fradice e faccio scivolare la mano nei miei boxer.

Gli occhi verdi di Scarlett si spalancano quando mi metto in ginocchio e mi prendo il cazzo in mano. "Oddio" Chiude gli occhi e si inarca contro le mie dita, prendendole ancora più in profondità, le sue pareti pulsano e si stringono ancora di più.

La guardo sorpreso. La eccita davvero? "Vuoi essere cosparsa dal mio orgasmo?" Chiedo provocatorio. Lei apre gli occhi, e il fuoco che è dentro mi fa dare una stretta piu forte alla mia erezione. "Vuoi essere coperta di sperma? È questo? Quella fame che vedo è perchè mi sto toccando davanti a te, piccola pervertita?"

Mi faccio sparire le mutande di dosso con un gesto della mano. Quando do il primo strattone alla mia dolorosissima eccitazione, il grugnito che faccio potrebbe risvegliare i morti, ma eccita talmente tanto la mia compagna che viene sulle mie dita.

Non rallento le spinte, vado più forte e veloce, come il modo in cui mi sto toccando adesso. "Ancora, gattina, dammene un altro" le chiedo serio. Lei si contorce per l'orgasmo, trema, il suo viso si aggrotta e le sue labbra lasciano andare miagolii di piacere, è così meraviglioso da vedere. "Andiamo"

"Non... non ce la faccio" piagnucola.

"Si invece, ancora un altro" insisto, masturbandomi con la stessa forza con cui masturbo lei.

Quando vengo, lo faccio direttamente su di lei, sulla sua figa e sulla sua pancia, e i suoi occhi si spalancano ancora, nello stesso modo in cui mi ha guardato quando ho cominciato questa cosa. E viene, viene perchè le sono venuto addosso e questo non dovrebbe essere eccitante quanto invece lo è.

Tolgo delicatamente le dita da lei e la guardo - abbiamo entrambi il fiatone, mi sento appiccicaticcio e vedo il velo del sudore anche sulla sua pelle, oltre al liquido perlato spalmato sul suo ventre. Quello, lo guardo a lungo, mi verrebbe voglia di rifarlo solo per venirle di nuovo addosso, magari questa volta sul viso.

"A cosa pensi?" Chiede guardandomi. "Perchè se te ne penti, ti ammazzo"

Rido. "No, non me ne sto pentendo"

Assottiglia le palpebre. "Bene"

"Bene" rispondo con il suo stesso tono. "Quindi... ora che si fa?"

"Io una doccia" si mette lentamente a sedere.

Alzo un sopracciglio. "Intendevo noi due"

"Prima faccio una doccia, poi ti do un pugno perchè mi hai trasformato in un gatto per un giorno intero, ho usato una cazzo di lettiera! Ti rendi conto?" Si mette in piedi e continua a borbottare cose fino a quando non entra in bagno. Quando non la seguo, torna con la testa fuori. "Non vieni?"

Sono sempre più confuso. "Non credevo di essere invitato"

"Beh, hai fatto tu questo casino" Si indica la pancia. "Quindi lo pulisci tu"

Accenno ad un sorriso - sapevo che è una ragazza fredda, stronza e schietta, solo non credevo lo sarebbe stata anche a letto, dopo che abbiamo avuto un orgasmo l'uno di fronte all'altro.

Scendo dal letto e la seguo. "Credevo saresti stata paranoica, mi avresti detto che non l'avremmo piu fatto e mi avresti cacciato"

Apre l'acqua della doccia nella mia vasca e ci si infila sotto solo quando decide che è abbastanza calda. "Non posso cacciarti dalla tua stanza" risponde.

Entro nella vasca con lei, le mie mani corrono ai suoi fianchi e la attiro a me, mi piace il calore che ora emana. "Sai che intendo"

Non dice niente e comincia a lavarsi il corpo con il mio bagnoschiuma. "Lavanda e menta" mormora leggendo la boccetta. "Eh certo" sbuffa. "Per questo il gatto adorava il tuo odore"

"Come?" Chiedo confuso.

Sbuffa ancora. "Questi odori sono irresistibili per i gatti, calmanti. Tanto valeva che ti spruzzassi addosso dell'erba gatta"

Aggrotto le sopracciglia ancora di più. "Come fai a sapere che sono irresistibili?"

"Ho un gatto" Risponde fredda. "Ora finisci di lavarmi, coraggio"

"Hai un gatto?" Chiedo. Non ignoro l'ordine, anche se in un'altra circostanza le avrei risposto male, ma le sciaquo via il sapone e le strizzo i capelli prima di spegnere il soffione e infilarla nel mio accappatorio - esce dalla vasca e mi guarda.

"Trilli"

Rido e mi sciaquo anche io - lei aspetta pazientemente. "Trilli?"

"Già"

Mi metto addosso un asciugamano e la seguo fuori dalla stanza.

Lei si gira e mi guarda, incrociando le braccia al petto e fissandomi seria.

"Saresti molto intimidatoria" dico ridendo. La trovo adorabile. "Ma hai un accappatoio due volte te addosso e mi fa ridere, scusa"

Rido ancora quando fa una smorfia. "Ed io che credevo fossi un burbero stronzo" dice seria. "E si scopre che ti piace ridere e parlare; credevo fossi introverso"

"Io ero convinto avessi un palo nel culo, guarda la mia sorpresa quando scopro che ti piace il sesso occasionale" Rispondo con il suo stesso tono.

Lei fa una smorfia. "Non mi piace il sesso occasionale" Afferma. "In genere"

"Allora quello cosa è stato?"

Alza le spalle. "Avevo freddo"

Rido sinceramente e la vedo trattenere un sorriso. "Certo, il freddo. Beh, se avrai di nuovo freddo, io sono disponibile"

"Non credo che succederà ancora" Dice con tranquillità, gli occhi verdi brillano di serietà. "Quindi, finiamo la pozione, evitando di tornare animagus, e ognuno per la sua strada"

*

La guardo con attenzione, ha qualcosa di strano e non riesco a cogliere cosa. "Vuoi studiare o vuoi fissarmi?" Chiede alzando gli occhi verdi dalla pozione che sta sistemando.

"Hai fatto qualcosa ai capelli?" Chiedo curioso. "C'è qualcosa di diverso"

Alza gli occhi al cielo. "Non ho fatto niente ai miei capelli" Ci giochicchia, arrottolando le punte sulle dita. "Ora concentrati, voglio finirlo"

Continuo a guardarla. "Dovremmo togliere le scaglie di drago e aggiungere l'acqua di luna" le dico sovrapensiero. "Bilancerebbe la pozione senza diminuire la sua potenza"

"Mh" si mette la matita in bocca per qualche secondo, poi scrive sul foglio. "D'accordo"

Ha decisamente qualcosa di diverso, solo che non capisco cosa, mi sta crucciando. "Sei sicura di non aver tagliato i capelli?"

Fa un grugnito irritato e mi lancia contro la matita - mi colpisce una spalla. "Smettila!"

Assottiglio lo sguardo e la guardo ancora meglio. "C'è qualcosa, sono sicuro"

Sospira. "Forse è perchè sono struccata" dice, cedendo e cercando di aiutarmi.

"No, non è quello, eri struccata anche domenica" Allungo una mano e le scosto i capelli dal viso e dalle spalle, così si scopre il disegno stilizzato sull'angolo in alto della felpa che indossa. "È la mia"

Lei abbassa lo sguardo sulla felpa, è nera e ci sono delle ali scheletriche da angelo disegnate sul petto a sinistra, so che sulla schiena le ali prendono tutto lo spazio, perchè è la MIA felpa. "Uh" sembra accigliata. "L'ho indossata domenica per tornare in dormitorio"

Assottiglio le palpebre. "Mi rubi il cibo, poi il letto, e ora anche i vestiti"

Alza le spalle. "Ora è mia" Decreta. "Mi sta meglio che a te"

Arriccio le labbra e la guardo mentre torna a scrivere sul suo quaderno. Non ci credo, cazzo, io amo i miei spazi e le mie cose, e questa ragazza se li è presi entrambi, ed io non sono neanche particolarmente incazzato per ciò.

E si, le sta meglio che a me, soprattutto con sotto i pantaloncini, che a malapena si vedono, e le calze semitrasparenti, insieme agli anfibi - ovviamente tutto ha lo stesso colore nero.

"Bene, te la do, ad una condizione: Esci con me"

Alza la testa e mi guarda con sfida. "Non credo proprio"

"Invece si" Rispondo con la sua stessa decisione.

Assottiglia lo sguardo. "Mi vuoi obbligare?" Chiede lentamente. "O sei alla ricerca di un pugno? Perchè è quello che avrai, se mi parlerai di nuovo così"

Trattengo un sorriso. "Allora rivoglio la felpa"

"No" Mi sfida.

"O ti togli la felpa, o esci con me"

"Perchè?" Chiede sbuffando. "Non siamo compatibili e hai già avuto il sesso, siamo apposto così"

Rido, appoggiando la schiena sullo schienale della sedia e facendo girare alcuni studenti lontani verso di noi - la biblioteca non è silenziosa, ma lo diventa quando mi metto a ridere. "Non siamo apposto solo perchè abbiamo fatto del sesso, Nott, perchè dovremmo?"

"Perchè è quello che cercate voi deficenti con il pene" Dice arricciando il naso.

"Ah si?" Chiedo sorridendo. "Io no. Certo, non mi dispiacerebbe vedere cosa altro ti eccita, gattina, ma vorrei conoscere anche te, mi intrighi" inclino la testa e la studio - le sue guance si colorano leggermente e sembra veramente sorpresa dalla mia uscita, quindi mi godo il suo imbarazzo fino a quando non decide di rispondermi dandomi un calcio sulla gamba. "Ahia!" Mi lamento chinandomi per massaggiarmi il ginocchio. "Sei impazzita?"

"Sei tu il pazzo" dice incrociando le braccia in difensiva. "Non parlarmi così, non ti sopporto, non l'ho mai fatto, ora, solo perchè ti ho permesso di darmi un orgasmo ti atteggi come se potessi fare quello che vuoi"

Ma che ha questa donna? Le ho solo chiesto di uscire!

"In realtà, sono stati due" dico.

"Come?"

"Gli orgasmi. Erano due, non uno" Chiarisco.

Lei spalanca la bocca. "Ti uccido" Sibila.

Rido. "Non fare la drammatica, ora, e lasciaci provare ad avere un appuntamento"

"No" Dice fredda, lo intende veramente.

La guardo a lungo, poi annuisco.

*

"Oh... cielo, Lorcan"

Geme nella mia bocca e si struscia sul mio ginocchio come la piccola perversa che è. Scivola a baciarmi il collo, i suoi denti si aggrappano alla mia pelle e mi fanno fare un sibilo di dolore, un dolore che mi piace, per questo le tengo ferma la testa quando tenta di staccarsi per chiedermi scusa.

"Va tutto bene, gattina, mi piace, continua, lasciami qualche segno, dì a tutti che sono tuo" le sussurro all'orecchio, tenendole i capelli indietro con una mano.

Lei sfrega contro la mia coscia più velocemente e sono contento di essere seduto.

"Non eri tu che mi dicevi di no?" Chiedo curioso. Alza la testa dal mio collo e geme, ma i suoi occhi mi fulminano. "Forse mi sono sbagliato, allora"

"Ho fatto un sogno strano" sussurra sbottonandomi la camicia e continuando a cavalcare la mia coscia - mi piace che si stimoli così, ma vorrei che si togliesse i pantaloncini, cosi posso sentire i suoi umori che mi macchiano i pantaloni. "Mi sono svegliata eccitata e tu continui a guardarmi in quel modo profondo da due settimane, è colpa tua"

"Cosa? Che ti sei svegliata eccitata o che hai fatto un sogno strano?" Mi toglie la camicia e geme forte quando le tiro un capezzolo con la mano che non è tra i suoi capelli.

"Entrambi" Le esce ansante, un gemito. "Ora fa qualcosa"

Rido. "Stai già facendo tutto tu, voglio vedere se riesci a venire così, gattina" Dico lanciando un'occhiata alla mia coscia e al modo in cui ci si struscia sopra.

"È una sfida?" Chiede. Sorrido divertito e lei lo prende per un sì, quindi aumenta il dondolio contro di me.

Le afferro il culo e la aiuto nello sfregamento. Con un incantesimo sussurrato le faccio sparire i pantaloncini e qualsiasi cosa abbia sotto la mia felpa con le ali - che continua a portare imperterrita, in due settimane, questa è la decima volta forse, si diverte a darmi fastidio, ma ora apprezzo molto i miei vestiti su di lei, e solo quelli addosso.

La sua figa scoperta inumidisce immediatamente i miei pantaloni della scuola e lo sfregamento senza ostacoli la porta a gemere ancora più forte, a grugnire indelicata e vocale.

Porto una mano al mio membro e mi sbottono i pantaloni. Lei mi guarda con lussuria e me lo prende in mano appena lo faccio uscire dalla costrizione dei boxer. "Oh, cazzo" si dondola più velocemente. "Voglio che tu venga prima di me" sussurra ansante, trema leggermente per l'eccitazione e lo sforzo ma non perde un colpo, mi sorprende. "Puoi farlo?"

Chiudo un attimo gli occhi quando mi da una stretta e fa piano su e giù lungo la mia asta. "Perchè? Vuoi essere coperta di nuovo dal mio sperma?" Chiedo con gli occhi ancora chiusi. "Eh, gattina?" Li apro e la fisso. Non mi risponde ma è troppo occupata a gemere e ansimare per il piacere. "Verrai prima di me" dico. "Poi, ti inginocchierai e mi chiederai scusa per avermi sporcato i pantaloni in una maniera che sono sicuro amerai, dal modo in cui continui a guardare il mio cazzo, chiaro?"

Annuisce e non ci mette molto a venire. La guardo disfacersi su di me, il suo corpo trema forte e si acascia sul mio petto, priva di forze mentre il suo orgasmo mi bagna i pantaloni e le fa fare uno dei suoi grugniti.

Le accarezzo la schiena fino a quando non si calma. Si raddrizza e mi guarda, i suoi occhi scivolano per il mio petto nudo, fino al mio membro, che ancora tiene in mano. "Mi fai male" sussurro. "E non un mano piacevole"

"Oh" allenta la presa. "Scusa"

"Ora, se non vengo esplodo, quindi, o fai la brava e ti metti in ginocchio, o vai via così posso toccarmi sotto la doccia"

"Fammici pensare" Fa un mezzo sorriso e scivola in ginocchio per me, come ero certo che avrebbe fatto.

"Sei veramente una perversa eh? Chi l'avrebbe mai detto, ti piace essere coperta di sperma" rido quando mi guarda male.

"Se continui a prendermi in giro, te lo mordo"

"Non ti prendo in giro, mi piace questa cosa"

Decide di non prendersela e mi da una carezza lieve, avvicina il viso alla mia punta - tira fuori la lingua e lecca il liquido pre seminale ed io gemo forte. "E se ti prendessi in giro io?"

La ignoro. "Cosa posso fare?" Chiedo serio, lo sono, non so quali sono le sue preferenze e preferirei che mi dicesse cosa odia e cosa le piace.

Sorride. "Puoi usarmi" Mi piace tanto come suona e il piccolo gemito che esce dalla mia bocca la fa sorridere ancora di più, e so che quello è un sorriso maligno.

"Usarti" sussurro. Poi, le raccolgo i capelli con una mano e la obbligo ad avvicinare ancora di più il viso al mio inguine. "Così?"

"Esattamente" lo sillaba lentamente e mi fa sorridere.

"Sei sorprendente"

Lei apre la bocca ed io la tiro verso di me. Quando le sue labbra si chiudono sulla mia punta temo che verrò, ma mi trattengo e la costringo ad avvicinarsi ancora di più. Si strozza alla sua metà e mi fa sorridere, mi piacciono i suoni che fa e il modo caparbio con cui non chiede aiuto e, anzi, insiste per andare avanti.

Mi succhia e inghiotte per minuti e quando sono pronto a venire la allontano e faccio esattamente quello che vuole - il mio sperma che le macchia la faccia arriva direttamente al primo posto della mia classifica della cosa migliore della mia esistenza.

"Quindi, appuntamento" Dico dopo che sia io che lei ci siamo dati una bella ripulita.

Sbuffa. "No"

"Si" questa volta insisto. "Non puoi irrompere nella mia stanza e farti scopare, poi dirmi che non vuoi uscire con me"

Si rimette i pantaloncini e mi ignora.

"Scarlett" Sibilo serio. "Allora non puoi più farlo, non ti è più permesso parlarmi o venire da me"

Sbuffa ancora e mi ricorda una bambina capricciosa - mi viene voglia di sculacciarla, chissà se le piacerebbe. "Va bene"

Alzo le sopracciglia e lei sospira. "Va bene esci con me?"

"Va bene esco con te, ma mi offrirai quello che mi va e voglio poter mangiare dal tuo piatto"

Assottiglio lo sguardo. "Perchè mai dovresti farlo se hai il tuo cibo?"

"Perchè magari il tuo cibo è più buono del mio" dice ovvia, i suoi occhi verdi mi sembrano starmi prendendo in giro. "Prendere o lasciare"

Sospiro e mi rimetto la cravatta. Lei sorride quando non mi vede opporre resistenza e si va ad allacciare le scarpe seduta sul mio letto.

Cibo e letto, questa donna ha aggirato le uniche regole che le avevo imposto.

*

Ignoro il modo in cui ci guardano e mi concentro solo su di lei. "Ci muoviamo?" Chiedo a bassa voce.

"Siediti..." cerca un posto con gli occhi, lo individua e mi trascina sulla poltrona. "Qui" Mi obbliga ad accomodarmi, la guardo con freddezza ma lei mi sorride e si china a darmi un bacio. "Prendo una felpa e torno, d'accordo? Parla con Scorpius"

Non posso dire niente, perchè lei mi lascia e scappa nel suo dormitorio. Sospiro e mi guardo discretamente in giro - non sono mai stato nella sala comune delle serpi e, onestamente, stavo bene anche senza vederla, soprattutto perchè mi guardano tutti con curiosità.

"Allora" Scorpius Malfoy mi sorride tranquillo. "Mia cugina"

Oh Corinna salvami.

Non rispondo. Dio, io odio le persone, mi piace il mio spazio per pensare e respirare e ora non ho nessuno dei due, perchè tutte le serpi presenti mi lanciano occhiate curiose come se non avessero mai visto un corvonero.

"Non me l'aspettavo" Continua Scorpius. "Siete molto simili, e per questo non vi sopportavate. Chi l'avrebbe mai detto che vi sareste messi insieme?"

Scarlett ritorna con la mia felpa addosso e mi fa un lieve sorriso prima di sedersi sopra le mie cosce. "Ce ne andiamo? Ti prego" le sussurro supplicando.

Lei ride. "Mi piace questa cosa della preghiera, molto eccitante" Mi risponde.

La guardo male ma ha un bel sorriso in viso quindi non posso odiarla troppo.

Solleva le ginocchia contro un mio braccio e china la testa verso la mia, mi da un bacio sulla guancia e giocherella con i miei capelli - io me la tiro meglio addosso. Le sorrido leggermente, ma cercando di mantenere la facciata seria per chiunque ci stia guardando.

"Questa è una scena inquietante" Alzo la testa e giro il collo per guardare mio fratello. "Molto inquietante, mi fate paura"

"Cosa ci fai qui?" Chiedo confuso. Scarlett mette la testa su una mia spalla, le accarezzo i capelli quasi senza accorgermene.

"Sto vedendo Albus" dice lasciandosi cadere sul divano, accanto a Scorpius.

Alzo le sopracciglia. "Stai vedendo Albus?"

"Siete entrambi vestiti di nero, e vedere la stronza Scarlett Nott che si rimpicciolisce tra le tue braccia rende tutto ancora più spaventoso"

Abbasso lo sguardo sulla ragazza, è veramente accucciata tra le mie braccia e mi fa un sorriso calmo quando incrocio il suo sguardo. "Tuo fratello è strano" sussurra. Io rido e le persone attorno a noi ci guardano con più timore e curiosità.

Lancio un'occhiata a Lys. Aggrotto le sopracciglia e lo osservo per qualche attimo. "Hai detto che stai vedendo Albus?" Chiedo confuso.

"Cioè, lo so che sono due mesi che si frequentano" sta dicendo ad alta voce a Scorpius. "Ma resta ancora stranissimo, giuro, come se un thrastrino e un nargillo dei mari si fossero messi insieme"

Scorpius alza le sopracciglia e apre la bocca. "Cosa sono...?"

"No" lo interrompo. "Non concludere la domanda, zitto"

Il biondo sembra perplesso ma Lysander è già partito con le sue scemenze. "I thrastrini sono dei piccoli animaletti del ghiaccio, non hanno il cuore ma può crescergli quando trovano del calore, sono molto calmi e riflessivi, mentre i nargilli dei mari sono suscettibili, tanto che quando una nave li spaventa, possono creare montagne di onde e..."

"Andiamo" dico a Scarlett, smettendo di ascoltare le cazzate di mio fratello ma non dimenticandomi che non ha risposto per due volte alla mia domanda.

"Mh, mi interessa questa cosa dei nargilli di mare e dei thra... thre... come si chiamano?" Chiede divertita.

"Thrastrini. Ora alzati così possiamo scappare, ci guardano tutti"

"Forse perchè siamo veramente spaventosi, insieme" dice compiaciuta, l'idea non la turba. "Se non vuoi più esserlo, potresti cominciare a vestirti colorato e sorridere a chiunque ti passi davanti"

Faccio una smorfia e lei ride ancora. Sorrido leggermente alla sua risata, mi piace come suona.

"Mi piace incutere spavento con te, gattina" le sussurro all'orecchio, lei di tutta risposta si sporge per darmi un bacio.

"Questa cosa della paura mi piace molto, perchè non mi porti sù e mi punisci?" Sussurra al mio orecchio, trascinando un dito lungo il mio collo.

"Per cosa, esattamente?" Sono curioso di sentire.

Vedo un sorriso sulle sue labbra. "Per aver mangiato dal tuo piatto e dormito nel tuo letto" dice dolcemente. "Oh, e sono io che ti rubo quelle barrette ai cereali dal cassetto della scrivania"

Mi scosto per guardarla negli occhi. "Sul serio?" Chiedo assottigliando lo sguardo. "Credevo fosse Lys. Quando te l'ho chiesto mi hai mentito!"

"E per questo, merito una punizione, giusto?"

Trattengo il sorriso e mi continuo a mostrare incazzato, anche se non lo sono per niente. "Una punizione enorme" sorride soddisfatta. "Alzati" le do una pacca sulla coscia e lei obbedisce immediatamente.

Quando mi metto in piedi, molti ci guardano. "Andate già via?" Chiede Lys.

"A dopo" gli dico sorpassandolo e afferrando una mano di Scarlett. "Andiamo nella mia camera" le sussurro aprendole la porta della sala comune.

Lei ride e mi tira con se verso una rientranza sotto una scala - si appoggia al muro e mi tira contro il suo corpo. Sto attento a non farle male ma infilo una gamba tra le sue e la mano libera dietro la sua testa, con la paura che possa sbatterla, è più imbranata di quello che sembra.

"Resisti fino alla mia stanza, andiamo" dico divertito.

Lei sorride e mi abbraccia, nascondendo il viso nel mio collo. "Se ti dico che non capisco come sia possibile che stiamo insieme, mi credi?" Chiede piano.

Mi irrigidisco. "Scar" sussurro. "Non ho intenzione di permetterti di lasciarmi solo perchè non ci trovi compatibili, stiamo insieme da due mesi e sono due mesi stupendi, non capisco perchè ti metti addosso queste paranoie"

"È solo... non credevo che mi saresti mai piaciuto, non mi piaceva il modo in cui guardavi tutti, come se ti credessi migliore, non mi piaceva il fatto che mi trattavi sempre come se fossi un peso e che non eri gentile con me come fanno tutti gli altri, non mi piaceva che non avessi paura di me, e ora siamo insieme, mi sembra strano"

Sospiro e rilasso il corpo. "Lo so. Ma comunque, non ho mai avuto paura di te perchè non facevi paura, gattina"

Alza la testa e mi guarda in un modo buffo - sorrido ma non la addolcisce. "Non mi chiamare gattina, se proprio devi, chiamami tigre o leone" sorride come se avesse trovato una soluzione. "Ecco, leone è perfetto"

Rido. "Mh, leone..." fingo di pensarci. "Però io preferisco gattina, come la mettiamo?"

Mette su un broncio e lo amplia quando rido di nuovo. "Stronzo" mi spinge e passa sotto il mio braccio per superarmi.

Eccola, suscettibile come un nargillo di mare.

"Vieni qui, gattina" Le urlo, andandole dietro.

"Fanculo!"

Scoppio a ridere e la seguo, perchè, qualunque cosa dica, sta andando in direzione della mia stanza da caposcuola.

Heylaaa

È tipo un secolo che volevo scrivere una os con uno dei protagonisti che diventa inaspettatamente il suo animagus, ma non ho mai avuto abbastanza ispirazione per scriverla, fino ad ora.

E poi, volevo troppo riscrivere qualcosa su Lorcan, dopo la sua OS con Dominique dovevo darmi e darvi un po' di spicy da parte sua.

Quindi, eccola qui.

Scusate se non posto più tanto spesso qui ma non è una priorità, ci scrivo solo quando ho idee e ho particolarmente voglia di buttare giù qualcosa. Continuerò a postare capitoli, giuro, perchè non riesco a smettere di scrivere, ma non sarà frequente come all'inizio.

Tutto qui,
Comunque sto postando una scorose (Chaos), quindi aggiorno maggiormente quella.

Niente, spero vi sia piaciuta.

Baci,
H

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro