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🧞‍♂️(4) "Presente Nefasto"🧞‍♂️

Non uso sinossi e trama perché non mi sono ancora giunti tra la posta... Non so l'errore da cosa dipende ma non ho ancora i dati da mettere qui... mi scuso.

Recensione scritta in data: 05 - 03 - 2019

Titolo completo: Presente Nefasto.

Genere: Paranormal Romance

Numero parti lette: 22

Autore: Mari_Miusy

Recensione:

Devo preannunciare che questa recensione è stata bella tosta da stilare pet via di un continuo altalenare di opinioni; la storia ha un bel potenziale che viene un po' coperto da alcune pecche...
Marica ha dato al suo libro una nota tragicomica, che sa tenere sia un po' in suspence che far sorridere. L'autrice è davvero simpatica e divertente e ha trasmesso queste qualità anche nel suo lavoro che sembra avvicinarsi molto ai ragazzi e a loro linguaggio. A maggior ragione mi dispiace darle anche notizie poco belle, ma preferisco essere onesta e non dare false speranze. Ho cercato comunque di mettere in evidenza le parti positive dell'opera, a dispetto di quelle negative e di non essere troppo "cattiva".

Personalmente ho sempre pensato che la scrittura nasce da molteplici modi di espressione: c'è chi la usa per passione molesta, chi perchè vuole farne un vero e proprio mestiere e chi la usa solo come passatempo o un modo di sfogare momentaneamente le proprie idee e le proprie emozioni. Le prime due opzioni sono caratterizzate da una cura smaniosa e precisa per il lavoro, viceversa per l'ultima. Possono coesistere anche tutte queste cose, ma la differenza tra una persona che scrive con passione e ardimento e quella che lo fa solo come un modo di liberare semplicemente le proprie emozioni, c'è.

L'idea che mi sono fatta di questo libro e del tuo modo di approcciarti alla scrittura è proprio quest'ultima; ho capito che ti piace scrivere, sei predisposta, ma percepisco anche l'impegno non ufficioso riguardo la scrittura stessa. Sì, scrivi, ma finisce lì.

Partiamo dal pressuposto che non è sbagliato scrivere per questo (potrei anche sbagliarmi), infatti ognuno deve sentirti libero di scegliere qualsiasi motivazione per scrivere, anche la più stupida e assurda.

Da questo libro ho percepito molte cose, anche belle, ma quella che più mi ha attanagliata è proprio questa; è un peccato alla fine, indipendentemente dal tipo di pubblico che si vuole avere, è davvero ma davvero un peccato. Il libro ha una bella trama, molto carina che potrebbe esser espressa meglio di così... mi capirai più avanti.


Amanda è una ragazza che vive tranquilla con i suoi genitori e le sue amiche in America. Va a scuola come tutti, ha a che fare con le solite bullette che non la lasciano in pace, è circondata da buoni amici e continua la quotidianità. Un giorno la sua esistenza viene stravolta; apprende che dovrà presto trasferirsi in un'altra scuola (un misto tra un'istituzione americana, italiana e australiana) abbandonare i suoi amici e scoprire questo nuovo potere che la caratterizza e al quale lei inizialmente non crede molto. Decide comunque di mettersi alla prova e di andare via.

Arrivata alla SAEP, la sua nuova scuola "magica", riesce a stringere amicizia con altre persone ma non a capire quale sia il suo potere magico. Ha continui malesseri, dai quali apprende che ancora una volta dovrà andare via in un'altra scuola specifica per lei; proprio per via di quegli strani malesseri è dunque diventata una minaccia per gli altri ragazzi. Il motivo? Forse è una che fa parte della schiera dei cattivi e deve formarsi in una scuola per quelli come lei. Il resto non posso rivelarlo, ma è abbastanza interessante.

La trama non è di per sè innovativa, se non per alcuni tratti, è comunque carina e sufficientemente interessante, soprattutto per alcune rielaborazioni inerenti la sfera del magico, come ad esempio gli N.G.A.T e il fatto che i ragazzi dotati di potere magico cambiano colore degli occhi. Ha dei bei colpi di scena, e a tratti si estende bene. Tuttavia essa è troppo concentrata sulla vita quotidiana di Amanda, sui suoi amici, innamoramenti, chiacchierate personali, svaghi vari, insomma, scene di vita comune all'interno del "college" che non fanno sembrare questo libro un Paranormal Romance, ma più una Teen Fiction. Di Paranormale ho visto ancora poco, a parte tutti i poteri magici elencati che i personaggi possono esercitare e alcune scene "inquietanti" che rimandano molto al thriller. Mi aspettavo un'atmosfera meno adolescenziale, fanciullesca e più tetra, gotica, esoterica. Un vero paranormal.

Ad ogni modo, la struttura della trama stessa è singolare; ho notato infatti che è tutto narrato dal punto di vista della protagonista e che ogni tanto sbuca qualche capitolo POV dei vari personaggi che gli danno un pochetto di spazio. Questi capitoli messi così, in quanto pochi, andrebbero lavorati di più, che già la caratterizzazione dei personaggi resta un po' stantia e costoro possono dare un piccolo surplus per farceli capire.

Presente Nefasto è un opera a range di lettori ristretto per via del suo stile semplice, scarno e basico, non accessibile a tutti. Il che può essere sia un bene che un male.
Il bene è che si presta ad essere versatile da leggere, poco faticoso. Il male è che pur essendoci tanti stili semplici degni di nota, questo lo è troppo, rendendo il tutto insoddisfacente. Andrebbe infoltito, affilato, personalizzato. È uno stile grezzo, ancora in fasce.

L'estrema semplicità dello stesso rende la narrazione poco avvincente e interessante; il susseguirsi veloce delle scene non concede tempo di assorbire o rendersi conto di ciò che succede. Ad esempio si passa dal capitolo primo al capitolo 7 - come flash - al momento in cui Amanda viene a sapere della nuova scuola, al momento in cui già viene a conoscenza dei suoi nuovi amici e di tutti i loro poteri, elencati come la lista della spesa. Avresti dovuto farci conoscere più lentamente i poteri di tutti quei ragazzi, magari anche da loro stessi, senza farli elencare ad Amanda e farceli percepire solo dalla sua idea che, da profana di quel mondo, è molto limitata. Il risultato dell'esibirli così alla sciuè sciuè è solo confusione e poca possibilità di memorizzazione; se infatti dovessi ricordare i poteri di quei ragazzi non ne saprei elencare nemmeno uno e posso ben giurare di aver letto con attenzione quella parte.

La velocità di narrazione rende anche poco assimililabile l'empatizzazione con i personaggi, che sembrano sfuggevoli, impenetrabili. Non sono riuscita per nulla ad inserirmi in Amanda che è la protagonista principale, figuriamoci con gli altri... questo aspetto riguardo i personaggi è quello che approfondirò meglio dopo.


Immagino già cosa starai pensando e probabilmente hai ragione, anche sul fatto che ora vorrai fulminarmi e ridurmi a pezzettini ma più avanti mi darai merito. Dovresti darmelo ora, vedendo le mille correzioni che alcuni utenti ti hanno già fatto in quasi ogni capitolo (queste correzioni finiscono dopo i primi capitoli, si saranno seccati di correggere sempre) e che sono di pessimo gusto, per quanto verità possano contenere.

Pensa un nuovo lettore come me che si legge il libro, apre quei commentini credendo siano fangirlate e invece sono solo correzioni... Qui devo farti ancora un'altra domanda e vorrei ti rispondessi con sincerità: è bello per te vedere che la gente (quella cerchia di lettori più esperti) commenta quasi sempre per correggere gli errori palesi che incontra nella lettura?
Ovviamente no.
Per nessuno scrittore è bello vedersi sempre correggere ogni cosa sulla propria opera. Alla fine scoccia e fa sentire in imbarazzo, no? Fossi stata in te avrei dato retta ai consigli di quelle persone senza cercare di contestarle, che è la cosa peggiore che si possa fare e che non porta a nessuna evoluzione, specialmente del tuo libro come qualità.

Se ti accontenti di un range molto ristretto di lettori e di un testo mal scritto, sono felice per te, chi ti dice nulla, ma accontentarsi perché? Questo fa la differenza tra chi scrive solo per divertimento, e chi per un impegno più serio. È da più di un anno che il libro è presente sulla piattaforma, mi sembra strano che tu non ti sia minimamente preoccupata di correggerlo nonostante tutte le correzioni che ti sono state lasciate... 👌

La storia in sè non mi è molto piaciuta, anche se in giro c'è davvero di peggio, questa in confronto a certe storiacce è fatta meglio. Tuttavia la forma linguistica è gestita davvero all'acqua di rose, trascurata in ogni dettaglio: ortografia, sintassi, lessico, verbi... È incasinata per bene e urge una revisione IMMEDIATA. Prendite atto adesso, alla fine temporeggiare non ha senso; anche se dovessi pubblicare in cartaceo con tutti questi errori finirebbe nelle mani di un gostwriter che te la riscriverà dalla testa ai piedi, e non mi pare sia comunque una cosa di cui andare fierissimi, conosco bene il mondo dell'editoria...

Capisco gli errori che hai fatto per sbaglio o per il programma che ti va male o per altro, va bene, su questo non dico nulla. Capita un po' a chiunque e te lo riconosco... ma alcuni (e quelli più numerosi) sono davvero fatti di proposito per pura e semplice non conoscenza delle regole di base.

Gli errori grossolani dipendono proprio dalla sintassi che è mal impostata in moltissimi punti rendendo la lettura faticosa e quasi inaccessibile; tutto ciò distrugge lo stile e la narrazione che si fa approssimativa, quasi surreale. Allontana anzichè avvicinare.

- O perlomeno io mi sono sentita respinta... se mi ha respinta forse il libro non mi voleva, chissà...!🤣🤣

Ad ogni modo, essendo la grammatica la sezione più scarsamente redatta inizio subito a segnalare le sviste, cosicchè vedi con i tuoi occhi che le mie parole non sono dette a casaccio, ma perché davvero tengo che la tua opera migliori e cresca. 🙃☻

Il primo gruppo di correzioni riguarda proprio la sintassi, l'impostazione dei periodi, la fruibilità delle frasi.

Tratto dal prologo:

<< Ecco a lei signora >> disse il medico porgendole la neonata avvolta in una asciugamano, che fu subito accolta tra le braccia della madre sorridente. << per qualche secondo può godersela, prima che noi la portiamo sotto esame per alcuni accertamenti>>

È una frase in apparenza corretta, ma agli occhi di un lettore più attento (che a sto punto spero non ti capiti mai a tiro!) si capisce che una frase in particolare è troppo pesante e mal rielaborata,ti propongo un alleggerimento: ---> << può godersela per qualche secondo, finchè non la porteremo via per altri accertamenti. >>

Sembra che abbiamo detto le stesse cose, ma fa una differenza gigantesca!Senza contare che alla fine ci andava anche il punto che non hai messo, ma "dettagli"; la frase ora oltre ad essere più fluida e anche meno pesante e noiosa da leggere. E di questi errori ce ne sono a caterma nel libro...

Tratto dal capitolo 2:

1) "Seduti sul divano vi erano papà, che mi osservava in modo incomprensibile, Zack, che per la prima volta in tutta la sua vita mi fissava serio e mia mamma, che mi sembrava evidentemente scioccata, oltre a tre uomini, tutti e tre in giacca e cravatta."

Anche qui in apparenza tutto ok. In realtà questo periodo luuuungo e stucchevole può (e deve!) essere alleggerito così: " Seduti sul divano vi erano tre strani uomini, tutti in giacca e cravatta; (eviti così la doppia ripetizione della parola "tre" e metti subito in evidenza la presenza di gente estranea in casa. Per riflesso se io entro in casa mia la prima cosa che noto non sono i miei, ma proprio la gente sconosciuta)
a fargli compagnia c'erano papà dallo sguardo indecifrabile, mamma visibilmente scioccata e Zack che per la prima volta nella sua vita mi guardava con serietà."

La differenza soltanto uno stolto non la potrebbe notare.
Ma ti spiego: ho eliminato tutti quei pronomi relativi triplicati ( Che mi... Che mi... Che mi...) noiosi, pesanti e anche di troppo, i sostantivi ripetuti, i verbi ripetuti (fissava, osserva che pur essendo sinomini appesantiscono ancora il quadruplo dei sostantivi!) mica siamo rincoglioniti che ci devi ripete per due - tre volte le parole che scrivi!🤣

2) " << questi signori... >> inziò mia madre ma si bloccò, sconcerata, incapace di proseguire. "

Prima domanda: perché hai messo un sostantivo tra due virgole? Con le virgole poi ci sta un discorso lungo a parte, ora il problema """minore""" è un altro. Perché allunghi così ste frasi? Perché le rendi così contorte? Ti complichi aspramente la vita... ci sono diverse rielaborazioni molto più scorrevoli della frase:

Mia madre provò a spiegarsi, ma perse la capacità di proseguire.

Mia madre iniziò a spiegare, ma troppo sconcertata si fermò senza dire altro.

Mamma cerco di spiegarsi, ma era troppo sconcertata per andare avanti.

E così via, per la serie "mia nonna è viva se non è morta."😆

Puoi tenerla pure così se ti piace davvero tanto, me quelle virgole messe in quel modo non vanno bene. Anche questo è un errore del programma?
---> "iniziò mia madre, ma si bloccò sconcertata, incapace di proseguire."

3) " [...] i due signori accanto a me fanno parte della sicurezza della nostra scuola. Siediti pure.
Mi sedetti inquieta, guardandolo non capendo."

Anche qui, stessa storia... mi viene da pensare che diresti così davvero se dovessi dirlo a voce, ma no, questa frase è sbagliata oltre che bruttissima da sentire. ---> "Mi sedetti inquieta, guardandolo con perplessità"

Altre forme corrette potrebbero essere:

▪ "mi misi a sedere, osservando il mio interlocutore senza capirlo."

▪ "mi sedetti, cercando di capire qualcosa di più da lui."

"mi accomodai, scrutando quell'uomo senza comprenderlo."

4) "<< ci riflessi un attimo, di certo non volevo diventare un pericolo per la mia città>>"

Questa frase ha spezzato il mio cuoricino... Riflessi... My gosh...

ALT!

Ho letto tra i commenti di chi ti ha corretto il verbo che ti sei informata su internet e hai visto che si può usare questa forma. Ora, non so da quale sito farlocco tu abbia letto questa cialtroneria, ma ti posso assicurare che non è così. Cioè, sì, è vero che il passato remoto del verbo riflettere ha due flessioni riflettei e riflessi, ma si usano in due contesti totalmente opposti!

Ti giro qui la spiegazione tratta dalla pagina Treccani. Treccani dico, non una qualunque:

RIFLETTEI O RIFLESSI?

Il verbo riflettere ha due forme per la prima persona singolare del ➔passato remoto indicativo, che corrispondono a significati diversi.

• La forma cosiddetta "debole" riflettei si usa per esprimere il significato di 'considerare'

Es. Io, benché riflessivo per impeto, non riflettei nel prendere quella risoluzione (V. Alfieri, Vita di Vittorio Alfieri scritta da esso)

• La forma "forte" riflessi - oggi poco usata - esprime il significato di 'mandare riflessi', anche in senso metaforico
Quasi come uno specchio, riflessi la luce del sole

A questa stessa differenza di significato corrisponde, per il passato prossimo, l'opposizione tra ho riflettuto 'ho meditato, ho considerato' e ho riflesso 'ho mandato riflessi'

Ora, o Amanda voleva semplicemente riflettere sulla decisione di andare via o stava riflettendo come uno specchio la sua decisione, sparafleshando tutti i presenti. 💥 Mi dispiace, ma non è esatto come utilizzo.

5) "Replicai fredda. Perché mai dovevo andare nella loro? Avrei perso i miei pochi amici che avevo."

"Avrei perso i pochi amici che avevo." Sappiamo già che sono "suoi", non serve ed è errato enfatizzare questo concetto.

• Tratto dal capitolo 4:

"Tirai un sospiro di sollievo, a quanto pare non le andavano a genio neppure a lei... meglio così."

Ho capito. C'hai sto brutto vizio di ripeterci tremilavolte le parole. 😂😂 Apprezzo la tua preoccupazione di nom lasciarci mezzi scemi, ma due pronomi personali nella stessa frase NON ci vanno MAI. È un errore molto grave questo, attenzione! Correzioni della frase:

▪ "Non andavano a genio nemmeno a lei."

▪"Neppure a lei andavano a genio."

Altri errori

- errori di punteggiatura: << bello scherzo. >> esclamai, tornando seria. <<Adesso però ditemi il motivo reale di tutto questo.>>
---> << bello scherzo! >> esclamai

Il verbo non corrisponde al tipo di punteggiatura usato.

▪"alzai un sopracciglio scettica, e guardai come ero vestita: << che c'è di male ad indossare una felpa e un jeans?>> "

▪ " Ma non era la sola, ad aver passato brutti periodi nei primi anni di scuola: quelle tragedie avevano lasciato ad entrambe ferite che" ecc ecc...

La virgola non serve in questi esempi, basterebbe dare una rilettura ad alta voce per capire che la pausa stona davvero troppo nella frase, ma tant'è... 🤷‍♀️ ce ne sono troppe dove non servono e mancano dove dovrebbero essere.

Come ad esempio questa serie dove mancano la virgole che devono obbligatoriamente seguire il vocativo (ti ricordi il mio commento sulle virgole vocative?):

<< Ciao Dyce >> lo salutai sorridendo ---> Ciao, Dyce.

<<Ciao Mamy! >> urlò Dyce
attacandosi alle gambe delle donna affettuosamente. ---> Ciao, mamy!

♤ << Ciao tesorino come è andata oggi a scuola?>> chiede lei sorridendo. ---> Ciao, tesorino.

<< Come butta fratello? >> chiede sorridente Charlie. ---> Come butta, fratello? Ecc, ecc...

Noto che fai uso spropositato di puntini sospensivi. Per dare la pausa nei dialoghi usa le parole, senza fare uso eccessivo di questo segno di punteggiatura che non è molto giusto da utilizzare così spesso.

Direi che è abbastanza, secondo regolamento avrei dovuto al massimo segnalare 5 errori. Qua mi sono spinta troppo oltre.. 🤣

Appurato che la grammatica è tra il mediocre e lo scarso, passo alla prossima sezione che è quella dei dialoghi e delle descrizioni. Le descrizioni per fortuna ci sono, lo stretto necessario sì, ma ci sono; tanto anche per dare un minimo di orientamento, ma qualche volta sono indirizzate eccessivamente verso gli ambienti e non verso i personaggi, le cui minime descrizioni sono date in modo confuso e accumulatorio. Non sono molto originali nel linguaggio esoterico, hai preso spunto dal latino usando delle rielaborazioni poco fantasiose dei nomi e dei poteri. Ad esempio: Elemental, Medium, Singularis, Classicum. Anche qui secondo me puoi dimostrare molta più fantasia.

I dialoghi sono messi peggio e ti spiego subito i motivi con la mia finta "regola del T- P-T": troppo veloci, poco verosimili, troppo basati sul botta e risposta. Che voglio dire? Che tra i personaggi c'è sempre un: "parla lui risponde lei, parla quello, risponde quello, parla pincospallo risponde pincoporccellino" senza distacco alcuno e ciò può essere davvero fatale in una narrazione; il problema fondante sta proprio nel dialogo poco rielaborato e troppo velocizzato da questo botta e risposta che risolve solo in apparenza; ti pare che te sbrighi prima a finire il capitolo magari e invece si creano solo casini...

<< Gertrude... >> disse lui abbranciandola e assaporando il suo profumo di rose. La nostalgia lo invase.

<< Alarico, sai che devo partire, il mio vero marito mi aspetta... >> aveva la voce rotta, stanca... con dolore, si gigirò i pollici nel grembo.

<< Guardami e dimmi che non lo farai... devi restare qui!>> Sbatte i pugni sul marmo ferendosi poco alle dita. Poi la prese per il viso.

Questo è un esempio di dialogo alla giusta velocità, che fa ben capire oltremodo le azioni dei personaggi, le loro emozioni e ce li fa apparire reali. Qui mi sono permessa (chiedo scusa se ho preso screen, ma è per essere più veloce) di riportare un esempio dei dialoghi che usi:

<< A quanto pare è proprio nel suo mondo di fatine...>> sentii una voce familiare dietro di me, la conoscevo benissimo, la voce del mio peggiore incubo.

Mi ripresi dalla trance [ecc...] e notai con angoscia che davanti a me c'erano Angeline e Baylee, la quale aggiunse: << Non solo di fatine, ma di unicorni e principi...>> rise, poi si sporse in avanti guardandomi con sarcasmo e malvagità: << te ne sei immaginata uno biondo e bello sul cavallo bianco? >> Schioccò la lingua sorridendo con un cipiglio di pura cattiveria. Io la guardavo assottigliando lo sguardo, con le viscere che mi ribollivano dentro. Le sentivo bubbolare.

<< Magari chissà, ti dichiara il suo amore...>> disse ciò, allungando di molto la vocale dell'ultima parola, decisi di voltarle le spalle, mostrando indifferenza. Chissà se si sarebbero spente... Ma Angeline continuò: << Povera è ridotta proprio male... costretta ad immaginarsi il fidanzato!>> Aprirono le loro bocche per gettare ampie e sguainate risate.

Guarda, ora, quanto hai velocizzato tu riassumendo in pochissima narrazione un dialogo così bello, e quanto ho rallentato io levando dialogo in eccesso e aggiungendo più narrazione e descrizione. Quanto cambia ora l'atteggiamento delle due? Risultano anche più stronze, che è ciò che devi trasmettere al lettore.

Le cose sono tutte connesse tra di loro. Più di quanto si pensi. Non ci può essere dialogo ben fatto se scarseggia la descrizione e di conseguenza non ci sarà mai uno stile elaborato senza un ottimo apparato descrittivo, che potrebbe anche salvare le chiappe ad un dialogo mal fatto, e non ci potrà mai essere una narrazione scorrevole se la grammatica è mal impostata e senza un ottima caratterizzazione dei personaggi non ci potrà mai essere un libro che coinvolge il lettore. E infine senza tutto questo non ci sarà mai un libro di qualità ma solo una favola per ragazzini. Se sbaglio, avanzate critiche.

I personaggi li ho lasciati alla fine, non ho molto da dire su di loro. Angeline e Baylee sembrano semplici comparse, messe lì apposta per rompere le scatole ad Amanda. Di altro non traspare a parte la loro antipatia, che è anche mal espressa: a me sono parse solo due ragazze un po' sceme, ma non mi hanno dato quel senso di antipatia molesta che forse avrebbero dovuto dare. Angeline in particolare viene approfondita in un capitolo a parte, il che è davvero da apprezzare. Ma non basta dedicare ai personaggi qualche sporadico capitolo (anche mal messo) a dargli degno risalto.

Cyn e El stessa cosa, la differenza è che loro sono gentili, simpatiche, molto affiatate, mi sembrano davvero simili e ovviamente tutte disponibili per Amanda. Si legge di più nel capitolo a lei dedicato, purtroppo però anche lì il tutto è deviato sulla quotidianità, sulle chiacchierate degli altri personaggi e non si riesce ancora a capire in profondità il personaggio.

La cosa più strana che mi è capitato di leggere riguarda le altre due amiche di Amanda: Dana e Savannah. Queste due belle figliole entrano nella scena dai primi capitoli, sempre per Amanda, mostrando apertamente una diffidenza e antipatia per le altre due (Cyn ed El) nonchè per i ragazzi, tanto che quasi nemmeno accettano di andare a pranzo assieme quando la protagonista le invita. Al tavolo viene descritta ancora questa diffidenza che poi si scioglie subito, visto che le due parlano e sbraitano con tranquillità verso tutti, come se non fosse successo nulla. Non è ancora stato spiegato il perché di questa diffidenza iniziale e come d'improvviso tutto sia tornato alla normalità. Ciò è davvero strabiliante...

I ragazzi per me poi sono un mistero a livello Kadmoniano. Solo Nathan emerge un po' di più e da quello che è emerso si capisce che è un po' il classico ragazzo antipatico che poi diventa gentile con la protagonista. Lui è diviso, non sa se stare dalla parte dei suoi amici o da quella della sua ragazza (Che per spoiler non rivelo), ma il suo essere antipatico è davvero surreale, forzato, ingiustificato, non si capisce perché fa così, ma lo fa. Solo per stuzzicare Amanda e magari mi aspettavo stuzzicasse anche tutte le altre ragazze, che stanno sui maroni ad Angeline. Ma anche se lo facesse per altro, sarebbe bello approfondire questa sua bipolarità, cosa che non accade.

Già nell'analisi dei personaggi si potrebbe avvistare il problema successivo: egocentrismo di Amanda. Non che lei nella storia sia egocentrica, ma proprio come piano logico dei personaggi, tutti vanno da Amanda, tutti parlano di Amanda, tutti stanno solo con Amanda, tutti prendono in giro solo Amanda. Pure il professore di latino... Ma non esiste solo Amanda, per l'appunto. Hai inserito un carro di personaggi, anche troppi per una storia normale, e nessuno di essi viene messo in evidenza, ma sono tutti "servi" di Amanda. E tutti rigorosamente isterici; urlano quasi sempre in pratica, sono sempre agitati, nervosi, iperattivi. Sì ok per quelle volte in cui Amanda sta male, l'agitazione ci sta, ma qui è preponderante ed esagerata...

Amanda dovrebbe farsi da parte e lasciare un minimo di spazio agli altri. Pure al preside, che è tipo... Non so, è lì solo per impicciarsi ogni tanto della salute della ragazza, chiarirci dei punti della trama e sempre in perenne fretta. È un preside, non un ministro.

Su Amanda infine rimango perplessa... È simpatica, timida, un po' pessimista... un tantino spaesata, tra le nuvole; i suoi malesseri sono angoscianti tanto che mi pare più bulimica/anoressica che inflitta dalla piaghe del suo potere magico, anche se questi malesseri hanno un suo perchè nella trama. Altro non traspare se non, devo riconoscere, una sua trasformazione: all'inizio l'ho trovata molto infantile, successivamente però matura molto e diventa più profonda e adulta. I suoi malesseri però sono una costante dei primi capitoli, tutti di fila ciò è davvero stancante alle volte, cerca di spalmare questi aspetti e di non concentrarli troppo in capitoli di seguito.

Voto complessivo: 6-

Riassumendo, preciso che non bisogna per forza assimilare uno stile complesso o come descritto in questo giudizio. Quello è un punto di partenza, uno spunto, ma ogni scrittore deve codificare il SUO stile personale, tuttavia deve farlo in maniera armonica, accessibile ad un numero più vasto di persone possibili. Altrimenti ci facciamo capire solo da chi vogliamo noi.

Il libro non è scarso e nemmeno mediocre, ha una buona base da cui partire, la trama è carina sebbene non originale nel panorama del genere, ma se ben svolta può davvero portare questo libro a piani molto più alti, ma appunto c'è ancora una lunga strada da fare, se l'autrice ci tiene a percorrerla. Qui è una scelta sua: vuoi rendere brillante la tua opera o lasciarla così? Decidi tu, hai il libero arbitrio, io ho dato solo un punto di vista avvalorato da argomentazioni, che può essere condivisibile così come no. Il passo decisivo non è e non deve essere mio, ma solo dalla diretta interessata.

Spero di non averti ferita in qualche modo, ho cercato di esser più delicata possibile. Mi scuso se ho usato espressioni che possono averti urtato, non era nelle mie intenzioni. Buona fortuna per tutto!❤

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