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Ero davanti ad un distributore, avevo fame. Molta.
Cioccolato, bibite, patatine e mele rosse.
Non avevo voglia di mangiare schifezze, quindi vada per le mele.
Inserì la monetina nella fessura, schiacciai i pulsanti con i numeri, e la mela cadde, con tutto il suo involucro.
Che buone le mele. Anche se ad una cosa così fresca non ci sta molto bene il rosso.
Camminavo addentando la mia mela, si sentivano dei rumori nel corridoio.
Verso la fine, vicino a degli armadietti di legno.
C'era lui che picchiava un ragazzo.
-se capita ancora non ci andrò così piano con te!-
Il ragazzo scappò.
Lui si girò.
E mi vide.
Scappai via.
Avevo paura di lui.
Ma ne ero attratta.
Come poteva piacermi uno come Trevor Philips?
-Patricia!-
Il corridoio scorreva. Ma poi finì.
Ed io mi trovavo in un fottuto vicolo cieco.
-Patricia!-
-ti prego non farmi del male..- dissi con un fil di voce.
-basta che non dici a nessuno quello che hai visto. Facile no?-
Annuì con la testa. E lui se ne andò.
Suonò la campanella. Adesso avevo lezione. Ye.
🍃
Ero veramente annoiata.
Continuavo a scarabocchiare sul mio foglio. E fissarlo.
Chissà cosa stava pensando..
Suonò di nuovo l'assordante campanella.
Palestra. Doppio ye.
Dopo un po', ero nello spogliatoio della palestra. Con la mia tuta addosso ed i capelli rossi perfettamente legati in una coda.
La professoressa Mrs. Wonley, ci richiamò tutti, così ci radunammo intorno a le formando un cerchio disordinato.
Dovevamo correre per circa 3 minuti.
Scherziamo?
Non riesco neanche a correre per 20 secondi. Figuriamoci per tre minuti.
Mi avvicinai alla donna nera, con i leggins corti perfettamente aderenti, la coda tirata di sopra e un cerchietto parasole scuro, mentre gli altri iniziavano a correre.
-Scusi Professoressa, oggi ho un forte mal di pancia... Sa, ho... Il mio periodo..- parlavo leggermente a bassa voce.
-Okay Patricia. Siediti pure sugli scalini degli spettatori.-
Mi sedetti su quegli scalini, del quale non avevo mai capito l'utilità. Non si facevano mai degli eventi in palestra per il quale possano servire dei posti per gli spettatori.
Alzai lo sguardo dagli scalini...
Dio, DIO.
Correva. Era stupendo. Aveva i capelli scompigliati. Ed una maglietta nera perfettamente aderente al suo corpo. Le sue spalle erano enormi, la sua pancia il contrario. Per non parlare della sua schiena. È dannatamente perfetta. Dritta, per poi esser spigolosa ai bordi.
Non sembrava essere reale tanta perfezione.
***
L'ora passò molto in fretta, ed al primo quarto d'ora dell'altra, la professoressa dovette andarsene per non so quale motivo. So solo che prima iniziò a a parlare con Franklin Clinton, dicendo costui parole:
«Franklin, dì a Denise che oggi non potrò partecipare al corso di esercizi vaginali di Magenta a casa tua. Ho un impegno.-
Ma cosa succede esattamente nei quartieri periferici di LS?
Mah.
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